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esseci

Episodi visti: 1/1 --- Voto 4,5
Umetsu dimostra di essere un buon animatore e designer, non uno sceneggiatore.

"Kite Liberator" è stato prodotto dieci anni dopo "A‑Kite" ma, nonostante le apparenze, difficilmente può essere considerato come il suo "sequel".
Sebbene presenti alcuni punti di premessa comuni, come la protagonista ragazza studentessa che conduce una doppia vita come assassina di delinquenti, per il resto non presenta altri particolari punti di contatto, tanto che il presunto legame con l’opera da cui sembra trarre origine resta molto sfumato ed esclusivamente legato all'aspetto formale e visivo.

Premetto subito e scanso di equivoci che "Kite Liberator" non mi ha proprio entusiasmato: se "A-Kite" è un'opera noir, pulp e ambientata in un contesto urbano decadente e alienante, "Kite Liberator" presenta gli stilemi di un'opera di fantascienza alla "Alien" e affini con una discreta dose di horror, in cui il legame tra le scene ambientate nella stazione spaziale orbitante intorno alla Terra e quelle sulla nostro pianeta consiste nella relazione di parentela che unisce i due protagonisti (padre-figlia).

Ancora una volta la sceneggiatura è ellittica: non si spiega neppure vagamente il percorso della classica ragazzina perbene che si trasforma in una killer professionista dotata di dispositivi del tutto fantasiosi e fuori portata, capace di muoversi e librarsi volando meglio di un ninjia. Se dovessi valutare le scene di azione, dovrei scrivere che sono veramente forzate, raffazzonate e surreali.
Passando a quelle più tranquille, slice of life, sono invece piuttosto scialbe e finalizzate ad evidenziare la finta fragilità della protagonista quando impersona la ingenua e indifesa studentessa che arrotonda come cameriera part time offrendo visuali fanservice a profusione nel tipico approccio gap-moe, ossia la classica ragazzina idealizzata, innocente, carina e molto vulnerabile, che suscita negli spettatori sentimenti di affetto o protezione in contrasto con il suo lato inaspettatamente duro e spietato di killer senza sentimenti.
Della durezza contenutistica e visiva di "A-Kite" non c'è proprio nulla perdendo quella dimensione cruda, diretta ed eplicita dell'opera di "origine" per una versione troppo edulcorata basata sulla "nostalgia" che la ragazza prova per l'assenza dell'amato padre. Venendo meno i contenuti "pulp", grotteschi ed espliciti anche a livello sessuale (che in "A-Kite" sono degni delle produzioni erotiche), quello che resta è un'opera "estetica", visivamente discretamente realizzata e animata (considerato che è del 2008) ma niente di più. E per coloro che si aspettavano le stesse atmosfere "noir" (quelle ambientazioni urbane così quasi claustrofobiche) e "pulp", coerenti per un quadro tematico di abuso e controllo tramite la violenza, resta un mix thriller e fantascienza senza capo nè coda, frammentato senza organicità e privo di quell’atmosfera grezza e disperata che rendeva "A‑Kite" disturbante.

"Kite Liberator" è sostanzialmente un’opera irrisolta, debole e senza quella brutalità della prima opera, incapace di trasmettere la sofferenza che dovrebbe essere alla base delle azioni della protagonista Momoka.

Ritorno pertanto all'incipit iniziale: Umetsu è un autore da apice emotivo, non da sviluppatore narrativo. E infatti la sua opera migliore "A-Kite" ha funzionato perché non racconta una storia ma vuole solo colpire lo spettatore. "Kite Liberator" tende a fallire proprio perché tenta di combinare cliffhangers in una storia incompleta cui non attribuisce un incipit e uno sviluppo. Essendo l’eccesso stilistico la sua "forma" di linguaggio, la narrazione articolata richiede una capacità di costruzione che non sembrano appartenere al suo modo di pensare per immagini.


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Gustavo69

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Dieci anni dopo l'uscita di "Kite", quasi a sorpresa uscì una specie di sequel: i personaggi sono tutti nuovi, ma ci sono dei rimandi alla prima serie. La cosa interessante è che non si tratta più di un OAV hentai, non ci sono scene di sesso, solo alcune scene normali di fanservice. E, cosa ancora più incredibile forse, il genere stavolta è di fantascienza/horror!

La storia comincia infatti nello spazio, sulla stazione spaziale internazionale. In seguito all'esposizione ai raggi cosmici, e a causa di un certo cibo "spaziale", due degli astronauti si tramutano in mostri corazzati e assetati di sangue. Quasi tutti muoiono, solo alcuni riescono a tornare sulla Terra grazie a una piccola astronave di salvataggio. Purtroppo, però, uno dei mostri è approdato sulla Terra insieme a quella astronave. Nel frattempo facciamo la conoscenza della giovane protagonista della storia, studentessa delle superiori di giorno e giustiziera di notte. A differenza della protagonista di "Kite" lei sembra fare quel lavoro di sua spontanea volontà, per quanto ci sia sempre un'organizzazione dietro di lei. Dopo che il mostro comincia a seminare terrore e morte in città, le viene dunque chiesto di eliminare quella minaccia. La nostra protagonista non si spaventa di fronte alla sfida, purtroppo il destino ha in serbo una brutta sorpresa per lei...

Considerato da molti un sequel molto bizzarro rispetto alla storia originale, "Kite Liberator" rimane comunque un OAV che convince, nonostante sia lontano anni luce dalle tematiche di "Kite". A tratti ricorda i vecchi OAV degli anni '80, ispirati a loro volta da film come "Alien". "Kite Liberator" è avvincente, anche perché introduce diversi elementi misteriosi nella storia principale, senza però dare risposte chiare. E poi si conclude con un cliffhanger alquanto importante. Teoricamente, le risposte sarebbero dovute arrivare nel sequel di questo OAV, dal titolo "Kite Armageddon", previsto inizialmente per il 2018, ma ad oggi, nel 2023, ancora non si sa praticamente nulla. Forse è stato cancellato definitivamente.
"Kite Liberator" rimane dunque un sequel bizzarro ma affascinante di un OAV ormai storico.

Lazarus

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Lazarus

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Prodotto come il seguito ufficiale di A-Kite ad opera del medesimo autore, se ne allontana nettamente mantenendo solo qualche lontano riferimento.
La storia unisce elementi polizieschi e misteriosi giustizieri metropolitani, con trovate nettamente fantascientifiche, come mostri spaziali e mutazioni genetiche. Le vicende proseguono parallele e paiono intrecciarsi per pura casualità. In realtà tutta la trama pare montata su avvenimenti accidentali e sconnessi, il che risulta molto fastidioso. Quello che quest'opera guadagna nettamente rispetto alle precedenti del medesimo autore (Yasuomi Umetsu) è che per una volta evita di cadere nella trappola dell'hentai, pur mantenendo vagonate di fanservice (a volte piuttosto degradante e squallido, il che purtroppo è nello stile dell'autore).
In conclusione l'anime ha ottime animazioni, a fronte di una trama davvero disordinata e con ben poche idee, che non sa a che genere votarsi, e che cerca in un malriuscito miscuglio di trovate già viste, un via per quell'originalità che purtroppo non trova.
Gli do un 6 e mezzo per l'aspetto tecnico.

<b>SPOILER</b> Il finale poi lascia davvero perplessi, non graziandoci di conclusione, ma freddandoci con un improvvisa ed inspiegabile interruzione.