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Il manga racconta delľavventura del prode Arus, discendente del prode Arel, nella battaglia contro il Re Magico Imajin. Da queste parole si potrebbe pensare che Dragon Quest - ľEmblema di Roto sia il classico viaggio delľeroe che deve fare una cosa particolarmente difficile con l'aiuto dei suoi compagni, il che non sarebbe sbagliato, ma c'è altro da dire. Innanzitutto bisogna ricordare che il manga deve moltissimo a Dragon Ball, sia dal punto di vista grafico che da quello narrativo, soprattutto in alcuni espedienti. Per quanto sia tutto sommato breve (l'ultima edizione conta 15 volumi, mentre quella pubblicata tra il 1998 e il 1999 ne conta 21 molto sottili) dà ľidea di star vivendo un viaggio lungo e pericoloso, quasi epopeico, attraverso il quale non conosciamo solo Arus, Kira, Yao e Poron, ma anche Imajin, Jagan, Gorgona (Golgona nella tradizione degli anni 90) e molti altri.
La caratterizzazione ben definita di tutti i personaggi, nonostante la brevità complssiva della storia, infatti, è uno dei tanti punti di forza di questo manga, come losono anche i disegni, praticamente uguali a quelli di Dragon Ball (come già detto in precedenza) e sempre chiari e comprensibili, con scene ďazione chiare e dinamiche.
La caratteristica migliore di questo manga, secondo me, è la sua "delicatezza". Non intendo dire che non ci sono scene di violenza, ma che la resa di queste non le porta ad essere disturbanti agli occhi del lettore, il che rende la serie adatta anche a quei lettori che non amano i combattimenti, il sangue, i mosti tagliati a metà e cose del genere.
Ľunico "difetto" che si può riscontrare in questo manga è la lentezza di alcuni capitoli. La maggior parte di essi, per fortuna, è molto scorrevole, ma ce ne sono alcuni (soprattutto nella prima metà) che sono davvero lenti. Questa cosa non fa percepire (almeno a me) il fumetto come brutto o realizzato male, ma allunga ľesperienza di lettura.