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Franzisko

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
"Un burattino di nome Pinocchio" è un film d'animazione (italiano) del 1971 tratto dal celebre romanzo di Carlo Collodi, per la regia di Giuliano Cenci.

È una trasposizione animata molto fedele sia per quanto riguarda la trama del romanzo sia per quanto riguarda le atmosfere a volte macabre e inquietanti. Al fine di non risultare troppo lungo, si alternano episodi animati a momenti narrati con delle ottime illustrazioni che ricordano molto le varie edizioni dei libri: il tutto risulta molto scorrevole.
La qualità dell'animazione è ottima, considerando che ha ben cinquant'anni, e i character design sono molto curati, così come le ambientazioni.
La colonna sonora è meravigliosa, la canzone iniziale "Era un burattino di nome Pinocchio" cantata da Renato Rascel, ben scritta, rimane subito impressa.
Il doppiaggio è di ottimo livello, d'altronde in quegli anni i doppiatori italiani andavano a gonfie vele.

In conclusione, "Un burattino di nome Pinocchio" è da vedere, fa parte del nostro patrimonio culturale.
Ora si trova su YouTube in una versione restaurata, in edizione digitale, dal Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale, con la supervisione dello stesso regista: una perla.


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HypnoDisk

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
"Un burattino di nome Pinocchio" è un film d'animazione tutto italiano del 1971 ispirato al celebre romanzo di Carlo Collodi. Diretto da Giuliano Cenci, egli volle creare una trasposizione animata che fosse non solo fedelissima al romanzo, ma che ne riprendesse anche lo spirito. Ebbene, negli anni sono uscite altre opere abbastanza fedeli al libro, ma posso dire con certezza che non ne esiste una più fedele di questa, soprattutto nello spirito dei personaggi. Questo film è semplicemente il romanzo "Le avventure di Pinocchio" che prende vita.

La qualità dell'animazione è assolutamente stellare: pur non avendo a disposizione un budget disneyano, il film non ha niente da invidiare ai classici Disney. Basta guardare la cura nei fondali: il team di Cenci fotografò vecchi alberi e antichi luoghi della Toscana per poter riprodurre al meglio una Firenze del 1883. I disegni sono maestosi, assomigliano alle illustrazioni usate nei libri, ma sono rielaborate da Giuliano Cenci; a tal proposito stupendi i design del Gatto e la Volpe, che non vi faranno affatto rimpiangere le versioni di Walt Disney.

Ottima la colonna sonora, e straordinario e irresistibile il tema d'apertura cantato da Renato Rascel, che tra le altre cose ha il ruolo di voce narrante, con un tono che ricorda molto lo stile scanzonato e un po' severo della narrazione di Collodi.
Il doppiaggio italiano ovviamente è notevole in quanto sono stati utilizzati i migliori doppiatori dell'epoca, tra cui Ferruccio Amendola che presta la voce ad alcuni personaggi minori, Lauro Gazzolo (la voce di Anacleto), che qui doppia un riuscitissimo Grillo-Parlante, e una giovanissima Roberta Paladini che dà la voce allo sventurato burattino. Come già detto la storia riprende fedelmente il libro, non privandola neanche di quei momenti inquietanti e cruenti che non furono inclusi nella versione Disney.

C'è da dire che forse questo film per alcuni dettagli può non raggiungere l'eccellenza: per fare un esempio è stata posta una riduzione cinematografica per far sì che il film non durasse troppo, quindi alcune parti del libro non sono state incluse, ma solo accennate dalla voce narrante. Altro difetto, se così si può dire, può essere la tecnica del rotoscopio usata per le animazioni dei personaggi, che a una prima visione può risultare fastidiosa in questo film. Insomma, in conclusione, "Un burattino di nome Pinocchio" è un piccolo gioiellino, nonché probabilmente il miglior lungometraggio d'animazione italiano. Se vi è piaciuto il libro, vi piacerà certamente anche il film.

Lo consiglio a tutti. Questo prodotto purtroppo creato con grandissimi sacrifici e con un lavoro di realizzazione durato ben cinque anni, a causa di una sfortunatissima serie di eventi, subì un lancio malandato solo sui circuiti regionali, e il risultato è che finì nella nicchia, sparendo ben presto dalla circolazione, al punto che l'autore, a causa dei debiti maturati per la riuscita del film, dovette vendere alla RAI i diritti di sfruttamento, e nel tempo furono smarrite anche le pellicole, portando alla sparizione totale del film.

Per fortuna, su internet era comparsa una versione rippata da VHS che si vedeva malissimo, ma che ha permesso a tanta gente tra cui il sottoscritto di poterlo visionare (e un ringraziamento allo youtuber Mighty Pirate per averlo valorizzato e fatto conoscere), e proprio di recente la videoteca nazionale ha rinvenuto le pellicole e lo ha restaurato, permettendogli una meritata edizione DVD. Aggiungo che negli USA aveva avuto già diverse edizioni... proprio per dire, noi italiani siamo sempre indietro anche quando si parla dei nostri prodotti.