Kei Urana, l'autrice di Gachiakuta, serie serializzata sulla Weekly Shōnen Magazine di Kodansha dal 2022 (in Italia sotto licenza Star Comics) e adattata in anime dallo studio Bones nel 2025, è tornata al centro dell'attenzione internazionale con una dichiarazione pubblica sulla pirateria dei manga. Non è la prima volta che la Urana si trova al centro di polemiche: nei mesi scorsi aveva già fatto discutere prendendo posizione contro le interpretazioni non canoniche dei fan, affermando che solo l'autore ha l'ultima parola su ciò che appartiene alla storia ufficiale, e aveva ufficializzato che un personaggio ritenuto transgender dalla community non lo fosse, scatenando una valanga di reazioni negative. La sua presenza sui social è da sempre diretta e senza filtri, e anche questa volta non ha deluso le aspettative.
Martedì 20 aprile, la Urana ha pubblicato sul proprio profilo X una dichiarazione in inglese, tradotta da un'app a partire dall'originale giapponese, rivolta esplicitamente al pubblico internazionale. Il testo è stato ripubblicato oltre 15.000 volte e ha raccolto circa 88.000 like, con commenti di supporto in inglese, spagnolo, russo e arabo. La versione giapponese, invece, si è fermata a 434 condivisioni e 2.700 like, a conferma che il messaggio era pensato soprattutto per chi legge i manga al di fuori del Giappone.
La scintilla che ha innescato tutto sarebbe stata una risposta della mangaka a un post, poi eliminato, in cui un fan le chiedeva se un server Discord fosse un modo ufficiale per leggere Gachiakuta gratuitamente. La risposta di Urana è stata piuttosto secca: "È illegale."
That is illegal
— 裏那圭◾️KEI URANA (@KEI_URANA) April 16, 2026
Le reazioni si sono divise immediatamente tra chi la sosteneva e chi la attaccava, e nei giorni successivi Urana ha pubblicato una serie di GIF ironiche, tra cui quella del "troll face" e del pupazzo di Saw, concludendo con un messaggio provocatorio ai suoi follower: "Da ieri ho fatto solo postare GIF e nient'altro. Di cosa avete così paura? Avete qualcosa di cui sentirvi in colpa?" Prima di prendere la parola ufficialmente, però, la mangaka ha trascorso diversi giorni a documentarsi sulle condizioni economiche e di accesso ai manga in vari paesi del mondo. Questo lavoro di ricerca ha plasmato il tono della dichiarazione, che non è un semplice sfogo ma un testo articolato, consapevole delle difficoltà reali di molti lettori.
I’ve spent the past few days researching the circumstances in different countries, including financial situations.
— 裏那圭◾️KEI URANA (@KEI_URANA) April 20, 2026
I understand that for many people, pirate sites are the only way they can read manga.
I also understand that prices can be higher overseas.
I’ve even seen people…
La Urana riconosce apertamente che per una parte del suo pubblico i siti pirata rappresentano l'unico modo concreto per leggere i manga, sia per ragioni economiche sia per la mancanza di piattaforme legali accessibili nella propria regione. Eppure questo riconoscimento non la porta ad accettare la pirateria come inevitabile. Al contrario, rifiuta con decisione l'argomento secondo cui leggere gratis non danneggerebbe le vendite, anzi funzionerebbe come promozione gratuita. La sua posizione è netta: quando le persone si abituano ad ottenere qualcosa senza pagare, smettono di cercare le versioni ufficiali, e questo erode il valore stesso dell'opera creativa. Un valore che, ricorda Urana, è stato costruito attraverso i sacrifici e il lavoro instancabile di chi è venuto prima.
I dati del settore sembrano darle ragione. Secondo i dati del Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria del Giappone, diffusi a gennaio 2026, la pirateria di anime e manga avrebbe causato al paese perdite stimate intorno ai 38 miliardi di dollari, con paesi come Vietnam, Francia, Brasile, Stati Uniti e Cina tra i principali mercati coinvolti.
La mangaka non si limita tuttavia alla critica. Insieme al graffiti artist Hideyoshi Ando, collaboratore di Gachiakuta per le illustrazioni, e con il supporto delle case editrici, sta lavorando a soluzioni concrete per permettere a chi non ha accesso o non ha i mezzi economici di leggere i manga in modo legale. I dettagli non sono ancora stati resi pubblici, ma Urana ha chiesto ai lettori di avere pazienza, assicurando che sia lei che le case editrici stanno facendo del proprio meglio.
La parte più toccante della dichiarazione riguarda però le reazioni che ha ricevuto. Alla sua presa di posizione sulla pirateria sono seguiti insulti, accuse di razzismo e riferimenti espliciti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Urana è nata e cresciuta nella prefettura di Hiroshima, e ha scelto di rispondere a partire da questa radice personale. Ha spiegato che i sopravvissuti e gli adulti che l'hanno circondata durante l'infanzia non le hanno mai insegnato l'odio o il rancore, ma un principio che lei riassume nel concetto di "non ripetere". Con la stessa apertura con cui ha riconosciuto le difficoltà economiche dei lettori internazionali, ha chiesto reciprocità: un tentativo sincero di comprendere la prospettiva e la cultura di chi crea questi lavori.
Fonte: ANN; otakupt.com
Un fan può interpretare a modo suo qualcosa, renderlo un what if, ma non più di questo.
Per la pirateria è sempre illegale e non ci sono giustificazioni. Non si può accampare la scusa dei prezzi troppo alti o della mancanza del prodotto nel tuo paese (cose che avvengono molto spesso negli ultimi tempi) per giustificare la lettura a scrocco.
Se vado a comprare un prodotto al supermercato e questo è esaurito o è venduto a prezzi folli, non sono giustificato nell'andare a casa di altri e rubare l'oggetto in questione. Per i manga è la stessa cosa.
Non giudico nessuno e ognuno può fare quello che vuole, a suo rischio e pericolo, visto che anche io non sono uno stinco di santo e non voglio passare per il bue che da del cornuto all'asino (mi scuso per i troppi modi di dire).
in inghilterra oggi il 20 per cento della popolazione è povera no dico in inghilterra e per povera intendo che a fine mese il frigorifero è vuoto e che ti staccano la luce
il 20 per cento in italia siamo al 10
se nel 2026 non si è ancora capito che non è normale che la casa non sia un diritto e che la gente non deve morire di fame sinceramente che questi poveri cristi si leggano o guardino roba piratata mi sembra un piccolo problema rispetto ad altro
invece chi pirata e ha i soldi è una merda
Vabbè vedo tanta confusione sul tema, i paragoni sono sbagliati, il movimento pirata che nasce nel 2000 andrebbe studiato aveva una mission, si sta mettendo troppa carne al fuoco, l'errore che vedo fare da molti purtroppo.
Non esiste una risposta perfetta e infatti ciclicamente sono decenni che si tirano fuori queste cose (a memoria direi da quando si copiavano le musicassette).
Si può essere "legal 100% e quindi limitarsi al "per la legge è illegale, tutto il resto sono chiacchiere" oppure "non rubo fisicamente nulla quindi non vedo cosa mi si possa dire".
E in mezzo ci sono decine di sfumature "si, ma, però, solo, ecc" diverse.
Io ad esempio sono vicino all'idea che "ciò che è prodotto dall'uomo dovrebbe essere disponibile (diventa patrimonio) a tutta l'umanità (nei limiti dei costi produttivi)" a fronte però che l'autore del prodotto possa condurre una vita dignitosa.
Un altro fortissimo elemento di discussione riguarda il fatto "economico", se la pirateria è "gratuita" o "a pagamento", nel secondo caso è evidente che porta a reindirizzare "monetizzazione" dagli autori/editori/proprietari a soggetti terzi che nulla hanno a che fare con l'opera stessa.
Eppure, ripeto, non esiste "la risposta" che vada bene e convinca (quasi) tutti.
Questa motivazione può avere senso per i primi uno o due volumi di una serie, non per il 100° volume.
Come sempre io non sono contro alla pirateria, ma alle giustificazioni che si danno.
"Non lo comprerei comunque"...allora non comprarlo, e non leggerlo.
"Eh ma la pirateria fa comunque pubblicità"...c'è gente dei reparti marketing che ha studiato e fa quel lavoro da anni, lasciamolo decidere a loro.
"Ma se poi non mi piace ho buttato soldi"...posso ancora capire per il primo volume, ma se lo leggi tutto e alla fine scopri che non ti piace non vale.
Secondo me la soluzione è la stessa che ha fatto Gaben con Steam per combattere la pirateria di videogiochi, ovvero offrire un servizio migliore dei siti pirata stessi.
Quando alla pirateria, resto della mia opinione. Se la eradicassero le vendite aumenterebbero...ma non quanto credono. Un conto che scaricare tutto One Piece e venticinque film in un pomeriggio per un valore di 1000 euro anche se potrei non leggerli/vederli mai e il giorno dopo uguale, un conto pensare che, in assenza di alternative, spenderei soldi che non ho. La gente dovrebbe scegliere e non è detto scelga il suo lavoro in mezzo al grande mare delle offerte, non è che tutti hanno come unico interesse o interesse prioritario i manga.
Fra l'atro sono le stesse basi da cui muovono gli attacchi al mercato dell'usato, dove puoi trovare roba praticamente nuova a metà prezzo: sono tutte copie non vendute per gli autori.
Certamente, è così che ho fatto per alcune serie che poi ho comprato.
Per questo (e altro) la soluzione non è la pirateria bensì la biblioteca, cioè la possibilità di venire a contatto con la "cultura" a costo zero o praticamente irrisorio.
Anche perchè altrimenti resta un distinguo esclusivamente morale (e la moralità è anche soggettiva), ma ricordiamoci che la pirateria non ha un filtro, non chiede l'isee tuo o dei tuoi genitori per renderti disponibile o meno l'accesso all'opera "gratuita".
Ci credo ma è evidente che la pirateria in senso generale (ciò di cui parliamo non i singoli casi) non si pone praticamente mai quel limite, anche perchè altrimenti sarebbe stata già da tempo sostituita del rendere "disponibili gratuitamente" quei primi 1-2 volumi direttamente dal proprietario, ormai il digitale non è una diciamo "esclusiva" di chi scansionava il volume cartaceo.
Quindi anche in questo caso diventa qualcosa legato alla morale, il "ok dai se leggi aggratis solo i primi volumi non fai una cosa proprio cattiva".
Aumentare anche se non quanto credono è comunque > 0 probabilmente mooolto maggiore di zero.
Sono molto d'accordo
Ma replicare un sistema come mangaplus di Sueisha no ?
Imho al momento è il sistema migliore, e user friendly nei confronti dell'utenza.
Guarda ho lavorato in Biblioteca per un anno, spesso le biblioteche sono molto indietro e non hanno disponibilità di fumetti forse hanno le graphic novel più famose.
Sono un grande sostenitore delle biblioteche e del loro potenziamento, forse la maggior parte delle persone non sanno che in Italia non sono nemmeno organi indipendenti(come altre strutture) ma dipendono dal comune, cioò significa che se il comune non approva l'acquisto o decide di fare un taglio la biblioteca non può comprare nulla, la tua la vedo una soluzione che può andare bene nel mondo Utopico, poi però i problemi ce li abbiamo oggi
Dobbiamo istruire le persone e le persone le istruisci anche con l'arte ma se a queste persone gli togli l'accesso all'arte che persone puoi formare?
Mi limito a dire che quella è la soluzione (nei limiti del possibile) al semplice rendere "legale" (moralmente e non) la pirateria, soprattutto per motivi "culturali".
Non significa che l'Italia sia pronta o quanti altri paesi al mondo lo siano ma che è l'unico modo "legale" che oggi esiste per diffondere cultura a costo zero.
Pensare che tanto le biblioteche "funzionano male" (semplifico con 2 parole) e quindi w la pirateria è un ottimo modo per far si che le biblioteche continuino a funzionare male anche in futuro, tanto c'è la pirateria.
Poi percarità se devo "rapportarmi" al Giappone, visto che tutto nasce da una visione del problema da parte di un autore giapponese, posso solo dire "DATE ANCHE A NOI I MANGA CAFE", una via di mezzo, un esercizio "commerciale" ma che da la possibilità di leggere a costi più contenuti dell'acquisto e possesso.
Ma quello credo sia persino più utopico.
Ti sei persa una frase
il punto è che io credo che le persone dovrebbero avere un punto di ingresso alla cultura al costo più basso possibile.
Se la pirateria deve morire in favore di realtà come Netflix allora non vedo miglioramento.
Uno di sicuro c'è.
La legalità.
Che significa anche poter operare in tranquillità senza il rischio che la mattina ti suoni al campanello un tizio in uniforme e che la tua vita possa andare a rotoli perchè hai voluto diffondere cultura, perchè si, chi usufruisce della pirateria non pensa che per dargli quella possibilità c'è chi rischia il proprio sedere.
Ma questo non da un cattivo insegnamento al bambino, giustificando l'atto di "rubare"?
Non è un insegnamento sbagliato alla radice?
Se diventa un'abitudine credo che la maggior parte delle persone finisca per trovare ogni volta una giustificazione per piratare, anche quando non ne ha più veramente la necessità.
Perché polli?
Qualcuno che decide di aiutare un'autrice/autore ha sputato sangue e ci ha messo impegno è un pollo?
Non stiamo parlando di donare per la creazione della quarantesima criptovaluta fuffa eh.
Spero di aver capito male la tua risposta se no siamo a livelli di cinismo assurdi.
Quindi? Allora visto che non esiste la certezza piratiamo e facciamo quello che ci pare?
Boh, ok lol.
Beh da un certo punto di vista è così, il rapporto sicuramente non è 1:1 (penso neanche lontanamente), però sono sempre copie invendute, anche se magari del 5-10%.
L'usato è sempre stato in una zona grigia, molto più della pirateria (che nella maggior parte dei casi è sbagliata a prescindere).
Che ci dovrebbe essere un accesso più facile alla cultura mi trovi d'accordo, ma di fatto se ci pensi esiste già, con internet oramai hai la cultura a portata di un click, puoi trovare qualsiasi cosa e spesso in formato gratuito (legale).
Per quanto riguarda Netflix da un certo punto di vista è stato una manna, prima per poter vedere una serie o recuperare dei film dovevi spendere molto di più di quello che spendi ora con un abbonamento come Netflix.
Il vero problema è che come tutte le aziende che hanno una forte espansione, arrivano ad un punto in cui cercano SOLO il profitto, non ANCHE il profitto, rilasciando sempre più roba a discapito della qualità generale.
Potrei fare lo stesso esempio anche con Crunchyroll, che distribuisce sempre più serie ma la qualità dei sottotitoli fa sempre più pena.
Purtroppo c'è sempre un retro della medaglia, e sta al consumatore decidere quando il gioco non vale più la candela; alla fine dei conti il potere ce l'ha il consumatore, se non c'è nessuno che compra, loro falliscono.
E privare qualche ministero giapponesi/cricca di publisher della scusa che senza la pirateria avrebbero 30 fantastilioni di yen in più di introiti?
La mangaka dovrebbe semplicemente limitarsi a parlare di manga e non a buttarsi in discorsi su cose che evidentemente non capisce tirando fuori luoghi comuni tipo "chi si abitua a piratare poi non comprerà mai nulla", che sono cagate tanto quanto "la pirateria è pubblicità gratis".
Se non si vuole accettare che il discorso è più complesso di così è meglio dedicare il tempo ad altre attività.
Ma in realtà nel secondo post mi è sembrata molto più comprensiva e fa un discorso generale infatti quando parla del "chi si abitua a piratare poi continuerà a farlo" dice anche "anche se poi chi ama davvero tanto l'opera ci spende soldi".
Poi parliamo di una traduzione automatica, non è detto che i toni e il discorso non fosse messo giù in modo diverso.
Perdonami non voglio fare la lezione di italiano, ma non usiamo termini a caso "rubare" significa portare via un oggetto a qualcuno, la pirateria non porta via niente a nessuno.
La gente è iin grado di distinguere tutte le vari sfumature che hai descritto sopra.
La Svezia che uno dei paesi con la più forte pirateria non credo che insegni ai bambini che si può usufruire di prodotti senza pagare, semplicemente esiste un movimento politico che ha ache fare con i consumatori che mette in discussione il sistema che alcuni publisher hanno messo in piedi.
Poi vogliamo veramente parlare di Netflix e Crunchyroll? vi sembra che gli freghi qualcosa dell'arte?
Voi leggete l'opera per gli artisti suppongo giusto? con Netflix gli artisti sono più ricchi?
La pirateria è nata negli ultimi 30 anni prima come stavano gli artisti?
Una domanda siete sicuri che la pirateria danneggi gli artisti? Ho l'impressione che danneggi più quei grossi publisher che devono massimizzare i profitti.
Ok che è una traduzione automatica ma parla pure di gratis, non di pirateria.
Al netto che c'è sempre la storia di Steam in Russia dove erano tutti convinti non ci fosse un grande mercato perché "sono tutti pirati", Steam ha iniziato a pubblicare in Russia e, wow, il mercato c'era (fonte: qui.
Il discorso è complesso e i luoghi comuni non aiutano, è giusto che l'autrice chieda di non piratare la sua opera (ci mancherebbe), ma al di fuori di questo servirebbe partire dal presupposto che è un discorso complesso e non esiste una singola risposta che vada bene per ogni mercato e per ogni titolo, ci sono ambiti in cui palesemente la pirateria va a svantaggio della monetizzazione dell'opera e altri dove la pirateria ha aiutato a rendere famosa un'opera, con un milione di sfumature nel mezzo e l'impossibilità di stabilire la perdita economica.
Il mondo del copyright è un mondo che opera nella legalità dei forti e non tutela i deboli la SIAE ha reso più ricchi pochi e ha lasciato nella povertà i tanti.
Studiatevi i movimenti del copyleft ci sono anche soluzioni alternative a come siamo sempre abituati a vivere un esempio i Wu Ming
È vero che non è un “furto” in senso stretto, perché non c’è sottrazione fisica del bene, però resta comunque il fatto che stai usufruendo di un contenuto senza averne acquisito il diritto, quindi è una violazione del copyright.
Dire “non porta via niente a nessuno” è un po’ riduttivo: magari non togli l’oggetto, ma bypassi comunque il modello economico con cui quel contenuto viene distribuito.
Poi se vogliamo fare una distinzione terminologica precisa ok, ma il punto della questione non cambia molto.
idem per gli autori/autrici BL XD, e di alcuni shounen e seinen. Ma quelli coreani dei manhwa sono MOLTO meno tolleranti da quel che ho visto (per dirti, ho visto un'autrice di manhwa BL che ha scoperto che un utente su twitter leggeva le scans. L'autrice ha praticamente fatto lo screenshot dell'account in questione e ha invitato i suoi followers/fans ad aggredire l'utente, al punto tale che ha dovuto cancellare il suo account)
Che poi non "non porta via niente a nessuno" parliamone, porta via i proventi del proprio lavoro a un'artista o il suo non è lavoro perchè non timbra il cartellino?
Che poi i siti e le paginette pirata mica lo fanno per beneficenza poi...
Io non ricordo neanche quante versioni ufficiali ho preso dopo aver letto o sbirciato per canali non ufficiali.
Ho perfino fatto arrivare dal Giappone le versioni in giapponese di cose che magari avevo già letto in inglese o altro.
Prendere l'originale giapponese dopo averlo già letto in una versione occidentale (ancorché non legale) non mi sembra un cattivo modo per valorizzare l'opera creativa.
Certo io non faccio statistica, però l'assoluto non lo darei così automatico.
Questa invece è assolutamente una merdata colossale, che getta solo onta a chi la produce. Non vale neanche la pena commentarla.
Infatti, quello che dicevo era che semanticamente ha ragione lui, però gira e rigira il discorso non cambia sottrai qualcosa alla fine.
Siamo tornati alla orribile pubblicità "ruberesti mai un'auto" che c'era nei DVD 20 anni fa (che poi non ho mai capito perché dovessi subirla solo io che compravo i DVD e non chi si guardava i rip)?
Ironic, ti prego, no, non stai entrando nel CC di nessuno a rubargli i soldi anche se scarichi un film, un gioco, un libro o un manga.
Non lo rende legale ma sono due cose diverse e non ha senso accomunarle (tbh la discussione era chiara e non c'era nemmeno bisogno della puntualizzazione iniziale, però non è che questo la renda non vera).
Quella però è ancora un'altra fattispecie di reato (e imho la parte più odiosa della pirateria).
Però perdonami ...faccio un esempio non fumettistico. tu crei un programma utile a tante persone, te lo prendono senza il tuo volere e lo mettono free da scaricare su un sito zeppo di pubblicità. Vogliamo dire che non è rubare ma appropriazione di proprietà intellettuale? Ok ma appunto un autore non potrà mai essere contento di questo come non lo sarà quel programmatore.
Poi che tutti piratano è un altro discorso, e non c' è da tirare fuori i bambini che si muoiono di fame come ho letto su...quelli purtroppo hanno ben altri problemi.
Il punto è che è illegale e c'è un danno, poi che si chiami "furto" o meno è poco importante.
Perdonami il tuo ragionamento è quantomeno incorretto, il codice che puoi caricare su github ha una protezione relativa e dipende dalla destinazione d'uso, se io prendo il tuo codice e lo vado a adattarlo parzialmente posso già utilizzarlo oppure se ti copio l'interfaccia ma senza il codice effettivo ma riscrivendo il sorgente è legalissimo, te lo prova Photopea ma gli esempi sono infiniti, poi hai proprio preso un campo dove ci si copia il codice a vicenda te lo dice un programmatore, basta fare un giro sul play store per vedere quante copie dello stesso programma ci sono.
In secondo luogo trovo abbastanza irrispettoso il fatto che accusi me dato che sono stato io a parlare di bambini che sono in condizione di povertà o difficoltà familiare, riprendiamo ciò che ho detto sopra
ok che viviamo nel momento tik tok ma il concetto del discorso è abbastanza chiaro no? vuoi che non uso la parola bambini ok te lo riscrivo
ci sono famiglie in cui si pensa che la cultura non serva a nulla e che la cosa più vicina all'arte sia la tv generalista, forse non te ne sei accorto ma le persone di cui di arte non frega nulla sono una grandissima parte e da loro dipendono economicamente altre persone.
Perdonami ma poi vuoi farmi credere che la povertà degli artisti dipenda dalla pirateria?
Oggi sono stati sdoganati gli anime grazie alla pirateria il mercato è cresciuto grazie a quello, ti ricordi quando dal 2008 fino al 2015 praticamente non c'era più niente a portare anime in Italia se non RAI 4?
La pirateria in se non è ne buona ne cattiva è un modo come un altro di diffondere cultura e penso che la gente sia abbastanza intelligente da capire che se un prodotto gli piace sa che acquistandolo sostiene quella realtà
Il suo esempio però si riferisce a software proprietario, non open-source.
Speriamo lo facciano anche quei bacati che hanno tirato in ballo l'atomica.
Non essendo bestiame, abbiamo bisogno anche di intrattenimento e intrattenimento culturale, anche di "sostanze" che ci aiutano a tirare avanti: fumo, cinema, alcool, musica, contatto fisico, libri, gioco, pesca, sport... anime e manga.
Fatto salvo il vivere base, cerchiamo ciò che ci piace in rapporto alle tasche e possibilità, se uno ama l'opera la vorrà avere legale, se può.
Come fa notare @edo1195 questo sito è esistito anche negli anni del buio di accesso agli anime in modo legale; chi commentava quelle tante opere che rimaneva escluse allora, dove se le vedeva?
Quasi nessuno vuole gli autori poveri o le opere svalutate, ma meglio non essere rigidi.
Questa credo sia una grandissima cavolata, la pirateria è "cattiva" in determinate situazioni e "positiva" in altre, ma non facciamola passare come se fosse una cosa buona a prescindere "perché sparge cultura".
Allora rendiamo tutto gratuito e se a uno piace qualcosa lo paga, se no può continuare ad usarlo senza pagare; vuoi sapere cosa succederebbe (anche se immagino che anche tu lo sappia benissimo)? Il collasso della società.
L'esempio di github della programmazione che hai fatto non c'entra nulla, perché github si basa sulla diffusione opensource, quindi il proprietario è consapevole di rilasciare il proprio codice al pubblico, è un po' diverso da un programmatore che sviluppa un algoritmo internamente ed un tizio qualunque che entra e glielo frega senza il suo permesso per poi riutilizzarlo a proprio piacimento, capisci che c'è una certa differenza.
Il prendere spunto da un'altra applicazione per svilupparne un'altra è fondamentalmente diverso da "copio il codice sorgente senza autorizzazione".
Gli anime sono stati sdoganati grazie alla pirateria? No, è anche IN PARTE grazie a quello, ma lo sdoganamento è stato principalmente grazie alle grandi aziende di streaming e la pandemia non ha fatto altro che accelerare il tutto, visto che le persone si sono ritrovate costrette in casa a rigirarsi i pollici.
La pirateria è fondamentalmente un male? No, in determinati casi specifici e in certe condizioni può portare benefici, posso anche fare l'esempio del retrogaming che è praticamente grazie alla pirateria che alcune perle non sono scomparse dalla faccia della Terra.
Però non facciamo girare il messaggio che la pirateria allora è "OK", rischi di insegnare alle nuove generazioni un concetto estremamente sbagliato che sul lungo termine non farà altro che tornare a morderti il sedere.
Poi non voglio fare il paladino dell'internet, neanche io sono uno stinco di santo e non non voglio farti/vi la morale, ma crescendo capisci diverse dinamiche del mondo che da adolescente/bambino ti sfuggivano e arrivi alla conclusione che ciò che pensavi fosse "giusto", alla fine non lo è.
In conclusione:
Il problema è che il tuo ragionamento funziona solo se tutti si comportano in modo corretto, cosa che nella realtà non succede.
Ma la questione è tecnica alla fine, se io ti rubo un'auto tu non ce l'hai più, il valore passa da 100 a 0.
Un software che si trova anche scaricabile (come quasi tutto, siamo sinceri) molto probabilmente porterà meno guadagni a chi l'ha sviluppato, ma non diventa 0, quando piratare Office o Photoshop era una cretinata e giravano CD/DVD pieni di giochi crackati non è che nessuno comprava software originale.
È un reato diverso perché le conseguenze sono diverse, rimangono due cose assolutamente illegali e mi sembra normale che chi ne è coinvolto non ne sia contento.
Non ne sono troppo convinto, le piattaforme di streaming inizialmente avevano ben poco interesse per gli anime, la storia degli anime in occidente è sempre stata trainata dal fandom e quindi anche dal lavoro amatoriale non proprio legale (e anche da diverse aziende asiatiche che pubblicavano anime con sottotitoli inglesi orrendi e senza avere i diritti).
La stessa CR non è nata come sito legale (così come fakku, per fare un altro esempio).
Ovvio che il prodotto avrebbe trovato comunque un modo per penetrare nel mercato, ma ci sarebbe voluto molto di più, invece il passaggio dalla tv allo streaming è stato veloce e con un successo immediato perché sostanzialmente era un processo che era già partito molto prima da parte di chi lo faceva amatorialmente.
Il famoso spot "ruberesti un'auto?" faceva venire voglia di rubarne una giusto per il gusto di farlo.
Quello che tanti non capiscono è che la pirateria ha ragioni non solo economiche (che comunque rimangono di gran lunga quelle primarie) ma anche psicologiche. "Perchè Tizio e Caia possono leggere/vedere XYZ e io invece no?" Spesso poi chi si pone questa domanda è magari più intelligente o meritevole di Tizio o di Caia.
La pirateria è il dito medio al sistema, e chiunque abbia un minimo di cervello odia il sistema: anche per questo non può essere sconfitta. C'è dietro l'interesse economico, ma anche la rabbia e il dispetto.
Però dubito fortemente che il genio che ha chiesto all'autrice se leggere le scans del suo manga su Discord era legale sia consapevole anche solo di cosa sia il "sistema", lol. A meno che non l'abbia fatto apposta, in quel caso allora è un genio vero.
I siti pirata non vendono, offrono. Senza contare che lo metti in quel posto a chi vuole farti vedere/leggere una determinata opera solo dietro pagamento, quindi è un win.
Se offrissero e basta chiuderebbero domani. I siti pirata sono per definizione pieni di pubblicità per guadagnare fino all'ultimo centesimo dall'utente pirata.
Che benefattori. Prendono lavoro fatto da altri ( compreso sub e doppiaggio) e lo mettono sui loro siti zeppi di pubblicità per lucrarci facile....
Proprio un dito medio al sistema...
Ok ma non devo pagarli di tasca mia: è questa l'unica cosa che conta per me, sorry not sorry. Tanto è tutto marcio comunque.
Ma magari un minimo di filtro su quello ci sarà? Smentitemi nel caso.
Minchia neanche 5 euro per un abbonamento a Crunchyroll? Sul tutto marcio certo..se tutti ragionano come te ci credo 😅
Se Adblock è tuo amico, hai un buon antivirus e soprattutto sai dove andare, eviti siti troppo molesti. Poi sono asessuale, sai quanto mi frega del porno.
Lol
Non mi permetterei mai di farlo con un manga
Non guardo molti anime, di conseguenza un abbonamento non lo sfrutterei molto
Per quanto mi riguarda:
1- Preferisco leggere chr guardare
2- Mi piace avere i volumetti bene esposti in libreria
3- Preferisco supportare il mercato dei manga che degli anime
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