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esseci

Episodi visti: 2/2 --- Voto 7
"A‑Kite" di Yasuomi Umetsu è un anime prodotto direttamente per l’home video del 1998 e rappresenta a suo modo una sorta di sperimentazione estrema, sia a livello stilistico sia tematico, sebbene sembra ispirarsi a opere ben note al pubblico come quelle di Q. Tarantino ("Pulp fiction") e/o di L. Besson ("Nikita", "Leon").

Umetsu con questo mediometraggio suddiviso in due parti ci va giù in modo veramente "pesante" (il lettore vorrà perdonarmi l'espressione gergale) con violenza, splatter, pulp e sesso esplicito in modo che potrebbe risultare scioccante e fastidioso, ma, sotto l'apparenza di eccessi per colpire lo spettatore a tutti i costi, si intuisce in modo nemmeno tanto velato che "A-Kite" cerchi di ambire a narrare una storia sull'identità negata, sull'infanzia sacrificata e sulla violenza sistemica in un modo asettico e freddo, scevro da ogni forma di giudizio morale.

In sé l'idea è apprezzabile e la modalità rappresentativa scelta è una sorta di classico manifesto della estetica della violenza di cui ritengo la massima espressione "Arancia Meccanica".
Ovviamente lungi da me paragonare l'opera di Umetsu al capolavoro di Kubrick, a cui "A-Kite" non può essere paragonato dal punto di vista di contenuto narrativo nè tematico nè morale; piuttosto le somiglianze restano esclusivamente limitate alla "costruzione estetica della violenza" sia in modo "formale" sia "percettivo" da parte degli spettatori.
In questo senso, l'opera di Umetsu si pone più sul piano di "Pulp fiction".

L’opera narra la storia di una giovane ragazza trasformata in assassina professionista, addestrata e sfruttata sessualmente da una figura adulta che opera nell'ambito della polizia che funge non solo da tutore e addestratore ma anche da vero e proprio manipolatore capace fino alla fine di soggiogarla psicologicamente. In questo contesto di violenza esplicita, la protagonista non sembra essere in grado di disporre autonomamente della propria vita e anche del proprio corpo, ma viene modellata come uno strumento, anche di piacere esclusivo del "mentore", privata di un contesto affettivo e di una reale possibilità di autodeterminazione.

La sceneggiatura di "A-Kite" è ellittica: molti passaggi non vengono spiegati (anzi presenta parecchi buchi - in fondo è un po' una storia senza capo né coda - che costringe a chiedersi che cosa si sta vedendo), e lo spettatore assiste alla visione di "frammenti" di un mondo violento, crudele e corrotto.
Una visione molto nichilista in cui non compaiono punti di riferimento etici. Tale aspetto è sicuramente spiazzante e lo spettatore è sottoposto ad una sensazione di disagio costante, che assurge a parte integrante dell’esperienza visiva.

Al di là dello splatter più becero in cui i proiettili esplosivi maciullano i corpi, con pezzetti di corpo e sangue ovunque, quello che potrebbe fare più effetto sono le scene di sesso esplicito che personalmente sono "impattanti" non tanto per i dettagli anatomici senza censura e per le pose da miglior tradizione porno-hentai, quanto per il "trasporto" (godimento più o meno simulato) con cui la protagonista Sawa subisce le angherie da parte del cosidetto "mentore".
Ciò che colpisce (anche in senso negativo) è come la ragazza riesca perfettamente a dissociare corpo e spirito in amplessi di pura violenza a comando, simulando anche di trarne piacere partecipando e non subendo, come sarebbe normalmente essere portati a pensare assistendo alle scene, per addivenire ad un finale "revenge" che sublima la violenza alla "Kill Bill".

"A-Kite" la potrei pertanto definire solo un'opera latu sensu "estetica":
- "noir" per un world building anonimo, un mondo adulto amorale, una criminalità che sembra la regola, una violenza gratuita, non catartica e priva di eroismo;
- "pulp" freddo e disturbante;

Ha i suoi punti di forza nel comparto tecnico con uno stile definito, realistico ben lontano dagli standard "kawaii" delle opere di animazione, con una protagonista con uno sguardo assente, freddo e un fisico minuto, quasi fragile e poco sessualizzato in contrasto con adulti molto imponenti. Le animazioni sono notevoli con effetti quasi cimematografici e i colori sono spenti, privi di calore per un world building che accentua la sensazione di alienazione.

Come "Arancia meccanica", "A-Kite" riesce a scindere la violenza dal giudizio morale grazie al suo stile precipuo che costringe lo spettatore solo ad assistere in una posizione moralmente ambigua, quasi da voyeur senza alcun coinvolgimento emotivo. Non teorizza l'estetica della violenza (come "Arancia meccanica") ma la applica in modo estremo e disumanizzante sfruttando l'animazione.
La sua ambiguità si percepisce nell'assenza di una vera lotta del bene contro il male. Se gli adulti sembrano tutti corrotti, anche la protagonista è allo stesso tempo vittima e carnefice.

In questa "landa" nichilista in cui si percepiscono le debolezze dell'opera come la provocazione fine a sé stessa, l’insistenza su elementi estremi e una sceneggiatura inesistente (che non consente un sia pur minimo approfondimento psicologico e una vera evoluzione del personaggio principale), si intuisce come "A-Kite" sia differente dal famoso film di Luc Besson "Nikita".
Nonostante le somiglianze di premessa (giovane donna trasformata in killer dallo stato/istituzione con un addestramento coercitivo con perdita/cambio di identità), la differenza fondamentale è che Nikita ha una storia progressiva anche romantica di salvezza che in "A-Kite" non c'è e il suo finale è piuttosto pessimista e disilluso.

Il senso di "A-Kite" (se si possa sostenere che ne abbia uno) è tutto riassunto nel rapporto tra la protagonista Sawa e il suo pseudo mentore che restituisce una rappresentazione di un sistema che educa alla violenza, al controllo totale, in cui protezione e sfruttamento coincidono.
Un' opera tossica e disumanizzante in cui l'infanzia/adolescenza violata in tutti i modi non è scandalosa in sé ma chi l'ha resa tale.


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Gustavo69

Episodi visti: 2/2 --- Voto 9
Il 1998 è stato un anno ricco di ottime produzioni anime, ma mai avrei immaginato che uno dei più interessanti sarebbe stato un hentai. Esistono serie hentai ormai leggendarie, per un motivo o per un altro, ma poche riescono a essere apprezzare più per la loro trama che per le varie scene di sesso. Diciamo la verità: la maggior parte degli hentai non ha certo storie complesse e accattivanti, per quanto a volte siano particolari.
Ispirato a un episodio della serie hentai "Cool Devices", "Kite" prende elementi da film d'azione di Hollywood, ma anche da film di Luc Besson come "Leon" e "Nikita". Il risultato finale è una storia struggente e drammatica di una ragazza che insegue il miraggio di vendicarsi della morte dei suoi genitori, mentre viene usata e abusata sessualmente da chi le ha promesso di aiutarla, tanto da farla diventare un killer professionista alla sua giovane età. La storia di "Kite" è alquanto semplice, ma semplice non vuol dire necessariamente banale. La violenza la fa da padrone in "Kite": il sangue scorre a fiotti in "Kite", anche grazie ai proiettili esplosivi che utilizza Sawa, la protagonista. Kite è uno di quegli anime che non ti aspetti, che vengono fuori dal nulla, o quasi, ma rimangono nell'immaginario collettivo di chi l'ha visto.
Da notare che esistono diverse versioni censurate di "Kite". Personalmente consiglio la versione originale, con le scene di sesso, se non altro perché fanno comunque parte integrante dell'opera.


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Stairway90

Episodi visti: 2/2 --- Voto 7
Yasuomi Umetsu, noto character designer e animatore di varie opere degli anni '80 e '90 fra cui Megazone 23 Part II, Robot Carnival, Gatchaman e Cool Devices, esordisce alla regia nel 1998 con l'OAV Kite, di cui cura anche la sceneggiatura e, ovviamente, il character design. È una storia controversa e dal sapore pulp, intrisa di violenza e di sesso, di quelle che scatenano polemiche (tanto da essere considerato illegale in alcuni paesi, fra cui la Norvegia, con l'accusa di essere un prodotto pedopornografico) ma riescono anche a conquistare le attenzioni di Hollywood, tanto da essere apprezzata da Quentin Tarantino e da ricevere nel 2014 un adattamento live action con Samuel L. Jackson.

Sawa, rimasta orfana a dieci anni in seguito all'omicidio dei genitori, vive con un poliziotto, Akai, che abusa sessualmente di lei e lavora come assassina, uccidendo criminali e poliziotti corrotti. L'incontro con Oburi, suo coetaneo e anche lui killer, porterà alla nascita di un rapporto via via più stretto e della forza necessaria per ribellarsi al suo aguzzino, ma vendicarsi e sfuggire a chi vorrebbe morti i due ragazzi non sarà facile. È interessante notare che Umetsu "ricicla" l'idea di fondo della sceneggiatura dell'episodio 7 della serie OAV hentai Cool Devices, a cui aveva lavorato come character designer e animatore: anche lì troviamo una ragazza sottomessa sessualmente dal suo patrigno, un trafficante di droga.

In 60 minuti, Umetsu dimostra tutto il suo talento. A livello tecnico, Kite è un prodotto più che buono: il character design di Yasuomi Umetsu è indubbiamente di qualità e sa rendere perfettamente qualsiasi personaggio, dalla protagonista (di cui esalta la sensualità, ma dopotutto Umetsu non è estraneo alle produzioni erotiche) al grottesco compare di Akai, le scene d'azione sono concitate e la colonna sonora a base di brani dal sapore jazz ben si sposa con esse. Il regista non si preoccupa di realizzare qualcosa che sia politically correct, così abbondano le scene splatter (complice anche l'escamotage narrativo di far usare a Sawa letali proiettili che esplodono una volta nel corpo delle vittime) e Umetsu non ha paura di insistere nella rappresentazione cruda, diretta, esplicita degli abusi sessuali di Akai sulla protagonista che vi si abbandona docilmente, resti tanto più disturbanti dal fatto che la ragazza sia minorenne. Quest'ultimo elemento, se da un lato è un tratto caratteristico del regista, dall'altro ha condannato Kite a essere etichettata come un'opera erotica, un hentai, e a far passare in secondo piano i suoi meriti. Esiste anche un'edizione senza scene di sesso, la "Original Version", ma è chiaro che il dramma di Sawa ruota anche attorno alle sevizie del tutore ed eliminandole la storia perde molto.

Kite sa essere coinvolgente, disturbante, emozionante ed esaltante dall'inizio alla fine, ma non è solo pura e frenetica azione, visto che alterna sparatorie sanguinarie e momenti più riflessivi. Una vera perla poi il finale, che lascia all'immaginazione dello spettatore il destino di Sawa. Non è ovviamente un'opera per tutti: gli stomaci delicati e quanti troverebbero di cattivo gusto scene di sesso così esplicite (per di più su una minorenne) sono avvertiti!


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AkiraSakura

Episodi visti: 2/2 --- Voto 6
"A-Kite" è il famoso OAV a tinte pulp e noir che ha reso celebre Yasuomi Uematsu, il character designer di "Megazone 23 part 2", qui presente anche in veste di sceneggiatore, animatore e regista. Chiaramente ispirato al "Nikita" di Luc Besson, questo pseudo hentai a tinte forti si rivela un potente (e ignorante) mix di macabro, sesso duro e splatter. Le pistole hanno dei proiettili esplosivi in grado di maciullare la testa delle persone; le scene di sesso sono grottesche, basate interamente sul coito e sulla sottomissione violenta della protagonista - una ragazza a cui qualcuno ha ucciso la famiglia, che viene sfruttata da un poliziotto corrotto, che la utilizza come sicario personale e come giocattolo sessuale (non mancheranno i flashback in cui Sawa, ancora bambina, verrà sodomizzata dal suo mentore, senza alcuna censura).

Il regista ama rendere allo spettatore il suo autoriale "senso del fetido", che si palesa nella descrizione dell'odore dei cadaveri in putrefazione all'obitorio, nelle inquadrature dei pezzetti di cervello sparsi qua e là per il pavimento dopo una sparatoria, delle persone uccise dalla protagonista che si pisciano addosso sputando saliva; il tutto preferibilmente in una sporca latrina pubblica, dove gli odori del piscio, del sangue, degli escrementi e della polvere da sparo arrivano immediatamente allo spettatore, già rintronato da schizofreniche incursioni di sax e musica jazz. Ovviamente tutto questo va a fare contrasto con l'innocenza e la carineria di Sawa, doppiata egregiamente da una conturbante Valentina Mari (la voce di Rei Ayanami di "Evangelion").


"A-Kite" è cattivo, vuole essere cattivo, e lo è fino in fondo, tant'è che pure il finale lascia poca speranza per la nostra eroina. Indubbiamente l'OAV in questione è troppo breve, è tutta roba già vista, è scritto malissimo -possibile che la protagonista, che da sempre conosce la verità sull'uccisione dei suoi genitori, decida di vendicarsi così tardivamente, subendo nel frattempo ogni genere di stupro, violenza ed umiliazione?. Tuttavia esso viene comunque acclamato da una cerchia ristretta di fans dell'animazione, e da Tarantino stesso, che l'ha addirittura omaggiato in un'intervista. La regia infatti è buona, le musiche pure, anche se il vero punto forte del prodotto è il character design, insieme alle animazioni. C'è anche molto mood anni '90 in "A-Kite", tant'è che a chi vuole riviverli consiglierei, rimanendo in tema, una maratona serale del tipo "Nikita"/"Leon", con quest'ora di OAV come intermezzo, magari ascoltando pure una canzone dei Radiohead, passando ovviamente per "Go" dei Pearl Jam, che molto si adatta alla cattiveria e al fracasso di quest'anime. Sei e mezzo.


 1
Otaku-San

Episodi visti: 1/2 --- Voto 5
Mi sono soffermata solo al primo episodio perché questo anime hentai non mi ha molto entusiasmato e non capisco il motivo di tutte queste recensioni positive. La storia è un po' noiosa e concordo anche sul fatto che ci sono troppe scene di sesso sparse qua e là come per allungare di più l'anime. La protagonista, sarebbe stata più in gamba se non fosse stata utilizzata come un giocattolo e, in più, sarebbe stato meglio se non fosse così tonta. L'altra cosa che non mi è piaciuta, sono state le scene di sangue: sono troppo cruente e messe lì come se qualcuno che li guardasse non provasse un minimo di ribrezzo. Infine, l'unica cosa carina, è la grafica dei due protagonisti che ci sono sulla prima vignetta e basta.


 1
Zenzero

Episodi visti: 2/2 --- Voto 4
Ma quanto mi sono annoiato guardando questi 50 minuti di "Kite"? La risposta è lo specchio del voto: tantissimo. Devo ammettere che alcune parti le ho viste a salti.
Non saprei né da dove iniziare, né da dove finire con questa recensione, quindi vi butto giù due righe partendo da cosa si salva. I disegni sono tra le note positive, infatti il tratto è vecchio stile e ciò mi è piaciuto molto.
Ora, dopo quest'elenco infinito di lati positivi, passiamo alle ragioni che mi hanno fatto bocciare quest'anime. Parto dalle scene di sesso, troppe, spesso inutili e realizzate davvero in maniera penosa (scusate il gioco di parole). La trama, non che io me ne interessi quando devo iniziare una qualsiasi serie, dato che l'originalità ormai è merce decisamente rara, ma qua è addirittura peggio di un qualsiasi film di Bruce Willis (non che non mi piacciano i sui film, anzi): scontata e banale, e le scene d'azione non la risollevano minimamente. Infine il personaggio di Chun Li - perché secondo me è proprio lei, quella di "Street Fighter II" -, stereotipato e super preciso che nemmeno Nikita!
La mia personalissima opinione può non corrispondere alla vostra, però fossi in voi risparmierei quel tempo per vedere qualcosa di più interessante.


 1
npepataecozz

Episodi visti: 2/2 --- Voto 7
"Kite" è un anime piuttosto anomalo, in quanto le scene di sesso costituiscono il contorno alla trama principale e non l'inverso come accade di solito. Sarebbe dunque abbastanza ingeneroso classificarlo come un semplice hentai, seppure le parti "spinte" sono tante e decisamente esplicite: esso è stato sopratutto un anime capace di tenermi incollato allo schermo dall'inizio alla fine.
Sava è solo una ragazzina quando, rientrando in casa, trova i suoi genitori assassinati. Verrà allora presa in custodia da un "tutore", il medico legale della polizia, che la trasformerà in un killer a pagamento e con il quale instaurerà una relazione di tipo sessuale. Ciò che la spingerà ad accettare questo tipo di situazione è il desiderio di trovare i responsabili della morte dei suoi genitori e, ovviamente, vendicarsi.
Come già qualcuno ha avuto modo di notare, "Kite" è un anime decisamente coraggioso: troppo esplicito per chi non ama gli hentai o lo splatter e poco spinto per chi invece cerca proprio un titolo appartenente a uno dei due generi. Il pubblico a cui "Kite" si rivolge è, quindi, una sorta di via di mezzo tra i due tipi suddetti, che non si scandalizza subito, ma che non vuole nemmeno scene di sesso o violenza fini a se stesse. Sarebbe ingenuo pensare che certe immagini non siano inserite appositamente per cercare di ricavare da questo titolo qualche soldino in più; però "Kite" ha anche molto altro da dire.

Quest'anime, infatti, per dirla alla Quentin Tarantino, è molto "pulp": viene rappresentato un mondo a tinte scure, fatto di violenza e sangue, il cui protagonista è un personaggio apparentemente senza emozioni che prepara in silenzio la sua vendetta.
Peccato che qua e là sorgano delle domande a cui non si riesce a trovare risposta, rendendo il tutto un po' inverosimile; ad esempio, perché Sava decide di sopportare tutto questo anche se ha ormai individuato da tempo i responsabili degli omicidi? In più anche qui va rivolta la stessa critica che rivolsi a suo tempo per "Noir": "Quando si spara si spara, non si parla" - si tratta di una frase di Tuco in "Il buono, il brutto e il cattivo".
In definitiva assegno a questo "Kite" una buona valutazione, anche se non eccelsa. Se non vi infastidiscono troppo sesso e splatter dategli pure un'occhiata; è, ormai, un titolo un po' datato ma sempre validissimo.


 3
Rebecca B.

Episodi visti: 2/2 --- Voto 8
Bello. Questa è l'unica cosa che posso dire di Kite.
La storia di quest'anime ruota attorno alla vita di una ragazza, la quale, salvata da un detective anni prima, ne diventa un oggetto sessuale. Non solo, nel frattempo lavora anche in una specie di agenzia che riceve omicidi su commissione, sempre al fianco del detective e anche di un giovane ragazzo, molto gentile e premuroso nei suoi confronti.

Dal lato tecnico, trovo tutto perfetto: animazioni fluide e sopra alla media, ottime scene di combattimento e bel chara.
Inoltre, non c'è nessun tipo di censura. Esatto, signori miei: qua si vede tutto, ma non in maniera volgare come in altri prodotti del genere, ma in un contesto drammatico e indifferente alle sofferenze della giovane protagonista.
La storia è ben strutturata: apprezzabile, solo con una nota d'amarezza nel finale.
Do un otto pieno.


 2
Mich392

Episodi visti: 2/2 --- Voto 8
Questo è davvero un anime con le palle! Spudoratamente splatteroso e violento, presenta scene di sano splatter alternate da altre di sesso senza censura.
Il tutto è rappresentato da un grandioso stile di disegno che trasmette quella sensazione di corruzione e fredda crudeltà della quale è impregnato quest'anime. Le sequenze d'azione sono sempre fluide e ottime e spettacolari riprese riprese rendono le scene di splatter molto gratificanti.

Purtroppo la trama sembra solo un pretesto per mettere in piedi scene di violenza con un finale che lascia quasi l'amaro in bocca, mentre la narrazione della storia procede in maniera abbastanza lenta e alquanto noiosa, tanto che lo spettatore è quasi in una condizione di attesa che qualcosa di violento scuota lo schermo.
Tirando le somme, cercate qualcosa di violento e spudorato?
Allora l'avete trovato! E non è neanche tanto impegnativo, Kite, due puntate non sono mica tante.


 2
__Setsuna__

Episodi visti: 2/2 --- Voto 8
A-Kite Si presenta come un bell'anime di Azione con un pizzico di Hentai.
Personalmente l'ho trovato molto bello... I disegni sono Ottimi, le animazioni buone e fluide. Peccato che duri poco... perchè come trama avrebbero potuto svilupparla con qualche scena in più... in definitiva lo consiglio a tutti gli appassionati di Anime di azione e sparatutto, anche splatter, con quel qualcosa in più che spesso vorresti vedere in altri anime, ma che poi non trovi mai... ehehe sto parlando della parte più spinta, che rende il tutto più "serio" e gradevole. Gli ho dato un bell' Otto! Logicamente la visione è consigliata ai soli maggiorenni. Sia per le scene Hentai che per quelle splatter.