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    "L'illusione consolatoria del vuoto"

    Mi posso definire uno spettatore che apprezza le commedie romantiche che negli anime sono prevalentemente scolastiche e posso scrivere di averne viste e recensite "qualcuna" cercando sempre di reperire nello sterminato catalogo delle opere di animazione quelle che a prima vista sembrano significative, intriganti o coinvolgenti.

    Con "Osamake: Osananajimi ga Zettai ni Makenai Love Comedy" (traducibile lettera1 [ continua a leggere]
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    Le recensioni di coloro che mi avevano preceduto e l'aver visto "Elfen Lied" mi avevano generato l'impressione che questa serie "Brynhildr in the Darkness" non mi avrebbe deluso.

    Purtroppo diventerò una delle poche voci "fuori dal coro". Senza scadere nella cattiveria, a caldo sarei portato a definire una delle serie più brutte che mi sia capitato di vedere e poi recensire. Dell'autore dell'omonimo manga, Linn Okamoto, ho letto di recente "Non1 [ continua a leggere]
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    Umetsu dimostra di essere un buon animatore e designer, non uno sceneggiatore.

    "Kite Liberator" è stato prodotto dieci anni dopo "A‑Kite" ma, nonostante le apparenze, difficilmente può essere considerato come il suo "sequel".
    Sebbene presenti alcuni punti di premessa comuni, come la protagonista ragazza studentessa che conduce una doppia vita come assassina di delinquenti, per il resto non presenta altri particolari punti di contatto, tanto che1 [ continua a leggere]

    7.5/10
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    "Siamo disabili alla leggerezza, siamo disabili alla felicità, siamo disabili a metterci in discussione." (Paolo Ruffini)

    Parto con un aforisma che ho estratto da un contesto del tutto diverso da quello della serie "Just because!" ma che mi è sembrato pertinente per la sensazione che mi ha lasciato la visione di questa serie di 12 episodi e opera originale del 2017 ad opera dello Studio Pine Jam, scritto da H. Kamoshida e diretto da A. Kobayash1 [ continua a leggere]

    7.0/10
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    "A‑Kite" di Yasuomi Umetsu è un anime prodotto direttamente per l’home video del 1998 e rappresenta a suo modo una sorta di sperimentazione estrema, sia a livello stilistico sia tematico, sebbene sembri ispirarsi a opere ben note al pubblico come quelle di Q. Tarantino ("Pulp Fiction") e/o di L. Besson ("Nikita", "Leon").

    Umetsu con questo mediometraggio suddiviso in due parti ci va giù in modo veramente "pesante" (il lettore vorrà perdonarmi l1 [ continua a leggere]
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    " Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita" ("Uno, nessuno e centomila" - La vita non conclude - Luigi Pirandello)

    Inizio questa recensione con la mia solita "provocazione" dialettica ispirandomi a un passo di una delle opere letterarie che preferisco e che utilizzo in modo un po' arbitrario e decontestualizzato come introduzione alla serie di impressioni che mi ha suscitato la visione di "Journal with witch"1 [ continua a leggere]

    6.5/10
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    "Il problema delle aspettative non è che vengono puntualmente disilluse, ma che vengono puntualmente create" (Fabrizio Caramagna)

    Mamoru Hosoda non si smentisce e con "Scarlet" prova a riproporre una lettura creativa e metaforica dell'Amleto di Shakespeare per proseguire il suo percorso artistico sempre volto all'esplorazione della identità, della memoria, degli affetti più stretti e dei rapporti tra individui all'interno di una comunità con qu1 [ continua a leggere]

    7.0/10
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    "Il treno passa, le conversazioni e gli attimi di riflessione restano: mi mancava la serie che ti mostra un modo per godere e non subire l'attesa".

    Sto pensando a cosa scrivere su questa serie e mi è venuto in mente l'advertisement degli anni '60-70 del famoso liquore a base di carciofo con Ernesto Calindri e il suo celeberrimo "Contro il logorio della vita moderna".
    Ecco, "Crossing Time" diventa il pulsante "pause" nel continuo, incessante e s1 [ continua a leggere]
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    Ero un po' indeciso se scrivere una recensione su questa serie che nel genere rom-com (ad ambientazione scolastica universitaria) non mi ha rappresentato alcuna peculiarità tale da dover consigliarne la visione a tutti i costi a coloro che dedicheranno qualche minuto alla lettura delle mie considerazioni.

    I cliché del genere non vengono risparmiati allo spettatore; al di là della ambientazione universitaria (e non delle solite scuole medie o su1 [ continua a leggere]
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    "Devi avere un caos dentro di te per partorire una stella danzante" (Friedrich Nietzsche - "Così parlò Zarathustra")

    Per un titolo particolare come "Il prisma dell’amore" non potevo fare altro che rispolverare uno degli aforismi più noti di Nietzsche, che al termine della visione della serie è quanto mai calzante per riassumerne il senso.
    Uscita in unica soluzione sulla arcinota piattaforma streaming mondiale, questa serie è il frutto della co1 [ continua a leggere]
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    "Shōwa Genroku Rakugo Shinjū" (trad.: "Descending Stories") è una di quelle opere che sembrano dimostrare quanto l’animazione possa essere adulta, raffinata e capace di scavare nelle pieghe più intime dell’animo umano, al pari di un'opera cinematografica "d'autore" recitata da attori in carne e ossa.
    Sarà stata la sceneggiatura, la storia cui si ispira (l'omonimo manga josei di Haruko Kumota, serializzato tra il 2010 e il 2016), il chara-design1 [ continua a leggere]

    8.5/10
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    “Non si diventa famiglia perché si condivide il sangue, ma perché si sceglie di condividere la vita”

    La visione di "Usagi Drop", serie anime di undici episodi del 2011 che traspone i primi quattro volumi dell'omonimo manga josei di Yumi Unita pubblicato tra il 2005 e il 2011, mi ha ispirato a pensare che è proprio quel tipo di storia che invita a rallentare, a guardare dentro le pieghe dei gesti quotidiani, a scoprire che l’introspezione non è1 [ continua a leggere]