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Seconda stagione pazzesca. Per me il punto è sempre lo stesso: va guardata come un elseworld, non come una trasposizione 1:1 dei giochi e in quest’ottica funziona benissimo.

Prende l’anima tamarra, pop e melodrammatica di Devil May Cry e la rilegge in chiave televisiva, dando più spazio ai rapporti, ai traumi e alle dinamiche tra i personaggi. Dante e Vergil sono il cuore della stagione: il loro legame tragico regge tutto, alternando momenti assurdi, action sopra le righe e un peso emotivo sorprendentemente forte. Anche Lady ne esce molto bene, più umana e tormentata (e anche meno sboccata ahah)

Tecnicamente la serie è cresciuta: regia più sicura, ritmo altissimo, soundtrack devastante e tante sequenze che sembrano videoclip anime costruiti per gasarti. Un prodotto pieno di reference, ma non schiavo del fanservice.

Si può discutere ogni scelta, ovvio, ma continuare a criticarla solo perché “nei giochi è diverso” per me è un approccio poverissimo. Presa per quello che vuole essere, una reinterpretazione con una sua identità, questa stagione funziona eccome!