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"City Hunter" è sempre "City Hunter". Ha un inizio, un proseguimento, una fine e un sequel, ma possiamo dire che ciò che la gente ama e ciò che Sunrise produce è sempre ambientato prima della fine dell'opera, in un eterno presente.
Quindi, cosa possiamo aspettarci di nuovo, questa volta? Beh... è "City Hunter", ha un suo canovaccio ben collaudato e che se viene modificato potrebbe non piacere ai suoi fans, quindi, questa volta... nulla di nuovo. C'è la solita ragazza che in preda alla disperazione si affida ai nostri protagonisti, ci sono tutti (tutti) gli elementi che fanno parte di ogni film e special televisivo, sempre nello stesso identico ordine, ci sono sempre i soliti personaggi e i soliti ambienti. E se guardiamo a questo film come a una celebrazione di ciò che è l'essenza del franchise, va benissimo così. Tu da spettatore sai benissimo cosa succederà per filo e per segno, sai che a ogni scena ci sarà sempre la solita conseguenza comica, seguita dalla solita azione. Che sia un pregio o un difetto, dipende da cosa si cerca, e in un prodotto celebrativo sarebbe ottimo così. La storia è canonica ma ben raccontata, l'azione non manca, e le musiche sono un tuffo al cuore per chiunque abbia seguito il brand negli anni.

Allora, cosa c'è che non va? Prima di tutto, la regia, intesa come scelta di inquadrature e formato video. Da un film cinematografico mi aspetto un uso del grande schermo diverso rispetto a una serie TV in cui alcune inquadrature sembrano uscire dal formato 4:3 tagliato. E se lo stile grafico è diverso ma comunque ottimo, non si può accettare una qualità dei fondali così bassa in un film del 2019, quando le serie TV da anni ci hanno abituato meglio. Anzi, se c'è una cosa in cui "City Hunter" fin dal primo episodio eccelleva, era proprio nella regia e nella cura maniacale in cui rappresenta armi e mezzi meccanici, tra auto riprodotte maniacalmente anche nei loro interni e strumenti bellici, qui abbiamo effettivamente delle novità rispetto al passato, ovvero dei droni volanti (sia nemici, sia uno che usa il protagonista per diletto). Il dramma è vedere come sono animati male in 3D, una cosa che mi potrei aspettare da altri studi di animazione, non da una Sunrise che per prima osò animare totalmente in 3D i knightmare frame di "Code Geass: Akito the Exiled". Qui siamo a livelli nettamente inferiore dell'ONA YouTube Original "Obsolete", sempre del 2019. Anzi, mi ricorda l'Archangel di "Gundam Seed", ma non il remake del 2012, bensì quello del 2002. Davvero per un film cinematografico non si poteva fare di più?
E, se vogliamo mettere il dito nella piaga, durante i titoli di coda si vedono alcuni momenti topici della saga, e lì la regia è allo stato dell'arte, potremmo prendere quegli episodi e metterli a fianco al loro celebratissimo "Cowboy Bebop", e non sfigurerebbero affatto. Quindi, chi ha lavorato al film sa il valore del brand e che qualità può avere come opera d'azione e non solo, al di là del canovaccio sempreterno (in alcuni casi fortemente anacronistico, in altri così avanti da essere attuale solo ora in pieno XXI secolo). Ed è un peccato che un tributo abbia questi difetti, perché certe idee che non vi anticipo sono davvero ciò che un fan voleva vedere da tempo.

Quindi, mi spiace non poter dare la sufficienza a questo film. Se siete fan sfegatati del brand, se come tutti i comuni mortali ve lo vedrete in TV e se tenete conto di quale piccola grande sorpresa nasconde, alzate pure il voto, come film è coerente ed è divertente.
E in "City Hunter" basta così, in fondo.