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calvin93

Episodi visti: 3/3 --- Voto 6,5
Che strano aver visto questi tre episodi ora che la serie tv è ufficialmente finita.

Purtroppo non si può dire molto su questi tre episodi perché è stato tutto troppo breve.
Sapevo che nel manga Arisu e i suoi amici sono studenti del liceo, mentre nel live action, per forza di cose, la loro età era stata alzata, ponendoli in quel “limbo” tra fine università e inizio della carriera lavorativa.
I tre game proposti sono stati molto interessanti (e ancora più interessante lo scoprire che due dei tre game sono stati inseriti solo nella terza stagione), anche se chi tiene incollati allo schermo è il secondo game, dove apparentemente lo scopo è fuggire dal pazzo armato con in testa una maschera di cavallo.
Avendo visto la serie tv non c’era alcun mistero su chi fossero i due personaggi che si intuisce che con il proseguire della trama diventeranno cruciali per la storia, ma il mio pensiero va a chi ha visto questi oav dieci anni fa e capisco benissimo come si siano sentiti nel non poter vedere il continuo.

Realizzare una serie anime non sarebbe stato affatto male, sono convinta che ne sarebbe uscito un bel progetto, perché se i game visti nella serie tv sono presenti anche nel materiale cartaceo, ci sarebbe stata un buon mix tra chi ama momenti di adrenalina e chi ama momenti di logica.


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Focasaggia

Episodi visti: 3/3 --- Voto 5
«Alice in Borderland» (originalmente "Imawa no Kuni no Alice") è un anime che funge solo da pubblicità alla controparte cartacea, fallendo in parte l'obiettivo.

Un altro mondo che non sembra un altro mondo, ci si ritrova in un altro luogo senza un motivo, all'improvviso e altrettanto velocemente si accetta l'idea di tale assurdità. Il cambiamento è tanto istantaneo che guardando distrattamente la serie non ci si accorgerebbe nemmeno che sia avvenuto. Certo parliamo del semplice pretesto che deve giustificare il seguito, e sicuramente sarà specificato in maniera soddisfacente nel manga, ma nei 3 episodi animati il tutto è talmente blando che dimostra solo poca inventiva da parte dell'autore, difetto non di poca importanza vista la durata e che sulla fantasia si baserà l'anime.

I vari protagonisti per sopravvivere dovranno vincere dei giochi, il cui compenso è semplicemente qualche giorno in più di vita, più il gioco che si vince risulta difficile maggiore è il tempo che verrà donato. Terminato il lasso di tempo regalato, nel caso si rifiutasse di partecipare ad un ulteriore gioco, la morte giunge. I giochi possono essere basati su caratteristiche fisiche o intellettive.

Il mondo è un gioco. I vari giochi sono la parte fondamentale dell'anime, sembra che tutto il resto sia solo di contorno a quello che accade durante i giochi. Ogni volta potremo fare la conoscenza di nuovi personaggi, ma a differenza del buon Gantz, al termine coloro che sono rimasti in vita scompariranno dalla scena. I giochi offrono si spunti interessanti ma non trovandoci in Liar game mancano quelle idee geniali che eleverebbero la serie, rimanendo in tal modo nella mediocrità. Per quanto riguarda l'azione si vede poco nella serie, quasi tutta compresa nel secondo episodio, una visione piacevole ma dimenticabile nel complesso. Animazione e disegni buoni nel complesso, i vari personaggi potranno ricordare amici con i quali si esce il sabato sera, i più ordinari possibili e dimenticabili.

In definitiva si suggerisce la visione a chi sa apprezzare i giochi di astuzia, o le lotte dinamiche, se la serie dovesse soddisfare i propri gusti consiglio la lettura del manga di certo più coinvolgente.


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acanziogeldra

Episodi visti: 3/3 --- Voto 9
"Alice in Borderland" è una serie OAV di tre episodi della fine del 2014. Qualcuno ha paragonato questo anime a "BTOOOM! incontra No Game No Life", ma secondo me è ben più affine a "Death Billiards/Parade" condito di azione: benché BTOOOM mostri immagini crude, non possiede la carica psicologica che questo titolo offre. Infatti la componente psicologica in Alice in Borderland è nettamente marcata.

In questo anime diverse persone (fra cui i tre protagonisti) vengono trasportate in un altro mondo, chiamato Borderland, dove bisogna regolarmente partecipare a giochi che si tengono dopo il calar del sole. I giochi vengono catalogati tramite un numero (più è alto e più il gioco è difficile) ed un seme delle carte francesi (picche per giochi che richiedano forza o agilità, cuori per giochi psicologici, ...), apparentemente scelti in modo casuale all'inizio. Più alta è la difficoltà e più alto è il premio: un numero di giorni per poter vivere ulteriormente in Borderland; finiti questi giorni, si viene brutalmente uccisi.

Il tema si rifà ad un filone ben collaudato: il protagonista è un ragazzo svogliato (pressoché un NEET); infatti si descrive "non sono un eroe o un mago... non sono neppure un giocatore, sono solo un cittadino NPC". Nella sua nuova situazione impara però a sentirsi vivo dopo la sua prima vittoria, ma proprio qui cominciano i primi veri guai: l'amicizia fra i tre viene messa alla prova negli ultimi due episodi, prima per i dubbi di uno dei tre, rimasto ferito durante il primo gioco e quindi anello debole, poi per le perverse regole del terzo gioco.

Unica delusione: la brevità della serie (il finale rimane comunque eccezionale) e la presenza di due personaggi misteriosi che non vengono approfonditi (uno dei due è la ragazza che a fine terzo episodio si unisce al protagonista), che probabilmente vengono maggiormente sviluppati nel manga (che non ho letto). Si rimane davvero in attesa di un proseguo che, data la non eccessiva popolarità della serie, probabilmente non verrà mai prodotto.