Misure draconiane per contrastare il fenomeno del bagarinaggio delle carte Pokémon? Secondo me é veramente esagerato.
A parte che io DETESTO le carte Pokémon (a differenza dei videogiochi, rovinano il franchise) ma poi perché, anche ai minorenni, viene richiesta la scansione del volto? Visto che la maggior parte dei bagarini ha più di 14 anni.
La privacy finisce quando la mamma posta su facebook la foto 5528 foto del neonato. Non prendiamoci in giro.
Da un lato capisco il problema; dall'altro, la soluzione proposta è pura follia: manca solo il metal detector, la perquisizione all'ingesso e la doppia porta come nelle banche o nelle gioiellerie.
Quello che preoccupa davvero però, secondo me, è la placida accoglienza dei giapponesi a questo stato di cose. Se, per una cosa RIDICOLA come l'acquisto di carte giocattolo, mettono in piedi un sistema di controllo che ero abituato a vedere solo nei film di fantascienza, e la gente lo accetta pure... quanto ci vorrà per una società che funziona tutta in questo modo?
Esagero?
Sarà, ma... passettin passettino, intanto normalizzi un comportamento... poi lo estendi... e poi?
Da un lato capisco il problema; dall'altro, la soluzione proposta è pura follia: manca solo il metal detector, la perquisizione all'ingesso e la doppia porta come nelle banche o nelle gioiellerie.
Quello che preoccupa davvero però, secondo me, è la placida accoglienza dei giapponesi a questo stato di cose. Se, per una cosa RIDICOLA come l'acquisto di carte giocattolo, mettono in piedi un sistema di controllo che ero abituato a vedere solo nei film di fantascienza, e la gente lo accetta pure... quanto ci vorrà per una società che funziona tutta in questo modo?
Esagero?
Sarà, ma... passettin passettino, intanto normalizzi un comportamento... poi lo estendi... e poi?
È una realtà e un modo di vedere molto diverso dal nostro ...
Da un lato capisco il problema; dall'altro, la soluzione proposta è pura follia: manca solo il metal detector, la perquisizione all'ingesso e la doppia porta come nelle banche o nelle gioiellerie.
Quello che preoccupa davvero però, secondo me, è la placida accoglienza dei giapponesi a questo stato di cose. Se, per una cosa RIDICOLA come l'acquisto di carte giocattolo, mettono in piedi un sistema di controllo che ero abituato a vedere solo nei film di fantascienza, e la gente lo accetta pure... quanto ci vorrà per una società che funziona tutta in questo modo?
Esagero?
Sarà, ma... passettin passettino, intanto normalizzi un comportamento... poi lo estendi... e poi?
È una realtà e un modo di vedere molto diverso dal nostro ...
Da un lato capisco il problema; dall'altro, la soluzione proposta è pura follia: manca solo il metal detector, la perquisizione all'ingesso e la doppia porta come nelle banche o nelle gioiellerie.
Quello che preoccupa davvero però, secondo me, è la placida accoglienza dei giapponesi a questo stato di cose. Se, per una cosa RIDICOLA come l'acquisto di carte giocattolo, mettono in piedi un sistema di controllo che ero abituato a vedere solo nei film di fantascienza, e la gente lo accetta pure... quanto ci vorrà per una società che funziona tutta in questo modo?
Esagero?
Sarà, ma... passettin passettino, intanto normalizzi un comportamento... poi lo estendi... e poi?
È una realtà e un modo di vedere molto diverso dal nostro ...
Esatto. Quando si pone di fronte un problema, come in questo caso (acquisto smodato di carte da gioco per poi rivenderle a prezzi maggiorati o iscrizioni a tornei, sempre con la stessa modalità) il giapponese risolve il problema in maniera estrema. Non ha mai una via di mezzo.
Ad ogni modo la scansione del volto è già iniziata da un paio di mesi a Tokyo con l'inserimento di un sistema di riconoscimento del volto nelle principali fermate ferroviarie della capitale, sostituendo le principali carte (Pasmo e Suica) che venivano passate all'uscita dei tornelli. Il giapponese vede questo come un servizio pratico ed efficiente. Che differenza può fare all'ingresso di un Pokémon store o negozio affiliati Pokémon?
Da un lato capisco il problema; dall'altro, la soluzione proposta è pura follia: manca solo il metal detector, la perquisizione all'ingesso e la doppia porta come nelle banche o nelle gioiellerie.
Quello che preoccupa davvero però, secondo me, è la placida accoglienza dei giapponesi a questo stato di cose. Se, per una cosa RIDICOLA come l'acquisto di carte giocattolo, mettono in piedi un sistema di controllo che ero abituato a vedere solo nei film di fantascienza, e la gente lo accetta pure... quanto ci vorrà per una società che funziona tutta in questo modo?
Esagero?
Sarà, ma... passettin passettino, intanto normalizzi un comportamento... poi lo estendi... e poi?
È una realtà e un modo di vedere molto diverso dal nostro ...
Esatto. Quando si pone di fronte un problema, come in questo caso (acquisto smodato di carte da gioco per poi rivenderle a prezzi maggiorati o iscrizioni a tornei, sempre con la stessa modalità) il giapponese risolve il problema in maniera estrema. Non ha mai una via di mezzo.
Ad ogni modo la scansione del volto è già iniziata da un paio di mesi a Tokyo con l'inserimento di un sistema di riconoscimento del volto nelle principali fermate ferroviarie della capitale, sostituendo le principali carte (Pasmo e Suica) che venivano passate all'uscita dei tornelli. Il giapponese vede questo come un servizio pratico ed efficiente. Che differenza può fare all'ingresso di un Pokémon store o negozio affiliati Pokémon?
Orpo, ci sono stato per un mese e non me ne sono accorto...
Per chi trova queste cose "esagerate" o da "insulti verso l'azienda" faccio presente che in giappone parlare di carte pokemon è quasi come parlare qui di lingotti d'oro.
Perchè è vero sono carte giocattolo, ma con al differenze che alcune valgono migliaia di euro e hanno un mercato ben più vivo e profondo di quello dei francobolli (nessuno si lamenta che i negozi di francobolli hanno gli stessi sistemi di sicurezza delle gioiellerie?)
Durante il mio soggiorno al telegiornale ci sono state due notizie (oltre a quella della scuola che ha preso fuoco e dei bambini che la maestra ha messo in salvo sul cornicione) che mi ha colpito: un furto di carte pokemon (vetrina sfondata e prese tutte le carte presenti nel negozio) e il furto di piante di bonsai da un appartamento (da notare che alcuni bonsai raggiungono il valore di di oltre 10 milioni di yen).
Noto anche che alcuni commenti sono lesti nel criticare l'azienda e quello che fa per arginare un problema, ma sorvolano sul problema...
Noto anche che alcuni commenti sono lesti nel criticare l'azienda e quello che fa per arginare un problema, ma sorvolano sul problema...
perché, anche ai minorenni, viene richiesta la scansione del volto? Visto che la maggior parte dei bagarini ha più di 14 anni.
Sicuramente l’americano medio Idiota complottista così se lo sono tolto di torno
Evidentemente il cartello "per favore non fate speculazioni e non fate i bagarini" non serve ad arginare la piaga.
La privacy finisce quando la mamma posta su facebook la foto 5528 foto del neonato. Non prendiamoci in giro.
Il “problema” è stato creato unicamente da loro. Ripeto, non sono fatte con l’oro e basterebbe semplicemente stamparne di più. Letteralmente l’unico lato negativo possibile è che tu possa avere a un certo punto uno 0.01% di rimanenze di magazzino, ma suppongo che il brand più lucrativo del mondo se lo possa permettere.Noto anche che alcuni commenti sono lesti nel criticare l'azienda e quello che fa per arginare un problema, ma sorvolano sul problema...
Ora basta bucare i database ( e non solo così ) oppure un uso improprio dei dati conservati da pokemon company ( un'azienda privata ) e potenzialmente avranno accesso a telefonini di molte persone, comprese minori.
Queste misure vanno sanzionate.
Ora basta bucare i database ( e non solo così ) oppure un uso improprio dei dati conservati da pokemon company ( un'azienda privata ) e potenzialmente avranno accesso a telefonini di molte persone, comprese minori.
Queste misure vanno sanzionate.
ma guarda, considera che sono stati realizzati quasi 30milioni di SPID tramite PosteID, che è un servizio privato. Dunque non vorrei dire che sia tardi per preoccuparsi ma... ecco, ci siamo già dentro x"D.
Quotata alla Borsa di Milano dal 2015, Poste Italiane ha un flottante di circa il 35%; il 65% circa delle azioni è poi ripartito tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ne detiene una quota del 29,26%, e da Cassa depositi e prestiti che possiede una quota del 35%.
Paragoniamo con un' organizzazione completamente privata composta da Nintendo, the Creature e Game Freak. Vogliamo ricordare quante volte in passato si è dimostrata fallace nella sicurezza ( persino leak di interi progetti pokemon presenti e futuri ) ?
sai che se una società per azioni è partecipata dallo stato non cambia la sua natura giuridica? Considera che il soggetto/provider che fornisce lo SPID deve essere accreditato dallo Stato per poterti fornire il servizio. Dunque passi di fatto i tuoi dati a terzi.
Cosa che non succede con la CIE perché è un sistema creato e gestito interamente dallo stato(anche più sicuro) motivo per cui hai dovuto rifare quel processo noiosissimo per essere identificato tramite la carta d'identità elettronica.
Per il resto non ho commentato l'azione di Nintendo in sé, ho solo detto che l'identificazione è già realtà da anni, l'unico modo per contestare sta nel consumatore finale visto che qui si parla di prodotti , su cui hai un margine di azione.
Acquistando però ribadisci che l'ottenere quel prodotto vale più delle tue informazioni:P non che sia sbagliato eh. Però sperare di cambiare trend senza rinunciare a qualcosa non porterà a nulla! C'è da considerare pure che il tema della privacy è come quello dell'ecologia, magari il 70-80% dice di tenerci o di essere preoccupato, ma nel concreto solo il 10% sarebbe disposto a rinunciare a qualcosa.
Però sperare di cambiare trend senza rinunciare a qualcosa non porterà a nulla!
Poi dice che c'è la crisi... I ristoranti sono tutti pieni e le carte Pokémon vanno a ruba!
Eppure è così.
Però dobbiamo ringraziare anche i signori speculatori che al lancio di carte o mazzi limitati, non hanno perso l'occasione di rivenderli lo stesso giorno, al doppio del prezzo. Sfigati.
Da un lato capisco il problema; dall'altro, la soluzione proposta è pura follia: manca solo il metal detector, la perquisizione all'ingesso e la doppia porta come nelle banche o nelle gioiellerie.
Quello che preoccupa davvero però, secondo me, è la placida accoglienza dei giapponesi a questo stato di cose. Se, per una cosa RIDICOLA come l'acquisto di carte giocattolo, mettono in piedi un sistema di controllo che ero abituato a vedere solo nei film di fantascienza, e la gente lo accetta pure... quanto ci vorrà per una società che funziona tutta in questo modo?
Esagero?
Sarà, ma... passettin passettino, intanto normalizzi un comportamento... poi lo estendi... e poi?
È una realtà e un modo di vedere molto diverso dal nostro ...
Su questo ti do pienamente d'accordo, i giapponesi sono molto più abituati di noi a farsi "inquadrare" (anzi, è quasi una necessità, dato quanto sono dense le loro città più grandi); contemporaneamente, la cosa non riesce a non inquietarmi.
"Se un individuo tenta di entrare nel negozio due volte nella stessa giornata..."
"...per poi essere eliminati dopo un periodo non specificato."
In questo caso, direi che i dati si possono eliminare a mezzanotte, se il sistema serve ad evitare gli acquisti nello stesso giorno.
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Eppure è così.
Però dobbiamo ringraziare anche i signori speculatori che al lancio di carte o mazzi limitati, non hanno perso l'occasione di rivenderli lo stesso giorno, al doppio del prezzo. Sfigati.
Sfigati i bagarini o chi acquista a prezzi maggiorati?
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Quello che preoccupa davvero però, secondo me, è la placida accoglienza dei giapponesi a questo stato di cose. Se, per una cosa RIDICOLA come l'acquisto di carte giocattolo, mettono in piedi un sistema di controllo che ero abituato a vedere solo nei film di fantascienza, e la gente lo accetta pure... quanto ci vorrà per una società che funziona tutta in questo modo?
Esagero?
Sarà, ma... passettin passettino, intanto normalizzi un comportamento... poi lo estendi... e poi?
È una realtà e un modo di vedere molto diverso dal nostro ...
Su questo ti do pienamente d'accordo, i giapponesi sono molto più abituati di noi a farsi "inquadrare" (anzi, è quasi una necessità, dato quanto sono dense le loro città più grandi); contemporaneamente, la cosa non riesce a non inquietarmi.
Forse i Giapponesi sono "più abituati di noi a farsi inquadrare", ma noi non ci siamo forse fatti inquadrare per andare a bere un caffè?
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