Punta al Top! Gunbuster
(Top wo Nerae! GunBuster; Gunbuster)
Voto: 8,381
- Leggi le recensioni - anime distribuito in Italia da Dynit
 (Azione, Guerra, Fantascienza, Mecha, Drammatico, Ecchi)
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Tipo:
Serie OAV
Anno:
1989
Episodi:
6
Immagini:
26
Recensioni:
17
Valutazione:
8,381
Media Voti:
8,706
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Opinione by Tacchan
Tra tutte le serie OAV uscite negli anni ’80, Gunbuster è quella che preferisco. Eravamo nel periodo in cui il marchio Gainax bastava da solo a garantire titoli di ottima qualità. Le tematiche e le innovazioni che propone sono infatti degne della popolare case editrice, e lo rendono un prodotto sopra la media.
Tuttavia, dopo il primo episodio, l’opinione dello spettatore potrebbe essere ben diversa: gli parrà di trovarsi di fronte ad un anime come tanti altri che vede un gruppo di ragazze gareggiare ed allenarsi per diventare piloti di robot e difendere così il pianeta dagli alieni che lo minacciano. E in effetti quella che ci viene offerta è un’ambientazione scolastica, con la protagonista in preda alle proprie incertezze e alle invidie delle compagne. Episodio dopo episodio cresce, e con lei cresce anche il tono della narrazione. Gradualmente scompaiono le tematiche scanzonate del primo OAV e si giunge all’ultimo drammatico episodio, proposto interamente in bianco e nero.
Non ho intenzione di rovinarvi nulla della trama narrata, ma vi garantisco che dal terzo episodio capirete che le cose sono molto più serie di quanto fosse lecito aspettarsi. Durante i viaggi spaziali l’attenzione viene posta soprattutto sulle conseguenze di questi, non tanto sul loro svolgimento. Ogni missione, anche la più banale, può avere per la protagonista esiti drammatici visto che al suo ritorno rischia di non ritrovare più le persone a cui tiene…
Il tutto è raccontato in modo molto efficace. Proprio per tale motivo ritengo che Gunbuster possa camminare a testa alta insieme a titoli altisonanti come Macross, Gundam e il più recente Evangelion. Se non è altrettanto popolare è dovuto soprattutto a 2 motivi: è una serie relativamente breve e non è possibile vederla se non con l’audio giapponese. I sottotitoli si dimostrano un ostacolo per il grande pubblico, essendo più impegnativi, meno immediati ed efficaci di un doppiaggio. Ma come per Otaku no Video, anche qui il master originale è andato perso e l’unica traccia disponibile è quella con l’audio giapponese.
Non fermatevi comunque davanti a questo ostacolo e non prendetevela con la Dynit per l’assenza di doppiaggio. Gunbuster merita di essere visto. Tenete anche presente il fatto che tecnicamente è ben realizzato, con un bel character design, animazioni fluide e un meche curato ed accattivante.
Conclusioni
Se non vi ho ancora convinto posso solo aggiungere che secondo la mia opinione ogni appassionato di animazione che si rispetti debba vedere Gunbuster almeno una volta. Ora che finalmente è disponibile anche in DVD (e in solo 2 volumi, al posto dei 3 del formato VHS), merita di essere collezionato e conservato.
Con questa ho ben tre versioni di Gunbuster: quella UK e quella italiana in VHS, questa nuova in DVD. Ora dovrei essere a posto, considerando anche che gli extra di quest’ultima contengono dell’interessante materiale per me fino ad ora inedito :-)
Trama
L’era dello spazio non inizia nel migliore dei modi per l’umanità, visto che le prime spedizioni vengono intercettate e disintegrate da una misteriosa razza aliena. La Terra è quindi in allerta. Visto il potenziale e forse imminente pericolo vengono istituite scuole in tutto il mondo in cui vengono addestrati giovani ragazzi come piloti di robot. Tra questi i migliori verranno scelti e dovranno sobbarcarsi il destino del pianeta.
La protagonista, Noriko Takaya, è la figlia di un famoso comandante spaziale morto in missione. Inaspettatamente viene selezionata, nonostante inizialmente non sembri all’altezza di altre compagne, e la cosa le porta le invidie e l’ostilità di molte altre ragazze, che la considerano una raccomandata. Dopo lo sconforto iniziale, decide di impegnarsi, e…
PS: ringrazio mia morosa gli screenshots qui sotto :-)
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Punta al Top! Gunbuster
Ciò che viene fuori da questi sei episodi e da questa prima direzione di Hideaki Anno targata 1988 è un inizio interlocutorio, che pone più di qualche dubbio; poi una crescita imprevista, esponenziale, di tecnica, di trama e di temi; e infine l’esplosione, in tutti i sensi, di una nova dell’animazione, brevissima e densissima di contenuti, profonda come l’intera Galassia nella quale è ambientata. Perché alcune scene sono epiche, delle sequenze restano indimenticabili, e lo sperimentalismo emergente in determinati momenti è un tocco di ricerca stilistica, di cinema, dentro una perla animata.
La regia è la diretta antecedente di "Evangelion", il quale, sviluppatosi proprio a partire dalle direttrici di Gunbuster, esteticamente ha molto poco in comune e decisamente molto di più – ed è molto oltre – in termini di unicità visivo-concettuale rispetto a questi sei OAV. Ma Eva è debitore di tanto nei confronti di "Top Wo Nerae!", dal taglio ad alcune tematiche, persino nelle caratteristiche dei suoi protagonisti e in un gusto scenico che è diventato icona. Questo non lo si può negare, ed è proprio ciò che intendo quando affermo che cercando la sua strada Anno ha fatto scuola, e storia – ha fatto Animazione.
Animazione che in Gunbuster è pregevole, ha i suoi anni ma se li porta dietro con dignità, senza troppe sbavature, godibile anche adesso e in grado di stare al fianco di produzioni più recenti. Discorso un po’ diverso per i colori e il mecha design, i primi dalle tinte a volte un po’ eccessive, un po’ troppo pink shock, il secondo piuttosto goffo nelle Machine standard, strambo nelle astronavi, forse anche barocco ed esagerato nel Gunbuster vero e proprio. Gli interni stessi sono ondivaghi, alcuni molto ispirati e molto evocativi di certa fantascienza d’altissimo livello, altri piuttosto scialbi e sottotono. Gli scenari spaziali invece sono dei veri e propri affreschi galattici che avvolgono le scene con coltri di stelle e aloni di suggestione cosmica e riempiono in modo smodato, quasi insostenibile, la bellezza e la potenza di alcuni frangenti decisivi, i quali sono arricchiti dalle splendide luci e dalle grandiose musiche orchestrali di Kouhei Tanaka. Musiche che, arrangiate con una sensibilità sensazionale per potenza e varietà, enfatizzano il tutto oltre ogni modo innalzando fino al suo massimo la già grande intensità che permea le immagini e le azioni.
Da parte sua, il character design di Haruhiko Mikimoto e Yoshiyuki Sadamoto, molto semplice ma espressivo, raffigura alla perfezione tutti i protagonisti, perché formalizza la gioventù in divenire e insicura di Noriko nei suoi piccoli atteggiamenti, nei suoi tentennamenti esteriori che fanno il paio a quelli psicologici, e fotografa bene la durezza paternale e l’amarezza vissuta del coach Ohta e la femminilità forte e fragile della signorina Kazumi, che è altera a tratti, e sempre più combattuta e sofferta di quanto non appaia.
Gli altri personaggi minori che prendono parte alla scena sono tutti caratterizzati con piccoli tocchi incisivi, con piccoli dettagli che rendono ognuno particolare e presente, si tratti di Jung Freud (un nome molto significativo per inquadrare quali siano stati gli intenti speculativi degli sceneggiatori Yamaga, Tsurumaki, Okada e Anno) o di Kimiko, tratteggiate entrambe, sia al di fuori che soprattutto interiormente, in modo affatto personale e completo. Sconcertante invece la figurazione dei mostri spaziali, i quali non somigliano a niente di quanto mai visto nella fantascienza e non solo: essi sono finalmente figure aliene originali al più alto grado, estranee a qualsiasi morfologia terrestre e frutto di uno sforzo creativo tanto unico quanto riuscito. Inoltre i mostri portano con sé un enigma oscuro materializzatosi nel frangente di una domanda terribile e lucidissima che forse molti oggi dovrebbero fare propria.
I contenuti che si muovono paralleli all’intreccio sono poi fra i più profondi, e al principio niente avrebbe fatto supporre che quelle scenette già banali persino negli anni ’80, quelle rivalità tanto noiose, insulse e prevedibili e quelle scivolate di nudi spesso troppo vistosi e gratuiti si sarebbero evolute in quel dramma della sfera esistenziale nel suo senso più puro, ovvero nella crescita fatta di dolore e perdite continue. E andando avanti, venendo fagocitati dalla tensione crescente ci si accorge di quanto la situazione si sia incupita, di quanto il buio dello spazio sia ignoto e terrificante e di cosa comporti l’asincronia del viaggiare a velocità luce lasciandosi dietro il tempo del proprio presente. Perché si viene coinvolti in modo cosciente ma senza scampo nell’arsi scatenata dalla sequenza di accadimenti irrefrenabili che catalizzano un’espansione narrativa, visiva ed emotiva che al suo culmine implode nell’immenso, e pacificata nella sua catarsi residuale lascia tutto il silenzio del cosmo per riassorbire quanto è stato esposto, quanto resta alla fine di tutto il tempo che hai conosciuto e che adesso se n’è andato per sempre con tutto quello che era il tuo mondo, lasciandosi dietro soltanto la certezza dell’addio cui tu solo sopravvivi.



Punta al Top! Gunbuster
Quando la Gainax era una casa di produzione seria produceva anime come questo Gunbuster e come Le ali di Honneamise.
Anche se il genere robotico non è tra i miei preferiti questa è una serie di OAV che ho davvero apprezzato. Giusto un paio di cose non mi hanno convinto appieno: in alcuni punti la trama sembra accellerare troppo quando invece si ha l'impressione che potrebbe essere approfondita.
L'ultimo episodio è stato realizzato (appositamente) in bianco e nero, una scelta decisamente incomprensibile visto che ciò rende difficoltosa la visione di alcune scene.
Imperdonabile poi da parte della Gainax la perdita del master originale.
Il finale è bellissimo e struggente, tra i più belli che abbia mai visto in un prodotto d'animazione.
Opinione di Zelgadis. Voto: 8


Punta al Top! Gunbuster
Gunbuster è sicuramente un cult. Immagino come rimasero le persone alla sua prima visione nel lontano 1989. E' un vero capolavoro. Anche se mi sono avvicinato da poco alla fantascienza, sono rimasto subito colpito dalla bellezza di questo titolo. Una trama fantastica, che anche in soli sei OAV riesce a prenderti moltissimo e a farti affezionare ai personaggi, tutti descritti egregiamente. I disegni e le animazioni sono veramente di alto livello per l'epoca; le colonne sonore sono affascinanti e intonate alla storia. La cosa che non mi è piaciuta è stata la scelta di fare l'ultima puntata in bianco e nero. Secondo me non ci stava per niente. Per il resto è assolutamente da avere il box con i due Dvd sopra la mensola della propria camera.


Punta al Top! Gunbuster
Sarò franco: la prima impressione che mi fece Gunbuster fu abbastanza deludente. La colpa è probabilmente dei due episodi iniziali, i quali mi lasciarono piuttosto amareggiato. La Gainax aveva già esordito con il sublime lungometraggio "Le ali di Honneamise". Il regista di questo OAV è nientemeno che Hideaki Anno, quindi non riuscivo a credere alla piattezza di inizio serie. Prima di tutto questa prima parte è disegnata molto male, decisamente sotto gli standard Gainax. Specialmente i personaggi hanno tratti grezzi e confusi e anche l'animazione è poco fluida. Pure la storia e la caratterizzazione dei personaggi sono un brutto colpo, prevedibilissime e noiose, nonostante le atmosfere siano a loro modo particolari. Un comunissimo cartone sui robot in pieno stile anni '80 dunque, che delusione! Credevo che la serie mantenesse questi standard fino alla fine anche pensando che Anno era solo al suo esordio registico e che Gunbuster ha in sé un elemento parodistico nei confronti degli altri anime robotici. Ma già dal terzo episodio la musica cambia. La grafica un po' migliorata, maggior profondità nella narrazione e nella personalità dei personaggi, complessivamente mi hanno fatto tirare un sospiro di sollievo. Fortunatamente, da qui in poi la serie diventa un capolavoro.
Le puntate della seconda parte sono semplicemente quanto di meglio l'animazione giapponese potesse offrire nel 1989 e ancora oggi sono molto emozionanti spettacolari. I personaggi hanno finalmente una degna caratterizzazione, la trama è avvincente e piena di profondi spunti di riflessione (questo è l'Hideaki Anno che conosco) e anche dal punto di vista grafico si sono fatti passi da gigante. In particolare la coraggiosa operazione di dirigere l'ultima puntata in bianco e nero si è rivelata vincente (anche agli esordi "Mr Evangelion" non rinuncia alla sperimentazione nelle sue pellicole). Da notare anche i surreali insetti giganti che mi hanno ricordato quelli di "Nausicaa della Valle del Vento" di Hayao Miyazaki.
Uno spettacolo mozzafiato che si conclude con un finale bellissimo e che da solo varrebbe l'intero anime, tra l'altro impreziosito spesso da una componente scientifica accuratissima. Per tirare le somme, "Punta al Top! Gunbuster" è un OAV decisamente squilibrato per quanto riguarda la qualità delle puntate, ma che apre, insieme ad Honneamise, la strada che porterà la Gainax ad essere uno degli studi d'animazione più innovativi ed entusiasmanti dell'intero Giappone.
Qualche curiosità: in una scena del penultimo episodio, nella camera di Jung si possono vedere i poster del già citato Nausicaa e di Totoro di Miyazaki. Inoltre, il celebre fanservice del seno delle ragazze che ondeggia ad ogni loro movimento credo sia nato proprio in questo anime.



Punta al Top! Gunbuster
Sarebbe un 9,5
Capolavoro è dire poco.
I più banali clichè della fantascienza trasformati in una storia sofferta e avvincente.
Personaggi-macchietta che diventano persone a tutto tondo.
Persino il fan-service ha un suo ruolo, e non è banale.
Il finale in bianco e nero serve a riscrivere la storia, o meglio a cambiare la sua stessa chiave di lettura.
Hideaki Anno, con una genialata delle sue, porta il mezzo espressivo a sua disposizione (l'anime) alle estreme conseguenze, privandolo del suo impatto grafico per fare risaltare per contrasto i momenti più drammatici. Usando il bianco e nero, Anno ricolloca consapevolmente la sua opera: da anime, la eleva a "classico".
P.S. unica nota stonata, in un apparato di tanta documentazione scientifica: i raggi laser sono come al solito visibili, anche se ciò è scorretto. Bisognerà aspettare Evangelion per vedere anche questo particolare finalmente a posto.
Opinione di Gendo_Ikari. Voto: 9
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Utenti On-line: 195 Record: 797 Utenti (28/7/2010)
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