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Miriam22

Episodi visti: 50/50 --- Voto 9
"The Untamed", serie composta da cinquanta episodi uscita nel 2019, e tratta da un popolare romanzo cinese, è una combinazione perfetta di azione, intrighi e romanticismo che la rendono una visione imperdibile per gli amanti del genere.
Non è solo un fantasy avventuroso e drammatico, ma anche una storia d'amore epica, più precisamente un "boys love" (anche se lo si vorrebbe far passare per "bromance"), che cattura il cuore dello spettatore conquistandolo pienamente.
Il romanzo da cui è tratto, "Mo Dao Zu Shi" di Mo Xiang Tong Xiu del 2016 (a breve in uscita anche qui in Italia), inizialmente pubblicato su una piattaforma online, ha guadagnato davvero un'enorme popolarità, soprattutto tra i giovani lettori, ed è stato adattato in diverse forme di media, inclusi manhua e anime.

La storia segue le avventure dell'indomito (appunto) Wei Wuxian, un genio estroso della magia oscura, e di Lan Wangji, un nobile e riservato maestro di spada. Insieme, nell'affrontare avversari potenti e pericolosi, cercano di svelare una cospirazione che minaccia il mondo dei vivi e dei morti.
La trama non è lineare, ma strutturata in più archi narrativi e si sviluppa tra eventi del passato e del presente. Particolare interessante è l'utilizzo di un lungo flashback, della durata di circa trenta episodi e che inizia già dal secondo. Questa specifica scelta da parte degli autori, potrebbe suscitare una certa perplessità, invece, essendo ben costruito, questo espediente ci permette di seguire e apprezzare appieno l'evoluzione dei nostri protagonisti e dei loro comprimari.

I personaggi sono davvero numerosi, ma tutti ben sviluppati e complessi, con sfumature che emergono gradualmente durante la serie, dando alla trama (nessuno escluso) un contributo in modo significativo.
Ma sono Wei Wuxian e Lan Wangji, interpretati rispettivamente da Xiao Zhan e Wang Yibo, i protagonisti principali e i personaggi sui quali regge l'intera storia. È, infatti, l'elemento sentimentale tra i due, e come viene palesato, il cuore pulsante della serie.
Grazie alla performance recitativa di questi due artisti lo spettatore rimarrà incollato alla sedia fino alla fine. L'intesa che si osserva tra i due attori protagonisti, Xiao Zhan e Wang Yibo, è straordinaria e traspare chiaramente sullo schermo, contribuendo a rendere credibili e coinvolgenti le dinamiche dei loro personaggi.
Salta subito all'occhio, che, tra i due, la parte più complessa ce l'ha in mano Xiao Zhan. Il suo personaggio, Wei Wuxian, è molto articolato, poliedrico, ed evolve in maniera significativa. È quindi costantemente presente sullo schermo interagendo con tutti i personaggi in scene, anche, non facili. Al contrario del suo coprotagonista, che, addirittura, in alcuni episodi è pressoché assente e le sue parti recitate, come da copione, son decisamente più esigue del compagno.
Ma nessuno dei due ci delude e l'uno funziona perché c'è l'altro: insieme sono perfetti.
Xian Zhan si cala perfettamente nel suo personaggio, passionale e dinamico, e sebbene qui nessuno abbia sfigurato, la qualità della sua recitazione risulta una spanna sopra rispetto a tutto il resto del cast.
Wang Yibo, nonostante abbia meno modo di esibirsi rispetto al collega, con la sua presenza scenica ci incanta e ci conquista completamente. Il suo essere sontuoso e regale ci affascina e ci inchioda, obbligandoci a osservarlo attentamente in ogni sua movenza. Non è necessario che parli troppo: è il suo portamento a comunicarci tutto quello che serve.
Fatte le dovute premesse, questi due personaggi metteranno in scena una relazione intensamente emotiva, passando da scontri verbali carichi di tensione a momenti di dolcezza e complicità. Quella speciale chimica magnetica tra di loro ci trasporterà inevitabilmente in un vortice di emozioni: loro si guarderanno negli occhi e a noi verranno le farfalle nello stomaco. Insomma, la loro straordinaria capacità di comunicare con sguardi, gesti e piccoli dettagli renderà ogni scena carica di significato e palpabile tensione romantica.

La sceneggiatura ben strutturata riesce a bilanciare abilmente momenti di azione, dramma, suspense e romanticismo. Al centro della storia sono, in ogni caso, le relazioni tra i personaggi e per merito di una narrazione fluida si mantiene viva l'attenzione per tutta la durata della serie.
Badate bene, qui non troverete baci appassionati o inequivocabili gesti fisici che rappresentino apertamente un sentimento d'amore. Data la censura rigida sulle rappresentazioni di relazioni omosessuali in Cina, in vigore dal 2016, la serie ha utilizzato sottotesti e simbolismi per raffigurare l'affetto tra i due protagonisti. Questo approccio più sottile ha dato anche modo allo spettatore di interpretare a suo piacimento le sfumature sulla loro connessione.
Tuttavia, nonostante le limitazioni, la storia, per quel che doveva raccontare, non ne ha risentito troppo: l'ottima sceneggiatura, una regia attenta, i furbi escamotage trovati, e l'intesa tra i due attori hanno ugualmente reso più che evidente il legame profondo dei loro personaggi.
Certamente va un plauso speciale, e più che meritato, allo sceneggiatore che, decidendo di disseminare qua e là simboli molto cari alla cultura cinese, si è divertito a lanciare messaggi subliminali (e neanche troppo) allo spettatore. Noi occidentali, non affini alla cultura asiatica, ad un primo impatto, potremmo perderci questa magnifica e particolare lettura, ma invito a divertirvi voi stessi, così come ho fatto io, a cercare l'etimologia e il significato radicato in certi simboli, parole, gesti e rappresentazioni per apprezzare anche questo particolare aspetto di questa splendida opera.
Ricercate, per esempio, cosa rappresenta il coniglio, o il fiore di loto, o cosa significa donare grasse galline, o, ancora, a chi, e in  che modo, spetta rendere omaggio ai parenti defunti.
Questi, e tanti altri dettagli ancora, impossibile elencarli qui ora tutti (anche per non cadere in fastidiosi spoiler), vi aiuteranno a comprendere meglio e a stimare ancor di più quanto state vedendo.

Sebbene sia messa in primo piano la profonda "amicizia" tra Wei Wuxian e Lan Wangji, sono qui presenti, e ben rappresentati, altri tipi di legami, primo fra tutti quello fraterno. È molto forte, e ottimamente reso, l'immenso amore di Wei Wuxian per la dolce sorella maggiore. Molte le scene in cui interagiscono tra di loro suscitando in noi tanta simpatia, tenerezza e commozione. Anche l'amore per il fratello viene reso evidente, ma sembra quasi unilaterale, facendo soffrire il nostro protagonista e portandolo a fare delle scelte, per amor suo, drastiche e incomprensibili (soprattutto per il fratello stesso).
Anche i fratello e sorella Ning e Qing, del clan dei Wen, ci regaleranno momenti molto intensi, e gli stessi fratelli Lan, che, seppur legati da un affetto molto profondo e rispettoso, lo esterneranno sempre in un modo molto più discreto rispetto agli altri.
L'amore materno e paterno è presente ma meno incisivo, anzi, si può dire che qui, quasi tutti i genitori presenti hanno delle serie lacune e mancanze nei confronti dei loro figli. Fatta eccezione per il caso del piccolo Yuan, che troverà in Wei Wuxian, e poi anche in Lan Wangji, una valida guida, nonché una figura paterna. Molto divertenti e dolci le scene tra di loro che ci evocheranno sentimenti e situazioni legati al calore di una vera famiglia.
E l'amore eterosessuale? C'è, è presente, ma anch'esso viene solamente sfiorato e, anche se qui la censura non avrebbe interferito, perché tutto "lecito", di espressioni e gesti d'amore non ne vedremo. Forse è stata una scelta studiata, magari per dare omogeneità a tutti i legami qui rappresentati, e per dare, comunque, spicco alla coppia protagonista. Ma mi piace credere che sia stata voluta pensando che, visto che ai personaggi principali non è concesso di baciarsi e abbracciarsi, nemmeno alle altre coppie è concesso di farlo. Una sorta di par condicio, per rendere giustizia e portare rispetto ad ogni forma d'amore.

Oltre all'amore, affrontato nelle sue varie sfaccettature, vengono qui trattati svariati temi quali l'onore e la fedeltà, il pregiudizio e l'ingiustizia, la guerra e le sue conseguenze, il sacrificio e la redenzione.
Come potete vedere, da un punto di vista contenutistico, quest'opera ha davvero molto da dire, e approfondire come si deve tutti questi argomenti diventerebbe un'impresa davvero titanica.

Per raggiungere un impatto emotivo così intenso, questa produzione non poteva di certo non contare su una colonna sonora importante, con brani che si adattano perfettamente alle diverse scene, enfatizzando l'emozione e l'azione in modo efficace.
Ogni personaggio, inoltre, ha la sua canzone e i testi ne raccontano storia e sentimenti. Le canzoni più di rilievo, ovviamente, sono quelle dei nostri due protagonisti, soprattutto quella cantata assieme, che diventerà la loro canzone e bellissima sigla finale di ogni episodio. Non vi racconterò qui né il significato del testo, tantomeno quello del titolo (più che eloquente come messaggio d'amore), provateci voi stessi a cercarlo.
Tuttavia, nonostante abbiano confezionato un commento musicale di tale portata, gli autori, chissà per quale oscuro motivo, in mezzo ci hanno infilato ogni tanto dei brani di Stravinsky, che, a parer mio, disturba. Adatta sicuramente a sottolineare certe situazioni, ma assolutamente incongruente col resto della già magnificente OST.

Anche la scenografia non ci delude affatto: paesaggi mozzafiato e set ben curati ricreano perfettamente l'ambientazione fantasy della storia.
Ci deludono invece, ahimè, gli effetti speciali che non sono così "speciali", e sicuramente non altezza di quest'opera. Mostri, scene di combattimento, il loro montaggio e l'utilizzo della computer grafica a volte lasciano a desiderare e ci fan sorridere (ricordano tanto il film "La storia infinita", uscito nel 1984).

Non sono solo gli effetti speciali che potrebbero essere considerati uno dei punti deboli di quest'opera.
L'uso di nomi, cognomi, nomignoli e onorifici molto, ma molto simili tra di loro, rende difficile seguire la trama con una certa scioltezza. Questo si verifica soprattutto nei primi sei/sette episodi, quando ci vengono presentati tutti i clan e i loro componenti: difficile distinguerli, identificarli e ricordarli. Ma superata questa soglia, questo non sarà più un ostacolo per noi e tutti i nomi ci suoneranno famigliari, soprattutto quelli di Wei Wuxian e Lan Wangji che impareremo ad amare.

Potremmo fare un discorso parallelo e molto simile riguardo ai costumi, trucco e acconciature.
Sebbene le vesti siano spettacolari e sontuose, essendo pressoché tutte simili in quelle appartenenti al medesimo clan, esse ci confondono. Così come ci confondono le loro acconciature e il trucco, dandoci, di primo acchito, un effetto "tutto uguale" perché i volti ci sembreranno davvero tutti intercambiabili. Solo i due protagonisti spiccano in questo grande "caffellatte", ed è molto probabile che ciò sia voluto e non solo un caso. Ad ogni modo, anche questo scoglio, come per i nomi, sarà superato con l'andare degli episodi.

Un deterrente lo è anche la durata della serie: alcuni spettatori potrebbero farsi intimidire dal numero degli episodi (io stessa ho rimandato la visione più volte per lo stesso motivo) e trovare difficile seguire la complessità della trama.

La censura, che ha limitato la piena espressione delle relazioni tra i personaggi e obbligato gli autori a certe scelte narrative, potrebbe deludere coloro che avrebbero preferito una rappresentazione più esplicita.
Ne è un esempio anche il finale, vittima anch'esso di certe limitazioni, che è stato costruito in modo tale da non essere soggetto a tagli. Attenzione, non è spiacevole, però, per chi vorrebbe vedere qualcosa "di più" potrebbe rimanere deluso. Tuttavia, per quegli spettatori più esigenti, i creatori della serie hanno pensato di imbastire una versione più concentrata, di circa 20 episodi (usufruibile su YouTube, dove la censura è più "soft") regalando ai fan una conclusione più appagante. In realtà, non troveremo scene nuove, bensì sarà semplicemente l'ordine diverso delle scene a regalarci quel finale agognato.

E se vogliamo ultimare la sequenza dei "difetti", bisogna aggiungere che si rilevano, qua e là, incongruenze temporali (soprattutto sull'età di certi personaggi dopo il lungo flashback), l'inserimento di alcuni episodi riempitivi (per fortuna, pochissimi) che hanno avuto solo l'effetto di allungare il brodo, e la presenza di un paio di "spiegoni", necessari ai fini della comprensione delle vicende, ma impegnativi per il grado di attenzione richiesto.

Tuttavia, questa breve sequela di punti deboli, se così li vogliamo definire, non intacca minimamente la portata di questa epica storia, perché i punti di forza sono di gran lunga più numerosi e più importanti.
Narrazione coinvolgente e strutturata, contenuti di rilievo, personaggi sviluppati e complessi, interpretazioni di alto livello, intesa incredibile tra i due attori protagonisti, OST di pregio e sceneggiatura intelligente, sono tutti elementi che ci regalano un opera di grande valore e che, inevitabilmente, non può che ottenere l'approvazione del pubblico.

In conclusione, "The Untamed" è una serie che ha conquistato il cuore di numerosi spettatori in tutto il mondo e rimarrà una pietra miliare nel panorama dei drama cinesi. Ma questa serie non è stata un enorme successo solo in Cina, anche all'estero si è guadagnata un vasto seguito internazionale. Ha generato, infatti, una fervida comunità di fan che ha creato fanfiction (qualcuna, purtroppo, a danno degli stessi Xiao Zhan e Wang Yibo), fanart e persino una serie di concerti basati sulla storia e sui personaggi della serie. Oltre ad una serie animata e manhua, quest'opera ha ispirato altri adattamenti, tra cui fumetti e spettacoli teatrali.
Xiao Zhan e Wang Yibo, gli attori principali, in seguito al grande successo di questo adattamento live action, hanno guadagnato loro stessi una grande popolarità.

Ergo, ne consiglio vivamente la visione a tutti, anche ai non amanti del genere "boys love", io stessa non ne sono particolarmente attratta, ma sono caduta in pieno, e letteralmente, nella "tana del coniglio"!
Perciò, non fatevi influenzare da pregiudizi superflui né dalla lunghezza della serie, perché se dapprima vi sembrerà troppo lunga, poi non ne avrete mai abbastanza e, a fine corsa, penserete che vorreste vedere un episodio ancora, almeno ogni giorno, e... "everyday means everyday".


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Hamlet

Episodi visti: 50/50 --- Voto 10
Mentre la famosissima novel BL, pubblicata in diversi paesi orientali, vede alternare il presente a tanti flashback spezzettati che mostrano molto lentamente il passato dei protagonisti, il drama TV usa una impostazione diversa, per certi versi meno confusionaria e più chiara. Dopo i primi due episodi ambientati nel presente, comincia il lungo lunghissimo flashback che dura circa 30 episodi. Conoscere l'antefatto è importantissimo. In pratica più della metà della storia si basa proprio sul passato dei nostri eroi. Il presente serve per chiarire molti punti rimasti in sospeso con la tragica dipartita di Wei Wuxian, e risolvere un più recente caso di sparizione-omicidio.
Una trama articolata e complessa quella di The Untamed (tratto dalla novel Mo Dao Zu Shi) con tanti personaggi, tutti ben caratterizzati e accattivanti. Il drama differisce dalla novel in alcuni punti ma per lo più segue abbastanza fedelmente il racconto originale.

Un elemento evidente però è la censura. Tutti gli elementi BL sono stati abilmente censurati. "Abilmente" perché nonostante i cinesi (severi in materia di omosessualità) lo abbiano plasmato e presentato come un bromance, traspare comunque quel qualcosa che evidenzia la "stranezza" di una amicizia simile. Gli sguardi tra i due protagonisti principali hanno soppiantato quasi interamente la parte esplicita. Le lunghe riprese con Lan WanJi e Wei WuXian che si scambiano sguardi intensi, sono più eloquenti di qualsiasi parola o spiegazione, così come la gelosia di Lan WanJi in certi momenti. E una domanda "cosa sono io per te?" può tranquillamente sostituire un appassionato bacio rubato nel bosco.

Diversamente dalla novel, nella quale Wei WuXian resuscita grazie a un incantesimo che fa tornare la sua anima nel corpo dell'invocatore, qui Wei WuXian non si rincarna, seguita ad avere il proprio corpo che è rimasto per 16 lunghi anni non si sa bene dove, ed è semplicemente "risvegliato" da qualcuno affinché si vendichi di alcuni torti. Non ci sono spiegazioni chiare su come sia vissuto e sopravvissuto e da chi o cosa sia stato salvato e nascosto a suo tempo. Motivo per cui all'inizio e in parte del presente indossa una maschera per non essere riconosciuto dai vecchi amici-nemici.

Wei WuXian, patriarca Yiling, è famoso e visto da tutti come un pericoloso capo clan che, andato fuori di testa, annientò con le sue sole forze e inquietanti poteri demoniaci, migliaia di discepoli appartenenti ai vari clan che cercarono di sconfiggerlo proprio perché timorosi dei suoi poteri. Una volta morto, dopo ben 16 anni, fa ritorno tra i vivi e destino vuole che incontri proprio due presenze importanti del suo passato: il fratello Jiang Cheng, che sembra covare un odio smisurato nei suoi confronti, e Lan WanJi, uno dei due principali maestri del clan Gusu Lan. Entrambi sembra che abbiano trascorso gli ultimi 16 anni nel tentativo di trovare Wei WuXian, anche se per motivi diversi. Dalla morte del giovane patriarca infatti, nessuno riuscì mai a ritrovare il suo corpo o i frammenti della sua anima.
In un mondo dove i morti possono tornare sotto forma di zombie, più o meno manovrabili attraverso le arti magiche oscure, più di qualcuno si è sempre chiesto se anche Wei WuXian, non sarebbe mai tornato dall'aldilà per vendicarsi, come in genere fanno le anime dannate o inquiete. Ma Wei non era quello che si diceva, il suo vero cuore e il suo carattere erano conosciuti a pochi intimi. E tutto potevano dire di lui fuorché fosse uno spietato assassino.

Un drama appassionante dall'inizio alla fine anche se pecca nelle scene più "fantasy", quando appaiono mostri e divinità. Effetti speciali molto poco speciali, se non terra terra, insomma. Ma resta comunque una serie godibile sotto tutti gli altri punti di vista.