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Jeeg è un altro celeberrimo super robot Nagaiano. In questo titolo vengono presi come riferimento elementi della cultura giapponese e cinese. Tra questi il personaggio di Himika, ispirato alla regina Himiko che, secondo le fonti cinesi del quinto secolo d.C., era a capo del clan Yamatai, che stava espandendo la propria influenza in Giappone. Si dice anche che fosse dedita alla stregoneria. L'altro riferimento lampante alla cultura giapponese è quello degli spettri Haniwa. Questi, storicamente, sono figure di terracotta, fabbricate nel Giappone del quarto e quinto secolo a scopo rituale, per essere seppellite con i morti. Ad ogni modo, questo super robot presenta un elemento di novità, ovvero il fatto che Hiroshi stesso sia Jeeg, il robot. Sul lato dei personaggi, i comprimari non sono molto riusciti. Il personaggio veramente ben caratterizzato è proprio Hiroshi. In alcuni frangenti ci viene mostrata la sua difficoltà ad accettare il nuovo corpo. Inoltre ci viene fatto vedere un incubo nel quale il protagonista si ritrova su una montagna di teschi, in quello che, per come lo interpreta, è l'ultimo istante del genere umano. Oppure si tratta della sua coscienza che, dopo aver incontrato l'Inviato degli dei, ha conosciuto i suoi limiti. Da circa la metà del volume 2, il manga prende una piega inaspettata. Viene introdotto un ulteriore villain, l'imperatore Ryuma, una sorta di divinità. Entra quindi in scena la tematica degli dei intenzionati a porre fine al genere umano. Qui Tatsuya Yasuda è molto bravo perché riesce a fare un ottimo uso delle tonalità nere. La violenza viene usata per rappresentare la paura umana nei confronti della divinità, dell'invasore. Il manga è dunque molto cruento, con toni ancora più dark rispetto ai precedenti super robot. Questo anche grazie ai design sempre più mostruosi dei villain. Degno di nota è anche il design di Jeeg, ispirato tra l'altro alla bestia meccanica Deimos F3, di Mazinger Z. Del tratto di Yasuda sono molto apprezzabili le espressioni dei personaggi e il paneling. Per quanto riguarda quest'ultimo, sebbene non sia paragonabile a quello di Nagai, rende comunque onore ai vari scontri. I combattimenti sono infatti abbastanza riusciti, seppur prevedibili e piuttosto invecchiati. Lo schema della narrazione è molto in linea con i precedenti manga sui super robot di Go Nagai. Inoltre anche qui, come in Ufo Robot Grendizer, il finale è molto aperto, ma dà comunque una conclusione a un arco narrativo del manga.

Conclusioni:
Jeeg è un importante manga nella monografia di Go Nagai, da leggere per tutti gli appassionati. Il fatto che il protagonista stesso fosse il robot protettore dell'umanità, fu di grande impatto per l'epoca. Inoltre è stata la prima collaborazione con Tatsuya Yasuda, e il debutto di quest'ultimo. Agli occhi di molti potrebbe risultare invecchiato, e per vari aspetti lo è. Ma rimane una lettura che, grazie ai toni cupi che le si adattano alla perfezione, può rimanere impressa.

Voto: 7,5.