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Notizia del 01/02/2011 OKNOtizie
Intervista a Moto Hagio, autrice di Siamo in 11 e Edgar e Allan Poe

Artista quasi del tutto inedita da noi, la celeberrima mangaka Moto Hagio ha tuttavia già avuto modo di avvicinarsi in Italia lo scorso ottobre, in occasione di una conferenza a Roma.
In attesa della pubblicazione della sua opera Edgar e Allan Poe (Poe no Ichizoku) per Ronin Manga, vi proponiamo un'interessante intervista rilasciata dalla Hagio in occasione della sua partecipazione alla rassegna statunitense Comic-Con.


Voce appena udibile, e una figura alta a malapena 150 cm. Moto Hagio non somiglia affatto a quel tipo di figura che ci si attenderebbe da una persona che in qualche modo ha segnato una rivoluzione. Ciononostante, il suo talento e l'abilità nel comparto degli shoujo manga le hanno conferito una levatura quasi leggendaria, un nome che per i lettori di lingua inglese, ad esempio, diventa soltanto ora conosciuto, grazie alla recente pubblicazione della raccolta "A Drunken Dream e altre storie".
Per i veri esperti di manga, il vero climax dell'ultimo Comic-Con tenutosi a San Diego lo scorso luglio 2010 non è stato né l'anteprima di un film né il fugace scorcio di qualche celebrità, quanto piuttosto, e molto più semplicemente, l'aver potuto godere della sua presenza, quella di una leggenda vivente.
In questa intervista, la Hagio si siede e si mette a totale disposizione dei fan, per condividere la saggezza dei tanti anni di esperienza come artista. Il rinomato studioso di manga Matt Thorn funge da interprete.

Mi piacerebbe iniziare in maniera leggermente inusuale rispetto al consueto. C'è qualcosa che mi piacerebbe mostrarLe: si tratta di una delle Sue illustrazioni che più preferisco. Se la ricorda?

Moto Hagio - CLOVER

Hagio: Aah~! Questa è tratta da... che Artbook era?
CLAMP no Kiseki.
H: Vero, Vero. E' vero, l'avevo disegnato per le CLAMP.
Thorn: è la prima volta che lo vedo.
H: Per quale delle opere delle CLAMP era questo... ah sì, CLOVER.
Mi stavo chiedendo... se potesse descriverci in breve l'idea che per Lei era alla base di questa illustrazione.
H: Clover è un'opera delle CLAMP, e questa è la mia interpretazione dei personaggi. E' come me li immagino sul palco, all'opera su un palcoscenico, o meglio, il modo in cui mi piacerebbe che apparissero. Il design dei costumi è basato sullo stile del Takarazuka Revue.
Oh, il Takarazuka!
H: è uno spettacolo davvero sgargiante e molto appariscente, non so se ha presente...
Si, ho visto la loro rappresentazione di Ribon no Kishi (La Principessa Zaffiro).
H: Ah, quindi lo conosce!

Quindi, visto che siamo sull'argomento: Lei ha dato vita ai primi passi della rivoluzione negli shojo manga, mentre le CLAMP rappresentano, per così dire, l'età moderna nei manga. Dove percepisce la più grande differenza nel modo in cui i manga sono mutati, da quando ha avuto inizio la sua carriera?
H: Sono cresciuta leggendo fumetti sin da bambina, alle scuole elementari. La maggior parte degli artisti che creavano shoujo manga era, all'epoca, composta soltanto di uomini. A quel tempo c'era anche un certo numero di storie fantascientifiche negli shoujo manga. Quando leggo i lavori delle CLAMP, mi ricordano e suscitano quel brivido di leggere gli shoujo sci-fi di quando ero bambina, per quanto, comunque, le storie delle CLAMP siano molto più sofisticate e complesse di quelle che leggevo quand'ero piccina.

Ci sono molti fan, presenti a questa convention, che potrebbero non sapere nemmeno chi Lei sia. Che cosa direbbe a questi lettori per far sì che acquisiscano interesse per i Suoi lavori?
H: Come renderli appetibili? Mmh... la corrente più popolare in America è perlopiù quella sui supereroi, ma vorrei che i lettori americani comprendessero che ci possono essere diversi tipi di storie. Che si possono usare i dialoghi e le immagini per sviluppare, in realtà, tutte le tipologie di storie. Uno stesso mezzo, ma con diversi tipi di contenuti.

Ha confidenza con gli shoujo manga di oggi, e quali sono i Suoi preferiti? Quali suggerirebbe per la lettura?
H: Il mio preferito è Oooku di Fumi Yoshinaga. E anche Nodame Cantabile di Tomoko Ninomiya.
Oooh~, Nodame Cantabile! Io suono il pianoforte...
Thorn: anch'io.
H: E poi c'è anche una nuova artista - Akiko Higashimura, alle prese con il suo manga intitolato Kuragehime (La principessa delle Meduse). Ha vinto il Kodansha Manga Award di quest'anno.

Quali sono le sfide più grandi che i mangaka devono affrontare oggi, e come pensa che possano superarle?
H: Uno dei problemi è che la scelta delle tipologie di intrattenimento si è fortemente allargata - computer, videogiochi, e così via. In passato, i manga erano una forma di intrattenimento essenziale per i bambini, ma ai nostri giorni non occupano più quell'importanza fondamentale che rivestivano in passato. In più, ci sono anche meno bambini - la popolazione giovane si sta notevolmente ridimensionando. E quindi, d'ora in poi, il più grande mercato diventerà probabilmente la Cina (ride).
E speriamo anche l'America.

Molti dei Suoi manga trattano tematiche fantascientifiche, un genere che ad oggi non è più popolare come un tempo. Gli shoujo manga moderni preferiscono focalizzarsi sulla vita di tutti i giorni, o scolastica. Perché pensa che ciò sia mutato negli anni?
H: Per ciascuna generazione, c'è solo un ristretto numero di artisti che riesce a creare storie di fantascienza con efficacia. La più grande sfida, al riguardo, è che il tema non è basato sulla realtà; pertanto, per far entrare il lettore in questo contesto si deve possedere una visione dello stesso sufficientemente ampia per creare una storia interessante. Inoltre, i lettori tendono a preferire storie più vicine alla loro vita normale, di ogni giorno. Comunque, ci sono molti artisti che sanno evocare abilmente il genere della fantascienza, come le CLAMP. Un'altra mangaka che lavora in questo campo è Reiko Shimizu, con le serie lunghe Moon Child e Kaguya Hime (La Principessa Splendente) e, più di recente, su Himitsu - Top Secret. Una storia su un'organizzazione che esamina le menti delle persone morte per scoprire tutto ciò che hanno sperimentato in vita, tutto ciò che hanno fatto. Perché i loro cervelli sono ricolmi di ogni genere di segreti (ride).
Sembra piuttosto interessante.

Parliamo del Suo metodo. Quando iniziò, che genere di strumenti utilizzava a livello di penne, carta, e altri materiali?
H: Quando iniziai a disegnare manga... Mmh. Beh, oggi si può trovare un tipo di carta, la B4, che viene stampata specificatamente per i manga. Ma quando iniziai, non la vendevano, e pertanto era necessario acquistare un enorme foglio di carta di circa un metro per un metro, e poi tagliarselo da sé.
Deve essere stato arduo per Voi.
H: L'unico luogo in cui vendevano questo tipo di carta era nei grandi centri urbani.

E che tipo di penne e pennini utilizzava? Erano molto diversi da quelli moderni?
H: Ho una G-pen (con un segno a forma di G nel pennino, utilizzata per linee di spessore variabile) e una Marupen (usata per le linee sottili). E' ciò che usavo quando ho iniziato, e non ho cambiato tipologie da allora. E, naturalmente, India Ink.
Uno dei più grandi cambiamenti, comunque, si è avuto nel fatto che io riempivo le campiture nere con pennello e inchiostro, mentre ora è più semplice utilizzare i pennarelli Tropic.
Thorn: forse intendeva dire... Copic?
H:(ride) Ah, giusto! Si chiamano Copic.

Ha mai provato a utilizzare strumenti digitali, come un computer e una tavoletta grafica?
H: A dire il vero mi sto allenando, ma non sono ancora molto brava. Ho fatto delle colorazioni al PC, mentre solo di recente ho provato con la tavoletta. Sto avendo molte difficoltà nell'ottenere il giusto tipo di linee.
succede anche a me, è molto diverso rispetto a quando lo si fa su carta.
Thorn: Disegna anche Lei?
Solo un pochino.
H: Utilizzare la tavoletta è difficile, vero?
Si.

Guardando allo stile grafico dei moderni shojo manga, qual è la più grande differenza, da una prospettiva puramente visiva, tra lo stile di oggi e quello di ieri?
H: La proporzione dei personaggi. Quando iniziai, era prassi disegnare la testa molto più ampia se comparata al resto del corpo. Forse è perché i giapponesi hanno la testa grande (ride). Oggi, le teste sono disegnate molto più piccole, e i corpi sono più lunghi e più snelli.

Pensa che ciò rifletta un cambiamento negli ideali di bellezza dei giapponesi?
H: Beh... quando ero giovane io, gli shojo manga erano letti solamente da ragazzine, quindi i personaggi dovevano assomigliare a giovani ragazzine/i, ed è per questo che avevano corpi più piccoli se confrontati con la testa. E' un fatto di età. Poiché oggi l'età dei lettori si è accresciuta, da studentesse delle elementari a quelle delle medie, superiori e perfino dell'università, i lettori preferiscono personaggi che rassomigliano più alle proprie forme e figure.

Poe no IchizokuThomas no Shinzou

Guardando alla Sua raccolta - A Drunken Dream, raccolta di storie brevi - ho notato che la morte è un tema che ricorre spesso. Vi sono personaggi che muoiono nel corso delle vicende, altri che sono già morti. Che cos'è esattamente della morte che Le interessa e La affascina?
H: Sin da quando ero bambina, ho pensato al fatto che tutti gli uomini debbano morire. In particolare, poi, quando ero alle medie ogni giorno pensavo: ecco, ora sono viva, ma per quanto ne so potrei avere un attacco di cuore stanotte ed essere morta prima di domani (ride). Crescendo, trovavo difficile immaginare come sarebbe stato, per me, morire. Per questo, leggendo i libri scritti da altri autori, ho iniziato ad interessarmi a come le persone che si ritrovano accanto a un loro caro defunto reagiscono al decesso di quella persona.

Pensa che la morte sia qualcosa di cui le persone dovrebbero aver timore? Che genere di prospettiva dovremmo avere nei confronti di essa?
H: La morte improvvisa è difficile da accettare, ma quando si muore, alla fine è sempre qualcosa deciso da Dio. Non c'è niente che possiamo fare, alla fine si deve accettarlo. C'è quella storia delle CLAMP in cui gli abitanti di una città vivono per sempre, e accade che per questo motivo nessun bambino nasce. Penso che la mente umana sia costruita in modo tale che un'esistenza di un centinaio di anni sia percepita come più che ragionevole.
é un punto di vista davvero interessante.

Nella collezione A Drunken Dream, come ha scelto le storie da includere?
H: Matt, spiega come hai scelto le storie (ride):
Thorn: Sono stato io a sceglierle, e l'ho fatto attraverso - beh, è piuttosto interessante. Avete presente mixi, il social network giapponese? C'è una community di fan di Moto Hagio.
Sono entrato lì e postato un topic che diceva "Se poteste veder pubblicata una raccolta di circa 200 / 300 pagine di storie brevi della durata di meno di 50 pagine ciascuna, che storie scegliereste per introdurre i lettori di lingua inglese ai lavori della Hagio?"
Ottenni le più svariate risposte, ma alcuni titoli si ripetevano piuttosto spesso, uniti peraltro alla mia personale idea di cosa ritengo più rappresentativo delle Sue opere - probabilmente anche secondo i miei gusti, ecco com'è andata.
Capisco, quindi è avvenuto così il processo di selezione.
Thorn: Si, e dopo che tutto è stato deciso e il libro annunciato, ho confessato sul topic che il sondaggio era reale, e non solo un esperimento.

Quindi ora abbiamo, per la prima volta in America, una raccolta di Sue storie brevi.
Se potessimo importare in America una delle Sue serie lunghe, cosa sceglierebbe?

H: Beh, è difficile, ma se fosse per Matt, so che sceglierebbe Thomas no Shinzou.

Recentemente si sono avute svariate controversie legate alle scanlation, un fenomeno per cui le persone realizzano scan di manga giapponesi, li traducono in inglese, e infine li inseriscono online, ove ovunque può leggere senza pagare. Qual è la Sua opinione al riguardo, e cosa suggerirebbe come soluzione?
H: Penso che la cosa migliore per gli editori sia di trovarli e chiedere loro le royalties!

Come si sentirebbe se i Suoi lavori fossero resi disponibili in via digitale, facendo sì che i lettori di tutto il mondo potessero accedervi?
H: Penso che sarebbe bello. Anch'io vorrei poter leggere tutti i fumetti del mondo in via digitale, perché non è sempre così facile avere accesso al libro cartaceo di per sé.


Si ringrazia il sito Manga.About.com per le foto a corredo dell'articolo.



Moto Hagio - Comic-con 2010 Moto Hagio - signing session Moto Hagio - A drunken Dream
     

Autore: zettaiLara  

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Amekun è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Amekun 
1) Messaggio di Amekun (01/02/2011, ore 18:23)
Ho recuperato appena due settimane fa Siamo in 11 e ora aspetto impaziente l'uscita di Edgar e Allan Poe
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2) Messaggio scritto da mitl (anonimo) il 01/02/2011 alle 19:51
Ma questi Edgar e Allan Poe di cosa parla?
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Avrebbe voluto che lei, più di ogni altra persona al mondo, avesse pensato a lui non come ad un gigante buono a nulla, ma come ad un eroe.
Kotaro ha vinto 3 Premi Utente Kotaro è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kotaro 
3) Messaggio di Kotaro (01/02/2011, ore 20:11)
Interessantissima intervista. Ho avuto la fortuna di incontrare la Hagio alla conferenza romana citata in apertura, dove m'ha dato anche una tavola autografata, e ho avuto modo di leggere quella manciata di sue short stories che ci avevano dato all'ingresso dell'evento.
Ho trovato molto interessanti queste opere e sono rimasto affascinato dal modo in cui lei ha parlato della storia dello shojo manga, dunque ho deciso di buttarmi nell'acquisto di Edgar e Allan Poe quando uscirà.

@ Mitl

Nella scheda manga c'è un bell'accenno di trama che ho scritto personalmente...
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http://viaggionellanebbia.blogspot.com/
mastersilver88 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a mastersilver88 
4) Messaggio di mastersilver88 (01/02/2011, ore 20:37)
@Kotaro: ti ha dato un suo originale?!?! *__*

Fa molto piacere che gli autori di fumetti, anche se a grosse distanze gli uni dagli altri, si assomigliano
Comprerò molto volentieri Edgar e Allan Poe, e penso darò un'occhiata pure a Siamo in 11! (anche se in genere la fantascienza non mi ispira particolarmente).
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nicandro90 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a nicandro90 
5) Messaggio di nicandro90 (01/02/2011, ore 22:49)
siamo in 11 mi è piaciuto un casino, aveva un'atmosfera (in fatto di design e chardes) stile anni 80-90 ^^
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Emi-chan NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Emi-chan 
6) Messaggio di Emi-chan (01/02/2011, ore 23:58)
Io ho partecipato alla conferenza romana già citata per pura curiosità, ma dopo aver ascoltato Moto Hagio e letto le storie brevi distribuite ai partecipanti mi sono resa conto di aver scoperto un'autrice fantastica. Attendo "Poe no ichizoku" con trepidazione!
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Avrebbe voluto che lei, più di ogni altra persona al mondo, avesse pensato a lui non come ad un gigante buono a nulla, ma come ad un eroe.
Kotaro ha vinto 3 Premi Utente Kotaro è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kotaro 
7) Messaggio di Kotaro (02/02/2011, ore 01:52)
@ Mastersilver

La tavola è in fotocopia (anche perchè le distribuiva a tutti, non solo a me perchè ho la faccia simpatica ), però solo a me ha fatto l'autografo, e solo perchè io le andai a chiedere il titolo del manga perchè volevo raccogliere tutte le tavole date a me e ai miei amici, scannerizzarle e farci la scheda qua! Non so assolutamente perchè, ma lei non mi disse il titolo del manga e mi fece l'autografo sul disegno! (ci ho guadagnato )
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Friederike72 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Friederike72 
8) Messaggio di Friederike72 (02/02/2011, ore 02:06)
@mitl: "Edgar e Allan poe" è sostanzialmente una storia di vampiri, ma trattata con un senso della supsense e dell'atmosfera tale da renderla quasi una fiaba gotica. E' semplicemente emozionante!! Non vedo l'ora di averlo fa le mani.
Le sci-fiction invece mi piacciono meno, dunque non ho molto apprezzato "Siamo in 11", mi sembrava che la seconda parte fosse un inutile pendant, ma la prima aveva in sè parecchio thrilling, non male.
Mi fa piacere scoprire che la Hagio ha una tale passione per le opere delle Clamp da citarle così apertamente... *_*
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Loli pattume.
sensei 12 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a sensei 12 
9) Messaggio di sensei 12 (02/02/2011, ore 09:21)
Finalmente qualcuno che l'ha capito:

"Quali sono le sfide più grandi che i mangaka devono affrontare oggi, e come pensa che possano superarle?
H: Uno dei problemi è che la scelta delle tipologie di intrattenimento si è fortemente allargata - computer, videogiochi, e così via. In passato, i manga erano una forma di intrattenimento essenziale per i bambini, ma ai nostri giorni non occupano più quell'importanza fondamentale che rivestivano in passato. In più, ci sono anche meno bambini - la popolazione giovane si sta notevolmente ridimensionando."

Finalmente. Brava, Moto Hagio.
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Uso no nai egao ga Tatta hitotsu kimi ni hokoreru boku sa
zettaiLara ha vinto 1 Premio Utente zettaiLara è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a zettaiLara 
10) Messaggio di zettaiLara (04/02/2011, ore 22:51)
Ma vi rendete conto? I suoi manga preferiti (CLAMP a parte, a quanto pare ) sono Nodame Cantabile e Oooku
Mi ha colpito molto anche l'illustrazione takarazukiana di Clover
Sono molto curiosa di leggere qualcosa della Hagio, speriamo che sia un'autrice che rimanga "poco conosciuta e/o diffusa" in Italia ancora per poco ^^
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Siamo angeli con un'ala sola. Solo restando abbracciati possiamo volare.
Andromeda ha vinto 4 Premi Utente Andromeda è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Andromeda 
11) Messaggio di Andromeda (05/02/2011, ore 20:10)
Per la Ronin, sì? E Anastasia club che fine ha fatto, eh?
Mhm, l'illustrazione che la Hagio ha realizzato come tributo a Clover delle Clamp - che dovrò decidermi a leggere, prima o poi, prima che inizi a prendere polvere... - è qualcosa di assolutamente eccezionale! *_*
In effetti pare strano pensare che a fare i primi passi nel mondo degli Shoujo siano stati degli uomini con risultanti non sempre proprio deludenti, dai.
Cosa? Nodame Cantabile e Kuragehime? Che gusti... Ma forse ciò dipenderà dal fatto che la Hagio è ancora radicata in Manga caratterizzati da uno stile anni '70, sì.
Cosa cosa? Cina? America? Ma stiamo scherzando? Cerchiamo di essere autonomi!
Tematiche fantascientifiche, certo. E' perché all'epoca si aveva fiducia nel progresso, fiducia che ora è andata allentandosi, decisamente.
Accidenti! Che vita da cani! Povera!
Come? A me sembra che invece oggigiorno si tenda a disegnare le teste sempre più grandi - vd. Kilari - . Comunque niente preclude nulla. Ognuno ha il suo stile. Punto.
Il tema della morte? *_* Assai interessante!
A quale racconto delle Clamp si riferisce?
A parte ciò Edgard Allan Poe lo farò mio.
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