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Giuseppes93

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Capitan Harlock è una serie del 1978 che consta di 42 episodi, prodotta dal celebre Leiji Matsumoto (Star Blazer, Galaxy Express 999).

In un futuro (non troppo) lontano, indicato dall'autore come 2977, la Terra si trova in una condizione di pace, priva di conflitti di sorta, in cui tutte le nazioni sono state unificate sotto la guida di un unico governo mondiale. La maggior parte della popolazione mondiale, grazie al notevole progresso tecnologico raggiunto, non lavora più, si limita a passare le proprie giornate nell' ozio e nel divertimento, e la classe politica che la governa è l'esatto specchio di essa: corrotta e cieca di fronte ai reali problemi della gente, che tra l'altro comanda e assoggetta alla propria volontà attraverso l'emissione, da parte di televisione e radio, di particolari radiazioni.
L'unica speranza per la razza umana ridotta in simili e infime condizioni è Harlock, un pirata spaziale che, a bordo della sua nave spaziale Arcadia, solca lo spazio attorno al pianeta Terra proteggendola da eventuali attacchi extraterrestri e "intercetta" come dice lui, carichi di risorse nutritive e non, dirette verso la Terra, che sarebbero sicuramente sprecate e sperperate.
La storia prende avvio quando un giovane, Tadashi Dayu, decide, in seguito all'assassinio di suo padre (un'illustre scienziato) ad opera delle Mazoniane (extraterrestri originari del pianeta Mazone determinati a fare della Terra la loro seconda patria), di entrare a far parte dell'equipaggio dell'Arcadia per trovare finalmente vendetta.

La figura di Harlock è sicuramente una delle più importanti e rappresentative della storia dell'animazione giapponese: egli è un uomo che ha deciso di sua spontanea volontà di abbandonare la Terra, il suo pianeta d'origine, e lo fa proprio per l' amore che prova per la sua patria, perchè è uno dei pochi ad aver compreso il male che la affligge; ma anche per un profondo desiderio di libertà, quella libertà, non più garantita da un governo sordo e corrotto e che solo l'immenso universo può restituirgli.
Una figura quindi, di alti ideali ma anche dotata di grande umanità, carisma e sopratutto della consapevolezza che, per quanto nobili e giusti, non sempre i nostri ideali possono essere messi in pratica; e sarà proprio questo che Harlock cercherà di trasmettere a Tadashi, nel quale il pirata, inevitabilmente, rivede sé stesso da giovane.
Oltre alla figura di Harlock, impareremo a conoscere e ad amare anche le figure di molti altri componenti dell'equipaggio dell'Arcadia, il loro passato e le motivazioni che li hanno spinti a "giurare di lottare e morire per la bandiera della libertà".

Ma un altro pezzo forte dell'anime è la colonna sonora: probabilmente una delle migliori che io abbia potuto ascoltare in una serie: musiche veramente indimenticabili, dalle melodie più tristi e struggenti, ad epiche composizioni che accompagnano sapientemente le scene di guerra.

Si potrebbe avere da ridire sul comparto tecnico, ma francamente, per l'epoca, mi sembra assolutamente in linea con le altre opere se non superiore.

Un anime che, quindi, nonostante sia del lontano 1978 e ambientato in un futuro lontano, sa essere, con la sua spietata e lucida critica sociale, tremendamente attuale. Un anime che, nonostante gli innegabili (ma del tutto comprensibili) difetti tecnici, sa trasmettere forti messaggi e alti ideali e per questo ne è vivamente consigliata la visione, soprattutto alle nuove generazioni, che sembrano aver perso quei sani principi che il Pirata Spaziale saprà sempre regalare.


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AkiraSakura

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Ed eccomi a recensire l'ennesimo anime capolavoro dei tempi che furono, dato il forte degrado qualitativo che sta recentemente subendo l'animazione giapponese moderna. La serie classica di Capitan Harlock è infatti uno dei lavori più notevoli di Matsumoto nel suo periodo d'oro, che coprì l'arco temporale dal '74 ("Star Blazers", "Galaxy Express 999") ai primi anni '80 ( "La regina dei mille anni").
Capitan Harlock è l'eroe assoluto, ma allo stesso tempo è l'anarchico per eccelenza. Questo fatto, unito alla forte critica che questo anime rivolge alla società moderna, crearono non pochi problemi nella sua messa in onda italiana.
In un mondo futuristico, in cui la tecnologia compie tutti i tipi di lavori al posto dell'uomo, regna l'apatia. Le persone vengono ipnotizzate, dall'ottuso governo mondiale, attraverso i programmi televisivi, che esercitano un controllo ben marcato sulle loro menti. Tuttavia esistono ancora uomini liberi, soli, che vagano nello spazio in cerca della conoscenza e della verità. Questi sono i pirati, di cui Capitan Harlock è l'indiscusso leader. Harlock è quindi senza famiglia, senza terra, ripudiato e detestato dai suoi simili.
Le mazoniane, potente regno alieno di stampo matriarcale, il primo ad abitare la terra nei millenni che furono, rivendica la sua seconda patria e intende invadere il pianeta. Tuttavia l'umanità è talmente regredita, e i suoi politici sono talmente simili a quelli italiani, che la pericolosa minaccia viene ignorata.
Harlock quindi dovrà cercare di difendere, con la sua formidabile Arcadia e i suoi quaranta uomini, i suoi simili, che tanto lo disprezzano. Questo perchè sulla terra vive Mayu, la giovanissima figlia del suo defunto amico Tochiro, che necessita di un futuro, e di "prati in cui crescono i fiori", in cui poter correre libera.
L'impenetrabile e oscuro Harlock, infatti, si recherà spesso, nei primi episodi della serie, a far visita a Mayu. Tuttavia egli si rifiuterà sempre di far salire la piccola a bordo della sua nave, per una promessa fatta a Tochiro, incurante delle umiliazioni che la piccola deve subire per via del suo nome. Ho sempre trovato l'inizio della serie un po' lento a causa di questo via-vai continuo dell'Arcadia dallo spazio all'orfanotrofio di Mayu, tuttavia dopo questa fase introduttiva la serie ingrana per bene, sopratutto nella seconda metà.
La grandezza di questo anime, oltre al comparto tecnico e sonoro, che sono ottimi per l'epoca, si nota nella caratterizzazione dei personaggi: vedremo infatti le Mazoniane, durante la guerra contro l'Arcadia, dividersi in fazioni, provare sentimenti, soffrire. Infatti è grande la sofferenza della loro regina, Raflesia, che deve gestire un popolo il cui pianeta natio, "Mazone" è diventato invivibile e deve trasferirsi per necessità sulla terra. Quindi quella che dovrebbe essere la "cattiva" per eccellenza, in realtà nasconde la sua umanità e fragilità dietro la maschera della regina spietata.
Allo stesso modo Harlock è un romantico, che, nella sua camera, nella poppa dell'Arcadia, ascolta, con un calice di vino in mano, le nostalgiche note che escono dall'arpa della sua Geisha, Met, rimembrando il passato, con lo sguardo fisso verso l'ignoto.


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kaio1982

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Capitan Harlock è uno dei primi anime di Matsumoto, qua in Italia lo conoscono tutti, ma quanti l'hanno realmente visto per intero? Io per anni ho ignorato Harlock, per via del suo aspetto grafico retrò. Un giorno guardai un video sul web del primo episodio e ne rimasi subito colpito dalle sue molteplici qualità. Dopo qualche giorno comprai i dvd è ne rimasi stupito, tanto questo signor anime abbia ancora da dire in termini di storia, stile, narrazione e perfezione degli episodi. Lui appare subito, dopo un'introduzione superba in cui una voce fuoricampo narra del degrado della società moderna in un modo splendido, specificando la data, 2977! Dopo pochi istanti, si sente un fischiettare poetico nello spazio, ed Harlock viene presentato così: vaga verso stelle lontane, il suo vessillo è un teschio bianco in campo nero, vive la sua vita in uno spazio senza confini e senza domani, in armonia con le leggi dell'universo, libero! Introduzione leggendaria, corrispondente molto, a quelli che sono i principi di libertà di un uomo! La storia è molto avvincente, ma soprattutto, molto più sofisticata di quello che si possa pensare. La sua particolarità, ad esempio, è il fatto che Harlock sia considerato un fuorilegge spaziale del tutto escluso dalla società di quel lontano periodo e braccato come criminale, anche quando la terra riceve un inquietante Pennant, su cui sono incisi caratteri stile Maya. Si tratta di un chiaro avviso, da parte di una civiltà extraterrestre che non vuole invadere la terra (sarebbe banale) bensì tornare nella sua patria d'origine! Ben presto Harlock dovrà vedersela col potente impero Mazoniano, composto da splendide donne dalla pelle chiara, dall'indole spietata, calcolatrice e comandate dalla regina Raflesia. La cosa davvero sorprendente è la totale indifferenza dei governanti; che pensano solo ai fatti propri e, ignorando la minaccia evidente, continuano a prendersela con Harlock, che oltre a difendersi da uomini insulsi, dovrà affrontare la minaccia Aliena; sia nello spazio che sulla terra. Davvero innovativa risulta la regia di ogni singolo episodio, ed è tuttora incredibile, come ogni puntata sia utile alla storia, con totale assenza di filler. Lo stile abbonda ovunque, nelle frasi che pronuncia Harlock, nella sceneggiatura e nei momenti riflessivi; accompagnati da dolcissime melodie. La grafica è ovviamente retrò ed è semplice, tranne i colori dei fondali , che sono intensi e ben disegnati; il character design è di un Matsumoto agli esordi, ma già capace di distinguersi per il suo famoso modo di rappresentare donne eteree e slanciate e uomini dall'inconfondibile taglio di capelli. Altra analisi doverosa riguarda la perfezione del disegno di ciascun personaggio perché, anche se hanno un dettaglio basso, il tratto risulta perfetto, pulito, senza i classici segnetti di tratteggio che accennano i particolari. Capitan Harlock è un uomo disposto a tutto per la sua cara terra e dal cuore nobile come nessuno, sempre al comando della mitica e tecnologica Arkadia. In definitiva, per chi non lo avesse ancora visto e pensa di ritrovarsi davanti ad un anime vecchio, non posso far altro che consigliarlo! Ne scoprirà un anime superbo che non teme il passare del tempo!


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Antoine

Episodi visti: 42/42 --- Voto 9
"Capitan Harlock" è senza dubbio uno dei capisaldi dell'animazione giapponese, nonché della fantascienza in generale, per la sua originalità nel tratteggiare personaggi splendidi e completi in un contesto, l'universo e la Terra del futuro, così malinconicamente e pessimisticamente tratteggiato. Leiji Matsumoto credo che o piaccia o non piaccia: ha vari difetti, tra cui personaggi troppo simili tra le sue numerose serie, nonché lo scarso - se non inesistente - rispetto della continuity. Nonostante questo, io mi inserisco nel primo gruppo, quelli a cui piace.

Fra le varie serie da lui create, senza dubbio "Capitan Harlock" è la più completa, perché - almeno nella versione animata - ci viene presentato un conflitto, e quindi una trama, che ha un inizio e una fine.
Siamo nel futuro, nell'anno 2977. Harlock è un pirata dello spazio, in viaggio verso un'indefinita meta, alla ricerca della libertà estrema, a bordo della sua astronave, l'Arcadia - qui nella versione blu, la più bella e slanciata rispetto all'Arcadia verde delle altre serie. Insieme a lui viaggia un equipaggio di 40 membri, o meglio 41 (ma non faccio spoiler!), tra i quali spiccano Yuki, donna giovane e coraggiosa, Yattaran, simpaticamente intento a star dietro ai suoi modellini di astronavi, Tadashi, ragazzo irruento e poco riflessivo, e, infine, la misteriosa e interessante Meeme, aliena senza bocca ma che beve grandi quantità di alcool. Ci sarebbero poi il dottore, la cuoca, gli animali mascotte, ecc., ma sono talmente tanti e così ben caratterizzati che non c'è spazio per presentarli tutti in una recensione.
Questo strampalato gruppo, che oscilla tra il sublime e il ridicolo, è bandito dalla Terra, la quale è governata da una classe dirigente completamente apatica e dedita solo al divertimento. Anzi, l'intera umanità, con pochissime eccezioni, grazie al benessere ormai diffuso ovunque grazie alla tecnologia, è sprofondata nel più completo edonismo, incurante dei valori e della salvaguardia dello stesso pianeta.
In questo contesto, arriva una minaccia, di cui quasi nessuno sulla Terra, tanto meno i governanti, si preoccupano: un esercito alieno vuole conquistare il pianeta e farne la sua patria. Si tratta delle Mazoniane, popolo formato da bellissime donne, guidate da Raflesia, la loro regina. Harlock e i suoi, per vari motivi, si troveranno a combattere Raflesia, fino allo scontro finale.
In tutto questo, ogni personaggio è coinvolto profondamente, chi più chi meno. Inoltre, non mancheranno le apparizioni di due personaggi chiave del lejiverse, forse i migliori: Tochiro ed Emeraldas.

In 42 episodi la trama è molto ben sviluppata, spiegando passo passo - e quindi incuriosendo lo spettatore - tutti i retroscena, dalle vicende personali dei singoli membri dell'equipaggio all'origine (molto affascinante) del popolo mazoniano. Raflesia e il suo popolo sono un nemico singolare e per niente scontato, dal momento che, a differenza dei soliti "cattivi", hanno validissimi motivi per intraprendere l'azione di conquista della Terra. Sono un popolo guerriero, con valori, pregi ma anche difetti, che ricordano l'umanità del passato, imperfetta ma pronta ad autodeterminarsi. In confronto i terresti fanno una magra figura e, se è scontato tifare per Harlock, non lo è così tanto nei confronti degli umani.

La trama è ben diluita, sebbene, talvolta, ci siano diversi episodi troppo fini a se stessi, soprattutto a metà dell'intera serie. Nonostante questo, il ritmo generale non è intaccato e si arriva piacevolmente allo scontro decisivo tra Harlock e Raflesia.
La regia di Rintaro è come al solito adeguata. È un regista molto posato, che lascia parlare più la storia piuttosto che sottolineare sempre la propria presenza. Con questo non voglio dire che è una di quelle regie piatte dove non succede niente, semplicemente Rintaro non è uno invasivo e rende un servizio alla trama. Detto questo, ci sono ovviamente delle scelte registiche, che si esplicano soprattutto per via estetica: scene bicolore, inquadrature con animazione limitata "a effetto", rallentamenti suggestivi. Ottime le battaglie navali nello spazio, sempre chiare e mai noiose anche per chi, come me, trova tendenzialmente difficile seguire scene di lotta galattica.
Il 10 non è scattato per via del comparto grafico, che, al di là dei limiti dovuti al periodo in cui è stato prodotto, ho trovato fin troppo scabro - un anno dopo Harlock, le tv giapponesi trasmettevano cose come "Lady Oscar", animata davvero benissimo per essere una serie televisiva. Il character design rispecchia quello originalissimo (e che io apprezzo tanto) di Leiji Matsumoto, caratterizzato da donne bellissime e slanciate e uomini caricaturali al massimo, con l'eccezione dei pochissimi "bellocci" (Harlock e Tadashi). Tuttavia, la scarsa qualità dei disegni non rende giustizia all'impostazione base data ai personaggi: così, mentre i simpatici e brutti omini sono sempre fatti bene (a causa della loro rotonda semplicità), i bellissimi personaggi femminili sono spesso massacrati. I volti incantevolmente affusolati si trasformano in triangoli, appoggiati su colli che sono rettangolini troppo piccoli; le inverosimili ma suggestive sagome slanciate di questi corpi femminili, seducenti ed eterei, spesso sono malamente abbozzate. Gli occhi splendidamente lunghi e malinconici si riducono a poche linee, che danno una vaga parvenza del reale potenziale di questo character design. I fotogrammi veramente belli si contano sulle dita di una mano...
Le animazioni, come immaginabile, sono molto limitate; tuttavia le avrei potute accettare con più serenità, se i disegni di cui sopra fossero stati maggiormente curati. Invece così risultano un ulteriore punto a sfavore. Questo è un peccato, perché in compenso le scelte coloristiche, spesso stridenti, con rossi accostati a colori impensabili come il verde acido, mi sono piaciute molto e le ho trovate davvero adatte a questa storia ambientata in un futuro decadente.
Concludendo sul reparto grafico, però, posso dire che la qualità è estremamente costante e comunque, a livello funzionale, è adeguata. Ci sono state certe serie "matsumotiane" molto più recenti, di pochissimi episodi, con picchi qualitativi impressionanti (penso a "Space Symphony Maetel") e colori "all'evidenziatore" davvero stridenti con un chara che grida anni Settanta da tutte le linee.

Le musiche, seppure limitate nel numero dei brani, sono suggestive, evocative, adatte ai momenti, dalla malinconia all'azione degli scontri armati. Confesso, però, che a un certo punto avrei volentieri fatto a pezzi l'ocarina!
L'edizione italiana ha alti e bassi. Da un lato un doppiaggio espressivo e ben riuscito, con voci molto adatte a tutti i personaggi, in particolare Gianni Giuliano su Harlock e Noemi Gifuni su Raflesia. Colgono bene la solennità e la complessità dei rispettivi personaggi: ndimenticabile l'incontro e i dialoghi del penultimo episodio, nonostante sia stata completamente omessa la bella canzone presente nell'edizione originale. Tra i difetti troviamo qualche scelta di adattamento inspiegabile, come cambiare il nome di alcuni personaggi (senza chiari motivi): così Tadashi Daiba diventa Tadashi Dayu, Meeme diventa Met (?), Tochiro (ovviamente dovrebbe essere pronunciato Tociro) diventa Tokiro. Ma queste sono piccolezze rispetto ai dialoghi, che non sono censurati, ma spesso imprecisi e dedotti: evidentemente gli adattatori non dovevano disporre di copioni ben fatti, vista l'epoca, quasi sicuramente erano brutte traduzioni in inglese. Questo talvolta porta a qualche punto poco chiaro nei dialoghi e necessariamente ho dovuto rivedermi qualche episodio in giapponese, con sottotitoli fedeli, per chiarirmi del tutto le idee, per esempio le ultime parole che Raflesia dice a Harlock nell'episodio 41 e il momento in cui lui, nel 42, ci ripensa. La cosa è un po' fastidiosa, perché questa è una serie molto bella e ben congegnata e non mi piace l'idea che passi per difettosa. Qualche dubbio, però, m'è rimasto e non so se la visione dell'originale mi permetterà di scioglierlo: in particolare viene ribadito numerose volte che le Mazoniane sono tutte femmine e in un episodio viene chiaramente spiegato che si riproducono per via asessuata. Nell'episodio 26, però, tra la popolazione civile mazoniana compaiono anche maschi, bambini e adulti, nonché una coppia (maschio-femmina) con tanto di bebè. Ma tra le altre cose la serie ha subito qualche sforbiciata qua e là: alcune scene non avevano niente di censurabile e quindi credo che siano state fatte fuori a causa delle tempistiche televisive italiane, mentre altre sono state chiaramente eliminate perché troppo violente. Ma in generale il numero è ridotto: il sangue non manca, così come sono state risparmiate le nudità delle Mazoniane.

Concludo ripetendo quello che ho detto all'inizio: "Capitan Harlock" è una serie chiave del suo periodo e dovrebbe essere conosciuta e visionata da tutti. Detto questo, capisco che è fin troppo retrò e quindi chi ama l'azione spettacolare fine a se stessa potrebbe trovare questa serie noiosa, dal momento che punta più sul contenuto e sulle riflessioni, poetiche e malinconiche, che sul comparto grafico. Se qualcuno fosse attratto dalle serie di Matsumoto e non saprebbe da dove cominciare, allora sì, gli consiglierei vivamente questa: intrigante, riflessiva ma non pesante, con una conclusione soddisfacente e personaggi indimenticabili.

M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 42/42 --- Voto 9
È il 1978: l'universo di Leiji Matsumoto prende vita, germogliando in una delle serie d'animazione che faranno la storia. L'odissea spaziale dell'Arcadia e della sua ciurma è pronta ad avere inizio, e a segnare in modo indelebile i ricordi di una generazione. Ma una soltanto? È ciò che si chiede, un po' incredulo, il sottoscritto, cioè qualcuno che non ha avuto la possibilità di vivere sulla propria pelle l'esperienza di un'adolescenza marcata dalla figura di Harlock, ma che, eppure, con più di tre decenni di ritardo, non può che esserne rimasto stregato.
Chi è che scrive non è pertanto un nostalgico, ma un semplice appassionato di anime che, malgrado il divario generazionale, sente di aver fatto suo quel frangente di storia, e di ritenersene fortunato.

Ma la spiegazione c'è: Capitan Harlock è una di quelle opere che possiamo definire 'senza tempo', di quelle che non invecchieranno mai, nemmeno esteriormente. Ancora oggi è estremamente raro individuare in un solo anime una caratterizzazione così eterogenea di personaggi: le figure femminili, come anche quelle dei protagonisti, si distinguono con tratti affusolati ed eleganti, mentre i restanti assumono un aspetto quasi comico, molto più 'fumettistico'. L'eterogeneità investe nondimeno la qualità stessa delle animazioni, i cui alti e bassi costituiscono forse l'unica 'pecca' di produzione, d'altronde accomunabile ai tanti altri titoli dell'epoca. Tuttavia, se a dirigere è un certo Shigeyuki Hayashi, alias Rintarou, ecco che le limitatezze tecniche divengono un lontano ricordo.
Le soluzioni registiche proposte contribuiscono alla realizzazione di sequenze particolarmente suggestive, che non riguardano solo la gran presenza di battaglie spaziali, rese in maniera sontuosa e mai confusionaria, ma anche i momenti di estrema poeticità, o quelli visivamente ancora più astratti, grazie al particolare uso della colorazione e dei tagli. Molta attenzione è data all'espressività dei personaggi con frequenti primi piani che vanno a evidenziare anche i più timidi accenni del volto. Capitan Harlock può considerarsi pregevole anche dal punto di vista del sonoro, non tanto per gli effetti, ancorati agli standard del tempo, quanto per le magnifiche composizioni di Seiji Yokohama, che rendono giustizia a un tema, quello musicale, già spesso presente nella storia (si notino l'ocarina di Mayu o l'arpa di Miime), oltre ad adeguarsi perfettamente alle situazioni riscontrate.

Ma ciò che permette a questa produzione di non sfigurare in un contesto moderno è l'avvenirismo di cui è portatrice, non tanto nella storia in sé, quanto per come ci vengono presentati situazioni e protagonisti. Già il fatto che questi ultimi siano dei pirati la dice lunga sulla presunta incorruttibilità delle proprie abitudini, che includono, oltre agli atti di saccheggio nei confronti di altre navi, passatempi quali il gioco d'azzardo e il bere: da notare come al vizio dell'alcol sia soggetta addirittura una creatura estremamente delicata e femminile come Miime, che avremo occasione di vedere anche in chiaro stato d'ubriachezza.
Allo stesso Harlock il ruolo di 'pirata gentiluomo' sta veramente stretto: troppo facile ritenerlo un capitano orgoglioso ma dal fare cavalleresco; la sua figura è anti-eroistica, e incarna quella di un uomo anarchico che va contro la società tutta, non solo quella dei vertici occupati da governatori corrotti e impudenti, ma addirittura la stessa popolazione, imputata di essersi lasciata manovrare dai suddetti tramite i mass media, e di non riuscire ancora a comprendere quanto sia importante salvaguardare il pianeta che popolano - attuale, non trovate? Lo scopo di Harlock è principalmente quello di salvare la Terra, e di renderla un posto sicuro in cui Mayu, figlia di un suo caro amico, possa vivere felice: le stesse parole del capitano confermeranno come le mazoniane, intente a eliminare la popolazione terrestre, siano viste innanzitutto come intralcio al proprio cammino, e in secondo luogo come pericolosa minaccia per l'umanità. Harlock è per certi versi egoista, ma mai sleale; è autoritario sì, ma anche piuttosto tollerante nei confronti dei suoi compagni, considerati uomini liberi prima ancora che elementi di un equipaggio; è un uomo non imperturbabile ma neanche troppo sensibile, che non va troppo per il sottile quando bisogna annientare un ostacolo. Il suo personaggio è in definitiva uno dei più affascinanti mai plasmati da un pennino.

Ma a proposito di fascino, è doveroso spendere due parole sul 'nemico pubblico', quello mazoniano. Simili alla razza umana, ma solo fisiognomicamente, le mazoniane appaiono come esseri di non facile decifrazione, data la propensione a emulare buoni sentimenti, per smascherarsi poi, al momento giusto, in tutta la propria efferatezza: significativo è, ad esempio, il frangente in cui addirittura una 'bambina' mazoniana tenta di colpire a morte Tadashi.
La loro società è di tipo matriarcale e ricorda quella di insetti come le api. Lo sterminato esercito mazoniano è infatti disposto a morire pur di seguire la propria regina, Raflesia, intenzionata a 'riprendersi' l'antica patria del popolo di Mazone. Essa è probabilmente il personaggio più intrigante insieme al Capitano, se non in misura maggiore, poiché sul suo passato, e a quanto pare sulla sua stessa natura, non avremo mai risposte chiare.

Ben altro trattamento è riservato ai principali 'abitanti' dell'astronave Arcadia, dei quali comprenderemo gli stati d'animo scoprendone gli antecedenti, tutti abbastanza toccanti. Meno spazio è invece concesso, in questa serie originaria, a due dei nomi di spicco dell'intera saga, ovvero Tochiro, migliore amico di Harlock, la cui anima è ora custodita nel computer centrale di bordo della nave, ed Emeraldas, che di Tochiro diverrà la moglie, dando alla luce la piccola Mayu. La loro introduzione è forse un po' approssimativa, fatto che si risolverà in seguito con il rilascio di uno splendido lungometraggio dedicato al passato di Harlock, intitolato L'arcadia della mia giovinezza, seguito cronologicamente dai ventidue episodi della serie SSX.
Altra nota di merito, poco fa accennata, sta nelle circostanze in cui gli eventi chiave sono presentati. Se avevate il dubbio che quarantadue episodi di un'opera di fine anni '70 non potessero ormai stupirvi o incuriosirvi oltremisura, potete ora eliminarlo. L'opera si dimostra all'avanguardia anche in questo caso, presentando scene che, se adesso appaiono piuttosto forti, all'epoca avrebbero decisamente urtato la sensibilità del pubblico: scene di tortura, di nudo, di violenza sui minori, di decessi sanguinosi, sono alcuni esempi pratici, che, guarda caso, in Italia, ma credo in tutto l'Occidente, dovettero sottostare alle censure. Ma se già pensiamo agli stessi ideali politici di anarchia e di lotta al sistema e al controllo mediatico qui proposti, s'intuisce quanto 'scottante' potesse considerarsi la sua messa in onda.
Se al grado di maturità di immagini e temi percepiti, aggiungiamo la bellezza della storia e la raffinatezza della sceneggiatura, la simpatia e l'ardimento di memorabili personaggi, la carica emotiva e morale di alcuni passaggi narrativi, l'eleganza della veste grafica e l'imponenza delle musiche che vi fanno contorno, ecco che Capitan Harlock si colloca di diritto tra le esperienze d'intrattenimento che ogni rispettabile appassionato d'anime, prima o dopo, dovrebbe provare.


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HaL9000

Episodi visti: 42/42 --- Voto 9
Parafrasando una vecchia pubblicità, "Harlock, basta la parola!".
Non è che si possa aggiungere molto a quello che è già stato detto e scritto su quest'anime; è semplicemente un mito della mia giovinezza, di quando gli anime muovevano i primissimi passi nel mercato italiano. All'inizio erano i robottoni invincibili a farla da padrone, poi sono arrivati prodotti un po' più diversificati: "Lamù", "Gundam", "Remì" eccetera, eccetera.

Mi si perdoni quindi un po' di "nostalginite acuta" quando parlo di Harlock; per me si trattò di una sorpresa. Non era un anime politicamente corretto, per niente. In fondo il comandante Harlock è un personaggio anarcoide, che guida una ciurma di anarcoidi che, quando non combattono, passano il tempo a bere e giocare a soldi nei lunghi corridoi dell'Arcadia. In fondo i politici terrestri, ma anche la gente comune, sono rappresentati come una manica di smidollati a cui interessa solo il quieto vivere e il divertimento, fino al punto di non riconoscere dove sta il vero pericolo, anzi, considerando Harlock il solo vero nemico.

Anche i "nemici" di Harlock, non sono rappresentati convenzionalmente: sono bellissime donne, tanto belle quanto spietate. Mi colpì anche il fatto che qua e là comparivano brevissime scene di nudi femminili: ora è la norma, ma allora era qualcosa di rivoluzionario.
Insomma, per me questo lavoro ha contribuito, insieme ad altri ovviamente, a scrivere una pagina della storia dell'animazione, e a dettare nuove regole stilistiche e nuove idee per i lavori successivi. Imperdibile.


 1
Devil

Episodi visti: 42/42 --- Voto 9
Nel grande panorama dell'animazione nipponica, sempre più crescente anno dopo anno, ci sono baluardi che non possono e non si devono ignorare, perché pilastri di questo grande mondo, opere che hanno permesso di creare i grandi successi di oggi, titoli che rimarranno nell'immaginario collettivo di tutti gli appassionati proprio per il grande carisma che hanno, per i personaggi così memorabili e indimenticabili, opere che hanno segnato un'era. Sicuramente un periodo che ha contribuito a formare l'animazione con i suoi generi è la decade 70's dove abbiamo visto ben due innovazioni del genere mecha, da Nagai con il suo mastodontico 'Mazinger Z' a Tomino con il realistico 'Mobile Suit Gundam', due modi opposti d'intendere la visione di potenti robot da combattimento, il genere supereroistico impregnato dell'influsso americano (basti ricordare 'Hurricane Polimar' e 'Kyashan'), 'Cutie Honey' che ha gettato le basi per le eroine trasformabili (madre del grande successo degli Anni '90 'Sailor Moon') e anche la fantascienza, di cui Leiji Matsumoto, importantissimo autore di questo genere, ha fatto il suo campo incontrastato e della quale, tutt'ora rimane un maestro insuperabile.
Una delle opere più importanti del mangaka, se non la più importante di tutte, narra la vicenda di un uomo, solo. Questa persona, rifiutata da tutto e da tutti, si ritroverà a suo modo a dovere combattere una guerra disperata proprio per difendere il suo pianeta, lo stesso pianeta che lo ha cacciato e ottusamente perseguitato per la sua coerenza e fermezza d'animo. Stiamo parlando di Capitan Harlock.

La serie vede la luce nel 1977 sotto forma cartacea e subito dopo, nell'anno successivo, come trasposizione animata, per mano della Toei Animation e supervisionata dallo stesso Matsumoto, che portava avanti i due lavori parallelamente. L'autore ha il merito, così, di avere dato alla luce una serie meravigliosa, piena di significati e valori, più matura e riflessiva di quanto non sia stata percepita da noi, ma sicuramente apprezzata negli anni a venire, tanto da diventare così una leggenda e un caposaldo di tutta l'animazione passata e presente.

'Capitan Harlock' parla di un uomo, Harlock per l'appunto, che vaga per il cosmo a bordo dell'imponente Arcadia, vegliando sul pianeta Terra e, sopratutto, verso una certa persona per lui molto importante. Harlock è costretto, a suo modo, a essere separato da lei proprio perché gli abitanti della Terra, o per meglio dire il suo unico governo in carica, lo ha reputato un pericolo per la società proprio per il suo vivere rispettando i propri principi e ripudiando il potere dei politici della Terra, corrotti e apatici, totalmente incapaci di portare avanti un pianeta. Essendo così un anarchico, viene visto come un soggetto da eliminare, esiliato così dalla Terra.
Il povero Harlock, vagando con la sua astronave e con il suo fido equipaggio, si ritroverà a combattere proprio per questa indegna società che lo ha escluso per via di una minaccia aliena incombente, che potrebbe segnare la fine dell'umanità, ma anche di tutto l'universo. Una grave responsabilità peserà su di lui.

La serie, sin dai primi, episodi risulta essere immediatamente atipica e decisamente più adulta rispetto ai soliti canoni dell'epoca. Non assistiamo alle allegre vicende dell'eroe mascherato Polimar sempre in lotta con pittoreschi nemici, né a quelle del giovane Koji Kabuto alle prese con 'Mazinger Z', grosso "giocattolone" in mano a un ragazzo, né alle peripezie del carismatico Haran Banjo di 'Daitarn 3', né tanto meno alle bizzarre avventure di Yattaman in viaggio per ogni epoca. 'Capitan Harlock' è caratterizzato da un alone prettamente negativo e pessimista. Respiriamo sin da subito un'aria triste, malinconica, pesante e a tratti inquietante, Matsumoto ha reso la sua serie un perfetto esempio della sua etica e del suo stile. Harlock, come molti protagonisti matsumotiani, è un protagonista chiuso, introverso, con un profondo dolore nel cuore, un dolore che probabilmente non avrà mai sollievo. Harlock è un emarginato, un incompreso che, per sua sfortuna (ma non solo per lui), vive in una società che non gli permette di esprimere ciò che prova realmente, dove non gli è permesso vivere seguendo i suoi voleri. Una società che non comprende e non capisce ciò che è bene e ciò che è male e che per questa sua pessima caratteristica rischia la vita.
Capitan Harlock, di conseguenza, si fa peso di una grande carica di denuncia alla società odierna, una società che non è più in grado di mantenere la felicità di chi ci vive e così si ritrova costretto a vivere seguendo le "regole" imposte sin dalla sua nascita. Una gabbia sociale. Di conseguenza Harlock sceglie la via più difficile, ma sicuramente quella più vera.

Il protagonista, Harlock, è anch'esso piuttosto atipico per l'epoca ché, se l'atmosfera di base della serie è caratterizzata da tristezza e malinconia, il soggetto di base ne ricalca in tutto e per tutto le stesse tonalità: chiuso, freddo, di poche parole, a tratti anche scostante, Harlock non è apparentemente l'apoteosi del protagonista apprezzabile. Badate bene, apparentemente. Ciò che Harlock nasconde dentro di sé è un grande onore, che mette sempre davanti a tutto e che ha posto le basi della sua vita: coraggio, fedeltà, amore e comprensione.
Tadashi Daiba, giovane terrestre che ha abbandonato la società terrestre proprio perché deluso da essa, troverà nell'equipaggio di Harlock e, specialmente nel suo capitano, una figura insostituibile, scoprendo che le voci su di lui erano dettate solo da una grande paura per il diverso. Figure come Harlock sono rare di quei tempi e Tadashi se ne accorgerà subito.
Harlock accanto a sé avrà le cure di Meeme, aliena musa che lo accompagna in ogni viaggio suonando un'arpa e allietando ogni momento, tra un bicchiere di buon vino rosso e un altro; Yuki, bionda ragazza che gestisce i comandi dell'astronave Arcadia; Yattaran, paffuto e bassino macchinista che ha la passione per il modellismo; Tadashi Daiba, figlio di uno scienziato, uno dei pochi che ha percepito la minaccia aliena ma che purtroppo non ha avuto l'appoggio che meritava; e molti altri degni membri di un equipaggio che rappresenta perlopiù una sorta di famiglia per il capitano con la benda nero all'occhio.

In Italia, purtroppo la bellezza della serie non è stata recepita come avrebbe dovuto da coloro che adattarono la serie e la misero in onda, risultando troppo provocante e "insurrezionale" per i temi che trattava. A causa di questo suo pregio venne inconsciamente tagliata di tutti i suoi valori migliori cercando di renderla più stereotipata possibile, rovinando così una serie che fa della lotta per la libertà il suo valore più grande.
Fortunatamente possiamo goderci questa serie in versione integrale grazie a Yamato Video che, con un'edizione buona ma non eccellente, ha ripristinato le scene tagliate e riportato i dialoghi, tramite sottotitoli nella loro versione originale. La qualità del video è molto buona anche se viene da chiedersi come mai non abbiano inserito la sigla originale e lasciato il mediocre collage dell'epoca che stona molto, specialmente in un'edizione integrale.

La serie anime presenta molte varianti rispetto alla controparte cartacea, proprio per via del lavoro parallelo che portò avanti Leiji Matsumoto. L'edizione del manga da noi è edito, attualmente, da d/visual che ne ha pubblicato i 4 volumi in un'edizione a dir poco ottima, con pagine a colori, lettering e testi fedeli, una qualità molto robusta e un prezzo altino ma giustificato dai pregi dell'edizione.
Come dicevo il manga presenta molte varianti, risultando a mio avviso un po' più riflessivo e poetico e, ovviamente, più conforme al profilo matsumotiano, specialmente nel finale, aperto come per tradizione dell'autore. Per avere una visione a 360° della serie consiglio entrambi, proprio perché la serie è bellissima sia animata sia a fumetti e permette, sia da una parte e sia da l'altra, di scoprire lati diversi e allo stesso tempo somiglianti tra le due versioni.
"Capitan Harlock" è una serie immortale, che a distanza di trent'anni riesce a rimanere attuale e apprezzabile (specialmente per i più grandi che apprezzano l'animazione noir), fonte di interessanti spunti sulla realtà che ci circonda, sulla società, sui principi e sui valori, rappresentati in questo titolo in maniera stupenda.


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TWINKLE

Episodi visti: 42/42 --- Voto 8
Tutti conoscono 'Capitan Harlock' ma pochi lo hanno visto veramente, è un personaggio così celebre e carismatico da fare passare la sua storia in secondo piano. Il fatto che poi sia apparso in seguito in decine di OAV, spin-off e lungometraggi non aiuta di certo, spesso con valanghe di inesattezze e incongruenze tra una serie e l'altra, cerchiamo di capirci qualcosa, almeno sulle origini.

Capitan Harlock nasce nel 1976 ma il personaggio era già apparso in un manga precedentemente disegnato da Leiji Matsumoto dall'ambientazione western intitolato GunFrontier; in seguito, nel 1978, viene prodotta la prima storica serie con Harlock protagonista indiscusso in 42 episodi dalla Toei Animation
Siamo nel 2977 e la razza umana vive ormai di ozio, i lavori più comuni sono svolti dalle macchine, le persone hanno totalmente perso la voglia di impegnarsi, di sognare, la Terra è ormai solo un luogo grigio e privo di qualunque stimolo. Un giorno una enorme sfera nera atterra sulla superficie terrestre, ma neanche quella che sembrerebbe un'invasione aliena riesce a smuovere i politici e le autorità, impegnate piuttosto su partite di golf e scommesse sportive.
Harlock non riesce a sopportare tutto questo, ama la Terra ma odia i suoi apatici abitanti, tranne uno, Mayu, una bambina orfana che sembra avere un forte legame con il pirata spaziale. Per lei e per il futuro della Terra Harlock decide così di combattere contro gli invasori, le misteriose Mazoniane, donne-vegetali che bruciano come carta quando muoiono, oltre che contro le autorità terrestri intenzionate a catturarlo perché fuorilegge.

Nonostante tutto questo "casino" la prima serie di 'Capitan Harlock' è piacevolmente tranquilla, quasi poetica. Il capitano riesce sempre a trovare del tempo per un bicchiere di buon vino ascoltando nel frattempo la splendida arpa suonata da Meeme, l'equipaggio quando non ci sono battaglie si rilassa come pochi, giocando a shogi, bevendo sakè o collezionando modellini - in particolare Yattaran, che, pur essendo vice-capitano, quando è occupato sui suoi modellini non vuole sentire ragioni.
Altri personaggi di spicco sono il giovane Tadashi Daiba, la bella Yuki (che spesso ricopre il ruolo di vice quando Yattaran è "indisponibile"), il Dottor Zero, la cuoca Masa e la carismatica antagonista Raflesia.

La maggior parte degli episodi sono autoconclusivi, e non tutti sono emozionanti. La qualità delle animazioni risente del passare del tempo, ma è proprio questa sua imperfezione il fascino dell'anime, come lo spazio misteriosamente azzurro e le numerose inesattezze della fisica. Alcuni infatti lo definiscono "fantasy spaziale" più che sci-fi.
Splendida invece la colonna sonora totalmente orchestrale e anche il doppiaggio italiano si difende bene considerati altri scempi del periodo (Yattaran è il comico Leo Gullotta!, ottima poi la voce di Harlock).
Da vedere per la sua importanza storica, per il carisma dei suoi personaggi, per chi ha almeno una volta sognato da bambino di diventare un pirata, libero, senza vincoli, lontano da questo mondo grigio e prevedibile.


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kitaniano

Episodi visti: 42/42 --- Voto 9
“Oh capitano, mio capitano!”. Harlock è un mito senza tempo. L’eroe per eccellenza nella storia degli anime. Solitario, romantico, si ostina a difendere la Terra “perché laggiù sbocciano i fiori”, anche se da quel pianeta è fuggito, bandito dai suoi abitanti, da quegli uomini vili e stupidi. Dove al governo c’è una persona la cui prima preoccupazione è quella di giocare a golf.

Questa critica al sistema con il quale Harlcok si rifiuta di scendere a patti, vagando nell’universo a bordo dell’Alcadia con il suo equipaggio “picaresco”, è uno dei grandi punti di forza di questa serie che, a dispetto dell’età, riesce ancora oggi a emozionare. Aggiungiamoci il più affascinante nemico mai visto, le mazoniane, il delicato suono dell’ocarina che accompagna gli episodi, un doppiaggio italiano di qualità (la voce di Harlock è quella perfetta di Gianni Giuliano), tutti elementi che danno spessore a quest'anime, nonostante la presenza nella storia, che si sviluppa in 42 puntate, di sprazzi di noia, di momenti un po’ ripetitivi.

Resta il miglior personaggio creato da Matsumoto. Quella bandiera con il teschio è simbolo di libertà, di onore, lealtà e ideali portati avanti nonostante un mondo corrotto; è un vessillo che continuerà a sventolare per sempre nella mente degli appassionati del mitico Capitano.

simona

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simona

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Capitan Harlock posso considerarlo un'Arcadia della mia giovinezza perché mi ha fatto sognare! Nella serie si respira la tipica atmosfera fantascientifica, dotata di una straordinaria forza interna e dominata dalla musica. Questa particolarità fa della serie una visione coinvolgente, al punto che, allo spettatore non rimane che l'imbarazzo della scelta tra il piacere di ascoltare la musica che accompagna le immagini e le significative immagini che fanno da sfondo alla colonna sonora.
[[<b>ATTENZIONE! SPOILER SUL FINALE</b>]
Il finale è struggente perché il protagonista si assopisce nell'universo. Da lì sembra voler fare ancora giustizia su un pianeta immenso, surreale e senza tempo. Meraviglioso.


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Catulla

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
<I>"...allora perchè ti ostini a proteggere tanto quella Terra da cui sei fuggito disgustato ed avvilito?"</I>
<I>" ...perchè? perchè laggiù sbocciano i fiori, perchè la Terra è profumata, perchè la sua natura è la cosa più bella di tutto l'universo e perchè gli uomini un giorno capiranno che il vero paradiso è quello..." </I>
Le parole toccanti di questo dialogo tra Raflesia ed Harlock sono sconvolgenti per la loro incredibile attualità. Un'opera datata 1978 sa ancora veicolare grandi valori.
Siamo nel 2977 e la Terra è ormai priva di preoccupazioni, i suoi abitanti hanno sconfitto la povertà colonizzando vari pianeti dell'universo... Matsumoto ci dipinge uno scenario surreale che ha in sè grandi elementi di attualità. E' vero che la povertà è stata sconfitta, ma a ciò è subentrato una profonda inerzia nella vita dei terrestri e soprattutto in coloro che li governano.
La natura dell'antico ventesimo secolo è ormai sconvolta dai grandi cambiamenti introdotti dalla modernità e ormai la principale preoccupazione degli uomini di stato è quella di seguire corse di cani, giocare a golf e dar la caccia al pirata spaziale Harlock.
Uomo introverso e misterioso, dotato di grande astuzia e carisma, Harlock è il protagonista che occupa i ricordi di intere generazioni di giovani che hanno seguito le sue avventure.
L'aspetto oscuro e solitario, una storia misteriosa legata alla famosissima astronave con cui Harlock viaggia negli angoli più remoti dello spazio, un equipaggio di cui si scoprono pian piano tutte le caratteristiche e i ritratti individuali arricchiscono la trama della serie televisiva, rendendola accattivante e geniale.
E' un prodotto datato che porta con sè il peso degli anni, ma l'intera trama non presenta imperfezioni; partendo dal protagonista, Harlock, un uomo che viene scoperto pian piano, dotato di un temperamento freddo, razionale e capace allo stesso tempo di una grande generosità sia verso gli uomini, che per primi lo hanno bandito, sia verso i nemici. Pietà e lealtà ne fanno un uomo spesso surreale, un eroe al di fuori della portata della Terra del 2977. Un personaggio di tal grande statura di sicuro dimostra le grandi qualità di caratterizzazione di Matsumoto, ancora di più confermate dalla spiccata caratterizzazione dei nemici che incombono sulla Terra. L'antitesi della società per eccellenza, un popolo fatto di sole donne, bellissime donne provenienti dal pianeta Mazone e condotte dalla possente regina Raflesia, incarna valori di spirito di sacrificio che ormai la popolazione umana ha perso da tempo. Per assurdo spesso le sensuali donne della flotta di Raflesia sono dotate di una caparbietà fuori dall'ordinario.
Sentimenti come l'amore e l'amicizia predominano alternandosi agli spettacolari combattimenti tra l'astronave Arcadia e le navi Mazoniane, stupendi per l'incredibile agilità e robustezza della nave, per la destrezza del suo capitano a comandarla, come se la conoscesse e provasse un profondo ed intimo legame con lei.
E poi una bambina, una tenera bambina di nome Mayu che non ha altri se non Harlock, legata al pirata da un forte sentimento e protetta da quest'ultimo come se fosse sua figlia, testimonia che è ancora possibile far qualcosa per la Terra, è possibile ricominciare da capo scuotendo la buona volontà dei pochi uomini dotati di grande forza d'animo...
Tutto ciò che veicola la serie animata di Harlock è un grande regalo per le generazioni che hanno saputo amarla. Il giudizio positivo dell'opera non va allora al lato tecnico, che di sicuro mostra le carenze di un'opera antica, ma ai ritratti, alle caratterizzazioni, alla bellezza delle storie individuali di ogni personaggio, alla capacità di suscitare negli spettatori tensione e rammarico, il tutto alternandosi saggiamente a modesti momenti di humour.
Il character design di sicuro è molto particolare, colpisce particolarmente la bellezza dei volti delle mazoniane, come la sensualità e la morbida sinuosità dei corpi femminili; l'animazione e la grafica risentono invece del peso degli anni, ma se si tiene conto della lontananza del tempo in cui l'opera è stata prodotta di sicuro stupisce la ricchezza tecnologica di marchingegni di cui è dotata l'atronave Arcadia così come anche le astronavi nemiche.
Il tutto è contornato dalle bellissime colonne sonore di Seiji Yokoyama, un artista che eccelle nell'esprimere i momenti di pathos e di tensione con le note orchestrali e maestose delle sue composizioni. L'anime di sicuro ci regala un'ambientazione straordinaria, è una vetta che per quegli anni non verrà più raggiunta, sia nelle caratterizzazioni che nella bellezza della storia.
Opera indimenticabile nella sua superba perfezione, adatta soprattutto per un pubblico che ama un misto di fantascienza, raffigurata in universi paralleli abitati da alieni dignitosi e modello di integrità morale per gli esseri umani e geniali azioni strategiche dei due grandi antagonisti Raflesia ed Harlock.
E il vessillo nero che sventola sempre sull'albero dell'Arcadia raffigura lo stemma di un teschio... è lo stemma di un pirata, un pirata che nonostante combatta per la Terra, vagherà per sempre nello spazio senza meta, inquieto ed alla ricerca di un angolo di libertà nell'immenso universo.


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Uno dei primi anime arrivati nel nostro paese dove è evidente una caratteristica che ai giorni nostri conosce più fortuna rispetto all'anno del suo arrivo, ovvero la figura dell'antieroe.

Un essere che riuscirà a salvare la terra molte volte dall'insidia del male, e sono dei concetti che in passato hanno conosciuto delle pesanti censure sulle prime trasmissioni dell'anime, allo stesso modo per quanto avveniva per lo "sbarco" dei primi anime nippo-robotici in Italia.

Nonostante sia una figura che incute terrore, perchè è pur sempre un pirata spaziale, nella maggior parte dei casi mette da parte il suo rango per mettere a disposizione il suo essere a favore degli umani, che nel suo nero e freddo carattere come le vesti che indossa, ha saputo trovare un conforto senza pari, ma sarà quello stesso conforto che verrà sottratto al protagonista proprio dagli alieni, e sarà questo il motivo che lo spingerà a dare a queste interspaziali figure, una solenne sconfitta.

Il significato di questo cartone, a mio avviso, è che un uomo, per quanto solo e combatte per degli scopi che a volte o il più delle volte non ci è dato sapere, nella sua solitudine riesce ad unire meglio di chi vive sempre in comunità umane tutte le genti.

Inoltre tende a ricordare che se si è consapevoli del motivo per cui si combatte, un motivo giusto per farlo, perchè purtroppo è necessario visto che la guerra non è mai un ideale giusto, si ottiene la vittoria, ma non la vittoria per una semplice sete di conquista che il più delle volte dà dolore, ma la vittoria per ridare gioia e speranza alle genti che soffrono proprio a causa della guerra, oltre al discorso legato al carattere e le vesti del protagonista, laddove l'apparenza inganna di molto.

Un cartone molto particolare per come è stato concepito, un doppiaggio sempre all'altezza della situazione e una sigla italiana rimasta indelebile nella memoria per molti ragazzi di allora e di adesso, uno dei classici per eccellenza dell'animazione giapponese, consigliatissimo!


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Micerino

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Non è possibile dire che Harlock sia un Anime per bambini... il perché lo amavo tanto da bimbo (ero davvero un bambino quando andò in onda sulla RAI) non me lo spiego tutt'ora.
Harlock è un anime particolare, lento, complesso, cervellotico. Le battaglie non sono spettacolari come quelle che si possono immaginare, ma sono tattiche, difficili, battaglie da "trincea". Ed i dialoghi sono complessi, come le tematiche. Harlock è un pirata perché va contro una società malvagia, non perché sia lui il cattivo, e questo, se pensiamo al '78, non è innovazione, è avanguardia pura!
Ammetto che guardare per guardare e capire un anime di questa stazza ci vuole pazienza e dedizione. Lo posso classificare tra quelle serie che si amano, o si odiano...
Ma se penso che questo anime è la base per una galassia che si intreccia in altre serie (Queen Emerald, Galaxy Express), beh, non è un semplice anime, ma il preludio ad un vero mondo che può essere definito come una risposta giapponese alla saga di Asimov. Ovviamente un po' tendo ad esagerare, ma un po' la penso davvero così.
Chi si approccia a questa perla del passato, a questo precursore, deve farlo con modestia e dimenticando le tecniche moderne per spettacolarizzare le animazioni. I disegni sono puliti, semplici, con colori a volte dissonanti dalla realtà. Poco fedeli alle leggi fisiche (a molte leggi fisiche) e con un tratto senza orpelli che comunque è caratterizzato da un doppiaggio davvero fantastico, con sonorità che oggi è davvero difficile risentire.
Di base esiste, in questo capolavoro, una poesia esistenziale e profonda che colpisce l'anima e trasporta davvero a piani superiori di coscienza. Ci sono scene in cui il cuore si ferma in attesa di verità cosmiche che trovano risposta.
Un classico che, rivisto ad anni di distanza, ripropone tematiche più che attuali e profonde.
Non posso consigliarlo, chi non l'ha visto deve solo essere cosciente che ha una lacuna profondissima che deve colmare!

yattaran79

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yattaran79

Episodi visti: 42/42 --- Voto 9
Che dire, un mito! Chi, tra quelli che lo hanno visto da bambino, non ha mai sognato di far parte dell'equipaggio (un po' strampalato) dell'Alkadia? Harlock, eroe dalle poche parole, è eccezionale. E il doppiaggio italiano (voce di Gianni Giuliano) davvero adeguato. Certo in alcuni momenti la serie può sembrare lenta e delle puntate annoiare. Ma puntata dopo puntata l'anime di Matsumoto conquista sempre più anche grazie all'originale nemico: le mazoniane. E poi le musiche sono ottime, il tema di Maiyu all'ocarina semplicemente fantastico.

Nicola

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Nicola

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
La serie per eccellenza, almeno tra gli anime fantascientifici senza robot. E la serie più malinonica, pensierosa, riflessiva che si abbia mai avuto il coraggio di far passare in televisione. Capitan Harlock non parla quasi mai e spesso lo fa per sentenze, motti di una morale della libertà, del valore e della dignità già da subito con la patina di qualsiasi fantasticata età dell'oro. E poi una serie musicale, tutta suonata o cantata dai personaggi, spesso mentre Harlock sorseggia un bicchiere di vino e la sua astroNAVE scricchiola col rumore del legno di un galeone pirata. Una profonda nostalgia vi aleggia costantemente, un desiderio inespresso.

Esmerald

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Esmerald

Episodi visti: 42/42 --- Voto 8
Serie piena di segreti che è ambientata esattamente 1000 anni dopo l'anno di produzione.
La storia è misteriosa e si scopre a mano a mano che si snoda i segreti, il passato dei personaggi tranne capitan Harlock che rimane il solito pirata impassibile e dal grande cuore di sempre.
Leji Matsumoto è un grande inventore di anime su avventure spaziali da "corazzata speciale Yamato" a "Galaxy Ecspress 999" e molti altri tra cui il meraviglioso di cui continua ancora: "Arcadia della mia giovinezza","Serie SSX","L'oro del Reno" e così via...

travellerKino

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travellerKino

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Anno 2977, tutte le nazioni della terra si sono riunite in un unico governo mondiale, il compito di produrre i mezzi di sostentamento necessari alla popolazione è stato affidato a laboriosi robot, disseminati sui vari satelliti del sistema solare e l'intera umanità si è ormai rassegnata a condurre una pacifica quanto insensata esistenza controllata dalle radiazioni ipnotiche che il governo diffonde attraverso le onde radio-televisive.
All'improvviso tutti gli osservatori astronomici mondiali vengono misteriosamente distrutti e i più famosi scienziati della terra assassinati.Di tutto questo viene ingiustamente accusato Capitan Harlock, un irriducibile pirata che da molto tempo ormai solca i mari dello spazio depredando le navi da trasporto terrestri.In realtà una terribile minaccia sta avanzando dall'ignoto portando con se un inquietante messaggio per la popolazione terrestre.
Lo stesso Harlock si troverà a fronteggiare l'avanguardia di un'agguerrita e sconfinata armata aliena in rotta verso la terra.

Partorita dalla mente geniale di Leiji Matsumoto la figura di Harlock è diventata una vera e propria icona dell'animazione giapponese capace di esercitare, ancora oggi a trent'anni dalla sua nascita, un enorme fascino sui fan di tutto il mondo.Probabilmente il suo successo va in gran parte attribuito alla forza degli ideali che la pervadono, giustizia, coraggio, amore per la patria (terra)e rispetto per il nemico.
Nonostante la qualità della veste grafica e delle animazioni in generale sia piuttosto discontinua spiccano alcuni momenti nel corso della serie degni di entrare nella storia.Come un novello Chõjirõ degli anime Rin Taro inserisce violenti contrasti monocromatici che trovano la loro massima espressione nell'episodio 16 La canzone del commiato (forse il più bello di tutti)dove Rosso Bianco e Nero si inseriscono all'interno della scena quasi come fossero un "accessorio del segno grafico" per sottolineare tutta una serie di elementi atti a rappresentare gli ideali dimenticati (il shamisen, la nave in rovina sulla spiaggia, il kimono di Yuki), ma a cui il regista e tutta la sua generazione si aggrappano ancora per proteggere il proprio futuro (incarnato da Mayu, la figlia del più caro amico di Harlock, Tochiro Ooyama).
Notevole il character capace con quell'effetto "capelli al vento" di sintetizzare alla perfezione lo stile di Matsumoto,indimenticabile la colonna sonora di Seiji Yokoyama.
Buono il doppiaggio italiano, anche se in alcuni episodi i dialoghi sono palesemente dedotti dalle immagini la recitazione dei doppiatori risulta molto efficace, raggiungendo il sublime con quell'enfasi estremamente "beat" del narratore che apre il primo episodio e con la cadenza chiaramente di stampo teatrale della voce di Tochiro.

Zelgadis

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Zelgadis

Episodi visti: 42/42 --- Voto 7
E' sempre difficile recensire un prodotto di animazione così vecchio. Di certo non si può rapportare con la produzione attuale, ma bisogna considerare più che altro il suo contributo storico.

E anche se non sono particolarmante un fan né di Matsumoto, né di Harlock, ma riconosco a quest'anime un ruolo importantissimo. L'ho seguito da piccolo e poi me lo sono rigustato da grande.

Come al mio solito non sopporto molto quei protagonisti troppo perfetti o fin troppo puri di cuore, ma rimane comunque classico per gli amanti della fantascienza (anche se forse non è un anime per tutti).

Cl@

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Cl@

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
"Quando gli oceani della Terra si prosciugarono, gli uomini si convinsero che era giunta la loro fine. Per qualche strano motivo, non aprirono gli occhi sul mare sconfinato che si estendeva sopra le loro teste. Ma, sperando in un avvenire radioso per una nuova specie umana, un pugno di uomini strinse i denti e partì alla volta di quel nuovo e sconfinato mare che era lo spazio. Questa è la storia di quel tempo... Siamo nell'anno 2977"

Inizia così la prima e più romantica serie di Capitan Harlock. Una storia che a distanza di 30 anni rimane tutt'ora maestosa e magnifica, romantica e apprezzabile da chiunque. Harlock in questa sede ci viene presentato come un romantico pirata che ha deciso di abbandonare la vita opulenta della Terra, gestita da un governo ipocrita e senza palle, per dedicarsi alla ricerca della libertà e della pace. In questa serie ci vengono presentati i principali personaggi della saga, ma 2 di loro fanno solo una lieve comparsa senza avere la degna presenza che nelle serie successive avranno. Parlo di Tochiro, geniale creatore dell'Arcadia, morto anni prima e che ha lasciato il suo spirito (inteso come personalità e amore per le cose che ha fatto) e di Emeraldas, donna e compagna di Tochiro che in questa sede ha dato alla luce una bambina, Mayu, unico vero motivo che spinge Harlock a combattere per la Terra.

Mayu è la speranza di Harlock per il futuro della Terra, così come Tadashi Daiba, il giovane che sale a bordo dell'Arcadia dopo la morte del padre per mano delle mazoniane è il tramite tra lo spettatore e il pirata stesso. Tramite Tadashi facciamo conoscenza dei 40 membri dell'equipaggio, del Capitano e del misterioso 42esimo membro, ovvero l'Arcadia stessa, che tramite il computer che racchiude lo spirito di Tochiro è "viva".

In questa serie non si parla ancora di Illumidas, di meccanoidi, di Galaxy Express e di tutto quello che attualmente corrisponde alla giovinezza di Harlcok, qui siamo ancora all'inizio, Matsumoto non aveva ancora chiare tutte le cose che in 30 anni ha realizzato e quindi, dobbiamo considerare questa serie a parte, anche perché con Endless Odissey vengono riprese alcune cose e ribaltate altre, alcuni personaggi ritornano sotto un'altra luce.

Unico appunto, questa Arcadia blu, più romantica e meno possente, nelle serie successive, verrà rinominata Death Shadow, mentre l'Arcadia verde con il teschio diverrà definitivamente l'ARCADIA

seb

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seb

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Rivedere Capitan Harlock in DVD mi ha provocato un'emozione seconda solo a quella provata rivedendo Lady Oscar sullo stesso supporto.
Confesso di averlo assai più apprezzato ora che nel 1979....nonostante con il mito di Harlock io ci sia cresciuto....chissà, forse ero troppo pieno delle smargiassate di Goldrake o delle melensaggini di Jeeg per assaporare la sognante colonna sonora, le emozionanti scene di battaglia, le nemiche più affascinanti cha un anime abbia mai rappresentato, la profondità dei protagonisti, l'insondabile solitudine di Harlock....
Capitan Harlock, eroe inaccessibile ed enigmatico, che piange il nemico vinto, consapevole, alla fine, che esso era migliore dell'umanità da lui difesa.
Di gran lunga la migliore delle opere di Matsumoto, ancor oggi, insuperata (e non mi si venga a parlare di Harlock Saga....ma fatemi il piacere!).

mityllo

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mityllo

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Quando passò la prima volta sulla rai ero un bambino ( eravamo bambini , i trentenni e over di oggi ) , non è solo un cult passato alla storia , rivedendolo la profondità che prima si poteva intuire , traspare chiara : i personaggi sono unici resi da un doppiaggio italiano superlativo ( in particolare la voce di Harlock di Giuliano Gianni si identifica perfettamente col personaggio di Matsumoto ).. i suoni dell'Arcadia sono qualcosa di irripetibile nella fiction in generale ( non solo anime ) per non parlare dei personaggi come Memeet un'aliena senza occhi ,donna che beve il vino al posto dell'acqua a segnare un disordine esistenziale come le mazoniane che in maggioranza rappresentano il mondo oscuro femminile che attrae e deve distruggere , nonostante la loro tenace bellezza bruceranno come carta . Alcuni episodi sono talmente profondi da poter essere citati come insegnamento poetico. L'episodio del cimitero sottomarino raggiunge un vertice grazie alla regia di Rin Taro , da citare anche l'epsiodio nel quale Harlock appare sul finale suonando uno strumento a fiati dietro a un tramonto tremolante , un senso disperato nel dare una giustificazione all'esistenza attravverso l'unicità del vivere e l'essere unici.

Zooropa

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Zooropa

Episodi visti: 42/42 --- Voto 10
Altro classicone senza tempo che ha dato al creatore Matsumoto una fama senza precedenti. Una favola fantascientifica in cui il romantico protagonista è sempre avvolto da un alone di mistero. Harlock è il prototipo dei protagonisti oscuri che celano con la freddezza e l'autorità una sofferenza profondamente umana. Non ricordo esattamente la data della prima messa in onda in Italia ma di sicuro è stato uno dei primi 5 anime che hanno aperto la strada dell'animazione nipponica in Italia.