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6.5/10
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Info:
Storia: Buronson.
Disegni: Kentaro Miura
Anno: 1992.
Volumi totali: 1.
Target: Seinen.

Trama:
Due membri della Yakuza si recano a Barcellona, perché uno di loro è innamorato di una reporter che al momento si trova lì. Successivamente il gruppo, tra reporter e Yakuza, viene portato avanti nel tempo nel 2031 da un vecchio sciamano cartaginese. Lo scenario è post-apocalittico e il Giappone non esiste più come nazione. L'unica nazione che governa il mondo futuristico, danneggiato a causa del nucleare, è Neo Europa.

Recensione:
Japan tocca un genere caro a Buronson, il post-apocalittico. Inutile che vi parli di Ken il guerriero, che ha ispirato in alcuni tratti anche lo stesso Miura in Berserk. Non a caso questo lo ritengo per ora il manga di Miura più riuscito dopo Berserk. Si tratta di un manga che secondo me non aggiunge molto al genere del post-apocalittico, ma risulta comunque abbastanza interessante da leggere. La cosa che mi ha colpito di più in questa lettura è la critica al Giappone e ai giapponesi. Infatti dopo il disastro, i giapponesi sono ormai irriconoscibili e hanno perso identità come popolo. L'elemento che salta di più all'occhio è il fatto che sia proprio Yashima, uno Yakuza, quello più attaccato al suo paese in quel momento. Infatti diventerà lui stesso il simbolo di una nuova rivoluzione, e perché no, anche un modello di speranza per gli abitanti di Neo Europa. Ciò non vuol dire che il manga esalti la Yakuza, tutt'altro. Il significato che ci ho trovato è proprio quello di voler svegliare le coscienze dei giapponesi, che secondo l'autore non hanno una vera indentità come popolo nemmeno nella realtà. A volte è un po' retorico, è vero, e anche il senso di affrettato si fa sentire in alcuni passaggi. Come per esempio la "storia d'amore" tra Akira e Yoko, che si innamorano di punto in bianco, da un momento all'altro. È troppo frettoloso anche il momento in cui vengono a contatto con i cartaginesi che li portano avanti nel tempo. La storia è quindi abbastanza semplice, ma efficace nel messaggio che vuole mandare. Nonostante io non creda che i giapponesi siano così mal visti dal resto del mondo, o peggio che siano gli unici ad essere visti in tal modo. I personaggi d'altro canto sono veramente semplici e non hanno certo grande spessore, sembrano più degli stereotipi. Yashima è il classico personaggio rozzo ma buono, per fare un esempio. Il disegno invece è spettacolare, come da sempre ci ha abituato Miura. Costruzione delle tavole fantastica, espressioni chiare, e dettagli maniacali. Perfette anche le prospettive e le proporzioni. Come sempre nel disegno di Miura ciò che si nota di più è il meraviglioso utilizzo di "tonalità" molto scure e grottesche.
Piccola parte SPOILER:
Negli spoiler volevo parlare in particolar modo del finale. Infatti l'opera di Buronson e Miura non finisce realmente. In quanto si blocca nel momento in cui Yashima decide di creare una nazione chiamata per l'appunto Japan, indipendente da Neo Europa. È un finale che ho apprezzato, per lo spiraglio di speranza che lascia. Tuttavia sicuramente non era quello il finale programmato. Infatti nell' introduzione del volume a cura di Max Brighel, viene detto che a Miura non fu più possibile continuare a disegnare Japan a causa dell'enorme successo che stava avendo con Berserk.

Conclusioni:
Japan è un manga che tutto sommato consiglio, soprattutto ai fan di Buronson, di Miura, e del post-apocalittico. Come detto in precedenza è un titolo che non aggiunge molto al genere, ma si lascia leggere senza sforzo. Anche grazie agli splendidi disegni di Miura. Purtroppo invece i personaggi non sono tra i punti di forza del manga. Sicuramente un'opera su commissione, ma che grazie alla dimestichezza di Buronson con il genere, si propone come una lettura interessante.

Voto: 6.5