Recensione
Shibuya Goldfish
8.5/10
Recensione di W1nt3r's Tale
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Questa è la storia di un ragazzo che "quel giorno" era tutto solo a Shibuya con aria malinconica. È il racconto di Hajime Tsukiyoda; con questa frase termina uno degli ultimi capitoli di Shibuya Goldfish, ma credo sia perfetta per iniziare la recensione.
La storia racconta di come dei pessci rossi mangiauomini abbiamo invaso Shibuya, uccidendo migliaia di persone. So bene che, da quanto detto, questo manga può sembrare una roba trash fatta per parodizzare un determinato tipo di storia, ma vi assicuro che non è così. Si tratta, infatti, di una storia alla The Walking Dead, con questi pesci mangiauomini al posto degli zombie. Nel corso della storia, ovviamente, conosceremo ľorigine di questi mostri e quella dei nostri personaggi, tutti ben caratterizzati tra ľaltro.
Le scene di violenza non sono particolarmente disturbanti, ma ciò che non vediamo è compensato dall'angoscia, dalla disperazione, dalla rabbia e dalla paura provate dai personaggi, sentimenti dominanti soprattutto nella prima metà della storia.
Non pensate che si tratti di una storia esclusivamente horror, in quanto abbondano le scene di combattimento tra i personaggi e i pesci, soprattutto quando in scena appare la Martora di Shibuya (The Shibuya Sable), un barbone che ammazza i pesci rossi a colpi di asce, seghe, spranghe e qualsiasi altro attrezzo possa vagamente fare del male ad un essere vivente.
I disegni sono ben fatti, non particolarmente elaborati, ma comunque puliti e sempre chiari.
La storia ha una durata accettabile (11 volumi), ed è abbastanza scorrevole, anche grazie alle scene di combattimento ben distribuite nei vari capitoli.
Sono abbastanza sicuro che questo manga sarebbe molto più famoso se ne facessero un anime o un film. Purtroppo, invece, è un manga quasi sconosciuto. Un grandissimo peccato.
Una lancia va spezzata a favore dell'edizione proposta dalla Goen. Si tratta infatti di volumi belli grandi e con sovraccoperta, al prezzo di 7 euro ľuno (prezzo oggi inconcepibile anche per le edizioni peggio realizzate). Ľunica pecca effettiva è che in uno degli ultimi volumi la carta con cui sono stampate le pagine è troppo sottile e si contano diversi errori di battitura in ogni volume.
Tralasciando le pecche dovute al ľedizione, trovo che Shibuya Goldfish sia un piccolo gioiello da riscoprire, dimostrando che anche un manga che sembra una "stronzata" può essere un prodotto estremamente valido.
La storia racconta di come dei pessci rossi mangiauomini abbiamo invaso Shibuya, uccidendo migliaia di persone. So bene che, da quanto detto, questo manga può sembrare una roba trash fatta per parodizzare un determinato tipo di storia, ma vi assicuro che non è così. Si tratta, infatti, di una storia alla The Walking Dead, con questi pesci mangiauomini al posto degli zombie. Nel corso della storia, ovviamente, conosceremo ľorigine di questi mostri e quella dei nostri personaggi, tutti ben caratterizzati tra ľaltro.
Le scene di violenza non sono particolarmente disturbanti, ma ciò che non vediamo è compensato dall'angoscia, dalla disperazione, dalla rabbia e dalla paura provate dai personaggi, sentimenti dominanti soprattutto nella prima metà della storia.
Non pensate che si tratti di una storia esclusivamente horror, in quanto abbondano le scene di combattimento tra i personaggi e i pesci, soprattutto quando in scena appare la Martora di Shibuya (The Shibuya Sable), un barbone che ammazza i pesci rossi a colpi di asce, seghe, spranghe e qualsiasi altro attrezzo possa vagamente fare del male ad un essere vivente.
I disegni sono ben fatti, non particolarmente elaborati, ma comunque puliti e sempre chiari.
La storia ha una durata accettabile (11 volumi), ed è abbastanza scorrevole, anche grazie alle scene di combattimento ben distribuite nei vari capitoli.
Sono abbastanza sicuro che questo manga sarebbe molto più famoso se ne facessero un anime o un film. Purtroppo, invece, è un manga quasi sconosciuto. Un grandissimo peccato.
Una lancia va spezzata a favore dell'edizione proposta dalla Goen. Si tratta infatti di volumi belli grandi e con sovraccoperta, al prezzo di 7 euro ľuno (prezzo oggi inconcepibile anche per le edizioni peggio realizzate). Ľunica pecca effettiva è che in uno degli ultimi volumi la carta con cui sono stampate le pagine è troppo sottile e si contano diversi errori di battitura in ogni volume.
Tralasciando le pecche dovute al ľedizione, trovo che Shibuya Goldfish sia un piccolo gioiello da riscoprire, dimostrando che anche un manga che sembra una "stronzata" può essere un prodotto estremamente valido.