A distanza di quasi sette anni dal debutto del primo Code Vein, soulslike di Bandai Namco dalla fortissima caratterizzazione anime, l'action RPG ritorna in scena con Code Vein II, sequel diretto che punta a espandere e raffinare l’impianto ludico e narrativo dell’originale. Il primo capitolo, pubblicato nel 2019 e di cui trovate qui la nostra recensione, ha introdotto i giocatori in un mondo post-apocalittico dominato dai Revenant, esseri umani resuscitati dotati di abilità vampiriche e ha raccolto nel tempo un’accoglienza positiva sia da parte della critica sia del pubblico, superando le 4 milioni di copie vendute.



Code Vein II riparte da zero sul piano narrativo, proponendo un nuovo cast di personaggi e una storia ambientata molti anni dopo incentrata su un mondo ormai prossimo al collasso, ma mantiene intatto il cuore dell’esperienza: esplorazione, combattimenti tecnici e un sistema di personalizzazione profondo, ora ulteriormente ampliato. Partiamo quindi rispondendo subito alla più classica domanda sui sequel: sì, potete giocarlo pur non avendo giocato il primo.

Un racconto che attraversa il tempo

L’universo narrativo di Code Vein II è ambientato in un futuro in cui umani e Revenant convivono a fatica. Questi ultimi esistono fin dall’antichità e, cento anni prima degli eventi attuali, tentarono di arginare una catastrofe nota come Resurgence, un fenomeno capace di trasformare gli esseri viventi in mostri privi di coscienza. Il rituale di contenimento fallì, dando origine alla Luna Rapacis, un’entità che accelera la perdita di identità dei Revenant, trasformandoli in Horrors. In questo mondo al collasso il nostro alter ego sarà un Cacciatore di Revenant, incaricato di fermare i Fallen Heroes of the Resurgence, i vecchi eroi di 100 anni prima, ormai tramutati in mostri potenti e senza ragione.

Senza troppi spoiler, vi diremo che l'elemento chiave della narrazione è Lou MagMell, alleata dotata di poteri di viaggio temporale che permettono di muoversi tra presente e passato. La meccanica dello switch non è nuova, anche se in Code Vein II attraverseremo le linee temporali in maniera studiata e "story driven", continuando ad approfondire il passato aiutando gli eroi che lo hanno vissuto, per cercare di cambiare e sistemare il presente ed infine salvare il futuro.
 
L'editor è enorme e ricchissimo.jpg

Struttura della demo e progressione iniziale

La sezione da noi provata, ci ha consentito di sperimentare tre momenti chiave del gioco:
 
  • Creazione del personaggio, con un editor ulteriormente ampliato rispetto al primo capitolo, incredibilmente profondo.
  • Tutorial su MagMell Island, il nostro hub, che introduce al gioco, alle basi del combattimento e alle meccaniche principali.
  • Arco narrativo di Josée, con esplorazione, dungeon e boss fight finale.

Come potrete immaginare l'editor è di quelli da perderci davvero ore su ore, scelta che ho preferito evitare per non bruciarmi tutto il tempo a disposizione per la preview. Ciononostante ho potuto apprezzare l'enormità di opzioni possibili e di personalizzazioni al vostro avatar e da questo punto di vista non posso che riconoscere l'ottimo lavoro svolto, in continuità con l'eccellente design a cui già eravamo abituati in Code Vein.

L’esplorazione si sviluppa in aree ampie e interconnesse, supportate da scorciatoie e dal classico sistema di punti di checkpoint chiamati Mistless, che permettono il viaggio rapido, il ripristino delle risorse e la gestione dell’equipaggiamento, oltre ovviamente alla ricomparsa dei mob. Tornano anche le missioni secondarie e la possibilità di esaminare punti di interesse ambientali. Novità rilevante è la presenza di una motocicletta, utilizzabile nel mondo aperto per spostamenti più rapidi.

Combattimento: più profondo, più modulare

Come ogni titolo del genere che si rispetti, è il sistema di combattimento a rappresentare uno dei pilastri dell’esperienza ed è per questo che cercheremo di darvi un'idea di come il gameplay sia composto e stratificato. Code Vein II mantiene l’impostazione action con enfasi su tempismo, gestione delle risorse e lettura del nemico, ma amplia in modo significativo le opzioni a disposizione del giocatore. Come nel primo capitolo, anche in questo caso potremo optare per avere sempre un partner con noi, durante l'avventura. I compagni non sono semplici alleati controllati dall’IA, ma influenzano direttamente le meccaniche di sopravvivenza grazie agli LP, che fungono da cuscinetto prima della perdita di HP. Il partner può essere utilizzato in due modalità: evocandolo avremo un png che combatte attivamente al nostro fianco, mentre in assimilandolo lo fondenderemo al nostro alter ego per potenziare statistiche e abilità. Ogni partner possiede Link Traits temporanei e Partner Trait passivi, migliorabili rafforzando il legame. In caso di sconfitta, entra in gioco una abilità passiva tramite la quale il partner ci farà ritornare in campo: questa resurrezione automatica ha però costi crescenti in termini di efficacia ed un cooldown, che determinerà la nostra definitiva morte se dovessimo veder azzerati i nostri hp durante la ricarica.
 
Josèe Anjou è l'alleata della parte di storia provata.jpg

Le risorse fondamentali sono quattro:
  • HP, la salute;
  • LP (Link Points), legati al partner e alla sopravvivenza;
  • Stamina, necessaria per attacchi ed evasione;
  • Icore, risorsa indispensabile per l’uso delle Formae;
Le Formae (ex Gifts) rappresentano abilità offensive, difensive e di supporto, attivabili grazie all’Icore e personalizzabili tramite i Codici Sanguigni, che ancora una volta definiscono statistiche e gameplay. Sarà quindi nuovamente possibile continuare a cambiare la modalità di azione senza dover ricorrere ad un macchinoso ripristino dei punti abilità, ma semplicemente recuperando ed equipaggiando nuovi codici sanguigni; ognuno di essi avrà le proprie peculiarità e darà accesso ad armi utilizzabili e stili di gioco diversi. Come per la creazione del personaggio, sembra sia stata dedicata moltissima cura alla profondità della componente ruolistica ed alle relative enormi possibilità di personalizzazione. Le build potenziali saranno davvero tante e per tutti i gusti. 

Ci sono armi di ogni categoria, melee e ranged, con anche qualche nuova introduzione come le rune blade. Le varie armi possono essere potenziate con un sistema di Boosters, abilità equipaggiabili fino a quattro contemporaneamente, ciascuna con effetti passivi e tratti specifici.
 
I partner possono essere assimilati per potenziarci.jpg

Jail System e Drain Attacks

Il Jail System sostituisce ed espande il Blood Veil del primo capitolo. I Jail consentono di eseguire Drain Attacks, attacchi prosciuganti fondamentali per recuperare Icore e mantenere l’efficacia in combattimento. Ogni Jail possiede stili di attacco differenti, favorendo approcci aggressivi, difensivi o a distanza. Vi sono poi delle Formae particolarmente potenti, che permettono di evocare armi speciali per attacchi devastanti, a patto di saper gestire correttamente risorse, tempistiche ed il relativo cooldown.

Dal punto di vista della narrazione, oltre a quanto già raccontato, il titolo resta incentrato sulla possibilità di esplorare i ricordi dei personaggi che ci circondano, dando vita a situazioni dall'alto potenziale emotivo, che servono per legarci a loro e per aggiungere tasselli di lore. In genere l'impressione è che l'avanzamento nella trama sia piuttosto guidato, rendendo Code Vein II un soulslike di stampo più classico, dove ambienti più canonicamente chiusi, infarciti di nemici, imboscate e boss, si alternano a regioni a più ampio respiro, esplorabili liberamente e ricche di missioni secondarie. 

Come avrete capito, l'enorme stratificazione del gameplay risulta addirittura soverchiante ad un primo approccio e solo dopo svariate ore pad alla mano potremo esprimere un'opinione definitiva, su quanto di ciò che viene messo a disposizione del giocatore sia effettivamente utile ed integrato nell'azione vera e propria. Ho apprezzato l'impostazione complessiva della difficoltà. Le aree con mob ed élite sono approcciabili, a patto di non tuffarcisi a capofitto sperando di uscire vivi dagli scontri, mentre i boss veri e propri sono complessi ed articolati, fanno molto danno e, soprattutto, ne prendono poco, richiedendo numerosi tentativi e memorizzazione dei pattern per essere buttati giù.
 

Comparto tecnico e conclusioni

Tecnicamente l'anteprima, provata su PlayStation 5, ha mostrato il fianco in più di qualche incertezza: hit box non sempre precisissime, alcune animazioni peccavano in fluidità, mentre il frame rate è stato piuttosto ballerino, con cali piuttosto evidenti nelle situazioni appena più ricche di effetti particellari o png a schermo. Niente di clamoroso, pertanto auspichiamo che la build sia stata ulteriormente rivista e corretta prima dell'uscita. 

Code Vein II è in potenza un gioco davvero interessante, caratterizzato da un impianto narrativo intrigante, un world building coerente, un'ispirazione artistica pregevole e, soprattutto, un gameplay molto profondo, forse anche troppo. Il titolo uscirà su PS5, Xbox Series e PC il 30 gennaio 2026 e solo allora sapremo definitivamente quanto bene tutta questa bulimia di idee e contenuti siano state integrate e rese funzionali per il giocatore.

 
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