Il dibattito attorno a 1348 Ex Voto si è trasformato rapidamente in una polemica più ampia, coinvolgendo anche lo sviluppatore italiano Mauro Fanelli, finito nel mirino di critiche online dopo aver provato a chiarire un tema spesso frainteso: il funzionamento del tax credit nel settore videoludico.
Tutto è nato dalle accuse rivolte al gioco, considerato da alcuni ambienti come propaganda woke finanziata con soldi pubblici. Le critiche si sono concentrate in particolare su una componente narrativa del titolo, interpretata come elemento ideologico, e amplificate da figure influenti della scena online.

Per rispondere alle polemiche, Fanelli ha deciso di intervenire direttamente sui social, spiegando in modo dettagliato come funzionano realmente gli incentivi statali. Ha chiarito che il tax credit non è un finanziamento anticipato, ma un rimborso parziale delle spese già sostenute dagli sviluppatori, spesso intorno al 25%. In altre parole, le aziende devono prima investire risorse proprie o del publisher e solo successivamente ricevono una compensazione.
Inoltre, ha sottolineato che si tratta di uno strumento diffuso a livello internazionale e utilizzato per sostenere l’industria locale, non legato a contenuti politici o ideologici. Paesi come Regno Unito, Francia, Canada e Germania offrono incentivi simili, spesso anche più consistenti rispetto a quelli italiani.
Un altro punto centrale del suo intervento riguarda proprio il caso di 1348 Ex Voto: il progetto, infatti, è stato finanziato principalmente dal publisher Dear Villagers, mentre il tax credit rappresenta solo un supporto successivo e non la base economica dello sviluppo.
Nonostante il tono pacato e l’approccio informativo, le sue spiegazioni non sono bastate a placare le critiche, e lo sviluppatore è stato comunque bersaglio di attacchi coordinati online. Allo stesso tempo, però, molti utenti hanno apprezzato la sua chiarezza e la pazienza dimostrata nel cercare di riportare la discussione su un piano più concreto e realistico.
La vicenda evidenzia ancora una volta quanto il dibattito attorno ai videogiochi possa rapidamente spostarsi da questioni tecniche e industriali a scontri ideologici, spesso basati su informazioni parziali o interpretazioni distorte.
Tutto è nato dalle accuse rivolte al gioco, considerato da alcuni ambienti come propaganda woke finanziata con soldi pubblici. Le critiche si sono concentrate in particolare su una componente narrativa del titolo, interpretata come elemento ideologico, e amplificate da figure influenti della scena online.

Per rispondere alle polemiche, Fanelli ha deciso di intervenire direttamente sui social, spiegando in modo dettagliato come funzionano realmente gli incentivi statali. Ha chiarito che il tax credit non è un finanziamento anticipato, ma un rimborso parziale delle spese già sostenute dagli sviluppatori, spesso intorno al 25%. In altre parole, le aziende devono prima investire risorse proprie o del publisher e solo successivamente ricevono una compensazione.
First of all, thanks for your reply.
— Mauro Fanelli (@skyrise77) March 16, 2026
You may actually be surprised, but I'm not a huge fan of heavy subsidies from the government either, in any sector. In an ideal world, no industry should need it.
However: this is so widespread worldwide that not having any kind of subsidies… https://t.co/7uKJgfYgUt
Inoltre, ha sottolineato che si tratta di uno strumento diffuso a livello internazionale e utilizzato per sostenere l’industria locale, non legato a contenuti politici o ideologici. Paesi come Regno Unito, Francia, Canada e Germania offrono incentivi simili, spesso anche più consistenti rispetto a quelli italiani.
Un altro punto centrale del suo intervento riguarda proprio il caso di 1348 Ex Voto: il progetto, infatti, è stato finanziato principalmente dal publisher Dear Villagers, mentre il tax credit rappresenta solo un supporto successivo e non la base economica dello sviluppo.
Nonostante il tono pacato e l’approccio informativo, le sue spiegazioni non sono bastate a placare le critiche, e lo sviluppatore è stato comunque bersaglio di attacchi coordinati online. Allo stesso tempo, però, molti utenti hanno apprezzato la sua chiarezza e la pazienza dimostrata nel cercare di riportare la discussione su un piano più concreto e realistico.
La vicenda evidenzia ancora una volta quanto il dibattito attorno ai videogiochi possa rapidamente spostarsi da questioni tecniche e industriali a scontri ideologici, spesso basati su informazioni parziali o interpretazioni distorte.
Senza contare che da quello che ho capito, il gioco non è stato per niente pubblicizzato con la "relazione lesbica" come selling point, e a quanto pare neanche è una relazione dichiaratamente lesbica, ti viene mostrato che tengono molto l'una all'altra e basta. C'è più tensione omoerotica nel CGDCT medio, da come sembra.
Eh vabbè, la gente come sempre deve fare polemiche sul nulla. Poi logico che quando ci sono polemiche sensate come quella su Anna Bolena di colore nessuno le prende sul serio.
Qui, qualunque cosa non sia i più beceri omofobia, sessismo, razzismo eccetera, è definito "woke".
Ero incuriosito dal meccanismo del Tax Credit, e, dopo la spiegazione, penso che possa avere la sua utilità se usato bene aiutando giovani studi indipendenti a crescere.
Non è così.
Qualcuno chiedeva effettivamente come funzionava il sistema, ma il grosso della polemica è nata perché secondo alcuni fenomeni, e i loro seguaci, sono stati usati soldi pubblici per finanziare un gioco con una protagonista lesbica.
Il giorno in cui ai minus habens verrà interdetto l’accesso a Internet sarà un grande passo per l’umanità.
Comunque, la risposta di Mauro è più che giusta e infatti non ho ben capito perché la gente si sia stupita che dei giochi abbiano ricevuto dei finanziamenti pubblici.
Succede spessissimo. Apri un gioco e leggi "funded by Georgia/New Zealand/EU" o altro.
Capisco che quando un gioco è brutto possano girare le scatole perché, banalmente, sono soldi dei contribuenti bruciati ma, allo stesso tempo, come vorrebbero cambiare le regole? è chiaro che devono dare sti fondi a tutti e zitti, mica possono dire "te li do solo se il gioco riceve almeno 75/100 su metacritic" ahahaha
Se segui un minus habens nel suo territorio fai il suo gioco.
Dopo la premesssa, il gioco è bruttino. Lo svolgimento e la premessa della trama trovano poco senso specialmente contestualizzando il tutto. Le espressioni dei volti praticamente assenti. Interazioni con il mondo di gioco quasi nulle. Comandi e menu poco curati e tutorial inefficenti.
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