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Sword Art Online
Locandina Sword Art Online

Titolo Originale: Sword Art Online
Titolo Inglese: Sword Art Online
Formato: Serie TV
Anno: 2012
Episodi: 25
Disponibilità: Dynit (compralo su Amazon.it)
Valutazione: 7,088 (media 7,094, basata su 53 recensioni)
Opinioni episodi: 890 Episodi promossi 271 Episodi rimandati 228 Episodi bocciati
Genere: Azione, Fantasy, Avventura, Combattimento, Drammatico, Gioco, Sentimentale
Siti Consigliati: Anidb
Nazionalità: Giappone
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Nelle liste come: 167 in visione, 488 completato, 11 in pausa, 20 sospeso, 8 da rivedere, 159 da vedere.
Tags: Sword Art Online
Immagini: 36 (Gallery) (by Melany)

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Kazuto "Kirito" Kirigaya, un genio della programmazione, entra in una realtà virtuale interattiva con pluralità di giocatori (una realtà "massively multi-player online" o "MMO") denominata "Sword Art Online". Il problema sta nel fatto che, una volta entrati, se ne può uscire solo vincitori, completando il gioco, perché il game over equivale a morte certa del giocatore.

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Sword Art Online 7,088 out of 10 based on 53 ratings. 53 user reviews.

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simy52
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 6

"Sword Art Online" parla di un ragazzo di nome Kazuto Kirigaya: dopo tanto tempo l'umanità riesce a creare un mondo completamente virtuale (Sword Art Online) e Kazuto entra in questo fantastico mondo. Il creatore di Sword Art Online, Kayaba Akihiko, disattiva però il logout, in modo tale che, se un giocatore morisse nel gioco, il Nevergear automaticamente gli friggerebbe il cervello. Kirito (Kazuto nel gioco) incontra Asuna e combatteranno insieme per uscire da questa trappola mortale.
Io penso che la storia sia accettabile, purtroppo sono presenti degli aspetti negativi: i tagli della storia e gli episodi inutili abbassano di molto la media del voto, ma la cosa che mi ha dato più fastidio è la "seconda parte" dell'anime, di un'utilità pari a zero.

Gli aspetti che al contrario mi sono piaciuti sono stati la storia d'amore tra Kirito e Asuna, mi è piaciuta perchè Kirito preferirebbe stare in Sword Art Online per sempre, anziché abbandonare Asuna (cosa molto bella da vedere). Un altro aspetto molto positivo è stato l'amore di Kazuto per la sorella e, infine, il finale l'ho trovato quasi perfetto, perché a Kazuto viene il coraggio di uccidere un uomo solo per stare con Asuna per il resto della vita.
Quest'opera è stata la più famosa del passato 2012, ma personalmente la ritengo troppo sopravvalutata. Consiglio comunque Sword Art Online a tutti gli appassionati di anime.



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Julaaar
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 2

Dopo un mese dalla visione mi appresto a parlare del fenomeno del 2012, ovvero "Sword Art Online". Per molti un autentico capolavoro, per altri una delle cose più atroci mai viste nella storia degli anime. Solitamente, quando mi imbatto in prodotti dove c'è una così netta divisione, riscontro sempre che la verità sta nel mezzo. Ma qui c'è l'eccezione, infatti "Sword Art Online" è uno dei peggiori anime visti finora.
Premetto che "Sword Art Online" non è totalmente da buttare. Ha un buon comparto grafico, come del resto la maggior parte dei prodotti contemporanei, e un comparto audio non fra i migliori, ma che fa il suo lavoro. Ha anche una buona idea di partenza, con i personaggi che rimangono bloccati in un MMO e devono finire il gioco per liberarsi, con l'aggiunta che chi muore dentro Sword Art Online muore nella realtà. Veramente buono, poteva uscirne un survival con potenziale molto alto. Peccato per come hanno gestito le cose, trasformandolo in un harem con un pizzico di ecchi, combattimenti di serie B e sentimentalismi di serie Z. Senza contare poi i time-skip casuali, e che dal quindicesimo episodio in poi non si parlerà più di Sword Art Online.

Partiamo appunto parlando della prima saga, composta dai primi quattordici episodi, dove se ne possono salvare cinque, mentre i restanti sono filler. Kirito e Asuna che cucinano coniglio, Kirito e Asuna che vanno in vacanza, e molto altro. Per non parlare del fatto che per metà episodi il nostro protagonista conosce sempre una nuova ragazza e questa senza nessun motivo si innamorerà in ogni caso del nostro protagonista. Il 90% dei personaggi sono inutili, visto che appariranno in una puntata ed entro la fine della stessa non si vedranno più. La morte che subiscono alcuni lascia indifferenti, visto che il personaggio è cosi poco approfondito che non cambia nulla ai fini della storia. E i combattimenti? Meglio che cambiate serie, visto che la maggior parte dei combattimenti non li faranno nemmeno vedere, facendo perdere tutto l'approccio survival che poteva avere la serie. Il cervello dei personaggi è pessimo, visto che dicono A e poi fanno B. Esempio? Kirito dice che il suo obiettivo principale è finire il gioco più presto possibile e dieci secondi dopo decide che vuole rimanere nel gioco per sempre, poi passano altri dieci secondi e ritorna all'idea di finire il gioco, e alla fine va a fare una cosa assurda tipo andare a pescare. Passando all'antagonista, poi, si arriva all'apoteosi: il cattivo ha imprigionato persone nel gioco per anni e le ha lasciate morire per nessun motivo, dato che nemmeno lui si ricorda perché ha fatto questo. Insomma, è tutto un polpettone di roba di contorno all'amore di Kirito e Asuna. Tutto troppo insensato, tutto troppo confusionario. Da 1 senza nemmeno pensarci.

Dal quindicesimo episodio la svolta: nuovo gioco, nuovo antagonista, nuovo personaggio che affiancherà Kirito. In questa parte, al posto di Asuna, ci sarà la sorella/cugina di Kirito ad aiutarlo, e indovinate un po' che succede? Sì, si innamora di lui. Il gioco passa da un mondo dove le lotte erano sul piano fisico a uno dove si lotta con la magia, e infatti tutti i personaggi saranno fate. Questa seconda parte è nettamente superiore alla prima, anche se ci troveremo di fronte a ricercatori che, come avatar di gioco, hanno delle lumache giganti che fanno tentacle rape, e un antagonista che vuole violentare una ragazza in coma. Per il resto, almeno in questa parte c'è una trama continua senza insensati time-skip di anni e nemmeno troppi personaggi inutili come nella prima parte. Questo non toglie che, al massimo della bontà, la seconda saga sia un bellissimo 3.

Quindi, che dire di "Sword Art Online"? Se cercate un buon survival, virate su altro. Qualcosa per cui commuovervi? Cambiate serie. Qualcosa con bei personaggi approfonditi? Non sono certamente qui. Insomma, non c'è nulla di interessante in questo polpettone indigesto. Dal mio punto di vista è sconsigliatissimo; non fate il mio errore, c'è di meglio da guardare in giro.




Sanji94
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 8

Per rendere al meglio le mie impressioni su questo titolo penso che una buona premessa sia la cosa migliore: adoro i gioochi del tipo "Final Fantasy" - passatemi il termine -, in cui i personaggi si potenziano avanzando nel gioco, acquisendo nuove armi e tecniche sempre più potenti, combattendo boss sempre più forti e così via; odio i giochi di fatine svolazzanti dove l'unico obiettivo è volare, volare, volare... e non mi bastano dei combattimenti in aria per farmi piacere il suddetto gioco.
Quindi, immaginatevi la mia reazione al passaggio da Sword Art Online a ALfheim Online.

Attenzione: questa parte contiene spoiler

Se volessi descrivere quest'anime con una parola, mi verrebbe spontaneo pensare a "fantastico": la grafica, la trama, i combattimenti, l'ambiente, i personaggi, persino la storia d'amore tra Asuna e Kirito, mi hanno davvero impressionato. Il primo episodio di questa serie è uno dei pochi che mi abbia lasciato, come si suol dire, con la bocca aperta, perché un risvolto del genere proprio non me l'aspettavo e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Cento livelli da superare, ognuno con un boss sempre più forte dell'altro? Benissimo! Un protagonista che non solo è un vagabondo solitario, ma è sostanzialmente il personaggio più forte di tutto il gioco, con una tecnica unica all'interno di questo e che combatte sempre in avanguardia? Superbenissimo! Un nemico che si nasconde tra le fila dei buoni come loro leader, fregando tutti quanti alla grande, e che rivela che lui sarebbe stato il boss finale? Sto godendo. Aggiungiamoci che ho adorato il design delle armi e le ambientazioni dei vari livelli, ogni singolo dettaglio della trama, compresi anche gli episodi "filler", i costumi, i mostri e soprattutto i boss - o forse è meglio dire il boss: lo Skull Reaper è una delle cose più belle che mi sia mai capitato di vedere. Avevo i brividi quando è allegramente caduto dal soffitto cominciando a uccidere tutti quanti. E quello era solo il settantacinquesimo livello!
Ah, ho personalmente adorato anche le soundtrack.

Questa sarebbe la mia recensione di "Sword Art Online"... se si fosse fermato a Sword Art Online, se si fosse fermato al quattordicesimo episodio, se non fosse esistito ALfheim.
Infatti, riguardo la prima parte, nulla da ridire, ma sulla seconda... Odio le fate, odio le ali, odio volare, odio i combattimenti in aria, ecc. L'unica cosa buona che è stata aggiunta con questo nuovo gioco è stata la magia, l'unica cosa che mancava a Sword Art Online, per non si sa quale motivo. Per il resto la trama e le ambientazioni sono rimaste dello stesso livello rispetto alla parte precedente, idem per le colonne sonore, le armi (anche se non tutte), le ambientazioni, ecc. Ma manca l'atmosfera di Sword Art Online, purtroppo. Mancano l'ansia da combattimento, la fatica e l'impegno che c'erano in Sword Art Online e che si percepivano a ogni episodio. Persino il cattivone di turno, che dovrebbe essere il più 'figo dei fighi' all'interno del gioco, indossa una corona da lapsus puerile e dei vestiti da re delle Winx... Per fortuna è stato fregato dal cattivone della prima parte (lode a Kayaba!).

Fine parte contenente spoiler

Insomma, tutto sommato è un ottimo anime, veramente un peccato per la seconda parte che ha tolto tutta l'atmosfera a "Sword Art Online". Il mio voto finale sarebbe un 8 e mezzo (il che fa capire quanto io abbia adorato quest'anime fino al quattordicesimo episodio), che, essendo costretto a scegliere, diventa un 8 per la depressione cronica che mi ha causato la seconda parte dell'opera.
E' un anime che comunque consiglio a tutti, anche se può piacere o non piacere a seconda dei gusti, in quanto immancabile nella collezione di ogni buon "otaku".




WIND
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 10

Questo anime è entrato in maniera perentoria nel mio personalissimo "harem" delle serie di animazione preferite. Inizialmente l'ho snobbato a causa delle tematiche e delle recensioni che ha ricevuto, ma ho imparato che spesso e volentieri devo fare di testa mia, e il risultato è un 10 pieno e forse anche di più, con la speranza di vedere una seconda stagione.
Ma veniamo a noi: qui si parla di RPG, ovvero una delle mie primarie passioni in termini di videogames, quindi non avrei mai potuto lasciarmelo scappare. Sebbene gli MMO non mi interessino più di tanto (non avrei tempo da dedicarvi e già ne ho pochissimo per queste serie), trovo che l'anime sia veramente spettacolare in termini di action, ma anche a livello sentimentale. Ho letto recensioni in cui si parla di una prima parte sontuosa e di una seconda al limite dell'inutilità; ebbene, io non sono d'accordo affatto. Ok, ci sono scene veramente discutibili, ma il filo conduttore di quest'anime è sempre lo stesso, ovvero la relazione tra Kirito e Asuna, molto, molto bella. La trama è avvincente, le musiche decenti, i disegni abbastanza curati e piacevoli da guardare. Le puntate scorrono via senza problemi e si ha sempre voglia di vedere cosa accade dopo. Manca forse un po' di tono epico al gioco in sé, ma non si può avere tutto.
Consigliato agli amanti del genere action e sentimentale, ma può comunque essere visto più o meno da tutti. Confermo il 10!




bbQsauce
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 18 su 25 --- Voto: 3

Alto era l'hype questa stagione con l'arrivo della versione animata del best-seller "Sword Art Online", fortunata novel scritta da Reki Kawahara, conosciuto anche per "Accel World". Adattato dalla A-1 Pictures, ha subito riscosso molto successo, diventando l'anime evento del momento, attirando infiniti fan per via del genere: MMO (Massive Multiplayer Online).

Ed è proprio di un MMO che parla quest'anime, ambientato in un non troppo lontano futuro dove assieme ai giochi per PS e X-Box spuntano fuori caschi per realtà virtuale, con cui puoi direttamente collegarti al tuo avatar, e guidarlo personalmente in fantastici e dettagliatissimi mondi fantasy. Qui comincia la trama, all'apertura dell'Alpha di Sword Art Online, il gioco più atteso del momento: i giocatori connessi rimarranno intrappolati nel gioco senza possibilità di fare log-out, ostaggi di un dispositivo nel casco in grado di frigger loro il cervello, dove la morte in-game comporta la tua morte nel mondo reale. Come uscirne? Completare il gioco, scalare i cento piani e sconfiggere tutti i boss. Di certo non è una trama che brilla per la sua originalità... ma va bene.
Ci troviamo dunque di fronte ad uno scenario agghiacciante, dove i giocatori nel mondo reale, privi di sensi, vengono trasportati all'ospedale, dove nel gioco il GA (Game Admin) spiega ai player il suo contorto piano di morte, e dove, nelle prime due settimane di gioco, perdono la vita più di 2000 persone. Interessante... cioè, va bene, è tutto il resto che non va bene!

Benvenuti in "Sword Art Online", l'anime più sopravvalutato di sempre, anche più di "Wing".
Si sente spesso parlare in giro di quest'opera ultimamente, ci sono infiniti post di persone che narrano di come questa serie abbia cambiato loro la vita, di come nel tetro mondo che è l'animazione giapponese spicchi questo capolavoro come un raggio di sole all'inferno, e non hanno tutti i torti, perché questo è un anime psicologico, uno dei migliori, ed è in grado come pochi di farti vivere i personaggi, come se stessi giocando veramente con in gioco la tua vita.
Non scherzo, è successo anche a me, che non nascondo di aver giocato a giochi simili; in particolare mi sono rivisto in quei poveracci disperati che, dopo aver drammaticamente perso tutto, si tolgono la vita. E infatti, dopo tredici episodi di 'sta roba ho avuto seriamente l'impulso di lanciarmi da una finestra.

Faremo la conoscenza di Kirito-kun, il protagonista della serie, un otaku, un nerd, un ragazzo chiuso appassionato di videogiochi, i cui scaffali sono zeppi di libri sull'informatica, ed oltretutto, uno dei pochi beta-tester. Questo in teoria; Kirito infatti è il protagonista più figo e potente di sempre, armato del suo mantello nero e delle due bat-spade, capace di fare esplodere il 'mob' più potente facendogli l'occhiolino, tanto 'sgravo' da poter essere comparato con Alucard di "Hellsing". E qui tutto il pathos svanisce nel nulla... fate ciao-ciao con la manina! Ma fosse solo questo!

Presentato come MMO, "Sword Art Online" non riesce a fare il suo dovere, nonostante i bei disegni che delineano un fantastico mondo fantasy in cui si combatte con le spade, ma di MMO c'è poco o niente. Questo per la presenza di "skill uniche", abilità speciali donate a random tra i giocatori, in grado di renderli pressoché invincibili; pensate un po', Kirito è uno di questi! E' come se in un qualsiasi MMO uno si fa il mazzo per 'livellare', si licenzia per stare a casa ad 'expare' sui 'mob', si riempie di Redbull per non dormire, spende tutti i soldi di genitori ed amici per farsi l'equipaggiamento, e dopo due anni di nerd assoluto incontra il 'niubbetto' appena entrato, 'blessato' dalla 'skill unica' che lo 'oneshotta'... ah, bello! Proprio equo!
Sarebbe più corretto dire che "Sword Art Online" è un party con rimandi agli MMO, dato che i giocatori non competono tra di loro, ma, visto che comunque risulterebbe accettabile e all'autore piace rovinare i suoi romanzi, la storia prende l'unica piega che non doveva prendere: "Sword Art Online" è un harem. In ogni episodio il nostro spavaldo eroe Kirito-kun farà la conoscenza di un ragazzo/ragazza/uomo/donna/anziano/bambino/mob/boss/ecc. che finirà per innamorarsi di lui, e come il genere harem comanda, lui non se ne accorgerà.
Benvenuti in "Sword Art Online", la storia delle persone che rimasero intrappolate in un dating-sim.
Se avessero fatto un anime dove milioni di persone rimangono intrappolate in Facebook, costrette ad allevare animali, armate solamente della chat fuffa di Java, dove muori se la tua fattoria fallisce, probabilmente sarebbe stato uguale, ma più divertente.

La gente rimane sorpresa dai personaggi, rimane colpita da alcuni comportamenti reali e dalla loro accurata caratterizzazione, gli hater sono sempre pronti a dire che sono personaggi che più stereotipati non si può, ma io sono convinto che si sbaglino entrambi: i personaggi di "Sword Art Online" non sono stati caratterizzati. Sarebbe infatti più corretto aggiungere "slice-of-life" al genere, oltre che harem, ed è infatti uno dei più vuoti e ripetitivi slice-of-life di sempre: i personaggi non hanno carattere, si adattano alla situazione ed al momento giusto tirano fuori la figata della settimana per ammaliare lo spettatore, illudendolo che qualcosa sia stato fatto; i monologhi sembrano un discorso tra Renzi e Bersani, o un litigio tra due tronisti, che con aria spavalda si insultano ripetutamente con le due/tre parole che conoscono.
Ancora non ho parlato di Asuna, personaggio che dopo tredici episodi mi è più misterioso di prima, dato che ogni tanto ride o piange senza nessun motivo, ogni tanto si lancia contro i più giganteschi nemici ed ogni tanto rimane pietrificata alla vista del coniglietto di livello 1; insomma, cambia personalità più di Inori.
Non si è ancora capito se il casco possa provocare danni al cervello, perché aldilà del tempo che 'sti tizi han passato in villaggetti medievali, questi ormai si credono i Cavalieri della Tavola Rotonda. Lo spettatore è quindi messo in crisi, non essendo in grado di distinguere i player dagli NCP (Non Playable Character), dato che dicono tutti le stesse cose. Chi? Perché? Domande che non troveranno risposta.

Fillers, fillers everywhere, sembra una raccolta di episodi autoconclusivi; c'è chi sostiene che la storia sia stata rovinata dall'adattamento dell'A-1 Pictures, ma non sia mai, sono pronto a giurare il contrario, la storia fa pena anche nella novel. Ebbene sì, ho letto i romanzi, ho cominciato il terzo arco, e sono convinto di saper scrivere meglio dell'autore, ma sono convinto che riusciresti anche tu, che mi leggi, perché 'sto qui scrive come se stesse raccontando una barzelletta ad un amico. Dunque, come diavolo ha fatto questo prodotto amatoriale ad avere così tanto successo e a vendere così tanto che all'A-1 Pictures hanno già programmato le prossime quindici serie tenendosi abbastanza soldi per farsi la piscina ognuno?

Tutto ciò che han mostrato e che verrà si può riassumere in una sola parola: fanservice.
Questo è "Sword Art Online": fanservice, le fantasie lussuriose di un autore otaku proiettate su carta, un modo infimo di dare al lettore ciò che vuole, illudendolo, attirandolo coi bei disegni, per creare l'ennesima macchina sputasoldi. E parlo dell'autore, perchè Kawahara ha fatto la stessa identica cosa con l'altro suo romanzo, dove il protagonista è l'unica persona al mondo ad essere basso, grasso, brutto, con quattro capelli in testa, un maiale in un mondo di unicorni, e pensate un po', ha un harem di signorine niente male!

Non vale 1, perché i disegni di abec sono belli, non vale neanche 2, perché anche musica ed animazioni della A-1 Pictures sono belle, quindi... 3?
Ordunque, eccoci al diciottesimo episodio, tralasciando il fatto che non ha fatto un solo passo dal 3 che gli ho affibbiato, ecco che spuntano un po' di novità. La caratterizzazione dei personaggi è sempre a livello infimo, per non dire nullo o sottovuoto, Kirito è sempre più ipocrita e se ne esce con delle sparate da pena di morte, l'unica caratterizzazione delle molteplici e sempre più ragazze rimane il "saper cucinare" e "spogliarsi a comando", tipico degli autori che non hanno mai visto una ragazza in vita loro, ma tra inutili incesti ed elfi dalla sessualità ambigua ecco una chicca di cui non ho parlato prima: i cattivoni.
Quei personaggi che dovrebbero essere potenti nemici pronti a mettere in difficoltà l'eroe, la cui caratterizzazione come al solito non si discosta dalle stereotipatissime strisce di una zebra, si rivelano delle macchiette parecchio spassose. "Cartoon", non troverei termine migliore per definirli, tra insensati deliri spastici e megalomani, i cattivoni di questo anime sono divertentissimi, ricordano appunto i vecchi antagonisti dei cartoni animati, come il Prof che trascina dietro il povero Mignolo tentando costantemente di conquistare il mondo, per poi andarsene sconfitto urlando "me la pagherete", o il Team Rocket che vola distrutto ancora una volta da una saetta di Pikachu, ma anche Dynamite Sam ed i suoi esaurimenti... insomma, divertenti. Certo, il fatto che codeste persone dovrebbero essere realmente cattive e suscitare angoscia nello spettatore crea un effetto incredibilmente trash, in perfetta sintonia con tutto il resto, il che non è proprio un punto a favore alla serie, ma di sicuro si fa apprezzare un po' di più da me. E' un peccato che questi cattivoni abbiano poco spazio, appaiono giusto per rendere più figo (?) Kirito-kun per contrasto; viene loro preferita infatti un'incessante caratterizzazione delle curve della sorellina di Kirito, perché figuriamoci se in un ecchi-harem mancano le imouto e i loro onii-chan.

Per concludere, e spero definitivamente questa volta, "Sword Art Online" è bocciato, una delusione totale; sono stato un illuso quando l'ho protetto per ben dieci episodi pregando per il futuro, non scherzo quando dico che nel mio piccolo riuscirei a fare di meglio, e che il suo successo è completamente immotivato ed ingiusto, quindi, per i veterani dell'animazione giapponese che decideranno di incamminarsi in quest'avventura lascio un consiglio: guardatelo come un ecchi-harem qualsiasi, con le aspettative sotto lo zero, magari lo apprezzerete più di me.




sylva
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 25 --- Voto: 10

Ho trovato una scenetta di quest'anime su Facebook e mi ha subito incuriosita. Ho fatto partire la prima puntata senza informarmi, senza leggere la trama o dei commenti; questa scelta si è rivelata fenomenale, il primo episodio mi ha lasciata di stucco, è accattivante e inquietate allo stesso tempo.
Un giocatore di MMO non può fare altro che amare quest'anime e rimanere abbagliato dalla sua ambientazione: possiamo ritrovare tutti i problemi che i nostri "personaggi" tanto giocati al pc si sono trovati ad affrontare al nostro posto, ma se fossimo noi stessi a giocare in prima persona il nostro personaggio? Ci troviamo così davanti a tutti i dilemmi di un giocatore sul come giocare.
In quest'anime c'è tutto, non manca nulla: troviamo azione, mistero, una tecnologia avanzata, un mondo virtuale e persino i rapporti umani hanno molta importanza.
Non voglio parlare nel dettaglio della trama o dei personaggi, perché ritengo che vadano scoperti man mano, puntata per puntata. Personalmente ho sempre giocato a degli MMO e questo mi ha fatta innamorare all'istante di quest'anime; non so se chi non ha mai provato dei giochi del genere possa rimanerne affascinato come lo sono stata io, ma sicuramente vale la pena di provarlo!




Tacchan
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 4

"Sword Art Online" si presentava ai miei occhi come una delle serie più interessanti della scorsa stagione e la cosa mi veniva confermata da diversi amici, che ne tessevano le lodi. Se notate il voto di questa recensione, qualcosa non deve essere filato liscio durante la sua visione, mentre posso garantirvi che non ho sbagliato a selezionare il voto.

L'inizio in effetti è promettente, seppur non nuovo nel panorama dell'animazione giapponese: viene rilasciato un nuovo RPG online che permette di entrate, nel vero senso della parola, in un mondo fantasy. E' di fatto il primo esempio di gioco completamente in realtà virtuale: vi 'addormenterete' sul vostro letto con il casco in testa e verrete proiettati in questo nuovo mondo nei panni del vostro alter ego, dotati di tutti i vostri sensi. L'inghippo è che dopo l'inaugurazione i giocatori scoprono di non riuscire più a 'sloggarsi', e ben presto verranno informati che potranno farlo solo finito il gioco. Inoltre, se qualcuno dall'esterno provasse a rimuovere il casco, loro morirebbero. Ancora, se nel gioco finiscono per morire, lo stesso accadrà nel mondo reale. Insomma, sono intrappolati e devono iniziare a darsi da fare muovendosi con cautela, un solo errore potrebbe essere loro fatale.

Nonostante le buone promesse e l'inizio promettente, subentra poi tanta confusione, contraddizioni e una massiccia dose di cattivo gusto nel finale.
La prima cosa che mi ha colpito è come vi sia un balzo e la crescita dei personaggi non sia per nulla seguita. Ciononostante, il secondo episodio offre un buono scontro, ma di lì a breve l'anime vira sul sentimentale e sull'esistenziale: se foste intrappolati in un mondo virtuale e realistico, non iniziereste a crearvi una vita in quello, ancor più se per certi aspetti è persino migliore di quello reale? O continuereste a lottare imperterriti per tornare alla vita reale, rischiando la vita? La prima parte della serie gioca molto su questo interrogativo e ci può anche stare, se non fosse che intanto nel mondo reale il vostro corpo è tenuto probabilmente in vita dalle macchine (e non potrà durare per sempre) e che i vostri cari saranno distrutti nel vedervi in quello stato. La cosa viene bellamente ignorata o quasi dai personaggi per buona parte dell'anime, con atteggiamenti che paiono ben poco realistici. L'altro aspetto, quello sentimentale, parte da un assioma: qualsiasi ragazza che il protagonista incontra, si innamora di lui.

La prima parte della serie, ovvero i primi quattordici episodi, si dimostrano generalmente autoconclusivi e propongono personaggi a ripetizione, che tuttavia vengono subito dimenticati o hanno ruoli davvero irrisori. Alcuni, tra l'altro, sembrerebbero avere la personalità e le caratteristiche che li renderebbero degni di aver maggior spazio, ma tutto l'anime ruota intorno al protagonista e la sua amata. Vengono analizzati molti aspetti del mondo virtuale: vi è una puntata dedicata alla pesca, una al cibo, una ai mercanti e una ai fabbri. Sfortunatamente, vi sono ben poche puntate dedicate all'avanzamento delle quest: in cento livelli ci vengono proposti due o tre boss, e ben di rado gli scontri sono degni di nota.
Altro problema sono i personaggi, che dimostrano una caratterizzazione sin troppo stereotipata e poco verosimile. Certe situazioni sono proprio assurde e fastidiosamente artificiose, vedi i giocatori carne da macello della prima linea, che vengono usati solo per essere massacrati in modo stupido e meramente funzionale, oppure i tanti piagnistei, il discorso della famigliola felice con tanto di figlia, ecc. Tanti elementi che hanno fatto crescere in me una fastidiosa irritazione, già nata al momento in cui mi sono accorto che non stavo guardando un fantasy un po' fuori dalle righe, ma un finto e irrealistico slice of life in un mondo fantasy virtuale.

Mentre divento sempre più irritato, la prima parte finisce improvvisamente con l'episodio 14, in modo bruttino e frettoloso.
Dal quindicesimo inizia la seconda: nuovo gioco virtuale con altra ambientazione, personaggi che ora hanno le ali e che non hanno più una spada di Damocle sulla testa. Senza fare troppi spoiler, il protagonista dovrà salvare la sua amata. Sono introdotti nuovi spunti e quello di base sarebbe anche interessante, se venisse in qualche modo utilizzato. Invece rimane vagamente nell'aria come possibile prospettiva, ma gli sceneggiatori preferiscono concentrarsi sulla sorellina (o cugina) innamorata del fratello, un dirigente allupato che in qualche suo delirio di onnipotenza intende sposare una ragazza in coma (cosa che sembra lecita e normale a tutti), qualche operatore che nel mondo virtuale appare per qualche strano motivo in forma di lumaca 'tentacolosa' e tenta di violentare virtualmente una fanciulla con i suoi tentacoli, l'antagonista che nello scontro finale si diverte a leccare il corpo virtuale della sua prigioniera.

Nel complesso, qualsiasi cosa di buono ci fosse nella seconda parte, e qualcosa di buono c'è, viene sminuito e distrutto da scelte di cattivo gusto facilmente evitabili.
La serie poi si conclude nel peggiore dei modi, ovvero con i protagonisti che devono dimostrare a tutti i costi la propria demenza rientrando in un ennesimo mondo virtuale, come se non fosse bastato tutto quanto hanno già passato.
Concludendo: in "Sword Art Online" ci sono degli spunti potenzialmente interessanti, tuttavia sono rovinati da una sceneggiatura piena di buchi, da dei personaggi mal caratterizzati e da delle scelte di cattivo gusto nel finale. Si dimostra pertanto una serie con poche pretese, commerciale nel cattivo senso del termine, per un pubblico che non bada troppo a incongruenze, fanservice e al buonismo che accompagna troppe sequenze.




M3talD3v!lG3ar
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 4

Non basta un buon comparto tecnico a spacciare Sword Art Online come opera di punta dell'estate del 2012, malgrado abbia rischiato di andarci vicino disilludendo molti spettatori con i primi episodi, che, pur lamentando già alcune lacune narrative e una originalità non certo alle stelle, si erano rivelati in qualche modo promettenti. Se buona parte delle aspettative era stata generata proprio dall'ottimo lavoro impiegato da A-1 Pictures nella realizzazione di un'atmosfera decisamente adatta ad un MMORPG, non da meno erano sembrate le caratterizzazioni dei vari personaggi imbrigliati in una situazione scomoda e altamente pericolosa come quella di essere intrappolati in un videogioco. Di lì a poco però un po' tutto sarebbe cambiato in peggio, concedendosi a uso e servizio del fandom nipponico: Kirito-kun avrebbe ottenuto il proprio harem e insieme ad esso una sequela di power-up ed aiuti esterni che gli avrebbero spianato la strada verso il top, mentre la sceneggiatura si sarebbe farcita di qualsiasi trovata utile a rendere il polpettone tanto squisito alla vista del pubblico facile, quanto disgustoso al palato di chi si fosse chiesto, lecitamente, dove sia andata nel frattempo a finire tutta la logica.
No, evidentemente la logica, la coerenza, il realismo, non fanno parte del mondo di Sword Art Online, di conseguenza quelle falle narrative appena appena assecondabili a inizio serie, oltre a non trovare mai giustificazione successivamente, avrebbero finito addirittura per allargarsi, facendo sfociare il tutto nel ridicolo. Quest'anime sembra seriamente scritto da un bambino.
Consiglierei dunque a Kawahara di trovarsi un altro mestiere, visto che Accel World non ha prodotto esiti migliori.




Nobume
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 3

Attenzione, la recensione contiene spoiler

Cavalcare la cresta dell'onda, aiutarsi tramite la spinta di essa, per buttar giù una nuova fatica animata incentrata sul successo di qualche predecessore dal buon cammino: tratta da una light novel di Kawahara Reki, "Sword Art Online" tenta di percorrere, e forse superare, il traguardo già raggiunto da "Accel World" accomodato dalla A-1 Pictures, che non è di certo nuova ai fenomeni commerciali del momento. Chi non ha mai visto sbucare il nome di questa incredibile versione animata, che tenta di farsi famosa nel nome di un genere che ormai è stra-abusato come quello dei giochi on line? Impossibile, proprio dopo aver visto insistentemente pubblicità in ogni dove ho pensato che valesse la pena guardarlo, anche se probabilmente ci si trovava dinnanzi ad un qualcosa che avrebbe solamente evidenziato quanto si sfrutti la situazione. Sicuramente, già dal voto capirete che per me è stato tempo perso. Ma non è del tutto vero; infatti vi assicuro che questo anime mi ha dato talmente tanti pareri negativi che la mia voglia di recensirlo si è spinta oltre alle solite righe. Avrei volentieri fatto analisi di ogni episodio e personaggio, ma ammetto che non è nemmeno leggero, per cui mi atterrò ad una linea veloce del tutto, perché qua, malgrado si tratti di qualcosa di... spiazzante, merita che esso venga ben delineato così che non ci siano dubbi sul perché "Sword Art Online" è così in bilico tra odio ed amore di molti.

Partiamo dunque dalla trama o quel che secondo molti non c'è, c'era o ci sarà. Un ragazzo abbastanza anonimo, improvvisamente, dopo essersi seduto sulla sua scrivania per inserire un gioco, in un luogo che vanta un bell'arsenale di computer ed elettronica, senza far capir nulla indossa uno speciale casco in grado di alterare la realtà che lo circonda, immergendosi così in un mondo virtuale, che da titolo rinomina l'anime. Come farsi catapultare in un sogno, Kazuto finisce in questo nuovo universo dai tratti medioevali e fantasy, con tanto di natura incontaminata, colori bellissimi, paesaggi mozzafiato ed una fantastica isola torre a far da scenario alle fantasie dell'autore. Lui ovviamente non sarà l'unico giocatore: infatti, nel corso del prologo, potremo trovare vari personaggi che parlano e discutono sul gioco, piccole spiegazioni sul come funziona, su come ci si possa muovere dato che questa tecnologia non esiste realmente nel nostro mondo, e va almeno un poco inserita con coerenza perché si possa comprendere. Comunque, essendo il giorno di lancio per questo nuovo 'capolavoro', ci sarà una bella riunione tra tutti i giocatori che l'hanno acquistato, e verranno tutti riuniti in una piazza del primo livello dove apparirà quel che è il creatore a spiegargli le regole: questo forse è uno dei punti che vuole spiazzare di più lo spettatore, anche se era ovvio pensare che qualcosa di cattivo fosse nella penombra. Chiunque ha effettuato l'accesso, non può uscire. Nessun tasto con su scritto "log out": sono imprigionati là e non potranno tornare nel mondo reale finché non avranno completato la bellezza di tutti i cento livelli. Chi non verrebbe traumatizzato da tutto ciò? Ti stanno imponendo un gioco di morte, dato che se muori in "Sword Art Online" il casco per la realtà virtuale manderà il tuo cervello in paradiso. Ed allora tutti si chiederanno la reazione disastrosa di tutti, la disperazione che viene fuori episodio per episodio, la corsa per sopravvivere, emozioni senza tempo per respirare... nulla di tutto ciò.
Quel che nel gioco è Kirito (il protagonista all'anagrafe Kazuto) affronterà la situazione con freddezza, anche se in un primo momento apparirà un po' titubante a partire da solo senza un amico conosciuto pochi attimi prima. Inizierà così la sua avanzata solitaria da guerriero delle tenebre, nel senso che nessuno può stargli vicino. Lui è fortissimo, perché è stato un volontario al test della versione beta, ovvero quella per provare il gioco in anticipo prima della messa sul mercato; per questo motivo già dall'inizio ci appare una spanna sopra di tutti. Affronterà ogni avversario, che siano uno o cento, in scioltezza, supererà livelli così, a casaccio, per episodi ed episodi senza spiegarci mai come c'è arrivato. Un episodio è al livello due, quello dopo al quarantesimo; stranamente, gli unici che si trovano spiazzati da tutto ciò sono gli spettatori. Ma cosa farà mai Kirito saltando quaranta livelli a puntata? Sicuramente ci saranno scontri mozzafiato, nemici formidabili, così come alleati alla sua altezza. No, scordatevelo. In ogni episodio lui incontrerà qualcuno, quel qualcuno si innamorerà di lui, questa persona sarà sempre penosa e poi verrà mollata a fine episodio mentre sogna i fiori d'arancio ed un velo bianco, che mai avrà, a coprirle il volto. Inizialmente, e per molti episodi a caso, questo diventa un vero e proprio harem! Kirito entrerà in ogni situazione dove vi è un essere femminile con qualche problema di debolezza fisica, caratteriale o disgrazia. La tirerà su perché lui è figo, la aiuterà perché lui è forte, e senza motivo la ragazza, che prende sempre l'aspetto di una mania fissa degli otaku (la idol, la lolita, la timidona, la tosta, ecc.), lo ama. Che lo abbia conosciuto per un giorno o per un'ora, nessuno potrà mai odiare questo personaggio senza macchia alcuna, e già qua ti chiedi come fai a continuare prendendo anche sul serio gli scontri, che sono un continuo tagliare e tagliare chi sta davanti a Kirito, facendo al massimo un taglio alle doppie punte di lui come contraccolpo. Inizialmente puoi anche pensare che ci sta: vuoi introdurre un mondo, anche se in maniera fastidiosa... ma non si fa nemmeno quello! Saltando i livelli sembra quasi che si voglia solo far capire che chi vince è sempre lo stesso, che chi lo conosce lo amerà sempre e tutto sarà perfetto! Episodi fatti a stampo finché improvvisamente si ferma la trama su un numero di livelli del gioco che press’a poco non cambia di molto. Qua, incontriamo, dopo qualche apparizione lampo, una ragazza che diventerà molto importante ai fini della trama, ovvero Asuna. Bellissima, un giorno innamorata, l'altro acida, l'altro timida, l'altro forte, l'altro abbattuta, l'altro orgogliosa, tutto per andar meglio a Kirito, che ovviamente le farà perdere la testa. Quando i due troveranno nella loro antipatia ciò che cercavano per vivere insieme, improvvisamente la trama avrà una rallentata: questi due sembrano proprio aver problemi di mente, dato che scappano in una puntata, nell'altra dicono che devono restare a combattere per superare i livelli, che la loro presenza è importante... Ma loro hanno in fondo voglia di stare insieme, se mai finisse il gioco come si troverebbero ancora? Ma sono gli eroi, dannazione! Hanno delle responsabilità verso i giocatori deboli, e Kirito non vuole più che nessuno muoia! E fu così, che per due episodi a metà battaglia se ne vanno in viaggio di nozze, non prima di aver consumato abbastanza tranquillamente il frutto della passione, come se nessuno crepasse nella realtà. Andranno a far casa in un livello nascosto, adotteranno figli e se la spasseranno a cucinare, finché non ricorderanno ancora che ci sono vite da salvare e partiranno finalmente verso la fine del gioco, dove è inutile dire chi batterà e come, dato che non esistono i colpi di scena, anzi, è ancor più ridicolo il come si possa terminare il tutto con una puntata che pare tratta dalla famosa "Pasqua di Gesù Cristo". Il gioco termina e così si immagina l'avventura del nostro paladino che si risveglia dopo due anni costretto in un letto senza muoversi, alimentato da macchine, con traumi che teoricamente avrebbe chiunque rischia ogni giorno la propria vita, tutto tranquillo. Cammina, è un po' più magro, con i capelli ovviamente più lunghi, ma passeggia come se nulla fosse per l’ospedale, andando a bussare qua e là alle porte per cercare la sua amata Asuna. Sfido chiunque a non aver sperato che la trovasse subito per chiudere il velo pietoso creato dal realismo che fa concorrenza ad un coccodrillo rosa, ma no, l'amata del prode Kirito è in un altro ospedale ed ancora non si è svegliata. Da qui parte quello che possiamo definire un secondo arco, ove si andrà a capire cosa è successo a lei, perché è ancora incosciente, e finalmente si tenterà di capire perché diamine Kirito se ne è stato tranquillo su quel gioco come se nulla fosse, perché scappa dalla realtà, cosa ha la sua famiglia che non va: ovviamente ciò che non va è tutta la storia, soprattutto sua sorella che è innamorata (che cosa strana) di lui, che soffre come una folle e cova gelosia che però mai manifesterà; da brava piccola di casa, lei sarà una colonna importante della seconda fetta d'anime, dove ovviamente il fratello senza cervello e senza shock per l'esperienza precedente, inutile dirvelo, entrerà in un altro gioco come se nulla fosse per lui. Non andrò oltre la trama per ovvie questioni di spoiler, ma posso assicurarvi che non cambia nulla, se non il danneggiare ulteriormente la credibilità dei protagonisti.

Ora arriviamo al lato davvero dolente: so che sembra la trama, ma non è nemmeno quella a rendere "Sword Art Online" ciò che reputo un inspiegabile successo! I personaggi sono la vera rovina.
Prendiamo ad esempio Kirito: il solito ragazzo anonimo su cui troviamo valanghe di personaggi identici da altri anime. È il classico prototipo dai tratti altamente nipponici e nessuna bellezza travolgente, atto ad aiutare ogni otaku ad identificarsi al meglio nella sua figura. Questo posso capirlo, gli anime sono a scopo di lucro, dobbiamo pur attirare anche l'aspetto psicologico di chi li visiona, ma non è "banale" solo il tratto del ragazzo che dovrebbe aver carisma, essendo un protagonista. Non ha un carattere definito: nella prima puntata appare come un normale quindicenne un po' amante dell'avventura, che trova il suo mondo virtuale e fa amicizia con qualcuno da cui poi si deve separare con dolore, perché non pare amar poi tanto l’esser solitario. La puntata dopo è uno spietato guerriero che guerriglia da solo, ha un livello altissimo e tutti lo temono perché ha fatto la versione di prova e pare saperla più di tutti, essere avvantaggiato in ogni quest (missione). Quella dopo, inspiegabilmente, si unisce a qualcuno perché non vuol star più solo, quella dopo dice di non voler nessuno dietro perché non al suo livello e perché ha paura di non proteggerlo, quella ancora dopo ritorna indietro ed aiuta qualcuno anche se rischia più dell'individuo che ha salvato la puntata precedente. Va a convenienza, dove la trama suggerisce vada meglio, perché lui è un tutto ma nessuno, non ha nulla che si evidenzia sempre, appare una casuale variante psicologica ad ogni esigenza, lasciando allo spettatore il dubbio su quanti fratelli gemelli abbia qua e là, dato che è veramente incoerente, non è per nulla figo e persino noioso. Sfido qualcuno a creare una scheda sulla figura mentale di questo individuo. Ma non è il solo, questo modulo varia per chiunque si prenda in considerazione: ad esempio Asuna, che, essendo il sogno erotico di tutti i fans, apparirà a convenienza ciò che conviene; come citato già nella recensione, è capace di dare un colpo in testa a Kirito e spogliarsi due secondi dopo aver ripetuto che lei ha un orgoglio e non va sottovalutata. Inutile, signore e signori, se manca la materia prima (i neuroni dei protagonisti), puoi avere trama da superare anche "One Piece", ma non potrai mai rimanere un’ombra credibile nel panorama dell'animazione o della narrazione generale.

"Sword Art Online" sembra il diario di un adolescente; ecco in cosa si rispecchia questo lato incomprensibile, il fatto di non aver un personaggio classificabile: molte persone, spesso, da piccole o adolescenti sognano di essere qualcosa, ed a volte, presi da un attacco di coraggio, lo si scrive per lettere o tasti. Da piccoli tutti avranno messo su la storia del loro viaggio sulla luna o del loro scontro con qualche eroe dei "cartoni animati". Kirito sembra proprio ciò. Il protagonista che è in noi, perfetto e adatto a come lo vorremmo ogni volta, con poteri inspiegabili e fighi che possano renderci il massimo, ed ogni situazione emozionante per noi. Tutti che ci amano, una bellissima compagna, un mondo favoloso, una reputazione amata da chi è degno e temuta da chi no. Quando sei piccolo ti piace semplicemente viaggiare con la fantasia, fai dei balzi assurdi e scrivi cose incredibilmente senza senso; credo che molti capiranno il nesso: sì, sembra il racconto di un adolescente che fantastica. Peccato che non si può chiudere un occhio, dato che vi è una perversione che va oltre il sopportabile.
Donne usate per soffiarsi il naso o altre cose, tentacoli rosa che vanno nei pertugi di Asuna, inquadrature più di sederi e seni che di facce, spogliarelli, strappi di vestito, pervertiti qua e là che leccano, sbavano e toccano senza decenza... altro che ragazzino sognante, sembra il diario di un maniaco alle prime armi! Il tutto è sicuramente messo su anche dall'esigenza di fare fanservice, ma che c'è di bello in questo continuo sfruttamento della figura femminile? Solo il guadagno.

Per farla breve, dato che mi sono davvero prolungata anche troppo per il merito che ha questa serie, se volete veder le fantasie semi eroiche-erotiche di qualcuno, questo "Sword Art Online" fa per voi. Ottimi disegni ed animazioni, musiche messe in perfetta simbiosi con i momenti e le opening/ending sempre piacevoli. I personaggi son fatti abbastanza su uno stampo comune, ma se piacciono tanto gli harem, qua ve ne è una dose enorme. Non metto uno perché è pur sempre una produzione grandiosa per ammassare un numero cospicuo di fans, una cosa tra l'altro che è riuscita; nulla da rimproverare da questo punto di vista. Anche se mi domando con quale serietà si possa trovar che delle persone che fuggono senza motivo dalla realtà, che rischiano la vita pur dovendo avere dei traumi, possano continuare come se nulla fosse. Sembra un insulto a chi davvero ha degli incidenti gravi alla psiche.




Musso92
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 4

Per la seconda volta in tutta la mia carriera, la prima con "Madoka Magica", mi sono ritrovato a vedere un anime più per la pubblicità che gli è stata fatta, diretta o indiretta, che per la mia curiosità. Ed eccomi qua anch'io a recensire questo "Sword Art Online", o SAO, l'anime più elogiato, contestato, e discusso del momento. Ma come avrete capito dal mio voto, la mia opinione su di esso è tutt'altro che positiva; ma entriamo più nel dettaglio.

Quando iniziai a captare le prime news su "Sword Art Online", sapendo che fosse un anime avente come base un RPG, o meglio un MMORPG, fui elettrizzato. Non sono un amante dei multiplayer online, ma ho giocato veramente a tanti RPG offline – tanto per citarne uno, il ben noto Skyrim – ed ero entusiasta di come sarebbe potuta essere questa serie: un ambientazione fantastica, una quest principale avvincente, e miriadi di quest secondarie ugualmente interessanti, il tutto unito a innumerevoli stili di combattimento. Tutto ciò rappresentato in un anime? Credo possiate capire come mi sia sentito impaziente di vedere per intero questa serie. Tuttavia, a circa metà serie, cominciano a trapelare opinioni e recensioni tutt'altro che incoraggianti, che elencano numerosi difetti, e bollano l'anime come sopravvalutato. Impaziente da una parte, e confuso dall'altra, decisi di chiarire tutti i dubbi, e una volta uscita l'ultima puntata mi misi a vederlo. Ora posso dire con assoluta certezza che "Sword Art Online" non è un anime sopravvalutato. Ma è l'anime più sopravvalutato di tutta la storia dell'animazione nipponica.

In "Sword Art Online" regna la follia e il caos, "Sword Art Online" è l'opera più irrealistica e commerciale mai prodotta, dov’è perfettamente normale che uno sviluppatore di un gioco decida di imprigionare 10.000 dei suoi clienti, e di ucciderne quasi la metà, solo per soddisfare la sua curiosità. In "Sword Art Online" è normale passare ben due anni all'interno di una simulazione grafica, dimenticandosi completamente del proprio corpo originale, senza che nessuna autorità muova un solo dito per salvare 10.000 persone. E i personaggi sono uno più patetico e stereotipato dell'altro, a cominciare da Kirito - dio mio, Kirito! -, il protagonista più assurdo mai creato, capace di cambiare completamente il proprio carattere con uno schiocco di dita, una volta romantico, una volta sbruffone, una volta stratega, una volta folle combattente. In base alla situazione in cui si trova tira fuori il carattere adatto, e sistema tutto nel modo più mieloso e buono possibile, perfetto in ogni cosa, combattere, risolvere problemi, approcciarsi all'altro sesso, sempre nella maniera più "strafiga" possibile, in modo da far cadere ai suoi piedi ogni donzella, senza che lui si accorga di nulla, ovviamente - il classico protagonista di un harem, insomma. Ah, e teoricamente Kirito sarebbe un NEET, alla "Welcome to the NHK". Ma vi immaginate Sato Tatsuhiro che fa il figo con ogni essere umano che gli capita a tiro, e che risolve ogni cosa? Non ha alcun senso, oltre a dare un effetto incredibilmente trash. D'altra parte, anche la sua fida compagna Asuna non è da meno, prima è tsundere, poi amicona, poi mogliettina innamorata, e infine piagnona. E inoltre è ovviamente una gran gnocca, come se ragazze del genere giocassero veramente ai MMORPG… sì, certo. Senza citare il fatto che l'amore tra loro due è la cosa più fasulla che abbia mai visto, messo lì solo per attirare più spettatori, prevalentemente femminili, visto quanto sono sdolcinati.

Inoltre, in "Sword Art Online" non esiste la logica, non esiste la normalità, perché una persona normale non starebbe chiuso in una casa ai confini del gioco, a giocare alla famiglia felice, mentre il proprio corpo reale sta marcendo chissà dove. E qual è la logica che ti spinge a soffermarti su minisaghe vomitevoli come quella di Yui, mentre Kirito aumenta di trentcinque livelli da una puntata all'altra, a causa di quei dannati salti temporali? Qualcosa non mi torna. E vogliamo parlare dei cattivi? Credo di aver visto antagonisti migliori nei film della Disney. Per di più, nella seconda parte della serie, vediamo saltare fuori la sorella minore di Kirito, ovviamente innamorata di lui, ma incredibilmente Kirito è troppo ossessionato dal salvare Asuna, che è rimasta intrappolata in un altro gioco online. Cosa fa lui per salvarla? Che domande. Torna a giocare online! Dopo aver passato due anni in un MMORPG mortale, mi aspettavo come minimo qualche trauma mentale che gli impedisse di giocare ancora, invece no! Come se non fosse successo niente! Vi sembra logico? Vi sembra normale? No, non lo è affatto.

Se si fossero semplicemente evitati i migliaia di salti temporali a inizio serie, concentrandosi meglio sulla prima saga, ed evitando quella patetica trovata che è ALfheim, probabilmente "Sword Art Online" sarebbe arrivato alla sufficienza; ma chi sono io per dire questo? A giudicare da quanto sta vendendo, per la gente questa serie è perfetta così com'è, e ciò mi preoccupa non poco.

Bene, concludiamo giustificando il voto che ho assegnato: partendo da una base di 0, un punto per le ottime OST e le opening, alcune veramente ben fatte, un punto per le animazioni, sempre eccezionali, anche se spesso e volentieri servono solo a mascherare le enormi lacune nella trama, come in questo caso, e altri due punti per i fantastici combattimenti, veramente avvincenti, che sono l'unica cosa che mi ha spinto a finire la serie. Totale: 4. Quest'opera è stata una delusione immensa, e non si merita certamente di più. Altamente sconsigliato, in particolar modo ai giocatori di MMORPG. Adatto solo ai ragazzini che si fanno poche domande.




WarMask
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 4 su 25 --- Voto: 8

Siamo nel 2022 la tecnologia è avanzatissima, tra le più innovative invenzioni troviamo il Nerve-Gear, un dispositivo che può "catapultare" una persona all'interno di un videogioco in una realtà virtuale. In commercio è appena uscito un gioco che sfrutta al 100% le potenzialità del Nerve-Gear, denominato "Sword Art Online", poche persone però sono riuscite a ottenere questo gioco - infatti sono uscite pochissime copie. Tra questi fortunati giocatori troviamo anche il protagonista della nostra storia Kirito. Kirito è già un esperto del gioco, poiché, poco tempo fa aveva giocato alla beta (versione di prova provvisoria), ma rimarrà sconvolto quando scoprirà che sarà impossibile scollegarsi da Sword Art. Per uscire da esso, infatti, bisogna completare tutti i livelli del gioco evitando di morire, poiché la morte non raggiungerà solo l'avatar, ma anche il vero corpo del giocatore.
Ho incominciato a vedere quest'anime con il presupposto che fosse una copia di "Accel World", invece mi ha stupito moltissimo: lascia una grande suspense ogni minuto che passa ed emoziona lo spettatore di continuo. L' inizio della storia promette molto bene, speriamo continui così.
Grazie mille per aver letto la mia recensione, spero piaccia anche a voi. Ciao a tutti.




Zavari
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 22 su 25 --- Voto: 9

Secondo me "Sword Art Online" è un bellissimo anime: ho trovato i disegni e le colonne sonore fantastici, e i personaggi ben costruiti, anche se migliorabili. L'unica cosa che penalizzo un po' è l'originalità dell'autore, che manca spesso; le mini trame all'interno della storia cadono nell'ovvio o addirittura nella banalità, ma per ora i casi sono stati veramente pochi e spesso marginali. Lo consiglio perché la storia mi ha catturato, infatti l'autore è riuscito magistralmente (almeno nel mio caso) a farmi immedesimare nel protagonista, e penso che ci riesca almeno con tutti quelli che hanno mai giocato ad un MMO o ad un RPG.




Mirrorshroud
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 6 su 25 --- Voto: 7

"Sword Art Online" è stata una piacevole light novel e si conferma un anime apprezzabile. Spezza la monotonia degli anime recenti con molti elementi unici e con una trama che, per una volta, non solo parte bene ma si svolge senza eccessivi cliché e si concluderà in maniera sorprendente (avendo letto la light novel e conoscendo i titoli degli episodi potrò comunque fare un abbozzo di recensione completa).

Il protagonista vive in un futuro in cui la tecnologia è progredita al punto che rende possibile entrare in giochi di realtà virtuale semplicemente indossando un casco, il NerveGear. Tale casco cattura gli impulsi neurali del cervello, inducendo in colui che lo indossa uno stato simile al coma. Per pura fortuna Kirito, il nostro protagonista, entrerà nel BetaTest (un'anticipazione del gioco) di Sword Art Online (SAO). SAO è il primo videogame che riesce a esprimere a pieno le potenzialità della nuova tecnologia e, per questo, Kirito e gli altri 1000 giocatori che partecipano al BetaTest sono considerati degli eletti. Una volta esaurita l'esperienza del BetaTest, la versione finale del gioco viene rilasciata e Kirito rientra in SAO. A questo punto inizia l'anime. Il protagonista entra quindi nel gioco e si rivela immediatamente, grazie all'esperienza nel BetaTest, a un livello nettamente superiore rispetto agli altri giocatori. Una volta entrati, i giocatori scoprono che il creatore li ha intrappolati nel videogioco e dà una sola possibilità ai giocatori per tornare nel mondo reale: completare il gioco. Inoltre la morte dell'avatar nel gioco significherà la morte della persona nella vita reale. La reazione a questa notizia divide i giocatori in 3 gruppi: l'Army, ovvero coloro che, spaventati, rimangono al sicuro, evitando di giocare, i Cleaners, coloro che proveranno a completare il gioco (gruppo di cui Kirito fa parte) e coloro che cercano di divertirsi, giocando, senza però mettere a rischio la propria vita. Kirito si distinguerà perché sarà l'unico cleaner a giocare "solo", ovvero senza entrare in una gilda, ed è così che inizia la leggenda dello spadaccino nero.

Come detto, l'opera è apprezzabile. Nonostante il protagonista sia, in pieno stile anime, un asociale con forte turbe emotive, nel videogioco lui è uno dei migliori giocatori. Questa contrapposizione tra il Kirito nella vita reale ed il Kirito nel videogioco è alla base dell'anime e crea un carattere molto complesso, che difficilmente si trova in altre opere. Anche la storia d'amore del protagonista è in pieno stile anime: due persone agli antipodi che si avvicinano durante l'opera. Però ci sono elementi che la rendono più verosimile e meno forzata rispetto al solito.

"Sword Art Online" è un'opera innovativa che può appassionare facilmente il pubblico. Consigliata vivamente a tutti - nonostante non abbia giocato a un solo online game nella mia vita, l'ho apprezzata.
P.S.: se si vuole approfondire il mondo di SAO, consiglio di intraprendere anche la lettura della light novel. E' ben scritta e si fa leggere. L'unica pecca è l'eccessiva commercializzazione dell'opera: l'autore, dopo il grande successo del primo volume, non riesce ad abbandonare le ambientazioni del primo volume e finisce per riciclarle continuamente.




Rygar
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 2

Sono trascorsi alcuni mesi dall'ultimo episodio di "Sword Art Online" e, con una mente più lucida e distaccata, decido di riscrivere la suddetta recensione. Al di là dell'hype, dell'orda di fanboy e fungirl spasimanti per un'eventuale nuova serie (e furibondi perché la Dynit ha osato acquistarlo), e di questa contaminazione mentale di massa che ha portato con sé la visione dell'opera, è opportuno dare alle cose i nomi che spettano loro di diritto.
Per cui, affermo senz'alcun rimorso che "Sword Art Online" è una trollata di proporzioni bibliche, una farsa apocalittica che ha letteralmente drogato e disattivato i neuroni a migliaia di otaku (tanto che la satira sugli anime ha trovato terreno fertilissimo in quest'opera, basti cercare 'Swag Art Online' su Facebook o Google immagini), una gigantesca presa per i fondelli all'intelletto umano e ultimo, ma non per importanza, un elogio (nemmeno tanto velato) a soggetti come Bettino Craxi, con annesso tentativo di riscatto morale post mortem. Quest'ultima frase sarà spiegata nel corso della recensione.

Che cos'ha avuto di così eccezionale "Sword Art Online" da attirare come falene a una lampadina migliaia di persone e generare una sopravvalutazione così esagerata? Sostanzialmente, due cose: un'idea di base potenzialmente interessante e un comparto grafico all'altezza dei tempi. In soldoni, però, come si traduce? Con quattro parole tipiche dell'universo hentai: fanservice, harem, incest e tentacle rape. Siamo di fronte all'ennesimo hentai scadente? Au contraire! "Sword Art Online" è stato presentato come la serie rivelazione dell'estate 2012 e rivolta a tutto il pubblico, e già qui c'è qualcosa che non quadra. "Sword Art Online" trae le sue origini dall'omonima light novel, che non ho letto, né ho intenzione di farlo a breve, pertanto il mio giudizio è sostanzialmente inerente alla visione degli episodi dell'anime.

Attenzione: questa parte potrebbe contenere spoiler

Trama: la trama è riassumibile più o meno così. In un futuro non troppo lontano l'industria dei videogame vuole coinvolgere la propria utenza a livelli d'interazione sempre superiori. Da qui lo sviluppo del "NerveGear", una sorta di casco interattivo che permette al giocatore d'immergersi nella realtà virtuale, evitando l'utilizzo di tastiera e mouse. Kirito, protagonista di questa serie, nonché precedente beta tester del gioco, s'immerge in questa realtà in stile fantasy/medievale. Da qui l'admin del gioco, Kayaba Akihiko (il Bettino Craxi del gioco, ma ne riparleremo), dà il benvenuto ai vari giocatori e, nel mentre che qualcuno tenta di disconnettersi, li avvisa, quasi con noncuranza, che dal suddetto videogame è impossibile disconnettersi, pena la morte (come faccia un casco a uccidere lanciando chissà quale impulso alla scatola cranica è un mistero degno di Voyager, tanto che non sono presenti elettrodi o altri elementi visibili a "contatto diretto" col cranio). Chi vuole sopravvivere ha due alternative, o conduce la sua esistenza all'interno del gioco (come sia possibile mantenere in vita un corpo organico con dati virtuali è l'ennesimo mistero), oppure deve superare i cento livelli previsti dal gioco e sconfiggere il boss finale, ovvero l'admin medesimo. Detto così, l'incipit potrebbe essere anche interessante, una sorta di survival game in cui ci si coalizza per la sopravvivenza di fronte a un nemico comune, una sorta di scienziato pazzo incurante della vita umana per i suoi ideali. Una serie che trasmette un senso d'inquietudine e oppressione per via del fatto che non è possibile fuggire, pena il suicidio. Si potrebbe pensare: "Wow, che sviluppo originale e inaspettato! Diamogli una possibilità!" Peccato che queste promesse vengano sconfessate praticamente subito, poiché il tutto degenera non solo ai livelli del banale e dello stereotipato, ma addirittura dello squallido e dello stucchevole, fino a precipitare in qualcosa che ha praticamente rinnegato le premesse iniziali, divenendo una sorta di caccia al boss, conquista dell'equipaggiamento più prestante, conquista delle spasimanti di turno e ottenimento fuori da ogni logica e coerenza di abilità e poteri speciali, che conferiscono al protagonista (da beta tester è passato a cheater, ossia a beater... fantasia portami via!) l'aura del figo/bel tenebroso/lupo solitario che suscita invidia negli altri giocatori e fa squagliare le varie signorine (non importa se bambine o ragazzine, tutto fa brodo). Se le note dolenti si fossero limitate a questo, tutto sommato non sarebbe stato così tragico, il peggio però giunge quando Kirito riesce a conversare con Kayaba Akihiko e alla domanda: "Perché hai creato tutto questo?", da cui ci si aspetta chissà quale rivelazione o nobile intento che possano perlomeno giustificare l'eccidio di oltre duemila persone, la risposta è nientemeno che un "Boh!" Lo so, amici lettori, placate la vostra ira, so quanto possa essere atroce subire trollate di questo tipo, ma, credetemi, non è una menzogna. Uno si sorbisce una serie colma di difetti e cadute di stile per trovare un minimo di risposte alle proprie domande, e sul più bello viene trollato come se tutto questo fosse una cosuccia da niente! Quindi, Kayaba Akihiko, oltre a essere un assassino di massa, è pure l'essere più insulso su questo pianeta. Qualcuno direbbe: "E’ finita qui?" Magari amici miei, magari! Purtroppo, in "Sword Art Online" è presente una seconda saga chiamata ALfheim Online. Kirito e amichetti, non contenti d'aver trascorso oltre due anni della propria esistenza in coma, decidono di tornare in un nuovo gioco online basato sul server e sulla meccanica del buon vecchio Sword Art Online. Follia umana? Sadomasochismo elevato all'ennesima potenza? Non aver niente di meglio da fare nella vita? Totale mancanza di reazioni umane minimamente razionali e coerenti? Tutto di tutto questo, e non solo. Tutto degenera fino a raschiare ogni fondo di barile. Troviamo la sorellina incestuosa di Kirito, serie di colpi di scena farlocchi da fare invidia ai peggiori cliché, nuovi malati mentali con manie ossessivo compulsive (della serie: sposiamoci con una ragazza in coma, non dirà mai di no!)

Fine parte contenente possibili spoiler

Grafica: l'unica cosa che mi sento di elogiare in questo putridume è la grafica dell'anime. Ambientazioni a dir poco spettacolari, animazioni molto valide (specie nei combattimenti), tuttavia non è eccellente. Il character design ricorda fin troppo "Toradora!", per cui, a mio avviso, è impresentabile.

Sonoro: sostanzialmente senza infamia e senza lode. Orecchiabile l'opening della prima serie, decisamente peggiore quella della seconda. Doppiaggio nella media, talvolta fastidioso, effetti sonori nella media.

Personaggi: se la trama non fosse già aberrante di per sé, ecco che a peggiorare la situazione entrano in scena i personaggi. Partendo dal protagonista della serie, un bamboccio esagitato privo di qualsiasi caratterizzazione, passando per la fidanzatina pseudo tsundere, fino ad arrivare alla sorellina e ai vari cattivoni, s'intuisce fin da subito la loro pessima realizzazione. Nessuno che si evolva, nessuno che impari qualcosa dal passato, tutti sono quelli di prima, se non peggio. Praticamente è come se a giocare ad ALfheim non si sia fatto minimamente tesoro di ciò che è accaduto prima. Posso capire gli smemorati, ma qui si sconfina nel patologico.

Sceneggiatura: ennesima nota dolente dell'anime. La gestione temporale passa dall'allegro all'assurdo, si eseguono salti di livello mai spiegati, gli anni volano via come se nulla fosse. Si sa solo che muoiono oltre duemila persone ricoverate negli ospedali, che sono trascorsi circa due anni e mezzo dalla conclusione del gioco e nulla più. Non si sa se i giocatori soffrano di piaghe da decubito o meno dopo aver trascorso anni della loro vita in un letto ospedaliero con la testa ingabbiata in un casco, non si capisce come mai i vari utenti non abbiano perso i loro capelli per colpa di un casco che non si possono togliere (non dico calvizie o alopecia areata, ma nemmeno qualche crosticina in testa, per non essersi mai lavati la testa in tutto questo tempo), non si conoscono le loro condizioni di salute (si sa solo che la loro riabilitazione dopo due anni di convalescenza a letto li rende belli pimpanti nel giro di pochi giorni; la mutua ringrazia), non si sa quali provvedimenti siano stati adottati (se mai ve ne fossero stati) dal mondo esterno per porre rimedio alla catastrofe videoludica. La tragicommedia però è a monte, mi si perdoni la ripetitività; come faccia un casco per la realtà virtuale a uccidere nel reale è davvero inconcepibile, oltre al fatto che esistono forme di vita virtuali che seguono i personaggi da un gioco all'altro. Follia? No: "Sword Art Online". Trascuro poi la parte dedicata a inquadrature in perfetto stile ecchi, che se in "Sword Art Online" erano più limitate, in ALfheim online sovrabbondano fino a degenerare oltre al tollerabile, andando a sommarsi a lumaconi tentacolari che "sondano" le malcapitate, a sorelline incestuose e all'arricchimento indiscriminato del già nutrito "fronte harem di Kirito". È davvero dura fare peggio di così.

Finale: se non fosse un anime (dunque un presunto prodotto ai fini dell'intrattenimento) ci sarebbe da prendere a craniate il muro. Il finale è qualcosa di indescrivibilmente squallido. Buonismo gratuito a go go, tutto si perdona come se nulla fosse accaduto, santificazione di criminali assassini di massa (perché hanno creato il gioco in cui si sono "divertiti" tanto, ricordiamolo) in perfetto stile "rivalutazione alla Bettino Craxi", che, nonostante avesse commesso in vita dei reati, ora viene elogiato da certe forze politiche come grande statista. E, a scanso di ogni morale e insegnamento sull'abuso dei videogame (non sia mai!), tutti insieme a rigiocare a "Sword Art Online"! Evviva!

Conclusioni: che cosa si salva da quest'aberrazione spacciata per serie del millennio? Un'unica cosa: la grafica. Ecco perché do come voto 2 e non 1. Volete vedere degli scenari spettacolari e qualche combattimento carino a patto di scendere a compromessi col vostro intelletto e buon senso? Potete guardarvi "Sword Art Online". Avete un briciolo di amor di sé? Passate tranquillamente ad altro.




Nava
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 23 su 25 --- Voto: 10

Non saprei come descriverlo se non come un capolavoro, il miglior anime che sia uscito quest'anno, a mio parere. Ho letto altre recensioni e mi sono rattristato nel vedere affibbiato un voto così basso ad un anime di questo valore.
Non starò a rispiegare la trama, la potete trovare ovunque su questa pagina, per questo passerò subito al dunque: i disegni e le animazioni sono fantastiche, la musica, specialmente durante le battaglie contro i boss, ti coinvolge ed esalta, mi piacciono molto i personaggi e la storia è magnifica, sebbene però sia troppo corta, avendo voluto inserire troppe cose in troppo pochi episodi. Spero (e sono certo ci sarà, dato il successo) in una seconda serie che spieghi meglio il gioco o che dia più tempo agli eventi importanti. I combattimenti non durano mai molto, un peccato, però tutto viene compensato dalla storia che vi coinvolgerà, specialmente nella seconda parte nella quale prende una piega inaspettata, e ogni volta che finisce un episodio darei non so cosa per vedere quello dopo!
Insomma, vedere per credere, se poi siete appassionati di MMORPG allora cosa state aspettando? Questo è l'anime che fa per voi!



Demon92dc
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 21 su 25 --- Voto: 10

Quest'anime mi ha incuriosito molto fin dalla trama che mi sembrava molto originale, ma pensavo fosse l'ennesimo anime noioso e poco interessante. Dopo aver visto le prime puntate mi sono ricreduto subito, i continui colpi di scena, la caratterizzazione dei personaggi, i combattimenti ben fatti e un pizzico di romanticismo rendono quest'anime a mio parere molto bello.
Un altro punto da me apprezzato sono i disegni, che mi sembrano all'altezza del resto. Spero che la serie non perda colpi nelle ultime puntate e che continui a tenerci attaccati allo schermo.
Detto questo, lo consiglio a chiunque e spero vi piaccia.



Shika93
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 5

Sono partito convinto per questa serie: letta la trama, guardati i primi trailer... Wow! Mi ha ispirato immediatamente, anche perché non ho mai visto anime ambientati sotto forma di gioco di ruolo, e non so nemmeno se ne esistano. Nonostante ciò, il mio entusiasmo è venuto a mancare più o meno dal settimo episodio; già da prima, però, i dubbi iniziavano a sorgere. Man mano che si andava avanti con i personaggi, restavano sempre dei buchi che non venivano colmati degli episodi precedenti.

"Sword Art Online" è un anime i cui protagonisti decidono di staccarsi dalla vita reale per combattere e sfidarsi online. Primo nel suo genere, grazie al NerveGear, il giocatore verrà teletrasportato con la mente all'interno del gioco, rendendo il tutto molto reale e non in 2D come se ci si trovasse davanti ad un monitor. Il protagonista è Kirito (Kirigaya Kazuto), il quale interpreta il tipico giocatore solitario cui non piace stare in gruppo con altri. In realtà, lui è uno dei pochi "beta tester", quindi conosce già quel mondo e di conseguenza spiega le regole degli MMORPG agli altri giocatori, senza però rivelare di essere un beta tester. Sembra infatti che non piaccia agli altri il fatto di avere dei tester in giro; mai capito il perché, ci si semplificherebbe un po' la vita.
In questo caso, parlare di "vita" non è poi così sbagliato: a quanto pare, infatti, il programmatore e sviluppatore del gioco, Kayaba Akihiko, alla fine della prima giornata di gioco online, blocca il comando di "logout", impedendo a tutti i giocatori di lasciare il mondo virtuale. Vengono instaurate nuove regole a cui nessuno, nemmeno i tester, erano a conoscenza: per uscire dal gioco qualcuno deve arrivare alla fine e battere il boss finale. Inoltre, come se ciò non bastasse, chiunque muore nel gioco, muore anche nel mondo reale, poiché il NerveGear, essendo collegato direttamente al sistema nervoso, manda impulsi di dolore tali da causare la morte.
Inizia così la battaglia per chi riuscirà ad arrivare al centesimo livello e battere il boss; vengono istituite gilde, alleanze e chiaramente anche forze ostili.

L'idea della storia di per se non è brutta, ma viene sviluppata in modo pessimo.

Attenzione: questa parte contiene spoiler

Per esempio, la prima cosa che salta all'occhio è il tempo: si verificano salti temporali di un anno nel giro di due puntate, senza sapere cosa sia successo in quel tempo. Kirito diventa potentissimo, ma non si sa come. Altra cosa sono i combattimenti, cortissimi: un boss che si rispetti dovrebbe far combattere i personaggi almeno per una puntata! Invece qui, prima Kirito e compagni se le prendono un po', poi il protagonista se ne viene fuori con qualche tecnica acquisita chissà quando, e in trenta secondi il boss è cadavere (per esempio una pseudo "omnislash" copiata da "Cloud" nell'Advent Children, anche se questo nella seconda parte). Da un certo momento della storia, sarà pure in grado di usare due spade, con cui inizierà una mini quest per recuperare un minerale prezioso da dare al fabbro e farsi fare la spada migliore, proprio in stile a "Kingdom Hearts" o a "Final Fantasy 12".
Ci sono troppi filler inutili, con personaggi che appaiono una, due volte al massimo, e che poi nessuno si ricorderà più. Appaiono anche personaggi che poi si svilupperanno con la storia, per esempio l'incontro con Asuna o con la bambinetta, Yui (ancora adesso non riesco a capire a cosa possa servire la bambinetta).
Per quanto mi riguarda, anche se compare solo poche volte, il mio personaggio preferito è Agil (che veramente non si capisce se è di Okinawa, un po' abbronzato, o un altro non giapponese. L'unico personaggio che mi ha lasciato perplesso). E' l'unico personaggio reale che non combatte nel gioco: fa l'armaiolo. Anche se compare poco, sembra avere un po' più importanza tra i personaggi inutili.

Fine spoiler

Il vero "Sword Art Online" comunque finisce all'episodio 14; in seguito ci sarà un nuovo RPG con altre finalità.

Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, invece ci si tira su: ottima la grafica e la qualità delle scene; i combattimenti, pur se corti, presentano degli effetti spettacolari; paesaggi e personaggi sono disegnati benissimo. Ottime anche le musiche, con parti epiche in latino, degne di un prodotto di serie A.

In conclusione, "Sword Art Online" è un anime che non consiglierei ai patiti di RPG, perché potrebbero rimanere feriti nell'orgoglio; è guardabile per chi cerca nulla di troppo lungo o impegnativo, con un minimo di trama e qualche combattimento (ma non troppo). Non riesco comunque a dargli la sufficienza: le parti positive (grafica e musiche, sostanzialmente) non sono in grado di pareggiare, almeno, le parti negative (storia, soprattutto).
Si minaccia una seconda serie. Ho il terrore...




falcus92
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 5

Attenzione: la recensione contiene spoiler

"Sword Art Online" è sicuramente una delle serie più deludenti del suo periodo. In giro su internet basta cercare informazioni per ottenere grandi elogi e incredibili apprezzamenti; in realtà, tutto quello che ci viene propinato è retto dalla mancanza di logica, da un nonsense marcato e da una ostentata voglia di vendere colpendo i punti deboli degli otaku. Per chi non lo ricordasse, io ho elogiato "Accel World", perché quell’opera si è rivelata non solo interessante, ma anche abbastanza avvincente, e in certi tratti profonda (infatti, vengono trattate tematiche come bullismo, amicizia e forza di volontà). In "Sword Art Online" tutto ciò che poteva essere apprezzato di un battle è stato eliminato e sostituito con tutto ciò che è mainstream: violenza inutile, storie d'amore in contesti improponibili (gli amori impossibili attirano), ecchi inappropriato e situazioni paradossali.

Però partiamo con ordine, analizzando la trama. Kazuto Kirigaya è un hikikomori che passa le sue giornate a giocare online; da poco è uscito un nuovo gioco di cui lui è stato un beta-tester: Sword Art Online (già solo il titolo è tutto un programma!). Ci troviamo intorno al 2022, quindi in un futuro ipotetico in cui attraverso alcuni strumenti si può giocare in realtà aumentata: ci si trova infatti immersi al 100% nel gioco grazie al Nervegear (una sorta di casco). Il problema sorge dal momento in cui dentro "Sword Art Online" non si potrà più fare il 'log out', tranne che dopo aver concluso tutti e 100 i livelli proposti nel gioco; ovviamente, non si potrà fare un 'log out' forzato, altrimenti si muore. Da qui cominciano le avventure di Kirito (nickname di Kirigaya) e di Asuna (la giovane donzella co-protagonista).

"Sword Art Online" è "l'anti-tutto"! Già solo dalla trama possiamo dire, senza problema, che non è originale. Non ha niente di nuovo, è il solito schema di qualsiasi battle: protagonista che entra nella situazione x, manifestazione del problema, comparsa del nemico, lancio della sfida, donzella di turno che entra in contatto col protagonista, vittoria. "Sword Art Online" è un prodotto commerciale, e riesce perfettamente ad esserlo, visto che riesce col suo niente a colpire e a lasciare incollati tutti gli spettatori, che sembrano ciechi davanti ai gravi problemi che ha questo prodotto.
Partiamo dalla prima grande falla: la logica. I personaggi di "Sword Art Online" sono fuori da qualsiasi schema logico. Generalmente io l'apprezzerei questa cosa, basta vedere ciò che ho detto di "Mirai Nikki" per capire come ami la follia, ma tutto deve essere giustificato. E' non plausibile trovarsi in una situazione mortale in cui bisogna essere forti per non essere ammazzati dai mostri del gioco, e al posto di allenare la mia abilità di combattimento alleno la capacità di cucinare o di pescare! Questo non solo è illogico, ma è contro il principio di sopravvivenza che ci pone alla stregua degli animali. In "Sword Art Online" tutti, sembra, non abbiano voglia di vivere, e gettano la propria vita come se nulla fosse. Addirittura ad un certo punto un gruppo di persone, comandate da un folle, senza alcun problema entra in una stanza di un boss morendo miseramente! Ma dov'è il famoso egoismo hobbesiano che fa dell'uomo in pericolo un affamato di potere e un essere capace di capire come poter sopravvivere alla faccia di terzi? Niente, in "Sword Art Online" tutti aiutano tutti (tranne quei quattro o cinque sfigati che devono fare i malvagi da copione e che compariranno raramente).

"Sword Art Online" inoltre è l'anti-medicina. Ora questo punto mi sta particolarmente a cuore, visto che studio questo all'università. Partiamo dal presupposto che i giocatori hanno uno stress mentale continuo per ben due anni: il cervello dovrebbe cedere, volenti o nolenti, perché è contro la fisiologia umana riuscire a mantenere il nostro encefalo così tanto sotto pressione (le sinapsi dovrebbero impazzire già dopo una settimana di continuo rilascio di stimoli). Ma, a prescindere da questo punto (leggermente più tecnico), anche la medicina di base è ignorata: persone che si svegliano dopo due anni in cui sono state bloccate riescono a camminare, a parlare e a muoversi come se nulla fosse. Il concetto di muscoli atrofizzati è troppo difficile, in effetti.

Ma la cosa che mi ha fatto ridere, soprattutto, è la storia d'amore che si viene a creare; probabilmente è una delle cose più ridicole che abbia mai visto. Qualcuno osava dire che era romantica la situazione... ma dove? Kirito e Asuna ovviamente si avvicinano e, in una situazione del genere, in realtà aumentata e col contatto ventiquattr'ore su ventiquattro, è anche plausibile. Ma, per semplice ragionamento, due persone bloccate dentro un gioco che si innamorano cosa possono desiderare di più al mondo? Ovviamente il poter uscire da quella situazione e potersi incontrare nella realtà. Asuna e Kirito no: al contrario, si ritirano dalla prima linea e vanno a vivere in un appartamento come una coppia. In "Sword Art Online" comincia uno "slice of life" che non ha né capo né coda, posto lì solo per affascinare gli otaku che, vedendo i due personaggi vivere come sposini, impazziscono e cominciano a pubblicare stati su facebook del tipo: " "Sword Art Online" è la mia vita... ora che è finito come farò?" e altri post ridicoli. Sinceramente, non vedere quello che ho appena esposto mi fa pensare che lo spettatore non cerca i contenuti, ma la bellezza formale di un'opera. E questo è molto triste!
Quello, invece, che mi ha fatto più rabbia è come è stata gestita tutta la storia: niente è ricercato, anzi, tutto sembra reggersi su degli errori e delle coincidenze assurde. Basta pensare a Kirito in "ALfheim Online", che mantiene le stesse caratteristiche del Kirito in "Sword Art Online". Contro qualsiasi stringa MySQL che dovrebbe implodere per quello che è avvenuto e che continua ad avvenire (per non parlare del finale... vabbé!)

Dopo aver analizzato tutti questi problemi credo sia opportuno parlare del chara. Asuna è un personaggio senza carattere: ora dandere, poi kuudere e ad un certo punto tsundere (troppi dere!). Assolutamente volubile, tanto che ci lascia con l'amaro in bocca in quanto non si riescono a capire mai i suoi veri sentimenti e le sue reali intenzioni.
Stranamente interessanti risultano i personaggi secondari, che sembra siano "normali" o, perlomeno, non hanno così tanto spazio da mostrarci i loro difetti (tranne quei folli di cui vi parlavo prima, che andarono a morire senza un motivo!). Ma quello che fa più innervosire è Kirito! Qualcuno lo paragonava (ovviamente criticandolo pesantemente) ad Alucard di "Hellsing" e, sinceramente, l'ho pensato anche io: Kirito è troppo figo, riesce ad ottenere tutto ed è pure fortunato. Ma facciamo le giuste differenze: Alucard non era figo perché lo è diventato, Alucard lo era da sempre, perché stava nella sua essenza da super vampiro nobile che deve eliminare la feccia, ovvero i vampiretti che fanno gli stupidi nel mondo. Kirito invece lo diventa! Ovviamente sembra che lo sia sempre, ma in realtà non è così, perché, vi ricordo che, pian piano che si sale nei vari livelli, si incontrano personaggi più forti. L'apoteosi la si raggiunge quando, casualmente, ottiene la skill unica in tutta "Sword Art Online": niente di più ridicolo.

L'unico grande pregio di questa serie è il lato tecnico, mostruosamente fantastico! Disegno con tratti perfetti, personaggi ben disegnati e senza somiglianze (ognuno è diverso; per intenderci, non alla "Clannad"!) e delle animazioni degne di nota.
Avrei dato probabilmente 3 o 4 alla serie se non avesse avuto questo comparto tecnico. I paesaggi veramente ben fatti e i combattimenti sono qualcosa di epico: tutta l'emozione che molti ammettono di avere non è data dalla storia, bensì dagli scontri. La regia è quasi impeccabile e lascia in suspense spesso e volentieri lo spettatore, che sente il bisogno di continuare a vedere come finirà quello scontro. Inoltre, c'è un comparto di OST da non sottovalutare, a partire dalle opening e dalle ending.

Spero di non aver dimenticato niente; vorrei soltanto concludere con una paio di parole: "Accel World" è superiore a "Sword Art Online" di molto. Sinceramente all'inizio mi aveva colpito questa serie, perché sembrava molto interessante, ma l'essere stata così superficiale nelle motivazioni e in quelle cose secondarie (che poi tanto secondarie non sono) l'ha resa alquanto ridicola. "Sword Art Online" sarebbe potuta essere l'opera punta di diamante del 2012, sbaragliando le decine di serie degne di nota di quest'anno, a partire (citando quelle con valutazione migliore in Animeclick.it) da "Sakamichi no Apollon" o "Binbougami ga", fino al suo predecessore "Accel World".
Peccato, una serie molto sopravvalutata. Sconsigliato!




Darkmarco94
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 23 su 25 --- Voto: 8

Inizialmente ero molto indeciso sulla visione della serie perché, solitamente, tutti gli anime che trattano come genere i giochi online finiscono sempre per andare nella mediocrità, fatte rare eccezioni, tra cui proprio "Sword Art Online".
L'anime segue le vicende di Kirigaya Kazuto (Kirito nel gioco) che, tramite un apposito casco, il nerve gear (molto simile a quelli della realtà virtuale), si ritrova bloccato nel bel mezzo di un gioco online che richiede il superamento di 100 piani per essere completato; in caso di fallimento (morte nel gioco) la pena sarà la perdita della propria vita nel mondo reale.

Attenzione: lievi spoiler

L'anime inizia quindi a svilupparsi fino allo scontro col boss finale, ed è qui che tutto l'anime inizia a perdere qualche colpo: invece di finire con un finale che personalmente ritenevo buono, l'anime decide di continuare e il nostro protagonista (per motivi che non sto a spoilerarvi) si ritroverà magicamente in un altro gioco online… Ma questa volta cambia tutto! La parte survival dell'anime si perde e il giocatore può effettuare il log out del gioco in ogni momento, il protagonista è come al solito il più forte del gioco e come se non bastasse alla lista dei personaggi si aggiunge la sorella del protagonista, che, casualmente, lo ama.

Fine spoiler

Dal punto di vista tecnico l'anime si presenta ottimo, con animazioni nei combattimenti fatte veramente bene e paesaggi molto belli, la colonna sonora non mi ha colpito molto ma fa il suo dovere.
In conclusione, è un anime che consiglio a tutti i giocatori di MMO online nel quale possono rivivere alcuni momenti che hanno vissuto nei suddetti giochi, ma anche a chi non è amante dei videogame. Però vi avviso: dopo la quattordicesima puntata l'anime inizierà a cambiare e potrebbe non piacervi più.




kenshiro96
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 17 su 25 --- Voto: 10

Quando ho sentito parlare di quest'anime ero un po' scettico riguardo alla sua forza evocativa,
ma mi bastò vederlo per smentirmi. "Sword Art Online" è un anime pieno di emozioni, paesaggi e sensazioni assolutamente strepitosi. La grafica adottata è molto buona nel tratto dei personaggi, ma nelle ambientazioni è fenomenale.
La cosa che piace di più è però la storia, assolutamente "fattibile" e incredibilmente eccitante, che nessun amante dei videogiochi può perdersi, anche con un pizzico di amore e comicità. Essa è strutturata molto bene avendo ogni cosa al suo posto e coincidendo bene con il resto.
I combattimenti, sopratutto quelli con i boss finali, sono epici e mettono molta tensione riguardo la sorte dei personaggi.
Le sigle e le musiche sono molto ben fatte e i risultati si sentono sopratutto nei combattimenti. I personaggi principali sono tipi molto originali e un po' strani a causa delle loro abitudini (specialmente Kirito), che poi cambieranno abituandosi alla vita nel gioco.
Dai primi 17 episodi il mio voto è 10 ma bisognerà attendere i restanti 8 per capire se lo è davvero o no.




zarakka92
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 10

Quando ti identifichi in un anime in maniera così precisa e senza possibilità di trovare delle pecche o delle imperfezioni, il voto non può essere che il massimo. Ovviamente è da specificare che la trama e le argomentazioni, poste in essere in questa light novel, riescono principalmente a raggiungere i cuori di chi, come me, è un assiduo frequentatore di game online MMORPG. I disegni, le ambientazioni, le animazioni sono curate in maniera molto dettagliata e, nonostante la precisione utilizzata, riescono a far spaziare la fantasia dello spettatore, o, come nel mio caso, dello spettatore virtuale. Colpi di scena in continuazione, nemici temibili, mondi virtuali mai pensati, fanno di "Sword Art Online" la versione animata di un capolavoro cinematografico meglio noto come "Avatar". Consigliato, non solo agli amanti del genere.




Rieper
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

Quando un videogioco incontra la realtà in tutta la sua spietata pienezza, nasce "Sword Art Online", un anime che affronta la tematica dei giochi di ruolo online in una maniera praticamente unica ed originale, due caratteristiche molto carenti in svariati anime degli ultimi anni.

Kazuto è un ragazzo con una passione sfrenata per la programmazione e per gli MMORPG, giochi di ruolo online per i neofiti, ed è uno dei pochi beta tester del nuovo titolo in uscita, chiamato Sword Art Online. Grazie ad un casco/visore questo "videogioco" permette di entrare letteralmente con la mente nel gioco, di esservi dentro come nella realtà, provando dolore e muovendosi a piacimento. Insomma, un vero paradiso per gli appassionati del genere, ma poi da paradiso tutto diviene assai più simile all'inferno, quando lo sviluppatore del gioco elimina la possibilità ai giocatori di 'sloggare' e di lasciare quel mondo. Come si fa ad uscirne? Completando il gioco, ovviamente; tuttavia, in caso di morte del proprio "avatar", anche il corpo reale morirà con esso.
Un incubo nel vero senso della parola, poiché i giocatori sono "realmente" addormentati ma "praticamente" nel gioco, e sono a migliaia. Kazuto, con il soprannome di "Kirito", dovrà riuscire a 'livellare', 'farmare', 'questare' e fare tutto ciò che un MMORPG richiede per essere completato. Nel corso delle vicende incontrerà molti giocatori a cui si legherà molto, come Asuna, Klein e Agil. In tutto ciò vorrà anche capire il perché di tutto questo, perché intrappolare migliaia di giocatori in un mondo virtuale nel quale si può morire sul serio. Le motivazioni che troveranno Kazuto e i suoi compagni saranno molto più intricate di quanto si pensi, ben lontane da quelle di un semplice folle omicida; i risvolti di molte vicende saranno drammatici e curiosamente realistici, per trovarsi in un contesto fantasy virtuale.

La terminologia usata nell'anime è chiaramente di nicchia per alcuni, ma in realtà l'anime è godibilissimo anche per chi non ha mai messo mano ad un MMORPG; tuttavia, chi conosce il genere si ritroverà maggiormente a suo agio con molte affermazioni. L'approccio ricorda molto quello di un normale gioco di ruolo, tuttavia ci sono incomprensioni sulla questione del 'livellaggio' inerente ai combattimenti. Ad esempio in "Sword Art Online" l'abilità "vera" nell'utilizzare una spada sembra essere assai più importante del livello del proprio avatar o del proprio equipaggiamento, e la cosa stona parecchio perché in un normale MMORPG un giocatore di livello 10, ad esempio, non potrà mai e in nessun modo abbatterne un altro di livello 50, né, tanto meno, potrà mettere al tappeto il boss di un dungeon (sezione di gioco in cui si va in gruppo per abbattere nemici potenzialmente più forti e virtualmente impossibili da abbattere 'in solo').

L'anime è diviso in due parti collegate e non dimostra cali di ritmo né quei patetici cliché in cui tuttavia sarebbe stato facile cadere. Girano voci sulla presenza "esasperata" di personaggi femminili in quest'opera: ebbene, l'anime di cui parlavano forse non era "Sword Art Online", perché se è pur vero che ci sono molti personaggi del gentil sesso, è altrettanto vero che ce ne sono anche di più di sesso maschile. In poche parole, non siamo né in un harem, né (grazie al cielo) in un ecchi. Vi saranno delle situazioni sentimentali, di cui una inerente un triangolo amoroso che si svilupperà ad anime già inoltrato, ma niente di troppo smielato e soprattutto (qui mi ripeto, ma ci tengo a sottolinearlo) niente ecchi. Certo si poteva scegliere uno sviluppo diverso sul lato sentimentale – a me ha fatto storcere il naso in tre occasioni –, ma guardando "Sword Art Online" nella sua interezza non valeva la pena starci troppo a pensare.

Ad accompagnare cotanta qualità e grazia narrativa troviamo un comparto tecnico di prim'ordine, capace di ricreare un mondo videoludico assolutamente fantastico. Chi ha affrontato ore di 'farming' in giochi di questo genere si ritroverà di fronte ad un mondo che più volte farà pensare a quanto bello sarebbe poterlo vivere davvero. Modelli di personaggi e sfondi risultano assolutamente ottimi, gli effetti di luce ricreano atmosfere davvero d'impatto e l'uso di un 2D d'ottima fattura accompagna il tutto con schermate di gioco create apposta e di sicuro uniche. Le animazioni risultano fluide in ogni situazione, dai combattimenti ai semplici momenti di dialogo e varie. Il comparto audio incalza nei momenti giusti, ricrea gli effetti che ci si aspetta e accompagna due opening e due ending molto orecchiabili e spesso "infilate" in alcuni momenti della storia, ma sotto altre tonalità.

Perciò, cosa rimane di "Sword Art Online"? Sorpresa e soddisfazione sono due termini che rendono l'idea, tanto per cominciare. Ultimamente è stato difficile trovare anime giapponesi davvero di rilievo e con una trama che andasse oltre i soliti anime ecchi/harem, qualcosa che non mi mostrasse ogni cinque minuti la biancheria di una timida scolaretta. "Sword Art Online" è un'anime che racconta la sua storia mantenendo sempre alto l'interesse e senza mai perdersi in inutili e stereotipati buchi situazionali, ai quali troppi titoli si stanno affacciando. E' un opera semplice e gradevole, sia tecnicamente che narrativamente, ed è ciò che reputo uno dei migliori anime del 2012. Anime consigliato a tutti.




Morshock
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

Introduzione all'anime: siamo nel 2022, quando viene rilasciato "Sword Art Online", anche chiamato "SAO", un MMORPG implementato con realtà virtuale. Ovviamente, il gioco va a ruba, e viene comprato anche da Kazuto Kirigaya, nickname "Kirito", che sarà il protagonista dell'opera. Il 6 novembre tutte le persone che hanno acquistato "SAO" possono effettuare per la prima volta il log-in nel gioco; non passa molto tempo che il creatore del gioco, Kayaba Akihiko, fa sapere che questo non è un gioco come gli altri: infatti non si potrà effettuare il log-out fino a che un player non avrà completato tutti e 100 i livelli e sconfitto il boss finale. Ma questo non è tutto, c'è un'altra cosa da sapere: il game over nel gioco equivale alla morte nella realtà.

Commento: per quanto riguarda la parte grafica, character design e disegni, credo che sia ad un livello molto buono: i personaggi sono rappresentati benissimo, ma non solo nel corpo, anche nelle espressioni, nei movimenti e nei dettagli. Allo stesso modo lo sono gli ambienti in cui si svolgono le vicende, e i paesaggi, che sono stati fatti a regola d'arte.
La musica poi svolge un ruolo fondamentale per tenere lo spettatore incollato allo schermo; credo che tutta la colonna sonora sia scelta con cura: sia negli scontri, sia nelle altre situazioni, la musica tiene fede al livello dei disegni. Per quanto riguarda i personaggi, sicuramente non hanno una caratterizzazione psicologica come in anime del tipo "Neon Genesis Evangelion" o "Ergo Proxy", ma credo che siano stati creati e poi fatti sviluppare bene, non facendoli rimanere statici, ma dando un'idea di un carattere dinamico e mutevole. La parte che non mi ha permesso di dare un 10 è stata la trama: credo che, seppur resta fatta molto bene, la seconda parte perda molto, se confrontata con la prima. Secondo me non vi è paragone tra il mondo di "SAO" e quello di "ALfheim Online": io preferisco il primo, e credo che se fosse rimasto tale fino alla fine, seguendolo o comunque continuando in un modo simile, avrei dato molto volentieri un 10. Devo dire anche che mi è piaciuto il tema del mondo virtuale, che per alcune persone può diventare realtà, e la difficoltà di queste, una volta uscite da questo mondo, di riadattarsi a quello reale. Anche la scelta di rendere il tutto più intrigante inserendo la possibilità di morire, nonostante sia un mondo virtuale, non mi è dispiaciuta.

Per me questi sarebbero i voti.
Trama: 8
Personaggi: 9.5
Musica: 10
Charater Design: 10
Disegni: 10
Totale: 9.5

Consiglio comunque quest'anime a tutti: credo che potrete passare il vostro tempo godendovelo e che ogni episodio vi renda impazienti di vedere il prossimo. Non mi resta altro che augurarvi buona visione.




MuBr
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 4

"Sword Art Online" è un anime che non consiglio assolutamente.

Per la recensione vorrei dividerlo nelle due saghe: la prima parte ha una storia molto interessante, i personaggi sono ben fatti (soprattutto perché si concentra solo su Kirito ed Asuna), i combattimenti (anche se pochi) sono avvincenti e l'amore tra i protagonisti rende la saga più piacevole.
Nell'episodio 14 "Sword Art Online" subisce un cambiamento drastico. Nella seconda parte cambia il gioco (quindi anche i combattimenti), cambia il modo in cui si affronta la "storia d'amore" e così cambiano anche i personaggi principali. Tutto questo porta alla rovina della storia, che diventa noiosa. Come se non bastasse ad "aggravare" la situazione, l'autore inserisce delle scene per far felici i più "pervertiti" (sorella che si innamora del fratello, scene con tentacoli da peggior hentai, "aggressioni sessuali"...).
L'unica cosa che rimane di ottima qualità è quindi la grafica.

Ricapitolando, darei un 7 alla prima saga e un 2 alla seconda (3 se non ci fossero state le scene "hentai"), e toglierei lo 0.5 dal risultato finale per il nervoso causato dal cambiamento di trama (nella seconda parte ho riassunto tutto ciò che considero vergognoso in poche righe, per non "spoilerare" nulla ai coraggiosi, ma si potrebbe scrivere molto a riguardo).



A-fedcII
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 5

"Sword Art Online", o per meglio dire Sword Art Online e ALfheim Online, è un anime tratto da delle serie di light novel tuttora in corso curate da Reki Kawahara, da cui sono nate diverse rivisitazioni cartacee. Essa è stata una delle serie che ha riscosso più successo in patria, nel passato anno 2012.

Il suddetto anime è diviso in due saghe. La prima è quella che dà il nome all'anime, chiamata SAO (Sword Art Online), mentre la seconda è ALO (ALfheim Online), nata dal fatto che non si poteva concludere con soli tredici episodi una serie che andava così bene in Giappone. SAO inizia illustrando le numerose qualità del nostro protagonista in fatto di MMORPG: egli è Kazuto Kirigaya, un ragazzo esperto di qualsiasi videogioco online, ed è forse per questo che acquista il nuovo gioco sulla cresta dell'onda, ossia 'Sword Art Online' per Nerve Gear. L'unica cosa che nessuno sa è che, entrati, non si può effettuare un logout prima di concluderlo, e da questo nascono grandissime preoccupazioni.
La prima saga è la migliore tra le due, decisamente. Alterna momenti di grande sconforto a momenti sentimentali e divertenti. Protagonista femminile è la bella Asuna, compagna di avventure di Kirito (Kazuto Kirigaya). Le OST sono belle e le colonne sonore rilassanti; animazioni, disegni e fondali sono ben fatti. La saga di SAO, tuttavia, è anche piuttosto noiosa: i combattimenti sono pochi, e solo certi sono davvero ben fatti; la trama non va mai avanti e ogni episodio si può considerare un filler.
ALO, invece, racconta il periodo trascorso dai personaggi dopo il caso SAO. Esso è il nome di un altro videogioco online, ALfheim online. Ma sì, dopo aver finito un gioco spaventoso ne iniziamo un altro, almeno questo ce l'ha il logout... Kirito entrerà principalmente per salvare Asuna, ma, dopo aver capito come è splendido quel mondo, il salvataggio dell'eroina andrà in secondo piano. Seconda parte stupida ed evitabilissima. ALO, poi, è un gioco decisamente peggiore di SAO - ormai gli elfi sono troppo sopravvalutati. La cosa positiva, però, sono i molteplici combattimenti, tutti davvero buoni.

La serie può piacere quanto non piacere. A me non ha soddisfatto e questa recensione lo dimostra, ma penso sia comunque uno dei pochi anime del 2012 che può appagare davvero molte persone.




Izaya_Orihara
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 5

Attenzione: la recensione contiene spoiler

Quando parliamo di "Sword Art Online" (abbreviato in SAO) ci ritroviamo in due "posizioni critiche" contrapposte: la prima che afferma di aver visto la serie di punta della stagione estiva 2012; la seconda semplicemente l'opposto! Bene o male tutti gli anime hanno una valutazione molto simile per ogni spettatore, anche se il voto può essere diverso. Ed è proprio in questo che SAO si differenzia, lasciando in molti un grande spettacolo e in altri un semplice rimpianto di aver visto questa serie.

"Sword Art Online" è un anime della stagione estiva del 2012, tratto dall'omonima light novel, tutt'ora in corso, scritta da Reki Kawahara, autore anche di "Accel World".
Pochi giorni fa scrivevo la mia recensione su "Btooom!" scrivendo, sinteticamente, che in un gioco dove la sconfitta equivale alla vera morte (anche se "Btooom!" è diverso da SAO) chiunque impazzirebbe; a malincuore, però, devo dire che non è esattamente così, infatti in SAO succede tutto il contrario: Kirito (il protagonista) si innamora di un'altra player, un amore reciproco che verrà portato fino alla fine della serie, e cosa fanno? Proseguono il gioco mostrandoci qualche interessante scontro? No, tutto il contrario! Vanno a pescare, cucinano un cibo di livello S, si sposano, vivono felici tra gli alberi e, perché no, adottano anche una figlia per vivere una vita felice all'interno di quel gioco mortale, piena di momenti amorosi e allegri, come una vera famiglia! Ah ah, questo è proprio il colmo della serie, che ci fa notare soltanto che piano piano salivano di livello nei piani e mostrandoci episodi "auto-conclusivi" che alla fine non sono serviti a niente. A differenza degli altri anime in cui il tema è proprio il videogioco mortale, Kirito impazzisce d'amore e non di follia, per la vita o per altro.

La serie le basi ce le ha, ma queste basi non vengono curate e rispettate, ma molte volte tralasciate, e non si sa nel proseguire della storia come possiamo definire quest'anime. Infatti, si viene a formare un piccolo harem nei confronti di Kirito, harem che sinceramente lascia a desiderare gli spettatori, che, vedendo solamente il primo episodio di questa serie, si aspettavano ben altro; uno slife of life all'interno del gioco? Un sentimentale? No, sinceramente non mi aspettavo proprio questo da questa serie e ne sono rimasto basito, in quanto mi aspettavo una grande opera come i celebri "Mirai Nikki", "Accel World", "Btooom!" e altri, che, anche se minimamente, sono simili a "Sword Art Online". Anche il fatto che Kirito si alza dall' ospedale, appena ripresosi, dopo che è stato ben due anni fermo intrappolato nel gioco, è una cosa davvero scandalosa, in quanto la serie non ha un minimo di realistico, né per quanto riguarda il character design dei personaggi, né in ambito medico. "Sword Art Online", quindi, non è riuscito a farmi appassionare e a farmi entrare nel vivo della serie, come hanno fatto gli altri anime di questo tema.

Salvo la serie da un misero 4 solamente per due motivi: il secondo arco narrativo, anche se con una trama più banale e con uno stile delle razze all'interno del gioco molto brutto (beh, è personale, ma vedere i nostri personaggi tipo "Winx" è una cosa alquanto odiosa), è un po' più carino e, se non fosse stato per il brutto finale e per il fatto che diventa più commerciale rispetto al primo arco, in quanto vediamo la solita storia della "sorella ama fratello", che a me sinceramente dà disgusto, avrebbe sicuramente ricevuto una sufficienza (il secondo arco, per non confonderci); la grafica è sicuramente una delle migliori viste fino ad adesso, il punto notevole della serie, mostrandoci combattimenti davvero spettacolari. Del secondo arco narrativo apprezzo anche l'antagonista: con atteggiamenti veramente odiosi verso il pubblico è stato in grado da parte mia di farsi apprezzare, in quanto è difficile trovare degli antagonisti così. Lo stile dei personaggi è buono, insieme a opening ed ending.

Il voto complessivo è una mediocrità piena (5), anche se avrebbe potuto prendere un voto più alto. Infine, non mi sento veramente di sconsigliare questa serie, perché, come ho scritto nell'inizio di questa recensione, a molti può piacere, ma consiglio caldamente di cercare di evitarla e di andare a vedere "Accel World", opera dello stesso autore.




Champ
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

Da grande fan della serie non posso non recensire.
Partiamo dalla premessa: "Nel 2022 l'umanità ha finalmente creato un ambiente totalmente virtuale". Questa realtà virtuale è resa possibile grazie a un nuovo terminale, il NerveGear, e il primo gioco a sfruttarne appieno tutte le capacità è Sword Art Online (SAO). Il giorno in cui il VR-MMORPG (Virtual Reality MMORPG) viene distribuito, con le sue sole diecimila copie, i giocatori restano intrappolati al suo interno senza possibilità di effettuare il logout. Tutto ciò è colpa/merito del creatore del gioco, Akihiko Kayaba, intenzionato a creare un suo mondo per poterne osservare l'evoluzione. L'unica soluzione per tornare al monde reale è completare il gioco, ma se si muore in-game si muore per davvero. La storia poi si incentra su Kirito (Kazuto Kirigaya nella realtà), vedendo come reagirà all'accaduto e come si comporterà nei due anni durante i quali sarà intrappolato in SAO. Questa è la trama del primo arco, finito il quale ci si incentrerà su un altro gioco: ALfeihm Online (ALO).

Una delle accuse maggiormente mosse a quest'anime è la narrazione di alcuni episodi definiti "inutili", "superflui", "auto-conclusivi", "evitabili", "che spezzano la storia", etc. Quindi, chiarisco subito questo punto. L'anime è la trasposizione della sua omonima light novel (di Reki Kawahara, autore anche di "Accel World"), che è divisa in archi di due volumi e ogni arco è ambientato in una realtà virtuale diversa. Le venticinque puntate di questa prima serie racchiudono gli avvenimenti di quattro volumi. Della saga di SAO se ne parla nei primi due volumi, ma in realtà si conclude nel primo: infatti, il secondo è la raccolta di alcune "side story", cioè dei racconti aggiuntivi che vanno ad approfondire ciò che è accaduto in un arco già concluso. E le puntate "incriminate" (4 - 7 - 11 - 12 - 3 - 5 - 6) sono appunto la trasposizione di questi avvenimenti. Certo, si può capire facilmente il primo arco guardando solo le puntante 1 - 2 - 8 - 9 - 10 - 13 - 14, ma siccome nelle side story vengono introdotti personaggi importanti per il futuro, se non le avessero fatte non avreste capito nulla (anche in previsione di una seconda serie). Si può dire che da questo punto di vista l'anime sia organizzato meglio della novel, perché propone gli avvenimenti in ordine cronologico e non "a caso".

Personaggi: 8
Kirito (il protagonista), Asuna (co-protagonista, ragazza di Kirito e sua moglie in-game), Lisbeth/Lizbeth/Lisabeth (amica di Asuna e Kirito, relativamente importante in SAO, nell'anime non presente in ALO; il suo ruolo sarà definito meglio successivamente, se faranno un'altra serie), Yui (intelligenza artificiale, molto importante da ALO in poi, definisce Kirito e Asuna i suoi genitori), Klain ed Agil (in SAO non hanno un ruolo di rilievo, ma saranno presenti anche in seguito), Lyfa (Suguha Kirigaya nel mondo reale, cugina di Kirito, personaggio fondamentale nell'arco di ALO, anche lei innamorata del cugino), Silica (una ragazza che Kirito salva in SAO, di poco rilievo nell'anime) e infine Akihiko Kayaba (creatore di SAO, lascio decidere a voi se amico o nemico). Ogni personaggio ha una sua precisa evoluzione, nell'anime però i cambiamenti sono visibili solo in Kirito, Asuna, Silica, Lisbeth, Yui, Kayaba e Lyfa, mettendo particolarmente in evidenza l'evoluzione psicologica di Kirito e Asuna. Comunque, ogni personaggio ha un suo carattere ben distinguibile e definito.

Disegni e animazioni: 10
Il chara design mi piace molto ed è abbastanza variegato, e i personaggi non hanno sempre indosso gli stessi vestiti. Gli sfondi sono ben definiti e ricchi di dettagli, quasi mai si vedono scene statiche con la sola solita bocca di turno che si muove; particolarmente belli i paesaggi. I combattimenti sono fluidi, con varie animazioni, anche se sono abbastanza corti (costano!).

Musiche: 10
Qua siamo quasi ai livelli di "Angel Beats!", ma non solo per le due opening e le due ending (la seconda sigla di chiusura è fantastica): in generale tutti i temi sono ben fatti, adatti alle situazioni e al loro clima.

Trama: 10
Sono stato uno dei primi a criticare quest'anime. Infatti, appena ne avevo letto le due righe di trama (prima che iniziasse la trasmissione), l'avevo accusato di essere solo la brutta copia di ".Hack//"; invece mi sono dovuto ricredere pesantemente, è tutta un'altra cosa. Può piacere o non piacere, ognuno ha i suoi gusti, io la trovo un'idea originale. Quello che trovo abbastanza assurdo è che si critichi la premessa, il fatto che possa esistere il NerveGear: stiamo parlando di un anime fantasy, è insensato criticare una cosa che nella realtà non esiste.

Doppiaggio: 10
Ebbene sì, valuto anche il doppiaggio, perché ultimamente mi è capitato di vedere serie con un doppiaggio talmente orrendo da far pena, quasi ai livelli di quello italiano. E ce ne vuole! Però non è il caso di SAO, dove ogni voce è appropriata al personaggio, dove i toni non sono piatti, anzi, hanno le giuste sfumature. E poi amo come è stata doppiata Lisbeth.

In conclusione, un anime che rispecchia in pieno i generi fantasy, avventura, azione, sentimentale, con quelle due o tre scene di fan service appropriato, non eccessivo, con personaggi di ogni genere e carattere - impossibile non innamorarsi di almeno uno di loro. Se poi siete il genere di spettatori che, come me, presta molta attenzione anche a disegni, animazioni e musiche, allora avete trovato l'anime ideale, che non vi farà annoiare nemmeno per un istante, anzi, vi coinvolgerà sempre di più in ogni minuto dei suoi venticinque episodi.
Darei come voto 10, ma avendo letto e continuando a leggere la novel, non mi va giù la poca caratterizzazione/evoluzione che hanno dato ad alcuni personaggi. Quindi: 9.




emanuel93
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 8

Ho dato un'occhiata alle varie recensioni presenti su questa pagina: i voti variano in maniera incredibile, c'è chi gli dà 10, chi gli dà 6, e addirittura chi gli dà 3. I voti sotto la sufficienza mi hanno particolarmente sorpreso, così sono sceso nei particolari, per conoscere le motivazioni dei rispettivi recensori. Anch'esse spaziano tra grandi estremi, proprio come i voti: c'è chi pensa che sia un anime con troppo "fan-service", c'è chi pensa che il protagonista abbia un carattere troppo banale, c'è chi pensa che la storia sia indecente... Ciò dimostra che è proprio vero che ognuno ha i suoi gusti. Gli altri recensori non prendano questa mia premessa come un attacco verso loro o il loro modo di recensire, sto solo esprimendo la mia opinione, come hanno fatto loro, e non sto assolutamente implicando che i loro gusti siano sbagliati. Nessun gusto è sbagliato.
Tuttavia, io, non essendo soprattutto un fan di questo genere, credo che quando una tale opera mi abbia fatto venire dei brividi così intensi da dovermi coprire, quando mi abbia coinvolto emotivamente in una trama magari non originalissima ma perfetta sotto ogni punto di vista, quando abbia una colonna sonora degna dei migliori successi del cinema americano, quando mi abbia svuotato dentro alla sua conclusione, tanto da avermi instaurato il forte desiderio di viverlo di persona, beh, credo che il resto, la caratterizzazione dei personaggi, il lato ecchi, l'originalità della storia, siano tutte piccolezze, insignificanti quisquilie, che possono al massimo decidere un voto oscillante tra il 7 e il 10, ma (sempre secondo il mio parere) mai e poi mai mi sognerei di dare a quest'opera un voto insufficiente - sarebbe una follia paragonarlo a certi anime a cui darei quei voti. Detto questo, passo alla recensione vera e propria.

La trama vede come protagonista Kirito, o meglio Kazuto, un ragazzo che si trova partecipe di un nuovo, avanguardistico MMO (gioco multiplayer online) giocabile attraverso il Nervegear, un casco per la realtà virtuale che consente di intercettare i comandi dati dal cervello ai muscoli del corpo, per permettere al giocatore di effettuarli all'interno del gioco, invece che nella realtà.

Ho molto gradito la scelta per la suddivisione in episodi della trama. All'apparenza si può dire che il tutto sia composto da due mini-serie, l'una dipendente dall'altra: a dare quest'illusione è il luogo in cui si svolge l'azione, che avviene in due diversi rispettivi mondi virtuali. Oltre a questo, gran parte degli episodi non sono collegati direttamente al successivo o al precedente, infatti accade molto spesso ciò che si usa vedere negli slice-of-life, ovvero una singola puntata ha al suo interno una piccola trama, che ha inizio e termine proprio durante sé stessa. Ciò, unito all'uso di data e luogo specificati ad ogni cambiamento di contesto, permette allo spettatore di notare quanto tempo sia trascorso, di dedurre le proprie idee, il tutto risparmiando molto tempo e messe in onda. Insomma, sfrutta l'immaginazione, lo strumento più potente a disposizione dei creatori di un anime per la sua buona riuscita, di chi guarda lo schermo, per far sì che siano essi, senza ulteriori spinte, ad affezionarsi ai personaggi e alla vicenda.

Sui disegni, i colori e gli effetti speciali non c'è proprio niente da ridire. Persino coloro che hanno attribuito un voto negativo, hanno convenuto che sono di una qualità strabiliante, come ho già potuto notare per altri prodotti del 2012.

"Sword Art Online" racchiude tanti generi in sé: guardandolo, si assisterà a una avventura fantastica, piena di combattimenti elettrizzanti, di storie sentimentali intriganti, di colpi di scena sconvolgenti e di tanto coinvolgimento personale. Tuttavia, come hanno già affermato i miei "colleghi" che hanno attribuito voti negativi, questo lavoro ha anche qualche difetto, che per me sono i seguenti: una trama non molto originale (sebbene presenti molti colpi di scena inaspettati) e sicuramente molto prevedibile, una vasta presentazione dei personaggi poi poco utilizzati, più un uso eccessivo di personaggi femminili per il tema affrontato.
Nonostante ciò, come ho specificato all'inizio, visti tutti gli altrettanti e innumerevoli lati positivi che ho notato e in parte espresso, posso considerare che la serie non meriti meno di 8. E' un titolo che è riuscito a raggiungere un traguardo che altri hanno solo fissato da lontano. E' riuscito a trasformare una trama prevedibile, solitamente lunga e vista e ri-vista, in un progetto di tutto rispetto, sintetico, eccitante e completo.




Ilbellobellenda
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

Siamo nel 2022, la tecnologia è avanzatissima; tra le più innovative invenzioni troviamo il Nerve-Gear, un dispositivo che può "catapultare" una persona all'interno di un videogioco in una realtà virtuale. In commercio è appena uscito un gioco che sfrutta al 100% le potenzialità del Nerve-Gear, denominato "Sword Art Online", ma poche persone però sono riuscite a ottenere questo gioco – infatti, sono uscite pochissime copie. Tra questi fortunati giocatori troviamo anche il protagonista della nostra storia, Kirito. Kirito è già un esperto del gioco, poiché, poco tempo prima, aveva giocato alla beta (versione di prova provvisoria), ma rimarrà sconvolto quando scoprirà che sarà impossibile scollegarsi da Sword Art Online. Per uscire da esso, infatti, bisogna completare tutti i livelli del gioco, evitando di morire, poiché la morte non raggiungerà solo l'avatar, ma anche il vero corpo del giocatore.
Ho incominciato a vedere quest'anime con il presupposto che fosse una copia di "Accel World", invece mi ha stupito moltissimo: lascia una grande suspense ogni minuto che passa ed emoziona lo spettatore di continuo. L' inizio della storia promette molto bene, speriamo continui così.




Anipedia
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 22 su 25 --- Voto: 6

"Sword Art Online" è un anime del 2012 tratto dall'ormai celebre light novel di Reki Kawahara; purtroppo, l'adattamento non è granché. Premetto che dal punto di vista delle animazioni e della colonna sonora è un ottimo prodotto, ma fin troppi particolari vengono tralasciati. Nella light novel ogni cosa viene spiegata con calma, e senza accelerare inutilmente i tempi per far arrivare presto le scene clou; contrariamente, l'adattamento animato è stato curato, secondo il mio modesto parere, in modo troppo frettoloso. Al primo episodio darei un bel 10: l'ho visto e rivisto perché mi è sembrato anche troppo bello. Si è conquistato l' "affetto" di molte persone, ma, qualche episodio dopo, la situazione cambia ed è destinato a diventare l'anime più deludente degli ultimi tempi (almeno per me).

Attenzione: possibili spoiler

Kirigaya Kazuto, detto Kirito nel gioco, inizia "Sword Art Online", un videogioco che permette al giocatore di vivere appieno delle esperienze come se le sperimentasse in prima persona (ovviamente il tutto condito con un sistema di livelli, da 1 a 100, e ambientato in un gigantesco castello fluttuante di cento piani). Il creatore, Akihiko Kayaba, crea questo gioco per diventare una specie di "dio" in un mondo alternativo e gli ignari giocatori, una volta entrati nel videogame, non riusciranno a "sloggarsi" e saranno forzati a combattere o semplicemente a starsene lontani dai pericoli se non vogliono scomparire davvero dalla faccia della terra.
Kirito, nel primo episodio, inizia "Sword Art Online", quindi il primo episodio coincide con il primo livello; ad un certo punto, però, accade questo, che nel terzo episodio raggiunga il cinquantesimo livello (circa), e si va avanti in questo modo, tra qualche scena struggente e qualche scena d' azione (queste però sono davvero ben realizzate). Il fanservice non manca, ma è davvero poco (fortunatamente, si risparmia in inutiltà) e Kirito non poteva non manifestare, oltre al suo talento da spadaccino (di cui non sappiamo niente, non avendo assistito ai suoi progressi per i motivi sopracitati), anche il suo talento da playboy (svolgimento degli episodi dal tre al sette: Kirito incontra una ragazza, si cimentano in un'avventura e poi la ragazza o crepa o non si sa che fine fa). La sua relazione con Asuna, poi, è così smielata da far cariare i denti anche di Willy Wonka. Non c'è bisogno neanche di parlare male del secondo arco, che si rovina da solo: tratto da "Fairy Dance" (volumi 3 - 4 della light novel), Kirito cerca disperatamente di salvare Asuna da uno psicopatico-maniaco che l'ha imprigionata in un nuovo giochino, ALfheim, e non la fa svegliare. Proprio per casualità incontra la sorella nel gioco, ma solo successivamente scoprono la loro vera identità: la sorella è in realtà la cugina, ma farli crescere come fratello e sorella sotto lo stesso tetto rende la cosa più interessante, proprio come gli anime che contengono "Imouto" nel titolo sono molto, molto interessanti, eh già. E' una tettona, ma è anche imbranata, stupida, complessata e deficiente; ed è innamorata di Kirito, ovviamente.

Fine possibili spoiler

Da parte mia merita la sufficienza, ma solo per via della grafica, della colonna sonora e anche per il fatto che è tratto da una buona light novel. Se avessero dedicato un'intera serie di venticinque episodi solo a "Sword Art Online", dando tempo al tempo, avrebbero fatto di sicuro una figura migliore, considerando che intitolare un anime "Sword Art Online", in cui da metà serie non si gioca più a "Sword Art Online" ma ad "ALfheim", non ha senso.




npepataecozz
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 7

Da molti anni ormai sono un giocatore di "World of Warcraft", il videogioco della Blizzard che ha battuto praticamente ogni record di vendite nel settore dei giochi online; conosco bene, quindi, le dinamiche che sono alla base dei MMORPG e dell'effetto che questi hanno sulle abitudini dei giocatori. E' questo un fenomeno che andrebbe studiato con molta attenzione: personalmente lo ritengo come uno degli elementi che costituiscono una vera e propria spia del nostro tempo, in cui sempre più spesso le persone cercano una via di fuga da una realtà che non offre sogni, ma solo crisi e depressione. Nei MMORPG, infatti, si possono impersonare personaggi più belli (oddio, io ho un troll, non credo sia più bello di me!), più forti, con capacità eccezionali, capaci di risolvere senza troppi sforzi le principali necessità economiche e immersi in paesaggi fantastici, anche se virtualmente pericolosi (ma questo costituisce uno stimolo in più).
Da cultore di questi giochi, ovviamente, non potrei parlarne male; in fondo, essi costituiscono solo l'evoluzione di quello che da sempre è stato uno dei sogni dell'uomo: vivere in prima persona nelle storie che ascoltava, il poter essere parte dei libri che leggeva, l'essere protagonista dei film che vedeva (e ciò vale anche per gli anime) e così via. Grazie allo sviluppo dell'informatica è stato possibile realizzare almeno parzialmente questo sogno e questo non è necessariamente un male; dipende dal modo a cui ci si approccia ad esso. Va bene voler scappare per un po' dalla realtà (in fondo, come detto, basta anche semplicemente leggere un libro per farlo), ma l'arrivare a sostituire la realtà con la virtualità è un sintomo di disagio e non porta a nulla di buono.
Anche senza questo "Sword Art Online" era abbastanza facile capire quale potesse essere il prossimo passo che, in un futuro più o meno lontano, ci si attende dalla tecnologia per poter essere sempre più protagonisti delle nostre fantasie: l'abbinamento realtà virtuale - MMORPG.

"Sword Art Online" descrive la realizzazione di questo sogno, ossia la possibilità di agire in prima persona all'interno di un videogame senza più bisogno di tastiera e mouse, ma trasferendo direttamente la propria mente all'interno del gioco stesso. Questo sogno, però, si trasformerà rapidamente in un vero e proprio incubo, in quanto il suo creatore decide di mantenere intrappolati in questa realtà virtuale tutti i suoi giocatori, fino a che qualcuno di essi non fosse stato in grado di completarlo. E, ovviamente, chi muore all'interno del gioco muore anche nella vita reale, vittima di una scossa elettrica.
Questo anime è un misto tra azione e fantasy, ma una grandissima importanza hanno anche la componente sentimentale (la storia fra Kirito e Asuna sarà il perno su cui si muoverà tutta la trama) e quella sociologica. Quest'ultima, in particolare, offre sprazzi (limitati purtroppo) di grande profondità nell'analisi del comportamento umano in condizioni così "particolari": si va dalla ricerca dell'amicizia e dell'amore alla manifestazione di comportamenti devianti come la prepotenza e il sorgere di forme di criminalità; c'è chi, dopo lo shock iniziale, si rassegna, accetta la sua nuova condizione e cerca di ricrearsi un'esistenza nuova e tranquilla e c'è chi, invece, combatte fino alla fine pur di tornare alla realtà di tutti i giorni. In più, anche chi combatte sente il desiderio di momenti di relax da destinare al riposo, all'amore e alla vita di tutti i giorni (un po' come i soldati veri, in fondo). Se avessero dedicato un po' più di spazio anche agli effetti del "ritorno alla normalità", da questo punto di vista "Sword Art Online" sarebbe stato un lavoro davvero superbo.

L'analisi di questo anime va diviso in due parti: la prima riguarda il modo in cui il mondo dei MMORPG è stato ricreato, mentre la seconda si basa sul giudizio di questo titolo da un punto di vista della godibilità complessiva.
Per quanto riguarda il primo punto, la trasposizione riesce abbastanza bene: molto spazio viene dedicato alla spiegazione delle varie dinamiche di gioco, con l'inserimento di boss di fine livello (anche se forse se ne vedono troppo pochi) che possono essere sconfitti solo in raid (quando Kirito vince in solitario la cosa fa molto, ma molto sorridere), con la presenza e la spiegazione delle gilde, delle classi e delle professioni (non capisco, ad esempio, chi si è lamentato per la presenza di parti dedicate a cooking e a fishing, presenti praticamene sempre nei MMORPG). C'è, inoltre, una parte PVE (Player Versus Environment) e una parte PVP (Player Versus Player). Quello che manca, a mio avviso, è la distinzione fra tank, dps e healer, ruoli indispensabili per affrontare un'avventura del genere; in più, tenendo conto che parte della popolazione si rassegna e non partecipa, i sopravvissuti sono troppi, il che fa supporre che molti boss vengono sconfitti al "primo colpo", senza sapere assolutamente nulla sulle loro caratteristiche o abilità speciali.
Passiamo al secondo punto, ossia quello della godibilità. Premetto che "Sword Art Online" è riuscito a tenermi incollato allo schermo dall'inizio alla fine e questo è un fattore a cui va data molta rilevanza; tuttavia non si può far a meno di constatare la presenza di molti episodi abbastanza noiosi. Ma ciò che fa crollare la mia valutazione complessiva (che sarebbe stata molto alta in caso contrario) è l'incomprensibile scelta di far completare il gioco a metà della serie per poi continuare il tutto in un altro MMORPG, molto più noioso e in cui il personaggio principale (Kirito) ha come sua partner principale la sua sorellina che, ovviamente, è invaghita di lui. Una caduta di stile e interesse troppo evidente per non essere riportata.

In definitiva, do un giudizio complessivo positivo, anche se c'è un nettissimo divario fra i primi dodici episodi (la cui valutazione per quanto mi riguarda è molto alta) e i successivi tredici (davvero deludenti). E' comunque, questo, un esperimento da ripetere, ha grandissime potenzialità che possono essere sfruttate decisamente meglio.




Tsume
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 6

Questo anime consta di due parti ben distinte; non voglio spoilerare, ma c'è una differenza qualitativa enorme fra le due. La prima non è niente di che, ma, complice un plot originale e delle decenti caratterizzazioni dei personaggi, riesce ad appassionare lo spettatore quel tanto che basta per non far abbandonare la visione della serie. Finita la prima parte, inizia una seconda stagione che mi ha dato un'idea ben precisa: gli autori non avevano sufficienti idee, ma da contratto dovevano allungare il brodo, e così è stato: hanno allungato il brodo, inserendo quello che oramai non può mancare in qualsiasi anime trash che si rispetti: triangolo amoroso, personaggi femminili dalle tette grosse e ballonzolanti, "desiderio" di relazione semi-incestuosa con parenti o presunti tali, sentimenti non corrisposti e qualche cenno di ecchi, che però in un paio di occasioni sembra quasi voler sfociare nell'hentai. Niente di clamoroso, intendiamoci, ma forse se ne poteva fare a meno, considerando la natura "molto soft" che in generale ha questo anime. Per il resto non è nient'altro che una sorta di reboot allungante della prima stagione, di qualità però nettamente inferiore, secondo me.
Le atmosfere che si respiravano nella prima parte, il senso di angoscia per il fatto di essere rinchiusi in un mondo virtuale da cui non era più possibile fare il "log-out", la paura che morendo nel mondo virtuale si sarebbe finiti in coma in quello reale, il senso di colpa che provava il protagonista per essere un "beta-tester", il non voler veder morire i propri amici, ecc., erano tutti fattori che rendevano interessante l'opera. Fattori che, purtroppo, nella seconda stagione spariscono completamente, sostituiti dal dramma di un amore talmente improbabile da risultare decisamente poco credibile e, di conseguenza, poco appassionante, e dalla più classica delle storie: il prode cavaliere che, grazie ad una sorta di miracolo, salva in extremis (ovvero, prima di sfociare nell'hentai) la principessa imprigionata nell'irraggiungibile maniero del genio del male.

Insomma, questo "Sword Art Online" è partito in maniera parzialmente originale e interessante, ma si è poi perso per strada. Alla prima stagione do 7,5, alla seconda 6-. Nel complesso, per me non vale più di 6. Guardabile, ma per niente memorabile.




urara98
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

Inizio questa recensione col dire che per me "Sword Art Online" è il miglior anime di tutta la stagione 2012. La serie mi ha talmente colpita da divorare ogni singolo episodio uno dopo l'altro, una cosa che mi succede molto raramente. Non potevo non seguirla, visto che è la serie più criticata e parlata del 2012: c'è a chi è piaciuta e a chi no, a me sì, in fondo è una questione di gusti.

La trama, per una serie targata gioco, non è originalissima, anzi, è prevedibile, almeno per un fan dei MMO (ovvero Massively Multi-player Online): siamo nel futuro 2022 e in Giappone è uscito un nuovo gioco virtuale chiamato Sword Art Online, ma una volta iniziata la partita i giocatori non possono 'sloggarsi' (ovvero non possono più uscire dal gioco) e anche il "game over" nel gioco significa morire nella vita reale; ovviamente, chi sarà a "completare" per primo il gioco? Domanda scontatissima, visto che si sa senza ombra di dubbio che è Kirito, il protagonista dell'intero anime.
Sul protagonista all'inizio pensavo che sarebbe stato il solito tipo che si sente il più figo di tutti e anche il migliore; invece no, penso che sia uno dei primi personaggi maschili (almeno, tra quei pochi che ho visto) che nella seconda parte delle serie si è messo a piangere in più di un episodio (al massimo all'inizio della seconda parte), perché in quel gioco mortale, oltre ad aver incontrato nuove persone e il loro modo di pensare e fatto nuove amicizie, ha incontrato l'amore, ovvero Asuna, colei che penso abbia dato un senso alla vita di Kirito.

Attenzione: questa parte contiene spoiler

La serie (come prima ho citato) è divisa in due parti, la prima dove i giocatori di Sword Art Online devono completare il gioco se vogliono ritornare nella vita reale e la seconda dove Kirito, dopo aver "completato il gioco", cerca di capire come Asuna, insieme ad altri trecento giocatori, non si sia svegliata. Ed è qui che entrerà in gioco un nuovo mondo, ALfheim, dove si scoprirà che dietro a tutto quel casino non c'era altro che un folle pazzo che voleva manipolare la mente delle persone.

Fine parte contenente spoiler

Sulla grafica non ho niente da dire, è ottima, soprattutto durante i combattimenti, e non ho da fare nessuna obiezione.
L'unica cosa che mi ha dato fastidio in questa serie è che, ogni qualvolta che Kirito incontrava una ragazza, si innamorava di lui, persino sua sorella/cugina! Neanche fosse un gigolo!
Per il resto, non trovo nessuna imperfezione; è anche una di quelle poche serie di cui mi sono piaciute sia tutte e due le opening e le ending... anzi ,le adoro!

Se molti di voi hanno scritto di evitarlo, io invece lo consiglio, sopratutto se amate i MMO. Questa volta, rispetto alle altre recensioni, dico davvero che questo anime un 9 se lo merita per davvero.




Mx0 Cri
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

Ho aspettato molto prima di scrivere la mia recensione, più che altro perché non sapevo come valutare quest'anime: di sicuro l'opera è molto bella, ovviamente caratteristica, e per questo non potrà piacere a tutti, ma io la consiglio caldamente a chiunque, perché penso ne valga la pena. Di sicuro, però, ha anche delle pecche, per cui credo di dover dare più voti per far comprendere com'è realmente questo anime.

Disegni: 10. Di sicuro molto belli e ben definiti, a mio parere.
Musiche: 8. Adatte all'anime, permettono una buona empatia con la storia, ma non sono esaltanti.
Trama: 9. Semplicemente spettacolare! Personalmente la storia la trovo fantastica, magari non sarà innovativa, ma di sicuro è un buon prodotto.
Sceneggiatura: 10. Eseguita alla perfezione, la storia è stata raccontata benissimo!
Svolgimento: 5,5. Unica pecca, per raccontare bene quest'anime sarebbero serviti cinquanta episodi almeno, se non di più, ma devo ammettere che aspettare troppo per vedere il progetto completo o allungare l'anime avrebbero potuto creare dei problemi.

Comunque il mio voto è 9 (8,5 dalla media più mezzo voto perché non avrebbe meritato di certo un 8, e poi l'anime mi è piaciuto davvero molto).




Kyon kun
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 10

Da chi lo considera uno dei migliori anime mai usciti dall'industria del Sol Levante, a chi lo ritiene una storia melensa e mal sviluppata, "Sword Art Online ", o più velocemente SAO, è di certo l'anime più commentato di queste stagioni, e farne una recensione senza cadere nel banale è un'impresa alquanto ardua.
Partendo dalla trama, SAO è un gioco virtuale in cui i giocatori possono vivere in prima persona in un mondo in qualche modo simile al Medioevo un'avventura molto libera, che spazia dal combattimento al commercio, ovvero vivere una vita parallela. Tuttavia, quando i primi giocatori tentano di disconnettersi e tornare alla vita reale, si scopre che questo comando è stato rimosso dal creatore del gioco, intenzionato a condurre una specie di esperimento sull'animo umano. I giocatori sono dunque costretti a vivere in questo mondo come se fosse reale, e dove la morte dell'avatar corrisponde alla morte nella vita reale. Tra i vari giocatori smarriti, la storia si incentra su Kirito, un giocatore che, a causa della sua precedente conoscenza del gioco, è un combattente formidabile, ma che mostra una forte incapacità a relazionarsi con gli altri. La storia seguirà dunque le sue avventure, alternando i momenti di combattimento contro mostri del gioco e giocatori deviati, a quelli in cui si privilegia l'aspetto relazionale ed umano del personaggio. A mio avviso la forza dell'anime è proprio nella figura di Kirito, pieno di dubbi e di rimorsi, ben lontano dall'immagine del classico eroe nipponico forte e sicuro.
Ben lontano dall'essere un anime di combattimento, SAO è molto più un'avventura quasi onirica di formazione, in cui a prevalere è l'attenzione ai sentimenti di Kirito, così come degli altri personaggi che incontra, ed alle loro relazioni con un mondo completamento diverso. A ciò fa sfondo un universo estremamente ricco e variegato, merito di una grafica molto ben realizzata ed attenta al dettaglio. Ulteriore nota positiva sono le musiche, piuttosto dolci. In definitiva, ho trovato questo anime veramente in grado di coinvolgere lo spettatore, e portarlo per venticinque minuti a vivere in prima persona i drammi e le storie dei personaggi. Lo sconsiglio dunque a chi sia in cerca di un anime di puro combattimento o per rilassarsi, mentre è ottimo per chi ha desiderio di immergersi in un nuovo universo.




dade88
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

Questo anime è uno dei miei sogni infantili, anzi uno dei miei sogni punto e basta! Rimanere intrappolati in un gioco di ruolo, dover giocare per poter sopravvivere, cercare a tutti i costi di finirlo diventando sempre più forte: fantastico!
Andiamo con ordine: la storia inizia con l'uscita di un nuovo gioco, dove i giocatori, indossando un casco speciale denominato Nerve Gear, possono entrare all'interno di un mondo virtuale e giocare con l'intero proprio "corpo" a una sorta di "War of Warcraft". Sono state vendute solo diecimila copie del gioco e quindi all'interno di questo mondo virtuale ci saranno solo diecimila persone. All'inizio della serie Kazuto (Kirito sarà il nome con il quale sarà conosciuto all'interno del gioco per tutto l'anime) entra all'interno del gioco con naturalezza, essendo stato uno dei cosidetti Beta-tester, che avevano potuto provare la versione di prova uscita qualche mese prima. Egli conosce le regole del combattimento e si dimostra subito un vero maestro in questo tipo di realtà. Tutto questo idillio però finisce presto: quando tutti i giocatori hanno effettuato il log-in, ci si accorge che non è più possibile uscire dal gioco; i giocatori vengono quindi radunati nella piazza principale, dove il creatore del gioco annuncia che non sarà più possibile effettuare il log-out! L'unico modo per uscire dal gioco è completare i cento piani e quindi battere i cento boss, uno per piano. Se nel mondo reale qualcuno dovesse disconnettere il Nerve gear, questo produrrà delle onde elettriche che faranno cessare la vita del giocatore; inoltre, se nel gioco la barra dei punti vita andrà a zero, anche nella vita reale sopraggiungerà la morte. Questo, ovviamente, crea il panico immediato nella maggior parte dei giocatori, e crea sgomento e indignazione da parte del mondo intero.
Con una trama così ben partita il prodotto non poteva che entusiasmarmi: amo queste trame e, ripeto, è un po' come un sogno nel cassetto il poter vivere una realtà del genere! Potrei parlare per un secolo della trama, ma per chi non l'ha ancora visto già mi sento di aver detto troppo, quindi mi fermo qui.

Faccio ancora qualche riflessione: ho amato il disegno, i combattimenti sono molto belli e ovviamente ho amato Kirito e Asuna (personaggio principale femminile che mi è piaciuto per il suo equilibrio di forza ed eleganza). Penso che il più grande punto di forza dell'anime siano le ambientazioni, veramente stupefacenti, oltre ovviamente alla base della trama.
Le pecche principali sono due: la prima, che alcuni episodi sono stati un po' poco utili al fine della trama, storiette amorose sempre piacevoli ma poco concrete. La seconda pecca che trovo sta nel fatto che si innamorano tutte di lui (anche se l'ho fatto anche io!).
Spettacolari le sigle, entrambe già nel mio mp3! Consigliatissimo agli amanti di questo genere di giochi, vivranno un sogno seguendo questo anime!




Aki97
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 6

Questa sarà una recensione difficile, me lo sento. Perché? Perché in fondo "Sword Art Online" mi è piaciuto, e non poco; eppure, ci sono alcuni aspetti di questo anime che non vanno assolutamente tralasciati.
La trama di base non è niente di particolarmente eclatante: Kirigaya Kazuto - aka Kirito - entra nello spettacolare mondo di Sword Art Online, un video game che tramite il NerveGear permette alle persone di immergersi completamente nelle ambientazioni del gioco, facendo sì che questo sembri totalmente reale. Ma il creatore di Sword Art Online, Kayaba Akihiko, annuncia ai diecimila giocatori che si sono loggati il giorno del lancio del gioco che non vi è alcun modo per uscire da questo e tornare alla realtà, a meno di completare tutti e cento i livelli del castello di Aincrad. Se si muore in Sword Art Online, si muore anche nella vita reale; stesso discorso per chiunque venga privato del NerveGear dall'esterno.
Personalmente, il fattore "se voglio uscire da qui, devo finire il gioco; se muoio qui, muoio anche nel real" mi ha sempre affascinata, non importa quanto possano essere banali le premesse. Perché, diciamocelo, in "Sword Art Online" le premesse originali non sono; ma il bello non sta forse nel sorprendere lo spettatore partendo da un inizio scontato per poi sviluppare pian piano una trama avvincente? A quanto pare no. "Sword Art Online" sarebbe potuto essere un'ottima serie, ma per alcune scelte, soprattutto a livello di sceneggiatura, che personalmente non comprendo, alla fine il risultato è un po' quello che è.
Ma andiamo con ordine.

La prima cosa che lascia basiti guardando "Sword Art Online" sono i numerosi salti temporali; nel giro di due episodi il livello del personaggio raddoppia: il primo episodio è datato novembre 2022, il terzo aprile 2023. Peccato che l'anime taccia su quanto accaduto in questo lasso di tempo; immagino che non sarebbe male seguire i progressi di Kirito, soprattutto considerando la grande forza e le abilità particolari che avrà in seguito. C'è da dire però che i salti temporali sono dovuti soprattutto alle numerose (ed inutili) side stories che vengono forzatamente inserite all'interno della trama: nella light novel da cui "Sword Art Online" è tratto, la saga di Aincrad si svolge tutta nei 25 capitoli del primo volume, mentre il secondo contiene semplicemente quattro delle numerose side stories sopracitate. Di queste minisaghe filler, di fatto, solamente due sono realmente importanti a livello di trama: quella della Gilda dei Gatti Neri - che influenzerà non poco le successive scelte di Kirito - e quella su Lizbeth, che, seppur sminuita dall'inutile triangolo amoroso, rappresenta però la nascita dell'abilità peculiare del giovane protagonista.
Altro punto dolente della sceneggiatura è il continuo concludere le cose in fretta e furia: numerosissime le volte in cui c'erano dei presupposti davvero interessanti sbrigati però nel giro di due o tre minuti - vedi l'ultimo duello in "Sword Art Online" o anche gli scontri con i mostri nei dungeon, vinti in un batter d'occhio con la solita supermossa.
Di ALfheim, poi, non voglio nemmeno parlare: è una saga frivola e fondamentalmente inutile, con un sacco di fanservice gratuito e pochissima sostanza. Per quel che mi riguarda, il vero "Sword Art Online" finisce con l'episodio 14.

Sui personaggi se ne sono dette di tutti i colori. Io, personalmente, mi schiero un po' dalla parte di chi li difende, fermo restando che le apparizioni di qualcuno di estremamente fastidioso (Yui) o di inutile (Silica) di certo non mancano. Se poi ci aggiungiamo pure i cattivi di ALfheim, allora facciamo bingo. Perché sì, i personaggi peggio riusciti di tutto "Sword Art Online" sono proprio gli antagonisti: l'unico salvabile sarebbe Kayaba Akihiko. Le sue motivazioni sono piuttosto banali, è vero, ciononostante penso che abbia una personalità interessante.
Tutti gli altri sono solo gentaglia bavosa e pervertita, che si ritrova a fare il cattivo "perché sì", Sugou in primis. Con lui si tocca il fondo, l'abisso, tanto che quando Kirito si prende la sua rivincita lo spettatore non prova nessun senso di soddisfazione o sollievo, giacché a far fuori uno così son capaci tutti. E per citare il nostro baldo spadaccino: "Le spade in "Sword Art Online" colpivano molto più duramente! Facevano anche molto più male!".
Preferirei evitare anche la parentesi Suguha, che personalmente non mi ha fatto né caldo né freddo, per giungere alla sventurata coppia dei (non) promessi sposi.
Kirito lo trovo un personaggio tutto sommato interessante, e tuttora, a serie conclusa, non ho ancora ben inquadrato il suo carattere: freddo, distaccato e leggermente cinico all'inizio, pian piano si scopre che è una persona generosa e di buon cuore, ma con un forte senso dell'orgoglio. Non sto certo dicendo che sia il protagonista per eccellenza, perché, ammettiamolo, non lo è; ma d'altra parte non capisco tutte le critiche che vengono mosse nei suo confronti. L'unico appunto che posso fargli è che, con il proseguire della serie, il mio interesse per lui si è un po' affievolito, perché il passaggio da "beater" a ragazzo innamorato non è certo una sciocchezza.
Vorrei spendere qualche parola anche per la bella Asuna: ci viene presentata in maniera piuttosto singolare nel secondo episodio - uno dei più belli - ma non avrà un ruolo fisso fino al sesto. Qui la ritroviamo un po' cambiata, sarà che sono passati i mesi (i salti temporali sono compresi nel prezzo), anche se a quanto pare l'unico che effettivamente se ne accorge è lo spettatore. Sorvolando sui suoi momenti tsundere, è pur sempre il vice comandante di una gilda importante, in battaglia ci sa fare ed è anche simpatica: per quel che riguarda "Sword Art Online" non ci sono poi grandi problemi. In "ALfheim Online" invece non si può proprio vedere: passiva, piagnucolona e arrendevole, esposta alle fantasie degli otaku e trattata peggio di una bambola gonfiabile. Tuttora, non sono sicura che il Lampo Fulmineo di "Sword Art Online" e la ragazza del regno delle fate siano la stessa persona.

Ammirevole, invece, tutto quello che riguarda l'aspetto tecnico: a livello di grafica, i combattimenti sono impeccabili, fluidi e molto avvincenti; le scenografie - i paesaggi soprattutto - decisamente suggestive e il character design, assolutamente non ripetitivo, rimane impresso nella mente di chi guarda - e ve lo dice una che spesso a circa metà serie ancora si lascia sfuggire il nome di questo o quel personaggio.
Bellissime le opening, le ending e le musiche che accompagnano tutta la serie: mai inopportune, mai "di troppo", sempre adeguate alla situazione, e davvero, davvero intriganti.
Segnalerei anche alcune scelte di regia in episodi come il primo, il secondo o il quattordicesimo (e non sono i soli), che possono essere considerati i pezzi forte di "Sword Art Online".

Che dire di più? "Sword Art Online" è un po' un anime che si guarda per passare il tempo: niente di troppo impegnativo, ma sufficientemente avvincente da farti almeno arrivare alla fine. Disapprovo grandemente la scelta di non basare la serie esclusivamente sui capitoli del primo volume della novel (che, rispetto all'anime, lascia spazio a molti più particolari): venticinque episodi solo di "Sword Art Online", fatti come si deve, sono senz'altro meglio di quattordici episodi di "Sword Art Online" e dieci di ALfheim realizzati un po' a caso, dove peraltro vengono inserite saghe filler che non hanno motivo di esistere, o almeno non nell'anime.
Però devo dire che, alla fine, questo prodotto per me la sufficienza se la merita: ha quel "qualcosa" che, in un modo o nell'altro, mi ha fatta affezionare alla storia e a molti dei suoi personaggi; di sicuro non mi ha annoiata e, come detto, ci sono alcune parti davvero buone. Mi tengo sul sei, il mio lato sentimentale vorrebbe alzare il voto di un punto, ma mi rendo conto che non è possibile (e devo dire che un po' mi dispiace).
L'ho detto e lo ripeto: per me "Sword Art Online" si conclude con l'episodio quattordici. Nella light novel sono presenti altre due o tre saghe oltre a quelle qui presentate, ma sinceramente non sono sicura di desiderare una seconda serie per questo anime.




Crashis
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

"Sword Art Online" è un anime prodotto nel 2012 dalla casa produttrice Aniplex, in collaborazione con Genco, ASCII Media Works e tante altre.

Trama
Anno 2022: siamo in un futuro non molto distante, in cui le persone sono solite utilizzare nuovi apparecchi per la realtà aumentata, e l'immedesimazione nei videogiochi è diventata molto più marcata. E' uscito da poco un nuovo gioco online, un Virtual MMO chiamato "Sword Art Online", che è riuscito a capitare tra le mani di sole diecimila persone. Il nostro protagonista, un ragazzo appassionato di giochi e computer, ha avuto la fortuna di giocare alla beta di Sword Art Online (da ora chiamato SAO), che l'ha lasciato piacevolmente colpito. Convinto delle potenzialità del nuovo software, il ragazzo si connette tramite il NerveGear (apparecchio per la realtà aumentata) a questo nuovo e vasto mondo, per poterlo finalmente giocare in modo ufficiale e non più in beta. Non passerà poco tempo, però, che il Game Master deciderà di giocare un brutto tiro a tutti e 13'000 i giocatori connessi: non si potrà più 'sloggare'. Lo scopo, da quel momento in poi, sarà quello di finire il gioco e battere il boss finale. Ad aggiungere un tocco di difficoltà al tutto, il Game Master decide di collegare la morte dell'avatar in gioco alla morte della persona che indossa il NerveGear. Tramite degli impulsi al cervello, infatti, il NerveGear può essere capace di uccidere una persona, sia che l'avatar muoia in game, sia che un esterno provi a disconnetterlo. Rassegnati, molti si suicidano, e molti prendono sul serio la cosa: uno di questi è Kirito, il nostro protagonista, che, senza pensarci due volte, decide di partire solo, trovando qua e là vari personaggi, che lo aiuteranno (o lui aiuterà loro) a procedere con l'avventura. In questa prima parte dell'anime possiamo quindi trovare un profondo studio degli MMO. Varie meccaniche, come lo 'switching' tra i personaggi in un party nei combattimenti, o le strutture dei dungeon, vengono prese abbastanza seriamente per costruire il mondo di SAO, quello dell'anime si intende. I produttori hanno perso molto tempo per studiare il modo migliore per gestire gli spazi al migliore dei modi, e ci sono riusciti in modo più che discreto: il castello di Aincrad si presenta ben caratterizzato, così come la quantità dei mostri, la loro varietà e le diverse città. Ora, però, rientrando nell'ambito dell'anime, è più che doveroso parlare dei personaggi: mentre all'inizio conosceremo solo Kirito e Klein, più avanti nell'avventura conosceremo Asuna, una ragazza che accompagnerà Kirito nella maggior parte della sua avventura. E' qui, però, che partono alcuni problemi: una cosa che mi ha lasciato molto perplesso, al di là della pochezza di carattere e, soprattutto, di presenza di alcuni personaggi, è stato proprio il "primo finale", intorno al quattordicesimo episodio.
Attenzione, questa parte contiene spoiler
Dopo il quattordicesimo episodio, Kirito riesce a battere insieme ad Asuna il boss finale, al solo settantacinquesimo piano. Come se ciò non bastasse, però, dopo essere uscito da SAO, Kirito scopre che Asuna è rimasta bloccata col NerveGear insieme ad altre 299 persone. E' per questo che Kirito, per salvare Asuna, decide di passare in un altro gioco in cui sembra essere stata avvistata, ALfheim Online. Qui partono i problemi: tralasciando il fatto che la "sorella" di Kirito non viene vista nella prima metà dell'anime, dalla seconda metà in poi lei diventa quasi un main character, lasciando ad Asuna la parte di side character. Tutto questo va a sposarsi perfettamente con una sorta di pseudo-shojo nel quale vediamo Sugu continuamente assillata da, contemporaneamente, un amore sfrenato per Kirito e Kazuto, il ragazzo. Nulla di troppo preoccupante, ma quello che è stato un passo troppo azzardato è stato proprio il passaggio di Sugu da side character a main character, che, almeno per me, è stato motivo di noia e irritazione per buona parte degli episodi finali.
Fine parte contenente spoiler
La seconda parte dell'anime, quindi, sarà semplicemente costellata da molti momenti morti nel tentativo di "ricostruire" ciò che si è perso, ed è per questo che molti hanno deprezzato o droppato l'anime in questo punto. Io non l'ho fatto, e devo dire che ho scoperto che questa sorta di enorme "filler" sia riuscita a dare una profondità ad alcuni personaggi, introducendone nuovi, ma lasciando le personalità di Kirito e Asuna quasi del tutto invariate. Se la dovessimo mettere in generale, le mentalità dei veri protagonisti non cambiano quasi per niente e questa seconda parte non pare che un mero modo per allungare un brodo già lungo di suo. Fare un anime basato su un gioco online è stata una scelta azzardata, ma bisogna capire quale sia la soglia tra il "capolavoro" e l' "inutile". Un buon lato dell'anime, però, sta proprio nella caratterizzazione dei personaggi, che non saranno proprio approfonditi al massimo, ma lo si può capire, data la loro quantità più che discreta. Mentalità e ideali sono abbastanza delineati nell'arco della produzione animata, e ciò non fa che beneficiare della componente "immedesimazione", che era piuttosto poca a inizio serie.

Lato tecnico
Se dal punto di vista della trama troviamo una discreta serie di lacune, almeno per quanto concerne la scelta registica di continuare oltre il dovuto, per quanto riguarda grafica e sonoro c'è da fare un plauso agli sviluppatori. La grafica pare piuttosto standard, ma il momento in cui brilla davvero è nell'animazione: molto bella, piena di colori, effetti particellari ed espressività: il carisma dei personaggi raggiunge il suo apice solo in questi pochi momenti, data la pochissima quantità dei combattimenti nella serie. Dal punto di vista sonoro, invece, troviamo alcune soundtrack veramente belle e di compagnia, mentre opening ed ending non fanno che essere snervanti, dopo che son state sentite una volta o due. Io stesso mi son trovato molte volte a 'skipparle' per continuare a vedere gli episodi nel modo più veloce possibile, ma non si può negare che non siano fatte bene, anzi, tendono a rimanere in testa per molto tempo.

Commento finale
Devo fare una confessione: sono un maniaco dei mondi fantastici. Non quelli pieni di elfi ed elementi fantasy strapompati, ma di quei mondi che contengono tanti segreti, quei mondi che devono essere scoperti, e tu, insieme al tuo avatar, o al protagonista dell'anime, del gioco, o del libro che sia, impari a conoscere in ogni particolare. E' per questo, e solo per questo, che "Sword Art Online" guadagna molti più punti di quanti non ne avesse già di suo standard. E' un anime carino da vedere, forse troppo pretenzioso, ma che sa dare soddisfazioni molto grandi se mostrato alla giusta audience. Ho amato davvero la sidestory romantica tra Kirito e Asuna, che ha tenuto banco per tutta la serie, e sono rimasto piacevolmente colpito dal fatto che il mondo di SAO (non di ALO) sia davvero vario e vivo, pronto a essere scoperto, e pronto a tendere trappole a ogni lato. Sono personalmente contento di aver visto quest'anime, nonostante i miei pregiudizi nei suoi confronti fossero veramente tanti: è sicuramente uno degli anime più snobbati della stagione passata, ma, contemporaneamente, uno dei più ingiustamente accusati di pochezza di contenuti, cosa che onestamente non trovo in questo momento opportuna. Personalmente, la vedo in questo modo: dopo aver visto "Accel World" (realizzato dallo stesso scrittore) ho subito notato che mancava un elemento che avrebbe portato quella serie a un livello tutto nuovo. Quello stesso elemento, però, l'ho ritrovato in SAO, ed è la serietà. La serietà nella mentalità del protagonista, la serietà e il cuore che ci mette Kirito per salvare sé stesso e chi ha intorno. Kirito non sarà il massimo dei main character, ma riesce a ricalcare bene quale sia il pensiero del giocatore di MMO medio. Ingenuo, stupido? Secondo me è semplicemente sincero. Grazie a questo, alla sidestory romantica, e al nuovo mondo tutto da esplorare, mi sento pronto a dire che SAO si piazza allo stesso livello di "Marchen Awakens Romance". Mi ha dato sensazioni simili, e ciò e inequivocabile. Lo consiglio? No, non è per niente un anime per tutti. E' ottimo per chi inizia, perché anime del genere capitano poche volte, ad addentrarsi nel mondo dell'animazione giapponese. Non è di certo un masterpiece, ma sa scavare il proprio posto nel cuore dello spettatore.

Voto Finale: 9
Qualità fansub: ho seguito la collaborazione tra gli NSS e gli AD, ma consiglio a chi è interessato di aspettare il dub italiano. Anche se, personalmente, consiglierei di guardare l'anime in lingua originale sottotitolato, a voi la scelta.

Pro: storia originale, character development discreto, ottime animazioni, buoni effetti grafici, grande varietà di situazioni.
Contro: poco sviluppo per alcuni personaggi, poca originalità nella seconda metà dell'anime, character design un passo indietro, inspiegabilità di alcune scelte o situazioni.




MarcoR
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

In un anno, il 2012, in cui spopolano gli anime con tema i videogiochi, "Sword Art Online" spicca e si distingue in ogni aspetto, sia per quanto ci si cala nel gioco, sia per i drammi a cui vanno incontro i protagonisti.
"Sword Art Online" è un anime di genere fantasy in cui la nuova frontiera dei videogiochi è il Nerve Gear, un attrezzo evoluzione della realtà virtuale da infilare in testa come un casco, che catapulta il giocatore nel mondo virtuale in prima persona: si muove quindi normalmente, come se muovesse il suo corpo invece di usare un joystick. Il protagonista Kirito scopre ben presto che, una volta entrati in Sword Art Online, non è possibile uscirne e l'unica condizione affinché tutti tornino alla vita reale è che qualcuno finisca il gioco. Unico problema è che se si muore nel gioco, si muore anche nella realtà! Di fatto, quindi, Sword Art Online diventa la nuova "vita" di tutti i giocatori, tanto che molti abbandonano anche l'idea di completarlo. Di conseguenza, sono in molti a non vederlo più come un gioco ed escono piano piano le varie vere personalità, alcune anche violente ed egoiste, con tutti i relativi problemi. Questo aspetto è molto interessante e viene posta particolare attenzione sul tema, quasi a mostrare la cattiveria della gente. Una sorta di messaggio morale dell'autore.

Se avete mai giocato un MMORPG, adorerete "Sword Art Online", perché mostra correttamente tutti gli aspetti principali del gioco online, i punti vita, l'esperienza, le classi, le drop, i dungeon, le skill, i party e le gilde, i mestieri, le pozioni, la chat. Insomma, tutto vi ricorderà di quella volta che avete giocato e vi farà emozionare: si vede che l'autore sa di cosa sta parlando e non ha lasciato nulla al caso. Le battaglie coi boss sono emozionanti, soprattutto se contiamo che è in ballo la vita.
Kirito è un personaggio particolare, cupo e tenebroso, gioca da solo, alcuni lo definirebbero 'Lone Wolf'. Conscio della sua forza, non vuole legare con altri giocatori per paura di non riuscire a difenderli e allora si allontana da loro, cercando la forza di completare da solo il gioco per il bene di tutti, finché non incontra Asuna, una giocatrice sua pari: non essendo scarsa e non avendo quindi bisogno di difenderla, piano piano Kirito si apre a lei e i due finiscono per innamorarsi, il che porta alla seconda parte dell'anime, ambientata in un secondo MMORPG.

Come avvenga il passaggio da Sword Art Online al secondo MMORPG, chiamato ALfheim Online, non lo anticipo, ma è pieno di colpi di scena uno dietro l'altro. ALfheim è l'evoluzione naturale di Sword Art Online, in cui si usano più magie e si può volare (FlyForFun anyone?). Kirito deve salvare Asuna, tenuta prigioniera, ma questa seconda metà della serie non è per nulla al livello altissimo della prima, mostra poco il gioco e le sue meccaniche, e sembra quasi una corsa contro il tempo a causa delle poche puntate rimanenti, che erano già prestabilite essere venticinque.
La fretta di dare un finale entro la fine della serie leva il voto 10 a "Sword Art Online", che comunque è a mio avviso la miglior serie del 2012 e che ogni videogiocatore deve guardare.




DarkIchigo
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 8

"Sword Art Online", o meglio SAO, parla di un videogiocatore, Kirito, che con altri diecimila giocatori si ritrova intrappolato in un videogioco di ruolo online in realtà virtuale, dove l'unica possibilità di uscirne è superare tutti i cento piani di gioco e raggiungere la cima del palazzo fluttuante di Aincrad. Oltretutto, morire nel gioco equivale ad una morte certa nella realtà, attraverso un impulso a microonde installato nel casco indossato dai giocatori per accedere al gioco.

Passiamo all'analisi: in primis ho notato che molti hanno guardato "Sword Art Online" pensando che fosse un anime basato quasi esclusivamente sulle cose che noi attualmente possiamo trovare in un MMORPG, vedendo il personaggio che completa quest, che sale di livello, che compra un equipaggiamento migliore... Purtroppo per voi, "Sword Art Online" non è cosi! Certo, ogni tanto c'è qualche episodio dove magari viene affrontato il boss di turno o il protagonista che si fa costruire una spada, ma niente di eccessivo. L'anime essenzialmente è un genere misto tra fantasy, drammatico e sentimentale, con qualche elemento d'azione di tanto in tanto a spezzare il tutto. Certi dicono che sia altamente irrealistico, ma qui per rispondere mi verrebbe una grossa risata, visto che chiamare un anime fantasy/fantascientifico "irrealistico" mi sembra quasi una presa in giro. E’ ovvio che sia irrealistico! Sennò per l'appunto non avrebbe quel genere nella descrizione!

Altra cosa che non smetterò mai di ripetere: é ovvio che il protagonista si distingua dalla massa! Sennò non sarebbe il protagonista! E' logico che il protagonista debba avere qualcosa in più degli altri, un'arma segreta, un'abilità, ecc. sennò l'anime sarebbe finito dopo due episodi; e questo vale per tutti gli anime. Facciamo un esempio famoso: cosa sarebbe successo se Goku contro Freezer non si fosse trasformato in 'super-sayan' sul pianeta Namecc? Non poteva non trasformarsi, è per l'appunto il protagonista! Quelli che vengono chiamati "power up casuali" ci sono, e ci sono sempre stati in ogni anime che abbia elementi fantasy, è normale che sia così, quindi non vedo perché prendersela tanto, visto che è una prerogativa di certe serie animate. Oltretutto, questi "power up" non sono nemmeno così fastidiosi e ci sono alcune volte che anche se ci fossero tutte le prerogative per esserci, non vengono inseriti dall'autore per non dare troppo senso di onnipotenza al protagonista (vedi Sacchi e vedi verso la fine della serie, dove o non sono presenti, oppure il protagonista ha un aiuto da altri, che non equivale ad un "power up").

Ora passiamo ai lati dolenti: primo, "Sword Art Online"... solo a metà! Una cosa che mi ha stupito parecchio è stato che la parte relativa a "Sword Art Online" arriva solo fino all'episodio quattordici, dopodiché si passa ad un altro virtual MMORPG chiamato ALfheim Online, che non è nient'altro che una versione modificata di "Sword Art Online", dove però si può utilizzare la magia, volare, ecc. Ed è proprio qui che cominciano i "dolori": senza più la parte "survival" presente in "Sword Art Online" l'anime perde moltissima tensione, visto che i protagonisti sono liberi di effettuare il log-out ogni volta che lo desiderano, ed oltretutto non è così "brillante" come la prima parte.

Secondo, la gestione del tempo e dei personaggi secondari. Un'altra cosa che non mi è piaciuta moltissimo è che durante "Sword Art Online" avvengono degli sbalzi temporali incredibili. Per esempio, in un episodio il protagonista è alle prime armi e nel successivo magari è già armato di tutto punto, oltre ad essere salito di livello esponenzialmente (mi sembra che ci sia un episodio che fa fare una sbalzo temporale di due anni alla serie). Tutto sommato questo non rende l'anime noioso: pensate a dovervi sorbire dodici episodi dove non fa altro che andare a caccia di armi e pezzi di armatura... sarebbe ottimo per i fan più sfegatati dei MMORPG, ma un normale appassionato di anime potrebbe annoiarsi. L'altra è la scarsa integrazione dei personaggi secondari: praticamente, o muoiono nel corso della stessa puntata in cui appaiono, oppure li si vede in un episodio e poi fino all'episodio finale niente di niente. Personalmente avrei concentrato la serie solo su "Sword Art Online", tralasciando il resto e integrando e caratterizzando meglio i personaggi, o aggiungendo qualche elemento in più da RPG, che non avrebbe guastato.

In conclusione, non do 9 a "Sword Art Online" (il 10 è proibito, visto che non esiste anime perfetto, e, sinceramente, anche i voti sotto il 4 dovrebbero esserlo, visto che non esistono anime così orribili, parlando oggettivamente) solo perché la seconda parte della serie non è riuscita ad emozionarmi come la prima, e per i vari elementi sopracitati. "Sword Art Online" resta comunque un buon anime che si lascia guardare, con un ottimo comparto tecnico e, a mio modesto parere, una buona trama di fondo, sia che questa si svolga nel mondo virtuale sia in quello reale.

Detto questo, non vedo l'ora di leggere la novel, visto che alcuni gruppi fansub reputano l'anime neanche lontanamente paragonabile alla stessa parlando di qualità, quindi mi adopererò per ottenerla e verificare personalmente.




GregTheFree
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 8 su 25 --- Voto: 6

ATTENZIONE: La recensione contiene lievissimi spoiler

No, no, no, proprio non ci siamo.
Comunque, partiamo dall'inizio: "Sword Art Online" è un anime del 2012, con una trama apparentemente semplice, oltre che banale: siamo in un futuro non troppo lontano, dove i videogiochi ormai vengono giocati con degli speciali caschi per la realtà virtuale. Il nostro protagonista, Kirito, un semplice adolescente, ha appena acquistato "Sword Art Online", il gioco del momento, che viene definito come l'MMO definitivo, giocabile appunto grazie a questo casco. Una volta entrato, però, avrà una brutta sorpresa: non c'è modo di uscire dal gioco, poiché qualsiasi tentativo di uscita forzata, come ad esempio la rimozione del casco, porterà alla sua istantanea morte, e se morirà all'interno del gioco, farà la stessa fine nella vita reale. C'è solo una soluzione: affrontare e superare tutti i 100 livelli del gioco, fino al boss finale, e solo in questo modo potrà riacquistare la libertà.

Ora, le premesse non sono delle più originali, ma comunque è possibile tirarne fuori qualcosa di buono. Partiamo dagli aspetti positivi: l'opening "Crossing Fields" di LiSA, che a mio parere non andrebbe mai trascurata, è orecchiabile e molto bella, una di quelle canzoni che ti rimangono sempre in testa.
Dopodiché passiamo al comparto grafico, che trovo davvero di prim'ordine, con dei disegni molto accurati dei personaggi, per non parlare degli incredibili paesaggi dei vari livelli del gioco: alcuni li trovo davvero delle opere d'arte. Tutto ciò è accompagnato da delle buone musiche, che si adattano bene alle situazioni.

(INIZIO DEI LIEVI SPOILER)

E ora, i punti dolenti; partiamo dalla cosa che salta subito all'occhio: la gestione del tempo. Ora, io non so come si abbia intenzione di far proseguire la trama, però a mio parere è molto strano che già al 4° episodio il protagonista abbia fatto 60 e passa piani e che sia già praticamente al massimo livello. Oltre a essere una cosa molto strana, ciò porta una grossa penalizzazione all'intera opera: molto probabilmente a tante persone sarebbe interessato vedere un minimo l'evoluzione anche a livello pratico del nostro eroe. E da questo mi riaggancio a un altro problema: la psicologia del personaggio principale. Egli è un giocatore solitario, un ragazzo come un altro, ma ha la caratterizzazione pari a quella di un albero di banane. Al contrario, i personaggi di contorno che vi sono in ogni puntata sono ben caratterizzati, e lo spettatore riesce a prenderli molto in simpatia. E visto che una cosa collega l'altra, passiamo al prossimo problema: la natura autoconclusiva di ogni singolo episodio. Fino ad adesso, ogni episodio ha avuto sempre la stessa forma: Kirito incontra qualcuno, per qualche motivo parte all'avventura con questa persona, risolve tutti i problemi e tanti saluti. Insomma, fino ad adesso non si è sviluppata un minimo di trama, e quella che dovrebbe essere la coprotagonista, Asuna, si è vista sì e no due volte. Però, visto l'ultimo episodio uscito, la serie sembra che si stia riprendendo da questo punto di vista, però mi sembra quasi che questi primi episodi siano stati fatti solo per riempire quel vuoto che le puntate "effettive" della trama non sarebbero riuscite a colmare.

Insomma, "Sword Art Online" si ritrova con un comparto tecnico sopra l'eccellenza - motivo per cui si è meritato un 6 -, ma in quanto a trama e personaggi diciamo che ha avuto una "falsa partenza" e spero vivamente che in futuro potrò ricredermi.




riku4ever
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

"Sword Art Online" è un anime del 2012, tratto dalla omonima light novel.
La trama: in un futuro non troppo lontano, il campo videoludico ha fatto passi da gigante, tanto da consentire l'immersione totale nella realtà virtuale del videogioco, grazie al "Nerve Gear". Al momento dell'uscita del tanto atteso gioco Sword Art Online le file davanti ai negozi per accaparrarsene una copia sembrano non finire mai. Il nostro protagonista, Kirito, è fra quelli che riesce ad acquistare il gioco, che già conosceva, in quanto ha fatto parte dei beta tester. Il ragazzo non vede l'ora di fiondarsi all'interno del gioco; in un primo momento tutto va per il verso giusto, ma in un secondo momento si rende conto dell'assenza del tasto per il logout, e di conseguenza dell'impossibilità di uscire dal gioco. Improvvisamente tutti i giocatori online sono trasportati in una piazza nella quale si trova nientemeno che il creatore del gioco, che ne rivela tutte le vere regole: tutti quanti sono imprigionati in quella realtà virtuale, fino al momento in cui riescono a sconfiggere il boss finale. Ad aggravare il tutto c'è il fatto che, se si muore nel gioco, il Nerve Gear rilascerà una potente scossa al corpo reale facendo morire anche nella realtà. Riusciranno i giocatori a vincere e dunque salvarsi?

Passiamo adesso alle mie considerazioni personali: inizialmente vorrei evidenziare il fatto che questo anime ha letteralmente spaccato il pubblico, o si ama o si odia. Leggendo le altre recensioni qui su Animeclick.it la cosa appare rilevante. Per quel che mi riguarda questo è stato uno degli anime più belli che abbia mai visto; e non è nulla di particolare, intendiamoci. In realtà le premesse iniziali non sono nulla di così originale, ma ciò che mi ha colpito è il modo in cui la situazione si evolve. Tutto l'anime ha un'atmosfera davvero unica, che non ho trovato in nessun altro anime: sarà per i disegni fantastici, per le musiche davvero memorabili, per i paesaggi onirici, non so dirlo, ma è questa l'impressione che mi fa. Vorrei fare anche una distinzione fra la prima saga, fino alla puntata 14, e la seconda.
Parlando specificatamente della prima saga, sempre secondo il mio parere, è semplicemente perfetta. E non parlo solo del comparto tecnico che è sempre a livelli altissimi anche nella seconda saga: i combattimenti sono tra i più belli che abbia mai visto in un anime, incredibilmente epici, e che ti tengono davvero incollato allo schermo. Ho anche adorato la dolcissima storia d'amore che si viene a creare e che mi è sembrata abbastanza realistica, senza le solite "giapponesate", ad esempio il bacio visto in tantissime anime come qualcosa di volgare (mi viene alla mente "Special-A", dove addirittura il bacio in guancia era visto come qualcosa di "spinto") o la storia d'amore che deve nascere necessariamente alla fine della serie.

Questo almeno fino alla fine della quattordicesima puntata. Dopo di questa comincia la seconda saga, della quale non voglio dire troppo per non fare spoiler eccessivi. Fatto sta che la qualità della serie (ribadisco che non parlo comunque del comparto tecnico) comincia a scendere inesorabilmente, e solo verso la fine si rialza, ma non raggiunge mai i livelli iniziali. Ho trovato la storia decisamente vuota, e con pochi dei combattimenti che mi hanno tanto colpito - a quanto pare ciò è successo perché hanno voluto togliere numerosi episodi dalla light novel da cui hanno preso ispirazione (non so spiegarmene il motivo, sinceramente).

In definitiva, tenendo conto di tutti i vari aspetti di "Sword Art Online", il voto più adatto oggettivamente sarebbe un 8, media fra il 10 della prima saga ed il 6 della seconda, ma, per il mio gusto personale e per l'atmosfera unica, reputo più opportuno dare un 9.




makoto93
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 8

"Sword Art Online" è la trasposizione animata dell'omonima serie di light novel, composta da venticinque episodi, che possiamo suddividere in due serie ambientate in due mondi diversi: Aincraid e ALfheim. Parlo di mondi perché "SAO" è un anime che si sviluppa all'interno di un mondo virtuale, i cui protagonisti vengono bloccati e da cui potranno uscire solo e soltanto una volta concluso il gioco, che si svolgerà come un RPG online in cui si dovranno eliminare mostri sempre più forti; ovviamente, per rendere le cose più interessanti, la morte virtuale equivarrà alla morte fisica del giocatore.

Quello che all'apparenza sembrerebbe uno "shonen" è impreziosito da una storia d'amore con picchi di drammaticità contrapposti ad altri in cui ci ritroviamo in siparietti tipici del genere comedy; tutto ciò viene ben intrecciato facendo in modo che quest'opera non abbia una fascia di pubblico specifica, ma possa essere apprezzata da tutti.
Secondo me l'anime merita di essere guardato principalmente per il comparto tecnico; le animazioni e i colori sono di ottima qualità, qualità che viene esaltata dai combattimenti - in particolare c'è un combattimento che da solo vale la visione di tutto l'anime, vedere per credere. Il comparto sonoro è buono ma non ottimo, le musiche sono azzeccate per le lotte e l'opening è bellissima, ma non regge il confronto con altre opere targate 2012.
La caratterizzazione dei personaggi non fa gridare al miracolo, ma è comunque sufficiente; l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è che, mentre Kirito affronta un percorso di crescita coerente con quella che è la sua caratterizzazione, lo stesso non accade per Asuna: trovo che ci sia una "involuzione" nel suo personaggio, da "guerriera combattiva" a "gattina innamorata", per finire come una ameba vittima degli eventi. Sicuramente il personaggio meno riuscito.

La trama mi è piaciuta e mi ha fatto emozionare, ci ho trovato molti spunti di riflessione sul rapporto che molti giovani hanno con l'amicizia e l'amore, mentre non ho apprezzato l'incipit che giustifica la prigionia nel gioco: perché un produttore di videogame dovrebbe intrappolare e far morire per davvero i suoi utenti? E' senza senso. Anche il fatto che quasi tutti i giocatori rischiano la vita con molta tranquillità è inspiegabile; quello che non mi è stato trasmesso è la disperazione in una situazione come quella, argomento affrontato troppo alla leggera. La storia d'amore invece mi è piaciuta davvero tanto, una delle mie preferite in assoluto.

In conclusione, mi sento di consigliare questa serie: combattimenti, love story, dramma, fantasy. Sicuramente lo spettatore troverà qualcosa che gli faccia apprezzare l'anime.




flaming0
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 6

"Sword Art Online", nonostante fosse considerato da molti il miglior anime del 2012, dopo tutto non ha niente di tanto speciale, è un anime come tutti, ti intrattiene ma non riesce a darti quella cosa in più che ti fa, come dire, emozionare.
La trama non è molto originale e neanche tanto complessa, perché alla fine tutto si concentra su Kirito; invece, gli altri personaggi sono poco caratterizzati, o addirittura per niente, in pochi si salvano. Un'altra pecca dell'anime sono i combattimenti troppo corti o addirittura inesistenti - non dico lotte che durino puntate e puntate, ma almeno alcuni minuti, perché spesso e volentieri nei combattimenti ci sono scene veramente emozionanti ricche dei sentimenti e delle riflessioni dei personaggi, cosa che in "Sword Art Online" manca.
Un'altra cosa che non trovo a posto è il finale!

Attenzione: questa parte contiene spoiler

Dopo il salvataggio di Asuna, a lei dedicano sì e no cinque minuti striminziti, mentre si concentrano tutte le attenzioni sulla cugina. Sembra quasi che Kirito abbia scelto lei. Ho capito che Sugu lo ha sempre aiutato, ma volevo vedere, e non penso di essere l'unica, più momenti romantici tra Asuna e Kirito. Inoltre, Kirito, che completando il gioco ha salvato la vita a parecchie persone, non ha avuto nessuna attenzione, hanno solo organizzato un minifesta - almeno i suoi compagni dovevano mostrarsi interessati a lui, ma questa è solo la mia opinione.

Fine parte contenente spoiler

Ora parliamo della grafica: quest'ultima non è poi così male, diciamo che l'animazione è guardabile. Le uniche cose che non mi piacciono sono i volti un po' troppo "quadrati" e alcuni boss.
In complesso "Sword Art Online" non è un anime che consiglierei, ce ne sono altri migliori.




Anime X360
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 10

Siamo nell'anno 2022 ed è finalmente uscito un nuovo gioco MMO virtuale "Sword Art Online". Kazuto Kirigaya, "Kirito" (il protagonista), è un ragazzo che come altri ha acquistato Sword Art Online; dopo essere entrato incontra quasi subito un ragazzo di nome Klein, che, dopo aver capito che Kirito era un beta tester (un giocatore che aveva giocato la demo) gli chiede di allenarlo e aiutarlo. Dopo che Kirito lo aiuta a battere un mostro (un nemico del gioco), Klein prova a effettuare il log out per uscire dal gioco, ma non c'è nessun tasto per uscire, e, dopo essere stati teletrasportati come tutti i giocatori di Sword Art Online, il creatore del gioco gli spiega che non si può uscire, che la morte nel gioco equivale alla morte reale e che, se qualcuno nel mondo reale avesse provato a togliere il casco virtuale a qualcuno, quel qualcuno sarebbe morto. Durante il gioco Kirito incontra Asuna, una ragazza anche lei giocatrice di Sword Art Online, e pian piano durante il gioco si noterà che fra i due ci sarà sempre più sentimento reciproco di amore.

Sword Art Online e ALfheim Online sono entrambi due MMO, solo che Sword Art Online è presente nei primi quattordici episodi, mentre ALfheim Online nei restanti undici episodi (la storia sarà sempre una continuazione, nonostante cambi il gioco verso la metà). Molti dicono che ALfheim Online ha rovinato l'anime e che si poteva anche evitare; si poteva evitare, ma secondo me è una cosa positiva il fatto che invece abbia continuato. A me ALfheim Online, come Sword Art Online, è piaciuto molto, anche come ambientazione e come combattimenti, e la storia non è male. Di certo Sword Art Online è stato fatto meglio e i primi quattordici episodi direi che sono fra i migliori (senza calcolare gli ultimi due episodi, che sono sicuramente i migliori), quindi in conclusione direi che tutti e venticinque gli episodi di Sword Art Online sono stati fatti bene e ogni episodio è bello come un altro; è uno di quei pochi anime di cui mi sono piaciuti tutti episodi.

Questo anime unisce, secondo me, i generi migliori: un anime d'azione, romantico in molte scene e un RPG in anime, direi la perfezione. La trama è molto bella e i disegni sono fatti benissimo. Il 10 per questo anime secondo me è meritato: gli MMO sono fra i migliori generi di videogiochi e Sword Art Online e ALfheim Online sono stati fatti entrambi bene, sia per come sono ambientati che per come sono fatti i combattimenti, l'azione non manca e il genere sentimentale dà quel qualcosa in più, a mio parere di positivo. "Swort Art Online", secondo me, è uno fra i migliori anime del 2012.




MarcoVic *
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 8

Valutazione personale: 7½

Trama.
La trama è divisa in due archi narrativi, nel primo (episodi 1-14) si racconta di Kirigaya Kazuto, un liceale che passa la vita al computer tra internet e giochi online. In un Giappone contemporaneo nasce per la prima volta un casco elettronico, denominato "Nerve Gear", che permette di accedere alla realtà virtuale. E' il giorno di uscita del primo gioco per il suddetto apparecchio, "Sword Art Online", e il nostro protagonista, che aveva già avuto accesso al gioco nella sessione di prova, entra ufficialmente in questo mondo col nickname di Kirito. Qualcosa di inaspettato accade, non si può effettuare il log out: una volta entrati, se ne può uscire solo vincitori, completando il gioco, perché il game over equivale a morte certa del giocatore. Qui Kirito incontra Asuna, un'altra giocatrice della quale si innamora e dalla quale è ricambiato. Proprio intorno a lei gira la trama del secondo arco narrativo (episodi 15-25), ambientato in un altro mondo virtuale chiamato "ALfheim Online".

Character design.
Ritengo che i personaggi siano ben caratterizzati, ognuno ha una sua storia, un suo carattere e una personalità ben definita. Anche se il loro spessore psicologico non è indagato in maniera approfondita, il risultato ottenuto è comunque sufficientemente accettabile. Infatti, l'attenzione si sofferma principalmente su Kirito e Asuna, sulla crescita del primo, principalmente, all'interno del gioco e, verso la fine della serie, anche nella vita reale. Questa crescita però non avviene in maniera chiara ed evidente, è un'evoluzione lenta ma significativa, dovuta anche a personaggi secondari o comparse, forse non caratterizzati benissimo, ma che diventano essenziali per la crescita dei nostri protagonisti e del loro rapporto, e quindi determinanti per il succedersi degli eventi. Tuttavia, i personaggi potrebbero risultare quasi statici e, quindi, annoiare.

Colonna sonora e doppiaggio.
La colonna sonora è apprezzabile, sia le due opening, "Crossieng field", cantata da LiSA, e "INNOCENCE", cantata da Eir Aoi, che le ending, "Yume Sekai" (mondo dei sogni), cantata da Haruka Tomatsu, e "Overfly", cantata da Haruna Luna. Pur non essendo, secondo me, del tutto adatte, non dispiacciono particolarmente. Il doppiaggio, al contrario, è eccellente: ogni voce ha le sfumature adatte alle situazioni e ai personaggi, rispecchiando in pieno il loro carattere.

Disegni.
I disegni sono adatti al genere dell'anime, belli, anche se non impegnativi, e ben particolareggiati. Gli abiti dei personaggi sono davvero ben fatti, così come armi e paesaggi. I combattimenti sono ben rappresentati e fluidi, tanto che non stancano. C'è una forte espressività nei volti dei personaggi, aspetto che mi ha fatto innamorare di questo tratto, tendente al dolce ma senza esagerare.

Parere personale.
"Sword Art Online" è un anime che aveva mostrato davvero grandi potenzialità che, ahimè, sono state smorzate in pieno dal secondo arco narrativo. Questo non significa che non meriti, anzi, a me è piaciuto davvero molto, sono solo dispiaciuto che abbia perso fascino lungo la strada. La trama è bella, interessante e anche commovente. Non mancano i colpi di scena, così come l'alternarsi di momenti comici e malinconici. Ogni episodio è ben strutturato e termina lasciando una suspense che invoglia a continuare la visione di ogni episodio, uno dopo l'altro. Ciò che invece può infastidire sono gli sbalzi temporali che avvengono nella prima metà della serie. Tanto che, inizialmente, pensavo di aver aperto l'episodio sbagliato, perché mi ritrovavo in un posto diverso dall'ultimo, con situazioni e personaggi sconosciuti. Questo mi aveva lasciato spaesato per un attimo e anche un po' infastidito.
"Sword Art Online" non è un anime impegnativo, non è un capolavoro, è soltanto un buon prodotto che, come tale, è rimasto sulla cresta dell'onda per tutto il 2012. Ciò che mi piace di questa serie è la malinconia celata in ogni episodio, in ogni situazione e soprattutto in ogni personaggio. L'originalità non manca, ma sono presenti anche troppi stereotipi, e, a volte, le situazioni sono così piatte e statiche da portare alla noia, soprattutto, e quasi esclusivamente, nel secondo arco narrativo. In definitiva, è un anime che consiglio perché, nonostante abbia molti difetti, è presente una "forza mistica" che te ne fa innamorare e che ti spinge a vederlo tutto fino alla fine. Fine che fine non è. Infatti, la serie animata è tratta dalle novel giapponesi, tutt'ora in corso, scritte da Reki Kawahara, e racchiude solo una minima parte dell'intera storia. I due stessi archi narrativi che sono stati tratti dalle novel sono una parte di ciò che avviene negli albi. Forse anche la scelta di tralasciare alcune saghe, a parer mio importanti, ha influito sulla qualità finale del prodotto. Già solo "Sword Art Online" avrebbe dovuto svolgersi in venticinque episodi piuttosto che quattordici. Ho amato le novel e sono rimasto un po' deluso dalle scelte prese dallo studio A-1 Pictures. Ma è inutile lamentarsi di qualcosa che non cambierà. Godetevi questa serie, che dopotutto deludente non è!

Come voto finale ho messo 8, anche se ritengo che non lo meriti, così come non merita 7. Ma preferisco arrotondare per eccesso.




Gambaruzzu
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 9

C'è poco da dire, le critiche su questa serie sono state infinite, chi la ama e chi la odia; una cosa è sicura, nel bene o nel male se ne parlerà ancora e ancora. Comprata recentemente dalla Dynit, e trasmessa in Giappone dal 7 luglio 2012, questa serie a mio parere è una delle più belle che abbia mai visto. Non potrà mai superare mostri sacri come "One Piece", "Bleach" e "Dragonball" sopra tutti, ma la metto volentieri nella mia top ten.

La serie è tratta dall'omonima light novel di Reki Kawahara e parla delle vicende di Kirito (vero nome Kazuto Kirigaya), che è intrappolato dentro un VMMORPG, un videogioco in realtà virtuale. Non mancheranno combattimenti, siparietti comici e storie romantiche. L'ambientazione del gioco è in stile medievale (in stile "World of Warcraft"), le armi e le skill sono quelle di qualsiasi videogioco del genere e il protagonista dovrà combattere vari boss di un palazzo insieme ad altri utenti bloccati nel gioco, per poter uscire sano e salvo, poiché se muori nel gioco muori anche nella realtà. I mondi nel corso dei venticinque episodi in realtà sono due, il secondo è Aincrad del VMMORPG ALfheim Online (avete presente "AION"? Ecco, quello), ma non starò a dirvi il perché della presenza di un altro mondo (sarebbe uno spoiler troppo cattivo).

I disegni sono molto belli, i personaggi ben curati, anche se ogni tanto sembra di guardare un comune anime di tipo harem (specialmente i primi episodi dove si introducono vari personaggi). Fin qui sembrerebbe il solito shonen banale; dove sta tutta la bellezza? Beh, ho dato un 9 perché è semplicemente fantastico, è quello che ho sempre voluto vedere da appassionato di MMORPG.
La trama è ben sviluppata e non ha buchi, i dialoghi non sono buttati là, è pieno di colpi di scena che non ti aspetti, è avvincente, le colonne sonore sono da panico e poi è ambientato in un MMORPG virtuale. E' il sogno di ogni giocatore online. La trama tratta anche un bell'argomento: il fatto che i giocatori siano intrappolati dal costruttore in questo mondo virtuale secondo me è una metafora della nostra realtà, ragazzini che stanno ore e ore davanti alla consolle a giocare e si creano un mondo loro dimenticandosi del mondo reale, perché in "Sword Art Online" le puntate ambientate nel mondo reale saranno due o tre.

La light novel è in corso ed è verso la fine, quindi al 90% ci sarà una seconda stagione che parla degli altri due mondi che mancano. Davvero avvincente, da guardare assolutamente.




irishman
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 5

La cosa più interessante di questo "Sword Art Online" è stato constatare come ormai la porta aperta dai fratelli Wachowski sia letteralmente stata divelta dai cardini, e certe tematiche siano ormai all'ordine del giorno, che si assista a un film in 3D nel miglior cinema della città o a un anime di questi ultimi tempi. Concetti come realtà virtuale o MMO (i famosi giochi online di massa, cui si rifà questo "Sword Art Online") sono trattati con una semplicità estrema, visto che questi ultimi concetti sono ormai stati assimilati dalla gran parte delle persone che fruiscono di questi media.

Chiuso questo veloce incipit, passiamo alla disanima dell'anime, che pur avendo riscosso in patria un grandissimo successo e, a quanto ho visto, suscitato un forte interesse anche qui in Italia (si vocifera di un forte interesse di Rai4, se non vado errato), non può non lasciare con l'amaro in bocca chi, come me, si era effettivamente appassionato moltissimo a seguire le vicende di Kazuto ed Asuna, nel mondo virtuale di "Sword Art Online".
E in quest'ultima ultima frase è racchiusa un po' la chiave di lettura dell'anime, che si rivela appassionante ed equilibrato finché si svolge ad Aincrad (il mondo virtuale, ambientazione del gioco Sword Art Online, da cui deriva il titolo), zoppicante e a volte risibile quando l'azione si sposta nel nuovo mondo di ALfeihm, in cui è ambientata la seconda metà della serie. E il voto stesso che avete visto, rappresenta un po' una sorta di media (generosa) tra l'ottima valutazione del primo arco e la pessima riuscita del secondo.
Pur non essendo immune da difetti, la prima fase dell'anime, infatti, riesce a catturare decisamente lo spettatore, che, pur non ottenendo risposte convincenti ai numerosi dubbi che il background della trama fa sorgere (possibile che le autorità non possano interrompere il folle disegno di Kayaba Akihiko? Possibile modificare un hardware - il Nervegear - a un livello così profondo, tramite solo delle istruzioni software, da consentirgli di nuocere all'utilizzatore?), chiude volentieri un occhio, appagato dalla convincente sensazione di trovarsi anche lui tra i meandri di uno dei dungeon del gioco, in compagnia dei nostri eroi, o ad ammirare uno dei paesaggi, virtuali, ma incantevoli, generati dall'incredibile motore del gioco. Da metà circa della serie in poi, però, l'incanto svanisce e i nodi cominciano a venire al pettine. Per qualche motivo, che immagino sarà di natura prettamente commerciale, gli autori infatti sembrano "stancarsi" dell'ambientazione di Aincrad, chiudendola in tutta fretta in un paio di episodi, per poi trasferire il canovaccio in quella di ALfeihm, che si rivelerà molto più fragile a livello di coerenza ed equilibrio. Da questo momento il meccanismo che fino a quel momento sembrava funzionare si inceppa, e sempre più spesso gli autori ricorrono ripetutamente al pessimo espediente, di dragonballiana memoria, del deus ex machina. E poco importa se per far ciò vengono calpestate anche le leggi più logiche e di buon senso che governano le regole e la fisica di un videogioco o del semplice comportamento umano.
A seguire in modo coerente questo andamento altalenante della serie, infatti, contribuiscono anche i personaggi, che, se appassionano e convincono nel primo arco, non mancano di lasciare basiti nel secondo. Prima tra tutte è la sorellastra di Kazuto, che risulta un personaggio davvero mal concepito, vista l'immancabile (ahimè) attrazione per il fratellastro e la razionalmente poco credibile scelta di fiondarsi in un gioco online lei stessa, poco dopo che il fratello ne era appena, traumaticamente, uscito. Giudizio analogo va anche all'antagonista del secondo arco, tal Sugou Nobuyuki, che nella sua rappresentazione da psicopatico, supera decisamente l'eccesso, in nome di un fanservice sfrenato e discutibile che lo vede eccitatissimo torturatore di un'indifesa Asuna, nel penultimo episodio.
A rimanere per fortuna di buon livello sono gli scenari, davvero bellissimi in entrambi gli archi, anzi, se vogliamo essere precisi, forse migliori nel secondo, grazie al fatto che i giocatori nel mondo di ALfeihm possono volare, e grazie a ciò possiamo assistere quindi a delle belle visuali "a volo d'uccello". Ottima devo dire anche la caratterizzazione estetica dei personaggi, con la bellissima Asuna a spiccare tra tutti, e dei vari mostri del gioco.

In conclusione, ancora una volta, si assiste, con rammarico, all'ennesima occasione sprecata di offrirci un ottimo lavoro; se si fosse seguita la linea impostata dai primi episodi, questo "Sword Art Online" probabilmente sarebbe stato un "must have"; per come è stato, scelleratemente, sviluppato, invece, rimane uno dei tanti anime sfornati dalla fucina nipponica, carino da vedere, ma assolutamente non da ricordare.




Elam
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 6

Attenzione: questa recensione contiene alcuni spoiler

Ammesso che si riesca a creare una console che passi tutti i controlli di rito e bruci il cervello alla gente, ammesso che dopo il fattaccio le autorità competenti non riescano a far nulla per risolvere la faccenda, ammesso che si riesca a trasferire oltre diecimila ragazzi in strutture ospedaliere, ammesso che non capitino blackout o imprevisti nel loro trasporto, ammesse cento altre cose, che lo show abbia inizio: immergetevi nel più grande e mortale gioco online in prima persona. In fondo è pur sempre una storia di fantasia e il fantastico chiede sempre una certa dose di irreale.

Ma passiamo a quest'anime: "Sword Art Online", come immagino abbiate letto, è un gioco di ruolo fantasy in prima persona giocato da diecimila utenti, i quali sono rimasti intrappolati nel gioco senza, o quasi, possibilità di uscita, o log out. Infatti, solo completando i cento livelli della torre e sconfiggendo tutti e cento i boss di fine livello si può terminare il gioco e tornare alla vita reale; se ci si prova a disconnettere togliendo il casco (la console), una scarica di microonde frigge il cervello terminando la vita del giocatore. Ma non solo: anche se si muore nel gioco si muore nella realtà… davvero un bel guaio!
Il protagonista è Kirito, un beater solitario che gioca da solo per tenersi tutto per sé ma non solo, anche per non vedere gli altri giocatori morire; vestito di scuro, mi ricorda per certi versi il Neo di Matrix. L'anime ha svariati elementi interessanti che strizzano l'occhio agli appassionati di videogame di questo tipo, e anche alcune situazioni da otaku che sembrano fatte apposta per il nerd medio che si compera o segue questi cartoni (sempre che io non sia vittima di uno stereotipo). I panorami sono stupendi e così pure i vari livelli di gioco, mentre i combattimenti sono mediocri, niente di particolare. Purtroppo, però, svariati episodi rasentano la banalità e per certi versi mi sembra di guardare un anime per ragazzi delle medie (può darsi che comunque il target sia questo, pertanto obiettivo raggiunto); alcuni episodi autoconclusivi, fin dai primi cinque minuti, si capisce dove vadano a parare. La storia può essere divisa in due fasi, la prima mortale ed una seconda in cui il protagonista deve "salvare la principessa", con le stats da power player. Purtroppo, la prima fase si conclude grazie al bug "dell'amore" (è triste per me definirlo così, però il cattivo lo definisce bug) e al solito scatto d'ira che permette al protagonista di superare i suoi limiti - ricordo molto bene quante volte affrontando un boss finale, appellandomi al mio amor proprio o per gli altri, il mio personaggio è aumentato di livello ed ha ucciso il boss: zero volte! Davvero patetico, prima ci sorbiamo un suppostone su quanto malvagio ed intelligente sia stato il programmatore del gioco a creare uno strumento che frigge i cervelli e poi gli scappa il bug dell'amore. Tralasciando le banalità, "Sword Art Online" avrebbe avuto una storia di sfondo molto più interessante che avrebbe meritato di essere sviluppata di più; anche il risvolto sociale e il desiderio di fuga nel virtuale di questi ragazzi "difficili" avrebbe potuto essere qualcosa interessante da sviluppare. Certamente i protagonisti si relazionano, si amano e sposano molto più nella fantasia che nella realtà, anche se per alcuni la cosa è proseguita anche una volta usciti dalla gabbia.

Assegno un 6 per la realizzazione tecnica dei disegni, per gli spunti, per alcune strizzate d'occhio reali al mondo dei videogiochi, ma il resto è banale, mediocre e scadente; sorvolo sulla storia della sorella innamorata del fratello, una pippa mentale per ragazzi con problemi sociali!




Dat Polkka
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 6

Credo che "Sword Art Online" si possa sintetizzare tramite l'utilizzo di una sola parola: delusione.
Cerchiamo di capirne i motivi cominciando con una spiegazione della trama. Siamo nell'anno 2022, anno in cui vede la luce il primo VR-MMO (o gioco multiplayer online a realtà virtuale), giocabile tramite NerveGear, un particolare elmetto-console che viene collegato direttamente alle sinapsi neurali. Per l'appunto, Sword Art Online. Kazuto Kiritsugaya, un ragazzo apparentemente anonimo e senza vita sociale che non esiterei a definire NEET, ed appassionato di videogame, non potrà lasciarsi sfuggire l'occasione di provarlo; una volta all'interno del gioco, però, scoprirà che non sarà più possibile disconnettersi da esso fino a quando l'ultimo boss non sarà sconfitto, ma non solo! Se si dovesse restare uccisi nel gioco, questo significherebbe andare incontro allo stesso crudele destino anche nel mondo reale. Game Over.

Io, vuoi per il passato/presente da videogiocatore, mi sentivo estremamente elettrizzato da una proposta del genere, le mie aspettative erano ovviamente molto elevate.
Gli ottimi primi episodi, associati ad un più che sufficiente comparto tecnico, non sembrano fare altro che confermare... ma, purtroppo, non è tutto oro ciò che luccica, ed infatti è proprio da questo momento che cominceremo ad inabissarci nei meandri della mediocrità - e anche più in basso. L'anime in questione, infatti, dimenticandosi della propria natura di action/fantasy, si trasformerà dapprima in una sorta di harem ripieno di fanservice, in cui l'inutile protagonista riuscirà a far innamorare di sé qualsiasi donzella gli si ponga davanti senza il benché minimo impegno, e successivamente in drammatico sentimentale. Il tutto, credetemi, realizzato in modo veramente, veramente pessimo. I difetti più gravi li riassumerei fondamentalmente in due punti, che sono regia e personaggi. Guardando quello che da questo momento chiameremo per comodità SAO, vi sarà infatti impossibile non accorgervi della completa illogicità delle scelte riguardanti lo sviluppo della trama, né delle evidenti mancanze della stessa, che purtroppo denotano anche una grave assenza di idee di fondo. Per darvi un'idea, avete presente quando vi capita di dover scrivere un tema, ma non ne avete voglia, e vi mettete a copia-incollare parti a caso prese da internet creando di fatto un lavoro estremamente slegato e grossolano, ed infine lo rileggete cercando di renderlo un tutt'uno? Qui ho come l'impressione che sia stata fatta la stessa cosa, ma le pezze non sono bastate, ed il risultato finale è, perdonatemi la parola, uno schifo.
Il secondo problema principale, e che probabilmente si dimostra ancor più grave del primo, sono, come anticipato, i personaggi. Oltre a non esser già di per sé fantastici, essi risultano estremamente piatti e poco profondi, e, in venticinque episodi e molte (dis)avventure, non esiste traccia di alcun tipo di sviluppo o cambiamento; anche i rapporti fra gli stessi sono completamente falsi ed irrealistici, incapaci di trasmettere il benché minimo sentimento allo spettatore. Si rapportano fra loro in determinati modi solo perché è la trama a dire che così deve essere, e non perché è ciò che sentono e che vogliono fare, tramutando il tutto in uno sciocco spettacolo di bambole mosse dall'alto. E se questo può anche andar bene in uno shounen "stupido", sicuramente lo stesso non si può dire per SAO, che almeno in teoria si pone ben altri obbiettivi. Un'occasione sprecata, poiché partendo dalle stesse prerogative, sarebbe stato possibile creare qualcosa di decisamente migliore.

Alla luce di quanto detto, vi chiederete come mai ho deciso comunque di graziarlo con una seppur risicata sufficienza. SAO resta una serie guardabile, con qualche buon momento, e che in un periodo di vuoto può non essere malvagia. Sicuramente, però, non è un capolavoro come è stato detto, né tantomeno resterà a lungo nelle vostre menti. Guardatelo senza troppe aspettative… potreste anche non restarne delusi.




Sarren
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 6

Fra i titoli più attesi del 2012, "Sword Art Online" è ambientato all'interno di un gioco online da cui è impossibile uscire, e in cui la morte virtuale equivale anche alla morte reale; l'unico modo per disconnettersi è completare il gioco.

Oltre a una trama che è, se non propriamente originale, almeno potenzialmente interessante, l'anime può contare su un comparto tecnico eccellente: sia la grafica che il comparto sonoro sono di alto livello. A questo si aggiunge un primo episodio veramente eccezionale, cui fa seguito un secondo che, sebbene non all'altezza del precedente, si attesta su un buon livello. Tutto bene quindi? Purtroppo no: infatti, dal terzo episodio in poi tutte le buone speranze che questa serie mi aveva suscitato svaniranno progressivamente.

Partiamo dai problemi generali che contrassegnano la serie: in cima a tutto c'è la caratterizzazione dei personaggi, molto piatti e stereotipati. E' assente qualsiasi approfondimento psicologico di un qualche spessore, per non parlare di Asuna (la coprotagonista) che, pur essendo una delle migliori giocatrici di Sword Art Online, ha paura di mostriciattoli che farebbero ridere un bambino delle elementari, ma non esita a lanciarsi contro dei mostri enormi che possono anche ucciderti. C'è poi l'elemento ecchi-harem: infatti, praticamente tutte le ragazze incontrate da Kirito (il protagonista) finiranno per innamorarsi di lui (senza che egli se ne accorga, tra l'altro). Ma l'anime non doveva essere di genere azione/combattimento? Mah. A peggiorare il tutto c'è una certa banalità di fondo che sottende tutto l'anime; tutto o quasi sa di già visto, di scontato. Nonostante la presenza di alcune belle scene e bei combattimenti (anche grazie all'ottima colonna sonora in sottofondo), manca qualcosa che caratterizzi "Sword Art Online" in modo proprio, che lo distingua da tante altre serie.

L'anime risulta diviso in due saghe: la prima va dall'episodio 1 al 14, mentre i restanti episodi formano una seconda saga, nettamente distinta dalla prima. La più interessante, e nel complesso la meglio realizzata, è la prima, che però perde molto a causa dei troppi filler (quasi la metà delle puntate!) assolutamente inutili e, nel caso di quello di Yui, addirittura insopportabili. Inoltre, non è presente quasi per nulla l'angoscia di trovarsi in un gioco che può portare alla morte e di non poter uscire da esso, elemento che secondo me doveva costituire la parte centrale dell'anime, ciò che più lo caratterizzava, e che invece viene tralasciato per gran parte del tempo, per affiorare solo quando è richiesto di far spuntare la lacrimuccia allo spettatore. No, così non va davvero bene.
La seconda saga, che comprende i restanti episodi, rispetto alla prima ha il merito di essere più concisa e diretta, ossia di non avere filler. Purtroppo, questo è il suo unico aspetto positivo; per il resto tutto (a parte la grafica) lascia a desiderare e la storia cade veramente in basso, con anche diverse trovate di cattivo gusto.

Insomma, il quadro finale non lascia molte speranze e questo è un peccato: se l'anime si fosse concentrato solo sulla prima saga, magari riducendo gli episodi a tredici o dodici, diminuendo i filler e approfondendo meglio l'ambientazione e i personaggi, io credo che sarebbe potuto uscire un prodotto di maggior livello. Invece, si è scelto di fare un anime molto commerciale, banale e nel complesso spersonalizzato, privo di elementi che lo facciano emergere tra tante altre serie. Un anime tecnicamente eccelso, ma mediocre per tutto il resto.
Alla fine riesce ad arrivare alla sufficienza (in realtà per me sarebbe un 5,5) grazie, oltre al già citato lato tecnico, a scene e combattimenti che riescono a emozionare e a prendere lo spettatore… ma si sarebbe potuto fare decisamente di meglio.




rondinix
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 6

Questa recensione si divide in due parti, una prima parte schematica e una seconda parte riflessiva.

Storia, ambientazione e struttura narrativa (5/10 - peso: 50%).
"Sword Art Online" è un anime che, come da recente moda, affronta il variegato mondo dei videogiochi MMORPG. Sebbene sia piuttosto inflazionata come idea, trattandosi pur sempre di una novità, viene sfruttata dagli autori della serie in modo eccellente, creando un iniziale e crescente interesse verso lo sviluppo della storia.
La giustificazione di questo voto mediocre è da ricercare nelle scelte di trama (che si susseguono oltre un certo momento della storia) del tutto opinabili. Molti episodi sembrano come dei filler autoconclusivi, durante i quali, ai fini della trama, non accade quasi nulla, ma che tuttavia vengono sfruttati per presentarci il mondo in cui la storia di "Sword Art Online" si svolge. Il grande problema è che questi episodi, per una ragione ben precisa, perderanno completamente la loro utilità. Si parte da un'idea geniale, resa inizialmente in modo eccelso, per arrivare alla banalità, sfociando poi nel fan-service (vedere la parte riflessiva per ulteriori informazioni), nelle contraddizioni e nel pessimo gusto (alcune situazioni inconfondibilmente artificiose, ed alcuni cliché del tutto evitabili). I dialoghi fortunatamente sono molto buoni, anche se tendono a ripetersi e a diventare un po' prevedibili, anche se questo è facilmente riscontrabile in tutti gli slice of life moderni.

Video e Audio (9/10 - peso: 20%).
Risoluzione 720p per l'edizione trasmessa su Tokyo TV, 1080p per l'edizione Blu-Ray (ovviamente). Audio 2.0 Stereo Jap (Tokyo TV) - Audio 5.1 PCM Jap (Blu-Ray).
Qui non c'è niente da dire. "Sword Art Online" è una serie dell'anno 2012 animata in modo spettacolare, con eccellenti scelte registiche, scenari mozzafiato e grafiche (in particolare, mi riferisco alle interfacce di gioco che hanno a disposizione i personaggi della storia) geniali. La colonna sonora è ottima, la prima opening è eccezionale. La seconda, a mio giudizio, cala molto.

Personaggi (7/10 - peso: 30%):
Pochi personaggi all'inizio e pochi alla fine. Non è un male, per carità, ma quando mi trovo di fronte a una serie di venticinque episodi con meno di dieci personaggi essenziali, mi piacerebbe vedere una discreta caratterizzazione, oltre che uno sviluppo (ove necessario, come in questo caso). Mentre la prima è presente, anche se con degli stereotipi non poco fastidiosi, il secondo manca quasi del tutto. I personaggi sono statici.

Media ponderata: 6,4. Voto finale: 6.

Attenzione: la parte che segue contiene spoiler

Riflessioni.
Io ho visto e sentito giudizi molto discordanti tra loro per quanto riguarda "Sword Art Online". C'è chi lo odia, c'è chi lo ama... non trovo quasi mai opinioni che si collocano in mezzo a questi due schieramenti. "Sword Art Online" è una serie che già durante la prima stagione ha subito una netta divisione per quanto riguarda i contenuti e la storia, al punto che io considererei la seconda parte della serie come un'opera totalmente diversa. La grave scelta narrativa a cui alludevo nella prima parte della recensione è proprio questa. Non riesco a dare una spiegazione logica alla necessità di terminare in trenta minuti scarsi un arco narrativo bellissimo, per poi entrare a tutta manetta in una storia banale, molto più spenta rispetto alla prima parte (si perde moltissimo nel momento in cui quello che era un gioco torna a essere effettivamente un gioco, niente più vita in pericolo), piena di cliché e di pessimo gusto. Quasi come se gli autori avessero fatto un sondaggio con più opzioni, chiedendo ai fan che cosa volessero vedere negli episodi successivi (considerazione del tutto personale).
Non ho digerito molto il concetto di mandare la prima linea a schiantarsi come se fosse carne da macello (pressapochismo), né ho digerito il clima di rilassamento generale (semi-utopia), che regnava in "Sword Art Online". Sto un po' esagerando, ma un certo signor Hobbes (come fa giustamente notare un altro recensore) avrebbe molto da ridire a riguardo. E, proprio perché il gioco dura circa due anni, come è possibile che in tutto questo tempo le personalità dei giocatori non siano cambiate di una virgola?
Ma è il modo in cui si conclude la prima parte a darmi sui nervi. Hanno scelto il modo più banale possibile... bello, ma banale. Ci possono essere alcune spiegazioni più o meno logiche che possono essere usate per giustificare la modalità scelta, ma proprio perché una buona parte dell'anime viene spesa a spiegarci le fondamenta tecniche di questo programma (vi è un vero e proprio elogio al creatore, un vero e proprio "genio", che però non riesce a dare una spiegazione al perché delle sue azioni... bah!), non accetto che Kirito, a zero punti ferita, riesca a sconfiggere quel "genio" del Game Master. Volontà, karma, intervento divino, chi più ne ha più ne metta, non possono essere sfruttate per terminare il gioco nel modo che hanno scelto, dopo che si mostra come il sistema sia a prova di ogni errore, al punto da riuscire addirittura a riconoscere e terminare un suo stesso ipotetico processo malfunzionante. Non ha senso.

Poi c'è una seconda parte con una nuova ambientazione che vede il nostro protagonista, improvvisamente diventato un vero e proprio latin lover ('everybody loves Kirito'), alle prese del salvataggio della sua amata. Salvataggio che deve avvenire entro sette giorni, perché altrimenti il nuovo "genio", nemico della situazione, avrebbe sposato la povera ragazza ancora in coma. Ditemi, quanto può essere malata questa cosa? In realtà esiste una giustificazione a questa cosa, che si nasconde dietro al motivo per cui alcuni giocatori (circa trecento) non si sono ripresi successivamente all'arresto della prima esecuzione di Sword Art Online: l'idea è molto carina, ed è l'unica cosa che ho apprezzato di questa nuova storia.
Personaggi riciclati, ambientazione mal presentata e - mio Dio! - sono veramente delle Winx! Mi domando se con il passaggio tra il tredicesimo e il quattordicesimo episodio sia andato qualcosa storto con il character design. E, per finire, con la seconda parte, approda su "Sword Art Online" il pessimo gusto: Game Operator, che per qualche ragione devono assumere la forma di lumache dotate di tentacoli, per permettere la consumazione del solito tentacle rape di turno, pseudo-incesti, tette e sederi... Povertà di contenuti.
Non che questo mi abbia scandalizzato, perché tutto ciò si vede anche in molte serie, ma in "Sword Art Online" questo non doveva vedersi. L'avrei accettato se fosse stato presente nella prima parte, per poi scomparire nella seconda, ma il trend negativo mi fa solo pensare che agli autori serviva qualcosa per tappare quei cinque minuti qua e là (cinque minuti in "Sword Art Online" equivalgono ad un buon 1% del tempo totale, che, secondo me, poteva essere usato in modo migliore). Ribadisco, non è tanto il cliché a infastidirmi, quanto il contesto ove si presenta.

Detto questo, concludo con una domanda: "Caro Kirito, sei un genio della programmazione, un gamer incallito, presumo tu sia anche piuttosto benestante, visto che l'azienda che aveva in gestione Sword Art Online è fallita a causa dei rimborsi erogati alle vittime, ma come ti viene in mente di riutilizzare la stessa attrezzatura, notoriamente buggata e insicura? Vuoi farti friggere il cervello a ogni costo?"
E una domanda a "quel genio del nemico della seconda parte", anzi due:
1) "Se conosci così tanto Kirito, come ti viene in mente di dirgli in ospedale che ti saresti sposato la sua amata, sottraendogliela senza il suo stesso consenso? Per fare incavolare Kirito? Oppure per far sì che la seconda parte della serie potesse cominciare?"
2) "Se conoscevi così tanto Kirito, e sei il nuovo Game Master, ma perché non hai trattenuto Kirito all'interno del gioco dopo la prima fase? Perché sai, avere il controllo di un genio come Kirito, magari di avrebbe risparmiato un sacco di fatiche."

Se volete passare del tempo, vedendo qualcosa di insolito, "Sword Art Online" fa per voi. Non si tratta di tempo buttato, ma preparatevi ad accettare un'eventuale delusione. Se questa serie si fosse fermata all'episodio 13/14, il mio voto sarebbe stato molto più alto.




wariolander
Per l'anime Sword Art Online
Serie TV di genere Azione / Fantasy / Avventura / Combattimento / Drammatico / Gioco / Sentimentale
Episodi Visti: 25 su 25 --- Voto: 7

Valutare "Sword Art Online" non è facile, poiché i lati positivi e negativi che caratterizzano quest'anime sono egualmente incisivi e importanti.
Aspetti positivi.
- Animazione e grafica sono semplicemente spettacolari. Non solo per quanto riguarda le scene di battaglia (notevolissime), ma soprattutto per i paesaggi onirici di Aincrad. In taluni casi sembra di guardare dei dipinti a olio della tradizione fiamminga, oppure dei quadri di Monet, con la stessa luminosità viva e vitale.
- Trama: il primo arco è veramente interessante. L'idea del gioco mortale di per sé non è nuova, ma viene sviluppata in maniera realistica e convincente. L'empatia con Kirito è forte e i diversi momenti che si presentano (drammatici, comici, anche investigativi!) sono ben implementati e coinvolgenti. Anche il comparto sentimentale è ben gestito, emozionante e lento al punto giusto, anche se a volte forzatamente "zuccheroso".
- Le musiche sono azzeccate e valorizzate da una regia attenta, non cinematografica, ma comunque all'altezza. Intro ed ending sono molto belle!
- Il finale, pur lasciando aperti futuri sviluppi, conclude l'intera vicenda non lasciando niente di sospeso. Per chi come me l'ha seguito fino ad agosto, l'emozione è scattata.

Punti negativi.
- Il secondo arco narrativo.

Attenzione: spoiler
L'introduzione del sentimento della sorella è abbastanza inopportuno, se non fuori contesto. Non aggiunge né toglie niente alla trama, risultando più che altro un riempitivo per molte puntate. In aggiunta a ciò il passaggio ad ALfheim (il secondo mondo virtuale dove è rinchiusa la mente di Asuna) non è convincente fino in fondo: rispetto al primo arco c'è una forte perdita di credibilità della sceneggiatura e un senso di ripetizione. Dividere questa serie in due stagioni divise avrebbe sicuramente giovato.
Fine spoiler

- Il protagonista, Kirito: per quanto la sua caratterizzazione rientri nella media delle produzioni contemporanee, non mi ha convinto. Rimane uguale dall'inizio alla fine, zero evoluzione, reazioni stereotipate e atteggiamento da "io contro il mondo". Anche il character design non è riuscito, troppo infantile e semplificato.
- Una generale tendenza a 'fillerare', ovvero aggiungere riempitivi abbastanza inutili. Alcuni archi secondari (vedi quello "investigativo"), per quanto piacevoli, appesantiscono e rallentano il tutto. Nell'ottica di due stagioni da dodici episodi avrebbe avuto un senso, così no.

In sostanza, lo consiglio? La risposta è sì! Nonostante i cali nella trama rimane un prodotto valido, avvincente e splendidamente realizzato. Non sarà un caposaldo del genere, ma fa il suo lavoro in maniera egregia. Non aspettatevi l'anime della vostra vita però!



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Ep 04:
Lo spadaccino nero
24"
39 Episodio promosso 13 Episodio rimandato 9 Episodio bocciato
Ep 05:
Delitto nell'area sicura
24"
35 Episodio promosso 18 Episodio rimandato 6 Episodio bocciato
Ep 06:
Il vendicatore fantasma
24"
26 Episodio promosso 15 Episodio rimandato 9 Episodio bocciato
Ep 07:
Il calore del cuore
24"
24 Episodio promosso 16 Episodio rimandato 12 Episodio bocciato
Ep 08:
La danza della spada bianca e nera
24"
34 Episodio promosso 5 Episodio rimandato 10 Episodio bocciato
Ep 09:
Il demone dagli occhi blu
24"
47 Episodio promosso 3 Episodio rimandato 4 Episodio bocciato
Ep 10:
Sete di sangue cremisi
24"
45 Episodio promosso 5 Episodio rimandato 4 Episodio bocciato
Ep 11:
La ragazza della rugiada del mattino
24"
21 Episodio promosso 13 Episodio rimandato 14 Episodio bocciato
Ep 12:
Il cuore di Yui
24"
21 Episodio promosso 8 Episodio rimandato 21 Episodio bocciato
Ep 13:
Le profondità dell'inferno
24"
32 Episodio promosso 12 Episodio rimandato 4 Episodio bocciato
Ep 14:
La fine del mondo
24"
45 Episodio promosso 7 Episodio rimandato 10 Episodio bocciato
Ep 15:
Ritorno
24"
37 Episodio promosso 11 Episodio rimandato 5 Episodio bocciato
Ep 16:
Il paese delle fate
24"
25 Episodio promosso 13 Episodio rimandato 14 Episodio bocciato
Ep 17:
La regina prigioniera
24"
23 Episodio promosso 11 Episodio rimandato 11 Episodio bocciato
Ep 18:
Verso l'Yggdrasil
24"
20 Episodio promosso 16 Episodio rimandato 6 Episodio bocciato
Ep 19:
Il corridoio Lugloo
24"
26 Episodio promosso 11 Episodio rimandato 3 Episodio bocciato
Ep 20:
Il Generale dal Cuore Ardente
24"
30 Episodio promosso 8 Episodio rimandato 4 Episodio bocciato
Ep 21:
La verità su Alfheim
24"
17 Episodio promosso 11 Episodio rimandato 14 Episodio bocciato
Ep 22:
La grand Quest
24"
33 Episodio promosso 9 Episodio rimandato 5 Episodio bocciato
Ep 23:
Legami
24"
29 Episodio promosso 11 Episodio rimandato 4 Episodio bocciato
Ep 24:
Eroe in Armatura
24"
27 Episodio promosso 9 Episodio rimandato 13 Episodio bocciato
Ep 25:
Il Seme del Mondo
24"
31 Episodio promosso 11 Episodio rimandato 21 Episodio bocciato
Promo 00:
Promo 00
3 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 1 Episodio bocciato
Special 01:
Special 01
1 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 1 Episodio bocciato
Special 02:
Special 02
1 Episodio promosso 0 Episodio rimandato 2 Episodio bocciato

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Staff
Action Animation Direction: Ryōta Yanagi (1, 3)
Action Animation Direction: Takahiro Shikama (2, 4, 6)
Animazioni: A-1 Pictures (2, 4, 6)
Art Design: Yūho Taniuchi (2, 4, 6)
CG Direction: Ryūta Undō (2, 4, 6)
Character Design: Shingo Adachi (2, 4, 6)
Character Design originale: Abec (2, 4, 6)
Chief Animation Direction: Atsushi Saitō (2, 4, 6)
Chief Animation Direction: Tetsuya Kawakami (3, 5-6)
Chief Animation Direction: Shingo Adachi (1-2, 4)
Chief Producer: Atsuhiro Iwakami (1-2, 4)
Chief Producer: Nobuhiro Ōsawa (1-2, 4)
Colour Design: Kazuko Nakajima (1-2, 4)
Concept Art: Sōtarō Hori (1-2, 4)
Coproduttore: Ryūtarō Kawakami (1-6)
Coproduttore: Yōsuke Futami (1-6)
Design delle creature: Ryōta Yanagi (1-6)
Direttore del suono: Yoshikazu Iwanami (1-6)
Direttore della fotografia: Mutsumi Usuda (1-6)
Direttore della fotografia: Takeshi Hirōka (1-6)
Direzione artistica: Yūsuke Takeda (1-6)
Direzione artistica: Takayuki Nagashima (1-6)
Effetti sonori: Yasuyuki Konno (1-6)
Montaggio: Oscar Macri' (1-6)
Musiche: Yuki Kajiura (1-6)
Original Illustration: Abec (1-6)
Planning: Hisanori Kunisaki (1-6)
Planning: Tarō Maki (1-6)
Planning: Kazutomo Suzuki (1-6)
Planning: Kōichirō Natsume (1-6)
Production Generalisation: Naoko Koyama (1-6)
Production Generalisation: Tomonori Ochikoshi (1-6)
Production Generalisation: Masuo Ueda (1-6)
Production Generalisation: Takashi Watanabe (1-6)
Produttore: Aniplex (1-6)
Produttore: Kazuma Miki (1-6)
Produttore: Genco (1-6)
Produttore: Shin`ichirō Kashiwada (1-6)
Produttore: ASCII Media Works (1-6)
Produttore: Bandai Namco Games (1-6)
Produttore: Project SAO (1-6)
Produttore animazioni: Jun Katō (1-6)
Produttore colonna sonora: Kōtetsu Mori (1-6)
Prop Design: Yūta Tsuchiya (1-6)
Prop Design: Shigeru Chiba (1-6)
Prop Design: Takahiro Shikama (1-6)
Realizzazione colonna sonora: Aniplex (1-6)
Realizzazione effetti sonori: Production DAX (1-6)
Regia: Tomohiko Itō (1-6)
Serializzazione: Bunko Dengeki (1-6)
Serializzazione: ASCII Media Works (1-6)
Soggetto originale: Reki Kawahara (1-6)
Sub Character Design: Tetsuya Kawakami (1-6)
Work Assistance: C2C (5)
Work Assistance: Beat Frog (4)
Personaggi
Asuna
Asuna
Haruka Tomatsu
(Doppiatore originale)
Kirito
Kirito
Yoshitsugu Matsuoka
(Doppiatore originale)
Lisbeth
Lisbeth
Ayahi Takagaki
(Doppiatore originale)
Silica
Silica
Rina Hidaka
(Doppiatore originale)
Klein
Klein
Hiroaki Hirata
(Doppiatore originale)
Egil
Egil
Hiroki Yasumoto
(Doppiatore originale)
Yui
Yui
Kanae Itō
(Doppiatore originale)
Rifa
Rifa
Ayana Taketatsu
(Doppiatore originale)
Akihiko Kayaba
Akihiko Kayaba
Kōichi Yamadera
(Doppiatore originale)
Shinon
Shinon
Miyuki Sawashiro
(Doppiatore originale)
Higa TakeruKenji Nojima
(Doppiatore originale)
Titolo ExtraPrezzoCasa editrice
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