Questa collaborazione va ben oltre la semplice distribuzione. Netflix e MAPPA lavoreranno insieme su nuovi progetti fin dalle primissime fasi, dallo sviluppo delle storie fino al merchandising, con l'obiettivo di creare contenuti pensati per un pubblico globale. I nuovi titoli dello studio saranno rilasciati in esclusiva e simultaneamente su Netflix in tutto il mondo, permettendo ai fan di ogni continente di vivere insieme l'esperienza delle nuove serie.
La decisione strategica di Netflix ha solide fondamenta: secondo i dati ufficiali, più della metà degli abbonati Netflix guarda anime sulla piattaforma, con un aumento delle visualizzazioni triplicato negli ultimi cinque anni. Solo nel 2024, gli anime su Netflix sono stati visualizzati oltre un miliardo di volte, rendendo i contenuti giapponesi i secondi più visti a livello globale dopo quelli in lingua inglese.

Le Parole dei Protagonisti
Manabu Otsuka, presidente e CEO di MAPPA, ha commentato l'accordo sottolineando l'importanza dell'indipendenza creativa e commerciale dello studio: "Abbiamo collaborato con Netflix su vari progetti in passato, ma questa partnership ampliata si basa sulla convinzione fondamentale di MAPPA di essere uno studio indipendente, sia creativamente che negli affari. Gli studi di animazione giapponesi devono guidare proattivamente ogni fase, dalla comprensione delle esigenze del pubblico globale allo sviluppo dei progetti, fino a raggiungere gli spettatori ed espandere le attività correlate."
Kaata Sakamoto, vicepresidente dei contenuti di Netflix Giappone, ha aggiunto: "MAPPA è uno studio straordinario che ha continuamente accettato sfide audaci e raggiunto forme di espressione senza precedenti. Combinando l'approccio unico di MAPPA alla produzione anime con la portata globale di Netflix e il coraggio di correre rischi, essenziale per creare contenuti avvincenti, speriamo di espandere ulteriormente le possibilità dell'anime."

MAPPA si è affermata come uno degli studi d'animazione più riconoscibili e rispettati del Giappone. Il suo portfolio include titoli di enorme successo come Chainsaw Man, Jujutsu Kaisen, Hell's Paradise, il remake di Ranma ½ del 2024 e le stagioni finali di Attack on Titan. Lo studio ha dimostrato di saper innovare sia dal punto di vista creativo che strategico, come nel caso di Chainsaw Man, dove ha adottato un approccio guidato dallo studio stesso nello sviluppo dell'IP e del merchandising.
Nonostante il successo e la reputazione, MAPPA è stata al centro di critiche riguardanti le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Alcuni animatori hanno pubblicamente dichiarato di non voler più lavorare per lo studio. Nel 2025, il vicepresidente di MAPPA Hiroya Hasegawa ha riconosciuto queste problematiche in un'intervista a Real Sound, anche se non è chiaro quali progressi siano stati compiuti su questo fronte. La speranza è che questa nuova partnership, con le risorse e la stabilità che comporta, possa contribuire a migliorare l'ambiente lavorativo dello studio.
Cosa Aspettarsi dal Futuro
Netflix e MAPPA hanno già collaborato in passato su titoli come Kakegurui Twin e Maboroshi, ma questa partnership porta la collaborazione a un livello completamente nuovo. Secondo l'annuncio ufficiale, diversi nuovi progetti anime sono già in fase di pianificazione e produzione.
L'accordo rappresenta un modello potenzialmente rivoluzionario per l'industria dell'animazione giapponese, dove uno studio mantiene la propria indipendenza creativa mentre beneficia della portata globale e delle risorse di un gigante dello streaming. Se il modello avrà successo, potrebbe aprire la strada a collaborazioni simili tra altri studi e piattaforme internazionali.

Una Nuova Era per gli Anime
Questa partnership arriva in un momento di crescita esplosiva per l'anime a livello mondiale. Con Netflix che si impegna a portare contenuti originali giapponesi al mondo e MAPPA che continua a spingere i confini dell'espressione creativa, i fan possono aspettarsi progetti ambiziosi che combinano la qualità artistica dello studio con la capacità di distribuzione globale della piattaforma.
La domanda ora è: quali saranno i primi frutti di questa collaborazione? Con MAPPA al timone creativo e Netflix come partner distributivo globale, il futuro degli anime si preannuncia ricco di possibilità inesplorate. Una cosa è certa: questa partnership ha il potenziale per ridefinire non solo come gli anime vengono distribuiti, ma anche come vengono concepiti e prodotti per un pubblico sempre più globale
Fonte: Netflix
Automaton Media
Gli anime giapponesi non sono solo uno stile di animazione, sono tanto altro. Non vorrei mai che Netflix estraesse solamente lo stile di animazione, prendendo in ostaggio uno dei migliori studi esistenti per continuare a produrre le sue stesse banali e stantie serie tv americane, in jap-animation.
1 il modo di presentare le tematiche cambia a favore della cultura americana... si ma esistono varie tendenze in america Netflix mi sembra a volte vicina e certi fondamentalisti religiosi ma sa che il mercato vuole anche altro...
2 prodotti che fino ad oggi sono stati trasmessi su Cruchyroll o Anime generation vengono dati in esclusiva a Netflix: ad esempio la quarta serie di Jujutsu Kaisen non verrà più trasmessa (quando uscirà) su Crunchyrol che avrà così le prime tre serie ma la continuità risulterà monca... Ciò potrebbe significare una risposta simile di altri player che si prenderebbero in esclusiva le opere degli studi più grossi giapponesi
Per questo dico che secondo me potrebbe riguardare principalmente opere originali o adattamenti "minori" (almeno dal punto di vista dei produttori, vedi Dorohedoro). Poi magari sbaglio io.
Netflix mi ha abituato troppo male da quel punto di vista, non riesco ad essere fiducioso anche se dovrebbe essere una cosa fantastica questo livello di risonanza mediatica per uno studio giapponese.
Quel video era molto interessante, il problema è che di fatto al suo interno c’era oggettivamente gente che ha ampiamente dimostrato, negli anni, di voler creare prodotti con impostazione pesantemente propagandistica o comunque impostati in modo estremamente ideologico: basti pensare ai disastri con i remake (l’ultimo Biancaneve, ma prima quante ne hanno combinate e sempre orgogliosamente di proposito), o al fatto che Inside out 2 è stato cambiato in corso d’opera perché lo scopo di chi ci lavorava inizialmente era sessualizzarla (...) pesantemente sottolineando il suo essere lesbica, hanno solo avuto la sfortuna, dal loro punto di vista, di essere bloccati in corso d’opera.
Che dire di come è andata con Doctor Who o IP che sono riuscite a rivoltare contro i loro fan storici come Star Wars (pure qui con affermazioni esplicite e pubbliche a riguardo di chi lavorava) senza creare alcun nuovo fandom particolarmente forte o interessato. Andando a recuperare le loro vecchie news volendo ci sarebbero caterve di esempi, e in generale tante altre cose da dire che però sarebbero praticamente un richiamo per il flame totale (non intendo da parte tua, ma a seconda di chi legge starei facendo un immane dispetto agli admin pur esponendo fatti banali).
Non proprio purtroppo, sopravvaluti determinati soggetti XD gli autori della roba più schierata e creata “per il messaggio” più che per raccontare una bella storia in moltissimi casi hanno chiarito perfettamente via social (che poi si sono rivelati dei boomerang) di considerare, be’, cacca, chi non era tra il pubblico entusiasta delle loro opere. Quel pubblico cge veneravano tra l’altro si è rivelato spesso minuscolo o inesistente, è accaduto anche con i fumetti americani (hanno fatto pipì in testa al loro target storico tentando disperatamente di raccattare giovani da twitter senza che servisse a niente), perché spesso chi osanna sul web determinate scelte poi non spende comunque un centesimo per opere che hanno proprio loro come target.
Potenzialmente potrebbe essere così, sì: e in quel caso per nostra fortuna potremo passare ad altro e/o darci ai recuperi per i prossimi decenni. Sarebbe un peccato ma per fortuna le alternative in caso ci saranno sempre.
Detto questo, per quelli nei commenti che parlano solo di woke, sempre restando calmi, potreste dirmi di cosa avete paura esattamente?
- che facciano tutti personaggi trans o non-binary? non succederà mai XD.
- Che facciano anime originali/di serie con alcuni personaggi omosessuali/bi? è dagli anni 70 che ci sono prodotti giapponesi con personaggi non-etero (senza contare che nella stragrande maggioranza dei manga/anime/giochi giapponesi i personaggi non menzionano mai cose come amore, sessualità, cottarella, ecc), senza contare che ci sono sempre più giochi, drama, shows televisivi (the boyfriend ha avuto un enorme successo), anime manga giapponesi con personaggi gay/bi e i diritti delle persone omosessuali stanno facendo passi avanti anche in Giappone (addirittura secondo un ultimo sondaggio giapponese più della metà dei giapponesi intervistati sono favorevoli al matrimonio per coppie dello stesso, e fino al 19° secolo l'omosessualità era perfettamente tollerata). Ci sono poi i BL e GL che esistono da più di 50 anni lol. Ma poi, Netlfix aveva "l'estate in cui Hikaru è morto" la scorsa estate (con un protagonista omosessuale in una storia, secondo l'autore, seinen LGBT), ed ha avuto un grandissimo successo.
- Che facciano tutti i personaggi scuri di carnagione? non succederà, anche se ci sono un pò più personaggi scuri in prodotti giapponesi
- Che facciano protagoniste femminili "strong"/indipendenti?
A me una delle cose da fastidio è che potresti anche avere un personaggio omosessuale scritto benissimo e i soliti si lamenterebbero dicendo "è tutto forzato"/"il suo unico tratto distintivo è essere gay"/ecc. è successo con Final Fantasy XVI con alcuni che si sono lamentati dell'orientamento sessuale di Dion nonostante il personaggio sia scritto MOLTO bene e il fatto che fino a un attimo prima gli anti-woke stessero festeggiando per la notizia secondo cui non ci sarebbero stati personaggi non bianchi nel videogioco lol
Ci sono liste di giochi considerati woke dagli "anti-woke" Con giochi come Final Fantasy XV, Ghost of Tsushima, Red dead redemption 2 (di questi 3 ho ancora gli screenshots. Per FFXV il motivo è che "a lestallum le donne lavorano e gli uomini restano a casa" lol), ecc. Ho visto anche gente dire che Metaphor Refantazio è woke perchè "il protagonista si allea con personaggi di altre razze fantasy per ribellarsi, ecc", senza contare quelli che chiamano woke giochi dove uno degli antagonisti appartiene a una fazione religiosa (roba del tipo che se FFX fosse uscito oggi gli anti woke lo avrebbero massacrato).
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