Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable
| Titolo Originale: |
Jojo no kimyo na boken - Diamond is Unbreakable |
| Titolo Inglese: |
JoJo's Bizarre Adventure: Diamond is Unbreakable |
| Storia: |
Hirohiko Araki |
| Disegni: |
Hirohiko Araki |
| Edit. Originale: |
Shueisha |
| Tipologia: |
Shounen |
| Genere: |
Azione, Combattimento, Fantastico, Horror, Mistero, Soprannaturale, Superpoteri, Avventura |
| Anno: |
1992 |
| Vol. originali: |
18 (completato)
|
| Disponibilità: |
Star Comics (in corso) (compralo su Amazon.it ) |
| Valutazione: |
7.286 (media 7.6667, basata su 3 recensioni) |
| Voti volumetti: |
33
2
1  |
| Lista Manga: |
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| Nelle liste come: |
9 in lettura, 16 completato, 7 da leggere. |
| Immagini by: |
Antonio. |
| Tags: |
Jojo |
|
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Josuke vive nella città di Morio Cho inconsapevole di essere un erede dei Joestar fino a quando Jotaro non lo rintraccia per conto del nonno. Le vicende porteranno il nuovo JoJo, anche lui dotato di “Stand”, Crazy Diamond, a combattere con altri portatori impazziti, che in città spunteranno come funghi. La causa di questo fenomeno sono “L’Arco e La Freccia”, due potenti artefatti che risvegliano, nei soggetti predisposti feriti a morte, un potere Stand. Ma il vero incubo della città è Yoshikage Kira, maniaco omicida dai grandi poteri, folgorato dalle mani della “Gioconda” di Leonardo Da Vinci. L’unica preoccupazione del serial killer sembra quella di poter condurre una tranquilla esistenza. Ma a sventare i suoi propositi penseranno Josuke e i suoi due compagni di classe, Okuyasu Nijimura e Koichi Hirose, anche loro portatori di Stand. La serie, ripartita nei numeri del mensile ACTION di Star Comics dal 41 al 69, presenta gli Stand Evoluzionari, affronta il tema dell’Aldilà e introduce l’importante concetto di Destino, che tornerà fondamentale per il finale della sesta serie, Stone Ocean.
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Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable
7.286
out of 10
based on 3 ratings.
3 user reviews.
Robocop XIII
Per il manga Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable
di genere
Volumetti Letti: 18 su 18 --- Voto: 7 Eccoci alla quarta metamorfosi di JoJo. Ormai mi sono convinto: ogni volta che si inizia una nuova saga legata alla famiglia Joestar ci si ritrova davanti agli occhi qualcosa di innovativo e diverso, e attenzione, non intendo dire migliore, dico solo che il contorno di patate resta, è la portata principale che cambia, ma cucinata sempre dallo stesso cuoco, Hirohiko Araki.
Quando inizio a recensire una nuova serie di JoJo mi è impossibile non fare paragoni con le precedenti, in quanto si tratta di una vera e propria antologia.
Ebbene, se nella terza serie uno dei due punti cardine (oltre ai combattimenti) era il concetto di viaggio, in questa serie Araki tenta l'approccio inverso, ci catapulta in una fittizia cittadina Giapponese di fine millennio e da lì non ci fa muovere.
La città diventa vera e propria protagonista dell'opera, se in Stardust Crusaders erano i nemici a recarsi dai protagonisti per far loro la pellaccia, in questa serie nessuno si reca da nessuna parte, per il semplice fatto che sono già lì.
Araki ne approfitta, crea una vera e propria mitologia, con tanto di statue e luoghi da visitare corredati da un'ironica guida per raggiungerli. La vita urbana rende poi necessario un cambio di registro, il manga assume un'aria molto più scanzonata e leggera, si aggiungono cenni di slice of life e grazie alla mappa riprodotta più volte l'autore cerca di immergerci ancora di più nella lettura. Sicuramente l'epicità che la situazione da "fine del mondo" delle saghe precedenti dava modo di respirare viene meno in questa nuova situazione.
Ricapitolando: abbiamo una città, un nuovo protagonista con tanto di Stand nuovo di zecca da usare, e un antagonista. Anzi, quello no.
O almeno, c'è ma resta un incognita per grande parte del manga, e in confronto agli antagonisti delle vecchie serie, che richiedevano numerosi sacrifici spesso mortali, quello di questa serie è molto meno incisivo, essendo "solamente" uno spietato serial killer con a carico un grande numero di vittime.
I protagonisti si troveranno proiettati in una cittadina in cui metà della popolazione è portatrice di Stand, molti sono dei cattivissimi sicari, altri utilizzano i loro Stand per altri scopi, come Tonio, che utilizza il suo solo per cucinar - tra l'altro personaggio con cui Araki ci dà modo di vedere quanto apprezzi il nostro paese (come se non avesse già avuto modo di dimostrarlo in precedenza).
Araki si crea quindi la sua Twin Peaks, dove perfino il tuo vicino di casa potrebbe nascondere un terribile segreto, o in questo caso, uno Stand mortale.
Se da un lato abbiamo uno stampo molto leggero che contrappone la quotidianità a questi misteriosi poteri, rendendo le avventure abbastanza lineari, dall'altro abbiamo anche delle side-stories che vengono però spesso lasciate in sospeso per poi essere riprese in un secondo momento o quasi completamente dimenticate, come la storia del padre trasformato o quella della bambina invisibile; altre invece vengono portate avanti ma non spiegate con cura, come l'arco e la freccia, cosa che spero l'autore farà nelle saghe successive.
Araki continua poi con la sua nuova politica iniziata nella saga precedente, è difatti presente anche in questa serie molto humour, sebbene diminuisca quello di stampo più macabro. Continuano invece gli esperimenti di metafumetto, partendo da Rohan il mangaka per passare ad uno Stand che utilizza le onomatopee per combattere.

Pumpkin rulez
Per il manga Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable
di genere
Volumetti Letti: 28 su 18 --- Voto: 9 Ogni volta che parlo di questa serie mi sento una voce fuori dal coro tra gli appassionati di Jojo, però è giusto che ognuno porti avanti le sue convinzioni e le esprima così come è giusto sentire quelle degli altri.
Personalmente trovo che "Diamond is Unbreakable" sia la serie più bella dal punto di vista narrativo e le motivazioni sono varie. La prima è la scelta di un'ambientazione fissa, in questo caso la città immaginaria di Morioh in Giappone. Tale scelta ha permesso ad Araki di poter sviluppare meglio il profilo di ogni personaggio poichè, proprio come nella vita reale, in una sola città accadono mille avvenimenti diversi, e non è necessario che i protagonisti siano costantemente in contatto tra loro dato che potrebbero ritrovarsi in qualsiasi momento. Abbiamo quindi l'occasione di vedere la vicenda sotto molteplici punti di vista: le avventure di Josuke assieme a Okuyasu, Koichi Hirose e la sua storia con Yukako Yamagishi, il solitario Rohan e (unespedeinte narrativo a dir poco fantastico) la "vita di tutti i giorni" del serial killer Yoshikage Kira alle prese con il suo nuovo ruolo di padre di famiglia (non specifico per evitare eccessivi spoiler).
I personaggi sono caratterizzati, come sempre, in modo superbo e soffermarsi su tutti sarebbe un'operazione lunghissima, perciò mi limito a dire la mia sui due protagonisti ovvero Josuke e Kira. Ho scelto di definire quest'ultimo come co-protagonista perchè ritengo sia sbagliato vedere Kira come il semplice cattivo di turno. Araki infatti ci lascia scavare nella sua vita e nelle sue esperienze; non è un personaggio distante da noi come Dio Brando. Si potrebbe dire che l'autore ci permette di conoscerlo e ci costringe ad affezionarci a lui pur sapendo quale natura perversa si annidi nella sua psiche (e pensare che c'è chi pensa che il personaggio di Light Yagami sia una novità in questo senso... bah!). Passando a Josuke, sto per dire una cosa con cui quasi nessuno è d'accordo ma chi se ne frega: lui è il miglior Jojo delle serie finora create. Josuke è un protagonista umano, è forte ma non è esente da paure e da vizi (il modo in cui sfrutta Shigechii per i soldi lascia un po' sconcertati). E' inutile soffermarci sul fatto che spesso viene ritratto in maniera buffa... J. è un neo adolescente e come tale non può avere una serietà eccessiva (vedi un certo Giorno Giovanna che a 15 anni sembra sia già arrivato alla pensione da tanto serioso che è) però continua a crescere fino alla fine della storia anche perchè la crescita e la bellezza della giovinezza è uno dei temi fondamentali della serie.
Araki sottolinea quindi la profonda diversità tra questi personaggi estremamente antitetici (basta pensare a quanto siano diversi i loro Stand per capirlo) per portare il classico confitto Yin-Yang a un livello di lettura più alto: il bene e il male si scontrano ma, nonostante sia giusto che il bene prevalga, non bisogna dimenticare che anche il male ha le sue motivazioni ed è fortemente attaccato alla vita perciò, qualunque sia l'esito dello scontro, si finirà comunque col perdere qualcosa che sarà irrecuperabile.
Aggiungo inoltre che in questa serie c'è una morte che avviene con un pathos pazzesco, una delle morti più belle mai presentate da Araki. So che definire bella una morte può stonare, ma in questo caso è un avvenimento che da davvero una grande spinta alla lettura.
Vi chiederete perchè nonostante tutti questi complimenti abbia dato "solo" nove alla serie. Be', la perfezione non esiste e D.I.U. non è esente da difetti: certi personaggi vengono quasi dimenticati (Tonio è l'esempio più eclatante), alcuni scontri sono un po' troppo distaccati con l'andamento principale della storia (ancora non ho capito che parte faccia Mikitaka a parte vomitare mentre Josuke lo sballotta sotto forma di dadi... vabbe' se leggete capirete...) e, il punto più dolente, un final showdown che non riesce a soddisfare pienamente le sue fantastiche premesse e, seppur bello, in se si rivela un po' deboluccio per essere il classico scontro di fine serie Arakiano.
Difettucci che potevano essere benissimo evitati ma d'altronde bisogna considerare che il ritmo di lavoro di un mangaka è intenssissimo e a volte non è possibile approfondire tutto quello che ci si era posti all'inizio. Nonostante queste piccole pecche, "DIAMOND IS UNBREAKABLE" resta un vero capolavoro, uno shonen che sa essere versatile e riesce ad accontentare tutti e lo consiglio soprattutto a chi vorrebbe leggere solo una serie di Jojo in particolare.
BU773RS
Per il manga Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable
di genere
Volumetti Letti: 28 su 18 --- Voto: 7 Ed eccoci a recensire anche la quarta serie di JoJo. Diamond is Unbreakble è una delle serie che mi ha colpito di meno, ma non significa che non mi sia piaciuta. In questa serie il tratto di Araki è ancora "comprensibile", i dettagli sono come al solito disegnati minuziosamente, e gli stand hanno una character design favoloso, così come alcuni dei personaggi umani (Jotaro, Kira, Josuke e Rohan). La storia scivola bene (anche se a volte ci sono dei filler di cui si poteva fare a meno), e penso sia l'unica serie che non necessita la lettura delle precedenti sicché i fatti salienti vengono riassunti quasi da subito. Ho trovato come unico aspetto negativo il fatto che il finale può sembrare un po' sconclusionato e che Kira è forse uno dei peggiori nemici della serie, perchè troppo ben caratterizzato (uno magari può pensare che sia una cosa positiva ma in questo contesto non lo è), a differenza del protagonista che invece sembra essere il Joestar meno incisivo comparso finora, io lo definire un imitazione di Jotaro un po' più allegrotta. Ad ogni modo è consigliata la lettura a tutti gli amanti della serie, agli altri... be', c'è di meglio, ma leggere qualcosa di JoJo non fa mai male.

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Utenti On-line: 220 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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