Yugure al crepuscolo della perpetuità
Nel mondo degli anime capita ogni tanto di imbattersi in un prodotto che ti fa pensare immediatamente "occasione sprecata", e questo "Yugure al crepuscolo della perpetuità" rientra pienamente in questa definizione.
Questo perché, vedendo il primo episodio, una sorta di prologo giustamente indicato come 00, si introduce un contesto intrigante: un futuro prossimo dove le tecnologie odierne fanno passi da gigante e si lavora all'integrazione umana col mondo digitale, con i rischi e le tipiche debolezze umane a farne da contorno. Il tutto seguendo la storia di due protagonisti, Akira e Towasa, che si avvicinano fino a diventare una coppia. Senza fare troppi spoiler, alla fine ci ritroveremo un Akira risvegliato in un mondo post-apocalittico, che dovrà cercare di capire che cosa è successo nel tempo che lui non ricorda.
Se sommiamo il fatto che l'incipit è narrato bene e la resa grafica è notevole, le aspettative si fanno belle alte, e nei primi due episodi canonici ancora reggono il passo, sebbene mostrino il fianco alle prime incrinature. Il merito va soprattutto Yugure, androide con le fattezze di Towasa e con un po' di profondità nascosta dietro il suo fare robotico.
Il problema è che dall'episodio 03 (il quarto) in poi è un crollo a livello di contenuti, coerenza narrativa e semplice gestione degli eventi che fa crollare l'interesse: vengono inseriti personaggi inutili che non apportano niente al racconto, i protagonisti fanno azioni incoerenti e non spiegabili con quanto mostrato fino a quel momento.
E fatte salve un paio di puntate dove finalmente si capisce qualcosa, l'andazzo della serie rimarrà quello di non portare a nulla di concreto, lasciando la storia piena di buchi di trama. La cosa peggiore è che una regia e sceneggiatura competente avrebbero potuto gestire meglio gli eventi, distribuendo i punti salienti in più episodi, senza alternare episodi completamente vuoti e ripetitivi ad altri dove si corre a mille per contestualizzare il background.
Venendo ai personaggi, menzione di (dis)onore va a Amoru: presente con minutaggio quasi uguale a quello dei protagonisti, non solo è il personaggio pensato per il fanservice fine a sé stesso, ma è anche quello più irritante e inutile della storia, e per quanto gli autori cerchino di farti empatizzare con lei, tutto quello che farà sarà solo creare ulteriori, inutili problemi ai due protagonisti.
In conclusione, se siete appassionati del genere post-apocalittico, date un occhio alle prime puntate, ma siate coscienti che il livello calerà drasticamente. Se non altro, ha un finale reale, per quanto di basso livello come il resto delle puntate della seconda metà della serie. Altrimenti, passate oltre.
Questo perché, vedendo il primo episodio, una sorta di prologo giustamente indicato come 00, si introduce un contesto intrigante: un futuro prossimo dove le tecnologie odierne fanno passi da gigante e si lavora all'integrazione umana col mondo digitale, con i rischi e le tipiche debolezze umane a farne da contorno. Il tutto seguendo la storia di due protagonisti, Akira e Towasa, che si avvicinano fino a diventare una coppia. Senza fare troppi spoiler, alla fine ci ritroveremo un Akira risvegliato in un mondo post-apocalittico, che dovrà cercare di capire che cosa è successo nel tempo che lui non ricorda.
Se sommiamo il fatto che l'incipit è narrato bene e la resa grafica è notevole, le aspettative si fanno belle alte, e nei primi due episodi canonici ancora reggono il passo, sebbene mostrino il fianco alle prime incrinature. Il merito va soprattutto Yugure, androide con le fattezze di Towasa e con un po' di profondità nascosta dietro il suo fare robotico.
Il problema è che dall'episodio 03 (il quarto) in poi è un crollo a livello di contenuti, coerenza narrativa e semplice gestione degli eventi che fa crollare l'interesse: vengono inseriti personaggi inutili che non apportano niente al racconto, i protagonisti fanno azioni incoerenti e non spiegabili con quanto mostrato fino a quel momento.
E fatte salve un paio di puntate dove finalmente si capisce qualcosa, l'andazzo della serie rimarrà quello di non portare a nulla di concreto, lasciando la storia piena di buchi di trama. La cosa peggiore è che una regia e sceneggiatura competente avrebbero potuto gestire meglio gli eventi, distribuendo i punti salienti in più episodi, senza alternare episodi completamente vuoti e ripetitivi ad altri dove si corre a mille per contestualizzare il background.
Venendo ai personaggi, menzione di (dis)onore va a Amoru: presente con minutaggio quasi uguale a quello dei protagonisti, non solo è il personaggio pensato per il fanservice fine a sé stesso, ma è anche quello più irritante e inutile della storia, e per quanto gli autori cerchino di farti empatizzare con lei, tutto quello che farà sarà solo creare ulteriori, inutili problemi ai due protagonisti.
In conclusione, se siete appassionati del genere post-apocalittico, date un occhio alle prime puntate, ma siate coscienti che il livello calerà drasticamente. Se non altro, ha un finale reale, per quanto di basso livello come il resto delle puntate della seconda metà della serie. Altrimenti, passate oltre.
Ho appena finito di vedere questo anime che fa parte della stagione 2025.
Dusk Beyond the End of the World, mi aveva intrigato la trama di presentazione anche se posso dirlo adesso... chi l'ha fatta non aveva la più pallida idea di cosa diamine stava parlando, almeno nelle premesse iniziali, poi la storia più o meno si districa nel modo specificato.
Sono abbastanza combattuto nel qualificare questo anime.
Partiamo dal comparto tecnico che è notevole! L'anime è fatto molto bene, le animazioni valgono ed i personaggi sono belli esteticamente, per non parlare delle ricostruzioni ambientali molto vivide e ben fatte.
Per quanto invece concerne la storia... bè è un concentrato di generi vari, racconta tante cose, ne succedono tante, ma la parte migliore è quella iniziale in cui l'antefatto spiega cosa è successo al protagonista nel passato sino alla sua messa in pausa criogenica, e la parte finale in cui vengono spiegati i misteri presenti e cosa diamine è avvenuto nel frattempo.
In mezzo un'accozzaglia di eventi in quello che dovrebbe essere il viaggio della crescita per i protagonisti, ma che in realtà (si capisce poi) è solo un tentativo di trama per tenere nascosti gli eventi non detti che caratterizzano il finale.
Questo anime parla (senza tanto girarci intorno) di un futuro distopico ed il protagpnista al suo risveglio dovrà comprendere dove si trova, perchè si trova lì, perchè il mondo è diventato così e che diamine di fine abbia fatto la sua promessa sposa, anche se poi passati 200 anni non dovrebbero esserci dubbi, ma si cerca in ogni modo di alimentare speranze di sopravvivenza anche per lei.
Sarò chiaro, poteva essere un gran bel prodotto (la parte tecnica è già di per se ottima) con una bella trama tutto sommato ed anche una ricostruzione della società umana basata su valori nuovi e diversi, con più apertura verso il poliamore e financo l'omosessualità.
Peccato che si faccia una gran confusione di fatti, si fanno 2 passi avanti per farne 4 indietro ed i vari protagonisti se pur belli hanno scarso spessore psicologico e trasmettono poca empatia.
Tutto molto cliché nelle scelte.
Essenzialmente potremmo definirla una storia sull'amore e le sue complicazioni, più che una storia d'amore, passando attraverso lo sci-fi, lo slide on slice, la fantascienza ed un pizzico di mistery.
Diciamo che il problema principale non è quello dei tanti generi attaversati, ma più il fatto di volergli dare un senso anziché concentrarsi sui personaggi.
Il ritmo con è lento, anzi scorre veloce ed i 12 episodi si guardano tranquillamente, anzi oserei dire che si poteva diluire meglio la trama con altri episodi curando maggiori aspetti della storia per dargli una profondità maggiore.
Quest'opera a me ricorda molto gli anime del passato in cui spiegando un mondo nuovo si finiva per scoprire le ombre di un passato tragico e dimenticato, magari fatto di conflitti bellici.
In questo caso non c'è nulla di mistico come storie di Atlantide o popoli scomparsi, ma ci si concentra nel decadimento di una società (simile e leggermente più avanzata della nostra) sprofondata per colpa delle AI e della volontà umana di sperimentare una commistione sempre maggiore con la connessione elettronica.
A ben vedere c'entra anche una sorta di pandemia globale i-tech ma non voglio spoilerare nulla.
Valutazione finale, un'opera piuttosto ambiziosa che ahimè sfocia nel presuntuoso e termina nel pasticciato ed è davvero un peccato perchè le premesse ed il lavoro fatto avrebbero meritato altra sorte.
Per assurdo quest'opera avrebbe potuto essere più lunga per concentrarsi nel costruire un mondo nuovo credibile oppure farne un film animato togliendo tanta roba inutile e concentrandosi solo sulla trama principale così da sopperire col ritmo alle mancanze narrative.
Detto ciò come valutazione non mi sento di voler essere così cattivo perchè in fondo questi 12 episodi mi hanno intrattenuto, incuriosito, lasciato qualche sussulto ed oggettivamente come premesso inizialmente è stato un bel vedere.
Dusk Beyond the End of the World, mi aveva intrigato la trama di presentazione anche se posso dirlo adesso... chi l'ha fatta non aveva la più pallida idea di cosa diamine stava parlando, almeno nelle premesse iniziali, poi la storia più o meno si districa nel modo specificato.
Sono abbastanza combattuto nel qualificare questo anime.
Partiamo dal comparto tecnico che è notevole! L'anime è fatto molto bene, le animazioni valgono ed i personaggi sono belli esteticamente, per non parlare delle ricostruzioni ambientali molto vivide e ben fatte.
Per quanto invece concerne la storia... bè è un concentrato di generi vari, racconta tante cose, ne succedono tante, ma la parte migliore è quella iniziale in cui l'antefatto spiega cosa è successo al protagonista nel passato sino alla sua messa in pausa criogenica, e la parte finale in cui vengono spiegati i misteri presenti e cosa diamine è avvenuto nel frattempo.
In mezzo un'accozzaglia di eventi in quello che dovrebbe essere il viaggio della crescita per i protagonisti, ma che in realtà (si capisce poi) è solo un tentativo di trama per tenere nascosti gli eventi non detti che caratterizzano il finale.
Questo anime parla (senza tanto girarci intorno) di un futuro distopico ed il protagpnista al suo risveglio dovrà comprendere dove si trova, perchè si trova lì, perchè il mondo è diventato così e che diamine di fine abbia fatto la sua promessa sposa, anche se poi passati 200 anni non dovrebbero esserci dubbi, ma si cerca in ogni modo di alimentare speranze di sopravvivenza anche per lei.
Sarò chiaro, poteva essere un gran bel prodotto (la parte tecnica è già di per se ottima) con una bella trama tutto sommato ed anche una ricostruzione della società umana basata su valori nuovi e diversi, con più apertura verso il poliamore e financo l'omosessualità.
Peccato che si faccia una gran confusione di fatti, si fanno 2 passi avanti per farne 4 indietro ed i vari protagonisti se pur belli hanno scarso spessore psicologico e trasmettono poca empatia.
Tutto molto cliché nelle scelte.
Essenzialmente potremmo definirla una storia sull'amore e le sue complicazioni, più che una storia d'amore, passando attraverso lo sci-fi, lo slide on slice, la fantascienza ed un pizzico di mistery.
Diciamo che il problema principale non è quello dei tanti generi attaversati, ma più il fatto di volergli dare un senso anziché concentrarsi sui personaggi.
Il ritmo con è lento, anzi scorre veloce ed i 12 episodi si guardano tranquillamente, anzi oserei dire che si poteva diluire meglio la trama con altri episodi curando maggiori aspetti della storia per dargli una profondità maggiore.
Quest'opera a me ricorda molto gli anime del passato in cui spiegando un mondo nuovo si finiva per scoprire le ombre di un passato tragico e dimenticato, magari fatto di conflitti bellici.
In questo caso non c'è nulla di mistico come storie di Atlantide o popoli scomparsi, ma ci si concentra nel decadimento di una società (simile e leggermente più avanzata della nostra) sprofondata per colpa delle AI e della volontà umana di sperimentare una commistione sempre maggiore con la connessione elettronica.
A ben vedere c'entra anche una sorta di pandemia globale i-tech ma non voglio spoilerare nulla.
Valutazione finale, un'opera piuttosto ambiziosa che ahimè sfocia nel presuntuoso e termina nel pasticciato ed è davvero un peccato perchè le premesse ed il lavoro fatto avrebbero meritato altra sorte.
Per assurdo quest'opera avrebbe potuto essere più lunga per concentrarsi nel costruire un mondo nuovo credibile oppure farne un film animato togliendo tanta roba inutile e concentrandosi solo sulla trama principale così da sopperire col ritmo alle mancanze narrative.
Detto ciò come valutazione non mi sento di voler essere così cattivo perchè in fondo questi 12 episodi mi hanno intrattenuto, incuriosito, lasciato qualche sussulto ed oggettivamente come premesso inizialmente è stato un bel vedere.
Buongiorno, vi sono mancato?
Io mi sono mancato molto e, vedendo la brutta gente che online discute di cartoni animati asiatici, avrei quasi voglia di gettarmi nella mischia e portare un po' di scompiglio, far arrabbiare tanta gente e sperare di aver aiutato qualcuno nel frattempo. Però non lo farò: ho un lavoro fisso, un compagno e un bell'appartamento. Non voglio rischiare di arrivare a trent'anni e dire che faccio il critico dell'animazione (con la erre moscia, mi raccomando) e poi dire cose come: "Il primo episodio di «Re;Creators» fa schifo", "«All You Need is Kill» è edgy" e "«Wonder Egg Priority» parla di un Giappone di cui vorrei si parlasse di più". No, l'unica cosa che voglio perdere sono i capelli, non la dignità.
Tutto questo delirio per dire cosa? Che sto lavorando e che, di conseguenza, la mia stanchezza mentale è aumentata, la mia soglia di attenzione si è abbassata e non riesco più a seguire serie episodiche particolarmente lunghe, ma solo film d'autore della durata di tre-quattro ore.
Quindi, niente, tra un film di Andrzej Zulawski e uno di Masaki Kobayashi, mi sono ritrovato a guardare "Yugure al crepuscolo della perpetuità" (chiunque in Yamato Video abbia scelto questo titolo ha vinto la mia stima e il numero del mio psicoterapeuta). A questo punto, solo una domanda può seguire:
Perché?
L'ho sicuramente scoperto tramite il video di un influencer italiano di Avellino, ma non è esattamente questo il motivo per cui ho continuato a guardarlo fino alla fine, nonostante lo ritenessi mal scritto sin dall'inizio. Potrei elencare tanti motivi: il setting post-apocalittico, le tematiche peculiari, il... No, sto mentendo.
Il vero motivo per cui l'ho visto dall'inizio alla fine si chiama Amoru. Da che mondo è mondo, dopo i maschi e le canzoni di Andrea Mingardi, ci sono tre cose che mi piacciono: il cioccolato, le loli e le oppai. Se mi metti queste tre cose sullo stesso personaggio e lo disegni con uno stile che adoro, mi hai già conquistato.
Ma ora andiamo nel dettaglio.
"Towa no Yugure" ha un inizio molto simile a "Si risveglia il dio di pietra" di Phillip José Farmer. In pratica, dopo che sono accadute robe(™) nel suo tempo, per una serie di motivi il protagonista si risveglia in un lontano futuro. Laddove nel romanzo di Farmer c'erano i furry (non sto scherzando), qui il nostro Akira Himegami si risveglia in questo mondo simil regredito tecnologicamente, dove sono tornate le superstizioni, ma c'è una milizia governativa che spaventa la gente, e spinge per i matrimoni di gruppo, e ci sono gli androidi... Ne parliamo più avanti.
In tutto questo, dopo 'millemila' peripezie che accadono in due puntate (anche del ritmo di questo anime ne parliamo più avanti), il protagonista si ritrova a viaggiare assieme a un androide che assomiglia alla sua ragazza e alla sopracitata Amoru, che è una schiava liberata da lui. Obiettivo? Capire, dopo duecento anni, che fine ha fatto la sua ragazza, più eventuali quest secondarie.
Partiamo dall'inizio.
La narrazione di "Towa no Yugure" è una 'munnezza' rara. Talmente mal gestita, da non essere buona neanche per il compostaggio, poiché probabilmente radioattiva.
L'opera si caratterizza da un worldbuilding che ha troppe idee, ma non sa diluirle in una soluzione di continuità, e quindi crea una brodaglia incoerente e poco credibile. Sappiamo che il mondo è regredito a causa di un misterioso cataclisma (e che, quando viene spiegato, mi ha ricordato le vette di scrittura dei film di "Resident Evil" diretti da Paul W.S. Anderson), ma non ci viene mostrato tutto questo con coerenza. Quindi c'è la parte iniziale in cui le persone vivono come i protagonisti di "Gargantia on the Verdurous planet", poi c'è una parte simil Italia anni '30 con tanto di famiglie mafiose (e, dato che viene nominato ciò che è rappresentato su "L'origine del mondo" di Courbet, sono ancora convinto di essere stato vittima di una 'trollata'), però ci sono anche nemici con armi futuristiche e altre cose a caso. L'unico elemento con un minimo di senso sono gli androidi, per come vengono contestualizzati, ma anche perché sono relativamente poco presenti nella trama principale, nonostante siano importantissimi.
A tutto questo va unita l'angosciosa constatazione che "Towa no Yugure" non sa cosa vuole essere, ma lo vuole essere fortemente. Si districa in una confusione di generi di difficile tessitura, spaziando dallo sci-fi al romcom, passando per l'action e per le storie on the road, in un casino post-moderno che neanche Suda51 e Nisioisin insieme riuscirebbero a intessere con sagacia, e finendo quindi per collassare.
Il ritmo narrativo inoltre è molto strano. Nel suo durare solo dodici episodi, "Towa no Yugure" non ha una vera ragion d'essere, ma si comporta come se l'avesse, e tutta la storia si muove come se avesse una direzione chiarissima, purché è evidente ciò non sia vero né per il team di produzione né tantomeno per lo spettatore. Quindi, non si capisce dove voglia andare a parare, ma il ritmo è serratissimo. In ogni episodio succedono un sacco di cose, c'è un sacco di dinamismo e, c'è da dirlo, è difficile annoiarsi, perché tutto si muove in continuazione e ti sembra di star seguendo qualcosa, anche se non è chiaro cosa.
Non avendo una struttura chiara, l'intreccio si sviluppa per snodi problematici.
Gli antagonisti sono così caricaturali, da sembrare ridicoli di proposito, solo per fare il giro ed essere ridicoli e basta. I colpi di scena sono stupidi, le evoluzioni dei personaggi (quelle due che ci sono) sono insensate e, per quanto riguarda Amoru sul finale, pure snervanti. L'opera si permette pure di inserire delle azioni e dei risvolti piuttosto gravi nel penultimo episodio, solo per poi rinnegare tutto all'ultimo. Infine, non solo i generi in cui l'opera si districa sono incasinati, ma anche le tematiche sono... un po' strane. L'opera sembra voler parlare di amore, ma anche di normalizzare il poliamore, l'omosessualità e... l'incesto?
Voglio dire, alcune cose le apprezzo, altre non così tanto. Non è che, se sono un pervertito, posso permettermi di approvare qualsiasi cosa.
Ancora adesso mi domando cosa io abbia effettivamente visto.
Mi viene solo da dire che tempo fa parlai della seconda stagione di "The Eminence in Shadow" come la prova che la serie non avesse alcuna coscienza di cosa fosse e cosa dovesse essere. "Towa no Yugure" è uno strano esempio speculare, non sa cosa vuole essere, ma nel suo caos identitario è stato qualcosa di incredibilmente riconoscibile. A volte basta una tela di linee e colori sparsi senza un vero criterio e, grazie a bias e paraeidolie, vi si può vedere un disegno e un flusso di emozioni dietro. Questa è stata la mia esperienza con quest'anime, e ciò che mi porta a dire che sia una serie che ho apprezzato tantissimo, nonostante sia obiettivamente insufficiente.
Ci sono due o tre lati positivi.
Prima di tutto, ho apprezzato molto il lato estetico di quest'anime. Specie i character design dei personaggi principali (antagonisti e personaggi di contorno a volte non sono un granché invece), e anche alcune ambientazioni mi sono piaciute abbastanza. Dico anche che non lo definisco un prodotto generalmente animato male, e ci sono anche dei passaggi registici che ho trovato ben gestiti, come un timelapse in uno degli ultimi episodi che è abbastanza apprezzabile, e altre piccole cose su questa falsariga sparse qui e là.
Nulla che possa salvare la serie, ma neanche nulla che mi faccia rimpiangere cosa la serie potesse essere.
Perché la verità è che "Towa no Yugure" non poteva essere niente.
Proprio per questo, non mi ha dato motivo di prendermela con lei, e le ho voluto bene.
Auw wiedersehen!
Io mi sono mancato molto e, vedendo la brutta gente che online discute di cartoni animati asiatici, avrei quasi voglia di gettarmi nella mischia e portare un po' di scompiglio, far arrabbiare tanta gente e sperare di aver aiutato qualcuno nel frattempo. Però non lo farò: ho un lavoro fisso, un compagno e un bell'appartamento. Non voglio rischiare di arrivare a trent'anni e dire che faccio il critico dell'animazione (con la erre moscia, mi raccomando) e poi dire cose come: "Il primo episodio di «Re;Creators» fa schifo", "«All You Need is Kill» è edgy" e "«Wonder Egg Priority» parla di un Giappone di cui vorrei si parlasse di più". No, l'unica cosa che voglio perdere sono i capelli, non la dignità.
Tutto questo delirio per dire cosa? Che sto lavorando e che, di conseguenza, la mia stanchezza mentale è aumentata, la mia soglia di attenzione si è abbassata e non riesco più a seguire serie episodiche particolarmente lunghe, ma solo film d'autore della durata di tre-quattro ore.
Quindi, niente, tra un film di Andrzej Zulawski e uno di Masaki Kobayashi, mi sono ritrovato a guardare "Yugure al crepuscolo della perpetuità" (chiunque in Yamato Video abbia scelto questo titolo ha vinto la mia stima e il numero del mio psicoterapeuta). A questo punto, solo una domanda può seguire:
Perché?
L'ho sicuramente scoperto tramite il video di un influencer italiano di Avellino, ma non è esattamente questo il motivo per cui ho continuato a guardarlo fino alla fine, nonostante lo ritenessi mal scritto sin dall'inizio. Potrei elencare tanti motivi: il setting post-apocalittico, le tematiche peculiari, il... No, sto mentendo.
Il vero motivo per cui l'ho visto dall'inizio alla fine si chiama Amoru. Da che mondo è mondo, dopo i maschi e le canzoni di Andrea Mingardi, ci sono tre cose che mi piacciono: il cioccolato, le loli e le oppai. Se mi metti queste tre cose sullo stesso personaggio e lo disegni con uno stile che adoro, mi hai già conquistato.
Ma ora andiamo nel dettaglio.
"Towa no Yugure" ha un inizio molto simile a "Si risveglia il dio di pietra" di Phillip José Farmer. In pratica, dopo che sono accadute robe(™) nel suo tempo, per una serie di motivi il protagonista si risveglia in un lontano futuro. Laddove nel romanzo di Farmer c'erano i furry (non sto scherzando), qui il nostro Akira Himegami si risveglia in questo mondo simil regredito tecnologicamente, dove sono tornate le superstizioni, ma c'è una milizia governativa che spaventa la gente, e spinge per i matrimoni di gruppo, e ci sono gli androidi... Ne parliamo più avanti.
In tutto questo, dopo 'millemila' peripezie che accadono in due puntate (anche del ritmo di questo anime ne parliamo più avanti), il protagonista si ritrova a viaggiare assieme a un androide che assomiglia alla sua ragazza e alla sopracitata Amoru, che è una schiava liberata da lui. Obiettivo? Capire, dopo duecento anni, che fine ha fatto la sua ragazza, più eventuali quest secondarie.
Partiamo dall'inizio.
La narrazione di "Towa no Yugure" è una 'munnezza' rara. Talmente mal gestita, da non essere buona neanche per il compostaggio, poiché probabilmente radioattiva.
L'opera si caratterizza da un worldbuilding che ha troppe idee, ma non sa diluirle in una soluzione di continuità, e quindi crea una brodaglia incoerente e poco credibile. Sappiamo che il mondo è regredito a causa di un misterioso cataclisma (e che, quando viene spiegato, mi ha ricordato le vette di scrittura dei film di "Resident Evil" diretti da Paul W.S. Anderson), ma non ci viene mostrato tutto questo con coerenza. Quindi c'è la parte iniziale in cui le persone vivono come i protagonisti di "Gargantia on the Verdurous planet", poi c'è una parte simil Italia anni '30 con tanto di famiglie mafiose (e, dato che viene nominato ciò che è rappresentato su "L'origine del mondo" di Courbet, sono ancora convinto di essere stato vittima di una 'trollata'), però ci sono anche nemici con armi futuristiche e altre cose a caso. L'unico elemento con un minimo di senso sono gli androidi, per come vengono contestualizzati, ma anche perché sono relativamente poco presenti nella trama principale, nonostante siano importantissimi.
A tutto questo va unita l'angosciosa constatazione che "Towa no Yugure" non sa cosa vuole essere, ma lo vuole essere fortemente. Si districa in una confusione di generi di difficile tessitura, spaziando dallo sci-fi al romcom, passando per l'action e per le storie on the road, in un casino post-moderno che neanche Suda51 e Nisioisin insieme riuscirebbero a intessere con sagacia, e finendo quindi per collassare.
Il ritmo narrativo inoltre è molto strano. Nel suo durare solo dodici episodi, "Towa no Yugure" non ha una vera ragion d'essere, ma si comporta come se l'avesse, e tutta la storia si muove come se avesse una direzione chiarissima, purché è evidente ciò non sia vero né per il team di produzione né tantomeno per lo spettatore. Quindi, non si capisce dove voglia andare a parare, ma il ritmo è serratissimo. In ogni episodio succedono un sacco di cose, c'è un sacco di dinamismo e, c'è da dirlo, è difficile annoiarsi, perché tutto si muove in continuazione e ti sembra di star seguendo qualcosa, anche se non è chiaro cosa.
Non avendo una struttura chiara, l'intreccio si sviluppa per snodi problematici.
Gli antagonisti sono così caricaturali, da sembrare ridicoli di proposito, solo per fare il giro ed essere ridicoli e basta. I colpi di scena sono stupidi, le evoluzioni dei personaggi (quelle due che ci sono) sono insensate e, per quanto riguarda Amoru sul finale, pure snervanti. L'opera si permette pure di inserire delle azioni e dei risvolti piuttosto gravi nel penultimo episodio, solo per poi rinnegare tutto all'ultimo. Infine, non solo i generi in cui l'opera si districa sono incasinati, ma anche le tematiche sono... un po' strane. L'opera sembra voler parlare di amore, ma anche di normalizzare il poliamore, l'omosessualità e... l'incesto?
Voglio dire, alcune cose le apprezzo, altre non così tanto. Non è che, se sono un pervertito, posso permettermi di approvare qualsiasi cosa.
Ancora adesso mi domando cosa io abbia effettivamente visto.
Mi viene solo da dire che tempo fa parlai della seconda stagione di "The Eminence in Shadow" come la prova che la serie non avesse alcuna coscienza di cosa fosse e cosa dovesse essere. "Towa no Yugure" è uno strano esempio speculare, non sa cosa vuole essere, ma nel suo caos identitario è stato qualcosa di incredibilmente riconoscibile. A volte basta una tela di linee e colori sparsi senza un vero criterio e, grazie a bias e paraeidolie, vi si può vedere un disegno e un flusso di emozioni dietro. Questa è stata la mia esperienza con quest'anime, e ciò che mi porta a dire che sia una serie che ho apprezzato tantissimo, nonostante sia obiettivamente insufficiente.
Ci sono due o tre lati positivi.
Prima di tutto, ho apprezzato molto il lato estetico di quest'anime. Specie i character design dei personaggi principali (antagonisti e personaggi di contorno a volte non sono un granché invece), e anche alcune ambientazioni mi sono piaciute abbastanza. Dico anche che non lo definisco un prodotto generalmente animato male, e ci sono anche dei passaggi registici che ho trovato ben gestiti, come un timelapse in uno degli ultimi episodi che è abbastanza apprezzabile, e altre piccole cose su questa falsariga sparse qui e là.
Nulla che possa salvare la serie, ma neanche nulla che mi faccia rimpiangere cosa la serie potesse essere.
Perché la verità è che "Towa no Yugure" non poteva essere niente.
Proprio per questo, non mi ha dato motivo di prendermela con lei, e le ho voluto bene.
Auw wiedersehen!