"Chainsaw Man incarna il motivo per cui ho scelto di lavorare nell'animazione": con queste parole il presidente dello studio di animazione MAPPA, Manabu Otsuka, riflette sulla coraggiosa decisione dello studio di finanziare al 100% il progetto.

In una recente intervista pubblicata su Bunshun Online, Otsuka ha ripercorso le origini dell'adattamento anime di Chainsaw Man e i grandi rischi che lo studio ha dovuto affrontare per realizzarlo, forti del successo al botteghino di Chainsaw Man – The Movie: Reze Arc sia in Giappone che negli Stati Uniti, e con l'adattamento del prossimo arco già annunciato lo scorso dicembre. È ormai risaputo che MAPPA abbia compiuto la scelta piuttosto audace di coprire il budget di Chainsaw Man al 100% senza ricorrere a finanziamenti esterni, una pratica invece comune nel settore dell'animazione giapponese. Otsuka definisce tuttavia questa decisione come frutto "non tanto della fiducia, quanto della determinazione del team", nata dal legame profondo che lo studio ha riconosciuto tra il manga e le proprie sensibilità artistiche fin dal primo incontro con l'opera. "Ho sentito che Chainsaw Man incarna chiaramente il motivo per cui ho scelto di lavorare nell'animazione, e il patrimonio sottoculturale di cui mi ero innamorato quando ho iniziato a lavorare per STUDIO4℃. È quella ruvidezza che non può essere contenuta in nessuno schema preesistente, quella prospettiva leggermente distorta, contrapposta alla capacità di restare solida come opera di intrattenimento. Si sovrapponeva in qualche modo allo spirito dei creatori riuniti in MAPPA e al tipo di lavoro che noi stessi abbiamo amato e prodotto fino a oggi", ha scritto Otsuka. "Ed è proprio per questo che, se avessimo deciso di prendere in carico il progetto, non volevamo semplicemente occuparci della produzione: volevamo metterci dentro tutto quello che avevamo." Spinti da questa determinazione, MAPPA ha scelto di finanziare interamente il progetto di tasca propria, assumendosi la piena responsabilità della gestione dell'anime, comprese la distribuzione internazionale, il marketing e il merchandising, e rinunciando alla supervisione di un comitato di produzione — il consorzio di aziende che solitamente si unisce per investire nella produzione di anime su base progettuale —, una mossa decisamente insolita per il settore. Otsuka chiarisce però che l'obiettivo principale di questa scelta è creare un ambiente in cui lo studio possa reinvestire continuamente per produrre contenuti di qualità sempre maggiore: "Invece di accumulare quei profitti all'interno della nostra azienda, li reinvestiamo a fondo nel miglioramento dell'ambiente di lavoro dei nostri team creativi, nella formazione delle nuove generazioni e nelle attrezzature, così da poter continuare a creare opere sempre migliori."

D'altro canto, Otsuka ammette che il peso della responsabilità derivante dalla gestione autonoma di tutto si è rivelato ben più gravoso di quanto MAPPA avesse immaginato, citando in particolare la prima stagione di Chainsaw Man come un'esperienza "non andata esattamente come previsto", sia sul fronte produttivo che nella gestione dei diritti. "Credo che parte di ciò sia emerso a causa della mancanza di esperienza e di una struttura del team ancora immatura. Naturalmente, poiché siamo stati noi a scegliere di finanziare tutto da soli, tutte le conseguenze ricadranno su di noi."
Fonte: automaton media

In una recente intervista pubblicata su Bunshun Online, Otsuka ha ripercorso le origini dell'adattamento anime di Chainsaw Man e i grandi rischi che lo studio ha dovuto affrontare per realizzarlo, forti del successo al botteghino di Chainsaw Man – The Movie: Reze Arc sia in Giappone che negli Stati Uniti, e con l'adattamento del prossimo arco già annunciato lo scorso dicembre. È ormai risaputo che MAPPA abbia compiuto la scelta piuttosto audace di coprire il budget di Chainsaw Man al 100% senza ricorrere a finanziamenti esterni, una pratica invece comune nel settore dell'animazione giapponese. Otsuka definisce tuttavia questa decisione come frutto "non tanto della fiducia, quanto della determinazione del team", nata dal legame profondo che lo studio ha riconosciuto tra il manga e le proprie sensibilità artistiche fin dal primo incontro con l'opera. "Ho sentito che Chainsaw Man incarna chiaramente il motivo per cui ho scelto di lavorare nell'animazione, e il patrimonio sottoculturale di cui mi ero innamorato quando ho iniziato a lavorare per STUDIO4℃. È quella ruvidezza che non può essere contenuta in nessuno schema preesistente, quella prospettiva leggermente distorta, contrapposta alla capacità di restare solida come opera di intrattenimento. Si sovrapponeva in qualche modo allo spirito dei creatori riuniti in MAPPA e al tipo di lavoro che noi stessi abbiamo amato e prodotto fino a oggi", ha scritto Otsuka. "Ed è proprio per questo che, se avessimo deciso di prendere in carico il progetto, non volevamo semplicemente occuparci della produzione: volevamo metterci dentro tutto quello che avevamo." Spinti da questa determinazione, MAPPA ha scelto di finanziare interamente il progetto di tasca propria, assumendosi la piena responsabilità della gestione dell'anime, comprese la distribuzione internazionale, il marketing e il merchandising, e rinunciando alla supervisione di un comitato di produzione — il consorzio di aziende che solitamente si unisce per investire nella produzione di anime su base progettuale —, una mossa decisamente insolita per il settore. Otsuka chiarisce però che l'obiettivo principale di questa scelta è creare un ambiente in cui lo studio possa reinvestire continuamente per produrre contenuti di qualità sempre maggiore: "Invece di accumulare quei profitti all'interno della nostra azienda, li reinvestiamo a fondo nel miglioramento dell'ambiente di lavoro dei nostri team creativi, nella formazione delle nuove generazioni e nelle attrezzature, così da poter continuare a creare opere sempre migliori."

D'altro canto, Otsuka ammette che il peso della responsabilità derivante dalla gestione autonoma di tutto si è rivelato ben più gravoso di quanto MAPPA avesse immaginato, citando in particolare la prima stagione di Chainsaw Man come un'esperienza "non andata esattamente come previsto", sia sul fronte produttivo che nella gestione dei diritti. "Credo che parte di ciò sia emerso a causa della mancanza di esperienza e di una struttura del team ancora immatura. Naturalmente, poiché siamo stati noi a scegliere di finanziare tutto da soli, tutte le conseguenze ricadranno su di noi."
Fonte: automaton media
Hanno investito perché sapevano che ne avrebbero ricavato un profitto, non hanno mica preso un progetto sconosciuto tratto da qualche light novel comprata solo dalla madre dell'autore.
Il rischio è stato finanziare tutto di tasca propria. Non tutto ha il successo sperato, popolare o no, e investire così tanto da soli è stato un azzardo. Infatti la prima stagione non ha soddisfatto le aspettative e l'investimento è stato molto vicino a chiudersi come fallimento. Poi il lieto fine è arrivato col successo enorme del film che ha giustificato tutto.
Ma cosa c’entra?
Se il finale di un manga è in linea con quello che ha raccontato e chiude tutti i punti aperti siamo contenti. Magari può non piacerci, ma possiamo dire che ha detto quel che aveva da dire.
Viceversa, quando il finale è affrettato o "tagliato" l'impressione è che sia stato buttato via quanto di buono è stato costruito fin'ora.
Un'animazione che trasponga fedelmente il manga dovrà farsi carico anche di questo aspetto.
Continuo a non capire cosa ci azzecchi quello che stai scrivendo. Come dovrebbe negare quello che stai scrivendo il successo clamoroso che è stato il film di Reze?
Con ritmo che hanno gli adattamenti sarà già difficile arrivarci. In ogni caso il manga chiude più o meno tutti punti, poi che sua un finale che sicuramente non piacerà a tutti non ne ho dubbi. Ma ultimamente faccio fatica ricordare un finale nella versione manga che abbia accontentato il pubblico, pure mha nella versione cartacea aveva scatenato grosse critiche ma negli spettatori anime non ho visto quasi lamentele (e pure in Aot nella versione anime non c'è stato minimamente lo stesso putiferio che con il manga).
In ogni caso c'entra poco con l'argomento in questione.
Più il fandom è grosso e più fa rumore. Ma solitamente tutte le lamentele passano in secondo piano quando esce l'anime. Vedesi ad esempio Bleach: al tempo distrutto e preso a pernacchiate e oggi sembra che sia sceso in terra il dio dei manga ahah
Anche mha con l'anime tutti presi bene e scommetto che succederà lo stesso con JJK e csm.
Il finale del manga di Bleach "era" è "rimane" sottotono rispetto alla parte migliore del manga, molto sottotono.
Non è che l'anime abbia salvato nulla, il manga quello è, è quello rimane.
Beh ma non è quello il punto qui. Il fatto è che gli spettatori anime comunque sono entusiasti...quindi direi di non fare l'anime di chainsaw man perché il manga ha ricevuto dei responsi negativi nel finale non ha molto senso, perché le reazioni degli spettatori sono solitamente più tranquille, almeno finché gli dai delle buone animazioni o regia (se no finisce come One punch man)
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