logo AnimeClick.it

-

Le recensioni di coloro che mi avevano preceduto e l'aver visto "Elfen Lied" mi avevano generato l'impressione che questa serie "Brynhildr in the Darkness" non mi avrebbe deluso.

Purtroppo diventerò una delle poche voci "fuori dal coro". Senza scadere nella cattiveria, a caldo sarei portato a definire una delle serie più brutte che mi sia capitato di vedere e poi recensire. Dell'autore dell'omonimo manga, Linn Okamoto, ho letto di recente "Nononono" e tempo addietro sono riuscito a vedere l'anime di "Elfen Lied". Quest'ultimo, pur non ritenendolo un capolavoro, mi aveva comunque impressionato per certi passaggi piuttosto duri, violenti e con una certa costruzione anche psicologica dei personaggi e delle Diclonious, le ragazze oggetto degli esperimenti con combinazioni genetiche con virus. Sebbene anche "Elfen Lied" non sia esente da critiche e difetti, lo spettatore è portato a intuire tutta la sofferenza e la rabbia provate dalle ragazze soggette a esperimenti e agli abusi e vessazioni che le hanno portate alla tendenza omicida, allo sdoppiamento della personalità per affrontare la realtà attraverso il meccanismo della rimozione.

"Brynhildr in the Darkness" sembra riprendere lo stesso canovaccio cambiando alcune premesse: al posto degli esperimenti genentici si introducono quelli con gli alieni e si inventa una sovrastruttura molto debole sulla quale invece di vedere ragazze isolate senza sentimenti e aduse ad ogni tipo di sofferenza, si assiste all'introduzione di "maghette" pucciose, moe e anche un bel po' disinibite, dotate di particolari poteri ma limitate nell'esistenza, che resta subordinata all'assunzione di un certo farmaco senza il quale si "sciolgono" e muoiono. In questo contesto, ovviamente scolastico, ovviamente c'è solo un protagonista maschile (Ryota) che diventerà il loro salvatore (non di tutte, sempre ovviamente anche perché la serie è un po' splatter al limite del risbile) e a vario titolo la loro ossessione anche amorosa.

Il dramma delle ragazze usate e soggette a esperimenti resta molto sullo sfondo, perchè la trama privilegia la storia "rom-com" e slice of life nella forma forse meno accattivante, quella dell'harem più insulso, croce e delizia di una certa cultura di coloro che vivono una realtà parallela dove il ragazzo si ritrova in mezzo ad un manipolo di avvenenti ragazze che con i loro poteri potrebbero anche ucciderlo ma che si lasciano gestire e accudire da lui mentre cerca di salvarle dal loro destino infausto.
Proprio questo aspetto determina la mia valutazione ampiamente negativa: la trama, se fosse possibile definirla come tale, si riduce a scenette di vita e coabitazione tra il protagonista e le ragazze inframmezzate da combattimenti nemmeno tanto avvicenti e per lo più cruenti in cui chi ha creato le maghe le vorrebbe recupoerare o eliminare. In questi frangenti, si vedono tutti i limiti della scenggiatura che a furia di forzature e cliff hanger cerca di far procedere la storia dando per scontati molti aspetti che poi verranno rivelati nel finale in modo molto frettoloso e poco costruito, tanto da far sembrare la storia una sorta di storiella/favoletta.

Se sotto l'aspetto drama/thriller la storia è veramente poco intrigante, resta l'aspetto "romance" che tuttavia viene sviluppato in modo quasi grottesco: in quasi tutti gli episodi, soprattutto quelli centrali, la regia non perde occasione di creare situazioni "ecchi" con molte scene di nudi femminili quasi integrali senza censure. Di per sè non sarei in disaccordo: sono tutte belle ragazze e per coloro che sanno apprezzare si tratta di un discreto spettacolo.
Purtroppo le scene sono letteralmente buttate li a mero scopo fanservice declassando ulteriormente la serie in quei frangenti al livello dei b-movie italiani anni 70-80 e togliedo molto del pathos che si potrebbe creeare per la costante aura di morte che circonda le maghe.
Di per sè è proprio l'accostamento consequenziale tra le situazioni ecchi e i momenti in cui la disperazione di morte attanaglia le protagoniste che lascia basito lo spettatore con l'effetto di svilire entrambe le situazioni narrate: ingenuità e malizia accostate a combattimenti splatter con morte è francamente stupido e volgare.

Ho notato che il manga cui si ispira la serie è molto ampio (18 volumi) ed è terminato 2 anni dopo dopo la messa in onda dela serie anime. Non avendolo letto, non sono in grado di comprendere quanto l'anime sia rimasto fedele al manga ma dubito che sia pervenuto al medesimo finale.
D'altro canto l'anime propone il solito finale "aperto" in cui non si è chiarito nulla delle premesse nè si comprende come le maghe riusciranno a sopravvivere senza ricevere il medicinale vitale.
Francamente per quanto mi abbia coinvolto questa serie, la questione resterà per me irrisolta e me ne farò una ragione.