| Perchè lo consiglio: La stagione finale di Zettai BL ni Naru Sekai vs Zettai BL ni Naritakunai Otoko (suona all'incirca "Un mondo in cui tutto diventa definitivamente BL Vs. l'uomo che sicuramente non vuole essere in un BL", esageratamente sopra le righe, proprio come tutta la serie…) è un concentrato di risate da parte… dello spettatore.
Che siano lievi, affettuose, a crepapelle o dal retrogusto un po’ cringe, qualunque appassionato di Boys’ Love che non si prende troppo sul serio dovrebbe guardare questa serie quando ha bisogno di un momento di leggerezza o, magari, se ha l’impressione di non riuscire più a trovare BL che lo soddisfino perché sembrano ripetersi sempre gli stessi trope narrativi.
Zettai BL si prende gioco di ogni singolo stereotipo dell’universo narrativo più comune dei Boys’ Love e lo fa senza ritegno, dichiaratamente, ma anche con estremo affetto.
Mob, il nostro protagonista (il cui nome significa precisamente “persona comune” in inglese) ha come unico obiettivo quello di restare una persona comune in un BL. Un personaggio secondario, di quelli che non si fidanzano e si traghettano al finale della storia in tranquillità. Peccato che non esiste alcun “finale” della storia quando vivi in un mondo in cui, quando accade qualcosa, ciò segue sempre gli stereotipi del mondo BL.
Mob ha intenzione di studiare ogni dettaglio su come funziona questo mondo per poter evitare tutte le insidie che rischierebbero di incastrarlo in una relazione boys’ love.
Gli unici personaggi a cui è davvero concesso di essere dei “mob” sono le ragazze perché, come ci ricorda Mob, “se vedi una bella ragazza, è perché in realtà è un maschio”.
Ogni puntata dura circa 10 minuti, è proposta a coppie di due, ed è incentrata su una di queste insidie in particolare (“VS Drinking Party”, “VS My Brother's Friend”, “VS Weakness”, “VS Falling Asleep”, …): a volte anche apparentemente innocue, ma che portano sempre inevitabilmente qualcuno a innamorarsi.
Mob le inventa tutte per poter schivare le relazioni, fare in modo che altri si fidanzino al posto suo, non farsi trovare, scappare con scuse improbabili… e in tutto questo si mostra però sempre contento per i suoi amici e affettuoso verso la tenerezza delle relazioni che nascono, pur nascondendo i suoi sentimenti dietro un’elevatissima dose di cringe.
Mob finisce però per ritrovarsi coinvolto di frequente in triangoli amorosi dai risvolti inediti, dato che egli cerca sempre, inevitabilmente, il modo di glissare. Ma se questa stagione si chiama “Final”, forse significa che glissare per sempre, in questo mondo, è impossibile… o no?
Lo spettatore inizia la serie per ridere degli stereotipi del genere narrativo, ma la serie riesce talmente bene in entrambi gli intenti, quello comico e quello di far affezionare ai personaggi, che alla fine esattamente come Mob anche lo spettatore non potrà trattenersi dal mormorare tra sé è sé, in ogni puntata “... eh vabbè, dai, è un po’ imbarazzante, ma alla fine sono felice per loro.”
Non è assolutamente una serie da prendere sul serio perché lei stessa non si prende sul serio ma riesce, mentre lo fa, a restare sempre rispettosa nei confronti del Boys’ love classico e dei suoi (innamoratissimi) protagonisti.
Per apprezzare l’ultima stagione è fondamentale aver visto le precedenti, proprio perché si vorrà davvero bene ai personaggi grazie anche al fatto di averli visti crescere. Pur con i suoi alti e bassi nel corso delle varie stagioni, ne vale assolutamente la pena. |