La spada di Paros (Paros no ken) è un manga in tre volumi facente parte dell'universo di Guin Saga, apprezzata serie di romanzi fantasy scritta da Kaoru Kurimoto e campione d'incassi in Giappone. All'interno della cronologia di Guin Saga, La spada di Paros è ambientato nel passato rispetto alla storia principale, e narra la leggenda di Erminia, principessa della quarta dinastia del Regno di Paros.Erminia è l'unica figlia di Re Aldius, sovrano di Paros; sebbene il suo corpo sia quello di una donna, il suo animo è quello di un uomo. Erminia veste e cavalca come un soldato dell'esercito, passa le giornate ad allenarsi nell'arte della spada insieme al suo amico d'infanzia Julius e fa impazzire suo padre con i suoi continui rifiuti di sposare un nobile del regno in grado di generare un erede al trono di Paros. Durante una delle sue gite a cavallo in compagnia di Julius, Erminia salva una giovane e bella lavandaia, Fiona, che stava per essere travolta da un cavallo imbizzarrito. Un incontro, quello tra Erminia e Fiona, che segnerà in modo indelebile non solo i loro destini, ma anche il futuro dell'interno regno di Paros. Fiona vede in Erminia il principe azzurro che aveva sempre sognato da quando, molti anni prima, un ragazzino di bell'aspetto e nobili origini l'aveva consolata dopo la morte dei genitori; per Erminia, invece, Flora rappresenta il suo alter ego, dolce e femminile dove lei è forte e mascolina, risvegliando in lei un sentimento d'affetto chiaramente maschile. A impedire questa relazione, tuttavia, vi sono molteplici fattori, dalla differenza di rango (Fiona è un umile lavandaia mentre Erminia la principessa ed erede al trono del regno), dalla minaccia di una guerra col confinante Regno di Kauros, il cui principe ha più volte chiesto la mano di Erminia per siglare l'alleanza tra i due regni, e non ultimo il sentimento che prova Julius per Erminia, ben diverso dal semplice legame fraterno provato da Erminia. Le cose precipiteranno ben presto, quando Re Aldius lancerà un ultimatum definitivo ad Erminia: non importa con chi, ma entro 10 giorni avrebbe dovuto decidere il nome del suo futuro marito.
In La spada di Paros, l'ambientazione fantasy-medioevale ereditata dal mondo di Guin Saga fa solo da sfondo per le vicende sentimentali e drammatiche dei personaggi; ogni riferimento alla politica, alla storia e alle leggende di Paros e ai rapporti col regno di Kauros sono infatti prettamente funzionali allo sviluppo dei rapporti tra i protagonisti. Tuttavia, sebbene i tre protagonisti siano dunque il punto focale della storia, la loro caratterizzazione non brilla né per originalità né per resa psicologica. Il triangolo Julius-Erminia-Fiona appare abbastanza statico, così come i suoi personaggi, senza presentare sostanziali evoluzioni o cambiamenti dalla prima all'ultima pagina della storia; esso ricorda inoltre quello visto in Berusaiyu no bara (Lady Oscar) e formato da Andrè-Oscar-Rosalie (sebbene Erminia sia più simile ad un altro personaggio della Ikeda, Claudine).


A tenere alta l'attenzione dello spettatore è il personaggio di Erminia, un uomo nel corpo di una donna che è la sintesi perfetta della tradizione gemellare del Regno di Paros, che vuole la leggenda essere stato sempre segnato da una copia di sovrani gemelli (o per lo meno fratelli) di sesso diversi. A caratterizzare la vicenda è il suo desiderio di libertà, di trovare la propria realizzazione personale in quanto uomo nonostante tutti la vogliano imbrigliare nel ruolo di moglie e madre per il bene del regno, di amare una donna pura e innocente come Fiona nonostante la differenza di rango, di ricercare la propria felicità nonostante le nubi che si addensano sul regno di Paros – chi è Erminia? La salvatrice del regno... o colei che lo condurrà alla distruzione?
Per curare il comparto grafico di La spada di Paros la scelta è caduta su una delle disegnatrici più famose e talentuose della tradizione shoujo anni '70-'80, Yumiko Igarashi, nota ai più per opere quali Candy Candy e Georgie. In La spada di Paros la Igarashi riesce a dare il meglio di se, regalandoci personaggi, edifici, vestiti e sfondi curatissimi e estremamente dettagliati, chiaramente nel classico stile che l'ha resa una delle disegnatrici più celebri ed emulate, diventando col tempo quasi sinonimo di “shoujo vecchio stile”. Abbiamo quindi grandi occhi espressivi che paiono contenere un microcosmo, folte chiome date da un tripudio di linee e tratteggi, un abbondante utilizzo di tavole a pagina intera e grande attenzione agli sfondi qualora inseriti, talvolta sostituiti da motivi geometrici atti a focalizzare l'attenzione del lettore sulla psicologia del personaggio raffigurato. Da segnalare anche un lieve gioco di fan-service da parte della Igarashi dato da un breve cameo dei suoi personaggi princiapali (Georgie e Candy).
A portare in Italia La spada di Paros è GP Publishing, in un'edizione in 2 volumi da 300 pagine l'uno fedele alla recente ristampa ad opera dell'editore Fairbell. L'edizione è nel complesso abbastanza modesta. La carta è buona, ruvidina e con una tonalità paglierino in grado di unire ad un'ottima sfogliabilità dell'albo una trasparenza delle tavole sostanzialmente inesistente. Purtroppo però non è in grado di garantire una resa stampata ottimale che, unita a una definizione non elevatissima delle tavole, causa una qualità di stampa non all'altezza dell'opera, con campiture nere non sempre uniformi, e alcune linee e tratteggi sottili un po' penalizzati. Discreta invece la resa dei retini.Il prezzo è tuttavia abbastanza contenuto, 6.90€ per un volume di 300 pagine, con un rapporto qualità/prezzo dunque non eccessivo.
La spada di Paros è in conclusione un buon titolo, certamente non privo di difetti o di personaggi ed eventi già visti, ma in grado di dare più di una soddisfazione a chi deciderà di approcciarvisi, grazie a un ritmo incalzante in grado però di soffermarsi anche sui sentimenti dei vari personaggi e ad un ottimo comparto grafico. Un possibile problema per alcuni potrebbe essere la presenza di un “finale aperto”, che lascia il lettore nell'incertezza sul destino dei protagonisti. Ciò è dovuto principalmente alla natura dell'opera, che non va considerata come una storia a se stante, ma come una delle tante leggende dell'universo di Guin Saga, una leggenda il cui finale è andato perduto tra le nebbie del tempo. Ma, in fondo, quel che davvero conta non è la meta, bensì il viaggio.
| Titolo | Prezzo | Casa editrice |
|---|---|---|
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La spada di Paros
1
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€ 6.90 | GP Manga |
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La spada di Paros
2
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€ 6.90 | GP Manga |
Riguardo al setting, la cosa è un pochino ambiguotta: sebbene il setting sia Paros senza i gemelli del manga Panini Comics, in una vignetta fa la sua apparizione il caro vecchio faccia di leopardo.
Ma non hai detto che è uno yuri, come mai?
comunque a me paros mi è piaciuto tranne alla fine,non perché sia aperta,ma perché sembrava che stesse per scatenarsi un putiferio e invece... è finito come è finito,cioè ci sono rimasto molto male...
Peccato davvero, comunque, si legge volentieri ed è un bel titolo.
Ciao!
Tacchan
Complimenti a Slanzard per le belle parole, in primis il pezzo finale che mi ha molto colpito!
Poi...io rimango dell'idea che sia stato un "test". Con la scusa che stanno pubblicando tutto della Igarashi(finalmente!), vedono che gradimento ha uno yuri!^__^
Infatti shoujo-ai è una categorizzazione inventata dagli occidentali, che allo yuri inizialmente associavano il lesbopornazzo.
Per quanto sia bella, la recensione non è bastata a convincermi che la Igarashi è una di quelle autrici di cui è dovere leggersi almeno una sua opera. Al giorno d'oggi fa parte di quegli artisti leggendari di cui non si può parlare di shojo senza aver menzionato una sua opera, ma il suo stile (e forse anche le storie) li ritengo troppo lontani dai miei gusti in fatto di shojo! Quindi se mi ritrovo questa storia fra le mani, non penso assolutamente di acquistarla.
Siamo noi solo occidentali a legare lo yuri all'hentai.. in Giappone il termine è più lasco.
Il termine Yuri fu coniato da un editor giapponese di una rivista gay maschile: laddove definiva l'omosessualità maschile col termine aggregante <i>barazoku</i> (tribù delle rose) definì la controparte femminile <i>yurizoku</i> (tribù dei gigli).
In soldoni lo yuri spazza dal platonico al sessuale, anche in base al pubblico cui è volto il singolo prodotto.
Grande! Ottima spiegazione!!!^__^
Fra l'altro è bene non utilizzare i termini yaoi e shounen ai con le loro autrici, si offenderebbero!
In jap si chiamano Boy's Love!!!^__^
di impegno.
cioè ke devi mettere più azione.
ciao
scusa per il commento sopra però è quello ke penso io
viorel
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