Lucca 2019: focus su L'identità di genere dei e nei manga Boys' Love e Yuri

Abbiamo seguito per voi l'incontro tenutosi domenica 3 novembre 2019 nell'ambito di Lucca Comics & Games

di zettaiLara

Il titolo dell'incontro tenutosi lo scorso 3 novembre 2019 nell'ambito di Lucca Comics & Games 2019 è tanto ambizioso quanto vasto: Diventare sé stessi - L'identità di genere dei e nei manga Boys' Love e Yuri.
Del tema, o per essere più precisi, delle tante tematiche che la trattazione ha inteso toccare, è ovviamente difficile pensare di discernere in poco meno di un'ora a disposizione, ma anche così il focus ha avuto il tempo di offrire un interessante spaccato su una realtà che parte dai manga per arrivare dritta e dirompente anche nella nostra società moderna occidentale.
 
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Vi riportiamo dunque in completezza il dibattito che ne è emerso: a presiedere l'incontro sono state le scrittrici Susanna Scrivo ed Eleonora Caruso, quest'ultima anche editor di J-Pop, nonché Asuka Ozumi, direttrice editoriale di Dynit.
Nell'introdurre ai temi oggetto della discussione, Susanna Scrivo, che è anche traduttrice, ha rimarcato l'importanza della specifica "dei" e "nei" utilizzati nel titolo "L'identità di genere DEI e NEI manga Boys' Love e Yuri."
Quello del Boys' Love o BL è un termine ombrello che include tutte le storie che identifichiamo come shonen-ai oppure yaoi, scritti da donne e fruiti specialmente dalle donne.
Quanto allo Yuri, invece, il termine si traduce letteralmente come 'giglio' nel senso comunemente accettato di "purezza", ma in verità anche per quest'ultimo genere esistono storie d'amore al femminile che secondo la definizione di Spano si possono definire d'intrattenimento pornografico, così come esiste quello di un racconto più vocato alla quotidianità.
L'incontro è iniziato con la presentazione di un dato: nell'anno 2018, infatti, pare che in Giappone i lettori maschi di Boys' Love siano cresciuti del 30%, e questo invita a formulare due ipotesi: da un lato, il pensiero che ci sia una tale carenza di fumetto per un pubblico omosessuale che addirittura tali lettori non abbiano trovato altra soluzione che quella di rivolgersi al BL; un'altra lettura di questo dato è che i BL siano diventati più realistici, che non siano più quelli che conoscevamo, inizialmente destinati alle fujoshi (letteralmente: donna marcia, corrotta), bensì qualcosa di più.
 


Asuka Ozumi è quindi intervenuta menzionando come, nel proprio lavoro, si occupi anche di contrattazione dei diritti, e che proprio in quest'ambito tali sfumature del cambiamento siano in effetti più evidenti oggi.
All'inizio il BL era pubblicato solo da parte di alcuni editori, oggi invece lo propongono tutti, ciascuno offrendone svariati sottogeneri come ad esempio il furry, l'ambito yakuza e così via. Iniziano ad essere presenti elementi cisgender (ndr: in italiano cisessualità, che definisce chi si trova a proprio agio col proprio genere biologico), e naturalmente se c'è un'offerta così variegata è perché essa offre una risposta ad una domanda altrettanto ampia. In Francia Taifu Comics pubblica ad esempio solo BL, mentre in Italia Panini ha annunciato proprio a Lucca 2019 la pubblicazione del suo primo "vero" BL Dakaretai Otoko Ichii ni Odosarete Imasu di Hashigo Sakurabi; non si tratta del primo, per la verità, ma di certo il primo che giunge in un'epoca di pubblicazione "yaoi" decisamente più consapevole, nonché dopo Il Marito di Mio Fratello, titolo certamente non BL eppure che si addentra non poco nelle tematiche LGBT.
In ogni caso, parlare di "manga LGBT" è errato e fuorviante: la sessualità di genere non può definire la storia, e non dovrebbe nemmeno essere il carattere di primaria importanza di una storia.

Eleonora Caruso è intervenuta a sua volta citando il proprio podcast dedicato al BL, affermando come nel suo caso si tratti di un genere che per molti anni ha snobbato, fino all'arrivo di una particolare opera che "mi ha aperto gli occhi. Si tratta di Kingdom Hearts 2, cui ho giocato, e lì  ho capito che tutti i personaggi maschili si amavano. Penso che forse oggi si sia raffreddata una faida che contrapponeva le fujoshi ad esponenti delle comunità LGBT."
 
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Il BL nei suoi inizi era noto come movimento femminista: negli anni '70 lo Shojo manga era ancora commissionato da autori uomini che decidevano cosa le lettrici donne dovessero leggere e quali tipologie di storie dovessero ricevere. Poi il Gruppo 24 in un certo senso mise uno stop a tutto questo: venne pubblicato lo "scandaloso" Il poema del vento e degli alberi della Takemiya così come Il Cuore di Thomas di Moto Hagiosenza dimenticare come entrambe siano artiste piuttosto poliedriche.
Il BL è stato un moto di rivalsa delle donne: "raccontiamo le storie che vogliamo noi, decidiamo noi che cosa leggere e proporre. Facciamo succedere le cose peggiori e più scandalose ai maschi, facciamoli subire violenze di ogni genere, facciamoli persino innamorare tra loro."
In quel periodo la comunità omosessuale non si sentiva rappresentata da quel genere di storie, ed anzi si contrapponeva ai BL su temi come quello del consenso, che oggi in questi manga è invece molto attuale, presente ed importante.

 
Il Boys' Love dunque si è trasformato,
o forse non così tanto?

Eleonora Caruso suggerisce che il BL degli anni '70 forse potrebbe avere avuto una trama più sviluppata di un'opera moderna e piuttosto conosciuta di oggi come Ten Count.
Susanna Scrivo ha poi sottolineato un fattore altrettanto importante: il manga che tutti conoscono e tutti amano in Giappone è solo One Piece, quand'anche quindi titoli come My Hero Academia, moda del momento, in realtà non è così mainstream. Se si intende dunque parlare di un'opera celebre come nessun'altra, si deve necessariamente guardare a One Piece. Quando il tankobon di quest'ultimo non è uscito in Giappone, nella sua unica settimana di assenza dalle classifiche il fumetto più venduto è stato Ten Count. Ci sono certamente altri elementi che possono aver determinato questo risultato, ma altrettanto indubbiamente è un dato rilevante.
Attualmente c'è più attenzione a calare le storie BL e Yuri in un contesto più realistico, ad esempio sul momento del coming out, o comunque sul separarsi per il dover entrare nella società, il doversi sposarsi ed avere dei figli: si tratta di elementi, questi, profondamente diversi dal dramma eccessivo di stampo tragico degli anni '70.
 
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Anche a riguardo dello Yuri sono state fatte delle precisazioni, delineate da Susanna Scrivo.
All'inizio qualcuna di queste opere era giunta in Italia, poi la maggior parte dei titoli sono spariti per lungo tempo, per ritornare infine con decisa attenzione: Love my life, My Lesbian experience, Blue di Kiriko Nananan.
Quando si scrive 'yuri', il significato sarebbe di 'giglio' ed esso vorrebbe, nella sua concezione naturale, indicare la natura pura ed immacolata della relazione tra due donne; nella realtà tuttavia, anche tra due donne possono accadere cose spinte, ed anzi ripensando al concetto di fujoshi come 'marcio', quest'ambito potrebbe essere ben più marcio e fangoso di quello BL.
Il termine Yuri è stato coniato dalla comunità LGBT per essere contrapposto ai Bara, ovvero i manga scritti da uomini e destinati ad un pubblico omosessuale. Un po' come a voler dire: "noi uomini siamo le rose, voi donne dunque siete gigli."
Circa il target e le tematiche affrontate in queste opere, invece, si è segnalato come Love my Life sia stato un titolo uscito alla fine degli anni '90, destinato alle donne adulte ed inserito quindi nelle riviste Josei, anziché in riviste apposite come oggi accade per i BL.
Per iniziare a leggere storie Yuri, Blue si colloca benissimo in tal senso, apparendo quasi minimalista, quasi una new wave, che ricorda molto il fumetto franco-belga, la Bande Dessinée; anch'esso, ovviamente, tratta anche il tema del pregiudizio di fondo che fin troppo spesso accompagna queste storie con sentimenti non eteronormativi.
Inoltre, entrambi i titoli hanno ricevuto in patria adattamenti live action, segno di attenzione da parte del mondo dello spettacolo e della televisione.
 
Com'è cambiata nel tempo la percezione delle opere BL, Yuri e delle tematiche LGBT?

Susanna Scrivo ha così commentato: "Personalmente ho assistito a tre diversi Gay Pride in Giappone.
Negli anni 2000 era un evento triste, di propaganda quasi politica; poi, nel 2010, ho visto quello a Shibuya, a Tokyo.
Oggi infine, è un evento ai livelli di quello che si tiene a New York, con sponsor importantissimi, gadget stupendi, una potenza di immagine superiore di certo a quello del Gay Pride italiano, e forse di molti altri nel mondo
."
Elenora Caruso ha soggiunto: "Le case editrici portano i BL perché vendono; le fumetterie però sono ancora restie a tenerli, e nella percezione comune si tratta ancora di qualcosa di un po' stigmatizzato. Io la chiamo 'la sindrome del fustino (del detersivo), ovvero di quel qualcosa che c'è sul mercato, ma bisogna nasconderlo, leggerlo senza farlo sapere pubblicamente. Per l'appunto, è un po' come succedeva un tempo con i romanzi Harmony per le casalinghe frustrate, collocati in omaggio ai fustini del detersivo... e poi improvvisamente tutte le casalinghe si ritrovavano a fare un centinaio di lavatrici al giorno. Quindi certamente questi titoli sono presenti oggi perché si vendono, ma al tempo stesso dalla parte delle lettrici c'è un'ampia consapevolezza in tal senso, nel poter leggere ciò che vogliono."
 


A riguardo dei temi, Susanna Scrivo ha citato come accada di rado, nei cosiddetti "fumetti LGBT occidentali", che il titolo presenti già ciò di cui si parla, poiché si tende a nascondere un po' il tema di fondo. Nei manga invece, forse anche grazie a (o per causa de) l'androginia dei personaggi, la cosa si fa decisamente meno problematica ed è più esposta fin dal titolo o dalle copertine dell'opera.
Elenora Caruso: "oltre a questo però, va anche detto che in Giappone quando la gente adocchia distrattamente un manga, se anche vi vedesse apparire in copertina due ragazzi che si baciano, per un'associazione automatica di idee il pensiero andrebbe immediatamente a Dragon Ball o titoli similari. Non si metterebbe dunque a pensare a nulla di strano, tanto più perché agli occhi di chi non è dentro al settore, la cosa viene ignorata, passa davanti senza essere degnata di troppa attenzione."
 
In aggiunta a quanto emerso nell'incontro, attraverso uno scambio finale di domande con il pubblico, le redattrici di Animeclick presenti e qui scriventi hanno soggiunto come a riguardo del "non far caso" ad opere BL, Yuri o LGBT in verità qualcosa anche in Giappone sta decisamente cambiando.
Non solo nel mondo del manga infatti, ma anche in altri media il riconoscimento del mondo del Boys' Love, e più in generale dell'ambito delle tematiche LGBT, sta diventando diverso, un qualche cosa di più.
Ricordiamo come ad esempio a livello di animazione, Fuji TV abbia di recente inserito nel proprio contenitore NoitaminA (ci ricolleghiamo in tal senso alla nostra recensione dell'opera) la trasposizione del manga musicale Given di Natsuki Kizu, prima vera serie "con etichetta" Boys' Love a ricevere un adattamento animato ben fatto e un'esposizione mediatica notevole: durante il periodo di programmazione televisiva, il titolo è stato presente non soltanto nei negozi a tema anime come ad esempio quelli della catena Animate, ma anche attraverso collaborazioni di merchandise con la catena di negozi di dischi statunitensi Tower Records.
Quasi contestuale è stata l'inaugurazione, sempre da parte di Fuji TV, del filone di lungometraggi Blue Lynx che farà il proprio debutto nel 2020 e sarà dedicato esclusivamente a celebri titoli Boys' Love: il primo annunciato in uscita sarà Twittering Birds never Fly, dall'omonima opera della Yoneda, ma altri ne seguiranno a ruota, tra cui lo stesso seguito di Given.
 
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A livello di live action, si potrebbe citare i recenti successi mediatici di titoli televisivi come Otouto no Otto - Il Marito di Mio fratello, Ossan's Love o Kinou Nani Tabeta?, ma per restare in ambito cinematografico, sempre nel 2020 giungerà sui grandi schermi giapponesi il film tratto dal manga Il gioco del gatto e del topo di Setona Mizushiro, di cui proprio in occasione di Lucca Comics & Games 2019 è stata annunciata una attesa ri-edizione da parte di J-POPSe finora infatti le risorse spese nelle trasposizioni di opere BL non sono state degne di nota (anche in questo caso vi rimandiamo al nostro excursus in merito), questo film potrebbe segnare la differenza, dal momento che impegna il nome di un regista famoso ed apprezzato come Isao Yukisada, ed un cast di attori dai nomi altrettanto celebri.
 
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