Alcuni volti dell'industria videoludica non hanno bisogno di particolari presentazioni. Suda51, nome d'arte di Goichi Suda, è senz'altro uno di questi.
Autore di alcuni dei titoli più folli mai visti dall'industria tra cui Killer7, No More Heroes, Lollipop Chainsaw e Shadows of the Damned, Suda è stato un po' assente negli ultimi cinque anni, limitandosi a proporre rimasterizzazioni di alcune sue vecchie glorie e una collaborazione con l'altrettanto eccentrico SWERY per portarci Hotel Barcelona (titolo che, però, non ha convinto particolarmente). Dopo questo lungo periodo di silenzio radar, abbiamo potuto finalmente mettere le mani sulla sua ultima opera, Romeo is a Dead Man, un connubio di quanto imparato dal creatore negli anni e che, dopo aver raggiunto i titoli di coda, possiamo senza ombra di dubbio dire che abbia ripagato ampiamente l'attesa.
Ve ne parliamo nella nostra recensione.
Autore di alcuni dei titoli più folli mai visti dall'industria tra cui Killer7, No More Heroes, Lollipop Chainsaw e Shadows of the Damned, Suda è stato un po' assente negli ultimi cinque anni, limitandosi a proporre rimasterizzazioni di alcune sue vecchie glorie e una collaborazione con l'altrettanto eccentrico SWERY per portarci Hotel Barcelona (titolo che, però, non ha convinto particolarmente). Dopo questo lungo periodo di silenzio radar, abbiamo potuto finalmente mettere le mani sulla sua ultima opera, Romeo is a Dead Man, un connubio di quanto imparato dal creatore negli anni e che, dopo aver raggiunto i titoli di coda, possiamo senza ombra di dubbio dire che abbia ripagato ampiamente l'attesa.
Ve ne parliamo nella nostra recensione.
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Una travagliata storia d'amore
Chi ha giocato alle opere precedenti di Suda sa che al creator piace proporre storie d'amore alquanto bizzarre e Romeo is a Dead Man non è da meno: protagonista della nostra storia è Romeo Stargazer, vice-sceriffo di una cittadina americana che, durante un giro di pattuglia, rinviene sul ciglio della strada una ragazza priva di sensi, che scoprirà poco dopo chiamarsi Juliet.
Dopo un periodo di ripresa all'ospedale, la giovane torna più in forma che mai e i due iniziano a frequentarsi, passando sempre più tempo insieme. Sembrerebbe quasi una versione a lieto fine della classica storia di Romeo e Giulietta... se non fosse che un giorno il nostro eroe si ritrova in punto di morte con la faccia completamente divorata da un misterioso demone che si presenta al posto della ragazza. A salvare la situazione ci pensa il nonno del ragazzo, Benjamin, che tramite un'avanzata tecnologia (impiantata in maniera poco aggraziata nell'occhio di Romeo) riesce a salvarlo da morte certa, trasformandolo in una sorta di androide uscito da un cartone degli anni '80, un morto che cammina, un Dead Man.
In un susseguirsi di eventi completamente fuori di testa, il giovane viene reclutato dall'FBI, non la forza americana che conoscete ma una task force spaziale dedita alla caccia di criminali interplanetari, che spiega al nostro eroe come Juliet sia in realtà un'entità che vaga per il cosmo, con il solo scopo di infettare i mondi per distruggerli, accompagnata da altri tre supercriminali.
Vista la vicinanza di Romeo con la ragazza, gli viene chiesto di mettere fine alle sue malefatte una volta per tutte, sia che significhi convincerla a parole oppure farla completamente a pezzi.
Scontri a base di lame, proiettili e... zombie addomesticati?
"Squadra che vince non si cambia" sembra essere il motto dell'autore, in quanto, a livello di gameplay, ci troviamo anche stavolta di fronte a un action slasher dove dovremo massacrare senza troppi convenevoli le orde di nemici che ci si pareranno davanti, per arrivare poi all'inevitabile boss di fine livello. Ciò che contraddistingue la produzione e la eleva rispetto a tutte le precedenti, è il fatto che l'autore abbia preso tutti gli elementi più riusciti dalle sue opere, limati e proposti in maniera più omogenea.
Non ci troviamo più davanti a livelli completamente a corridoio ma in vere e proprie open map dalle ridotte dimensioni, dove avremo spesso multipli obiettivi che potremo affrontare nell'ordine che vogliamo. Il focus non è più solo su un tipo di combattimento ma mischia senza soluzione di continuità l'uso equo di armi da mischia e da fuoco (quest'ultime fortunatamente non soggette a proiettili limitati e che potranno dunque essere ricaricate all'infinito).
Il feeling del combattimento da mischia è molto vicino a quello di Lollipopo Chainsaw (con tanto di mossa speciale caricabile che eliminerà all'istante i nostri avversari, curandoci nel mentre), ma molto meno ingessato e che permette di interrompere le combo con una schivata, mentre quello delle armi da fuoco risulta una versione più curata di quello di Shadows of the Damned, con un impatto dei colpi molto più tangibile sui nostri avversari e punti deboli dedicati che potranno essere colpiti unicamente con i proiettili. A tutto ciò si unisce una duplice progressione: una dedicata alle singole armi, che andranno potenziate recuperando dei cristalli in giro per i livelli, l'altra dedicata alle statistiche passive di Romeo, che richiederà una valuta ottenibile sconfiggendo i nemici che andrà spesa in una vera e propria parodia di Pac-Man, dove dovremo recuperare i vari potenziamenti in giro per i classici labirinti della pallina gialla. Altro aspetto nuovo e divertente è la coltivazione di zombie: eliminando i nemici questi potranno rilasciare dei semi che, una volta tornati alla base, potremo piantare per tirare su il nostro piccolo esercito di non-morti, ognuno con diverse abilità e tier di rarità, da schierare sul campo per darci supporto.
A onor del vero non è tutto rose e fiori e ammettiamo di essere rimasti piuttosto delusi dai combattimenti con i boss, in quanto presentano tutti due punti deboli che andranno eliminati a suon di proiettili e permetteranno di ridurre facilmente la loro vita a metà, per poi richiederci di spendere altri dieci minuti buoni a malmenarli con le armi da mischia, soluzione che non abbiamo particolarmente apprezzato. Altra stranezza è stata la scelta di trasformare i punti di salvataggio in giro per i livelli in dei veri e propri falò usciti direttamente dalla serie Souls, in quanto interagire con essi farà resuscitare tutti i nemici dell'intera zona; scelta che di per sé sarebbe anche potuta essere sensata ai fini del potenziamento... se non fosse che, prima di entrare in uno stage, è possibile accedere a un dungeon con livelli randomizzati e di difficoltà selezionabile unicamente dedito proprio a questo scopo.
Tecnicamente migliorato, ma caratterialmente peggiorato
Dal punto di vista tecnico avevamo qualche timore, in quanto le ultime operazioni di rimasterizzazione dei titoli dell'autore erano state pessime in tal senso, ma fortunatamente siamo stati smentiti in fretta. La versione Playstation 5, da noi testata in modalità prestazioni, ha mantenuto senza problemi i 60fps costanti anche con decine di effetti e nemici a schermo, fatta eccezione per le sezioni nel dungeon sopracitato dove, per motivi a noi sconosciuti, cascano sui 30. Inoltre i modelli di personaggi e nemici e le ambientazioni sono molto più curati, un netto passo avanti rispetto a quanto fatto finora da Suda.
Se proprio dovessimo bacchettare degli aspetti, sarebbero purtroppo il protagonista e la varietà di nemici. Il povero Romeo non arriva neanche minimamente ai livelli di carisma di Travis, Juliet e Garcia, facendosi trascinare dagli eventi e sputando frasi degne di un eroe stereotipato di serie B; mentre parlando dei nemici, con una trama del genere le premesse per proporre abomini alieni vari c'erano, invece il creatore ha trovato un pretesto narrativo (estremamente vago e soprattutto rinvenuto unicamente in documenti opzionali) per farci combattere nuovamente contro orde di non morti. Sia chiaro, il feeling nel farli a pezzi rimane ottimo, ma sicuramente si poteva osare di più.
Anche sul fattore durata rimaniamo sugli standard settati in precedenza, oscillando tra le 10 e le 15 ore.
Romeo is a Dead Man è un passo avanti più che netto rispetto a tutte le produzioni precedenti di Suda51, un connubio di tutti gli aspetti più riusciti delle stesse che valorizza finalmente il suo gameplay, aggiungendo degli aspetti di progressione sensata, migliorandosi graficamente e puntando su uno space-fantasy che ancora mancava nel portfolio dell'autore. Purtroppo la produzione viene un po' tirata giù dalla mancanza di carisma del protagonista e dal suo essere morbosamente attaccata alle radici in certi aspetti, ma se finora si è sempre detto "è il classico titolo di Suda da sei e mezzo", stavolta dobbiamo veramente toglierci il cappello, perché l'autore ha finalmente messo il turbo e speriamo non si fermi mai.
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Pro
- Trama divertente ma anche molto coinvolgente
- Gameplay che mischia in maniera pulita combattimento da mischia e a distanza
- Componenti di progressione ben implementate
- Tecnicamente pulito
- Il miglior titolo di Suda51
Contro
- Protagonista molto sottotono rispetto alle produzioni precedenti
- Battaglie contro i boss poco interessanti
- Varietà di nemici ingiustamente limitata









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