Il noto mangaka Hisashi Eguchi, autore di opere celebri come Stop!! Hibari-kun! e character designer per Perfect Blue e Sonny Boy , ha rilasciato una dichiarazione ufficiale il 30 dicembre attraverso il suo account X (ex Twitter) in seguito alle accuse di aver ricalcato fotografie senza permesso che lo hanno travolto negli ultimi mesi.
La controversia, che abbiamo già trattato in precedenza, era emersa a ottobre quando Eguchi aveva ammesso di aver utilizzato come riferimento l'immagine di Kyū Kanai, scrittrice e modella attiva principalmente sui social media, per un'illustrazione promozionale del "Festival della Cultura della Linea Chuo 2025" organizzato dal centro commerciale Lumine Ogikubo. L'artista aveva dichiarato di essersi basato su un "profilo perfetto" visto su Instagram, senza chiedere il permesso preventivo alla diretta interessata.
Nella sua dichiarazione, Eguchi si è scusato formalmente con Kanai, con i grandi magazzini Lumine, con tutte le parti coinvolte nelle accuse attuali e con le aziende per cui ha lavorato in passato. L'artista ha spiegato di aver contattato Kanai immediatamente dopo che la questione è emersa pubblicamente. "L'ho contattata subito tramite messaggio privato e mi sono scusato", ha scritto Eguchi. "Da allora ci siamo compresi reciprocamente per un accordo di riconciliazione attraverso i nostri avvocati".

Nella sua dichiarazione,il mangaka ha voluto spiegare il suo metodo di lavoro, che utilizza da decenni. Eguchi ha rivelato di ricalcare spesso fotografie nella fase di bozza, ma di eseguire tutto il resto del lavoro – esclusa la colorazione – completamente a mano. "Non intendo dire che il lavoro analogico fatto a mano sia intrinsecamente privo di problemi", ha precisato, "ma nel mio caso, tutto, dalla bozza preliminare all'inchiostrazione, è fatto interamente a mano con metodi analogici".
Dopo aver consultato i suoi avvocati riguardo ai suoi metodi artistici, Eguchi ha affermato che "fare riferimento a pose e look di moda non viola il diritto d'autore della fotografia. Se gli spettatori non riescono a identificare il soggetto come la persona reale, non sembra violare i diritti d'autore".
La parte più significativa della dichiarazione è stata l'ammissione di Eguchi di non essere riuscito a tenere il passo con le norme e la morale sociale contemporanee. "Per oltre 40 anni ho continuato a creare nello stesso modo immutabile, aggrappandomi inconsciamente alla comprensione immatura che avevo nei miei spensierati vent'anni", ha scritto l'artista. Tuttavia, Eguchi non ha specificato se intende modificare il suo utilizzo del ricalco per i progetti commerciali futuri, lasciando aperta la questione su come intenda adattarsi alle nuove sensibilità del settore.
Come avevamo riportato, la controversia ha avuto ripercussioni immediate. Lumine Ogikubo ha ritirato tutte le pubblicità con l'arte di Eguchi per l'evento. Denny's Japan ha annunciato che avrebbe rivisto il processo di produzione dietro le illustrazioni di Eguchi e si sarebbe astenuta dall'utilizzare le sue opere nel prossimo futuro. Anche Saison Card ha sospeso l'uso delle sue illustrazioni, mentre Zoff, catena di negozi di occhiali, ha avviato un'indagine interna sulle opere di Eguchi utilizzate in una campagna del 2018.

Questa vicenda rappresenta un punto di svolta per l'industria dell'illustrazione e del manga giapponese. Eguchi, figura leggendaria attiva dagli anni '70 e noto per le sue sofisticate raffigurazioni femminili, si ritrova al centro di un dibattito generazionale: dove finisce l'ispirazione legittima e dove inizia la violazione dei diritti altrui? In un'era in cui la trasparenza nel processo creativo è valorizzata tanto quanto la qualità finale dell'opera, anche i maestri più rispettati devono fare i conti con nuove aspettative etiche. La questione diventa ancora più delicata quando il lavoro artistico viene utilizzato a fini commerciali, dove le linee tra "ispirazione", "riferimento" e "riproduzione" diventano cruciali dal punto di vista legale. Il caso Eguchi ci ricorda che nessuno, nemmeno un veterano con oltre quarant'anni di carriera alle spalle, può permettersi di ignorare l'evoluzione delle norme sociali e dei diritti individuali nell'era digitale.
Fonte: Twitter ufficiale dell'artista
ANN
In questo caso specifico la donna guadagnava dei suoi diritti d'immagine e quindi il danno era economico e come tale va registrato.
Ma l'arte è sempre e comunque mimesis: imitazione, copia di qualcosa. Quindi se non ci sono confini giuridici specifici non c'è modo di distinguere l'ispirazione dal "furto" (premesso sempre che si parla di riproduzioni di immagini senza scopo di offesa o lesione dell'intimità e della dignità di una persona).
Cmq se non vuol cambiare, semplicemente d'ora in poi basta che chieda il permesso ed è tutto apposto
Concordo in tutto e per tutto.
Credo sia tutto legale ma in ogni caso la comunità artistica “non lo vedrà di buon occhio”, per usare un eufemismo.
Ma che è?! Hahaha
Questa è una perla rara!
Voglio dire che le pubblicità italiane copiano senza imbarazzo e senza conseguenze da diversi anni, quindi le leggi andrebbero cambiate, secondo me. Se siano da cambiare le leggi giapponesi o le leggi italiane, questo è da discutere. 🤔😂 Comunque è il mio pensiero e mi dispiace se non è stato capito.
Tutti cominciamo copiando. Molti continuano.
È da notare, paradossalmente, che la situazione è emersa a causa dell ingombrante presenza della CGI. Che ci ha resi tutti più (giustamente) sensibili al diritto di autore e al copyright sulla propria immagine.
40 anni fa instagram, facebook, pinterest etc non c'erano. Anche il web era alle primissime armi. Credo che lui "copiasse", come facevano molti artisti, da riviste e simili.
Cosa che è di suo sbagliata e controversa se non cambi abbastanza dettagli (molti artisti in passato hanno avuto problemi), ma del resto chi disegna lo fa spesso con materiale di reference sottomano e non tutti hanno i soldi e il tempo per procurarselo proprietario (vedi fare video o foto da soli con modelli). Di solito basta cambiare a sufficienza i dettagli e la cosa passa in sordina (per esempio Araki di Jojo prende spesso spunto da magazine di moda e foto di modelli in passerella).
Il "problema" è che oggi è tutto molto più veloce. Non devi sfogliarti magazine, o cercare le immagini in qualche foto. Apri instagram, sfogli anche fra i suggeriti che non segui, becchi qualcosa che ti ispira, fai lo screen - ed ecco la reference pronta. Disegni, consegni e butti fuori in un mondo che è molto più attento e consapevole - anche perché il tuo disegno stesso andrà in giro nei medesimi circoli, mentre magari il magazine di moda non aveva idea del tuo manga.
Ciò non giustifica Eguchi ma credo che la sua spiegazione sia veritiera: ha peccato di superficialità, perché da artista doveva essere più consapevole dell'uso delle reference e dei credits da attribuire, ma è anche vero che il suo metodo deriva da un 'modo di fare' molto comune.
Un tempo magari non citavi il credits perché giocavi sul 'tanto chi se ne accorge', oggigiorno credo che la 'velocità' con cui si consumano media e immagini impedisca davvero di riflettere su quello che stai facendo. E i modello con l'avvocato dietro non sono più solo nei magazine, ma può essere anche la ragazza che pensi abbia solo scattato un selfie ben fatto se non ti soffermi a studiarle il profilo.
La soluzione è semplice: fare sempre lo 'sforzo', anche quando hai fretta, di stabilire un contatto, chiedere il permesso, citare la fonte di ispirazione. Anche quando è veramente solo una ragazza che si è fatta il selfie quindi non può provocarti guai. Insomma la cara vecchia netiquette
Manco copiare, proprio ricalcare, lo step dopo è la fotocopiatrice.
Assolutamente infatti resta cristallino il fatto che abbia sbagliato. Se la situazione fosse anche solo un attimo più sfumata non sarebbe esposto così. Ora è consapevole di quello che ha fatto e se uno vuol malpensare direbbe che lo era anche da prima.
Quello che intendevo dire è che una "abitudine" può diventare velocemente una "cattiva" abitudine e forse in questo l'enorme disponiblità di materiale costo zero (almeno in apparenza) velocizza ancor di più il processo.
è una zona estremamente grigia a livello di copyright.
L'arte si basa sul rubare ciò che ci circonda e rimescolarlo.
O crei nuove regole che rischiano di bloccare ancora di più i processi creativi degli artisti oppure si mantiene lo status quo attuale cercando di trasmettere una certa etica lavorativa.
Ciò che lui ha fondamentalmente sbagliato è stato il fatto di fare tracing invece di riprodurla usandola come reference, per il resto molti mi sembrano che cadono dal pero su questo argomento.
Copiare una posa o ispirarsi a volti reali non e' sbagliat (Hara e i disegnatori Bonelli sarebbero in galera) ,
quello che e' sbagliato non solo legalmente, ma sopratutto moralmente calcare pari pari, un disegno o una foto in cui l'autore originale ha messo tutto l'impegno per farlo
Vero, ma capisci che è comunque una visione opinabile, perché se uno è abbastanza bravo può ricreare lo stesso volto senza fare tracing, a quel punto si può dire che è differente la cosa?
Quanti artisti hanno pagato per ricopiare pose dalle riviste di moda? (te lo dico io -> poche)
Perché quello non dovrebbe essere sbagliato, quando di fatto implica rubare dell'arte costruita dal fotografo?
Cioè, la situazione è estremamente borderline e complicata.
La foto non è semplicemente scattare con la macchina fotografica,ma decidere la posa , le espressioni, le luci, non è meno complicato di disegnare, un bravo disegnatore di solito prende elementi di riferimento per falli suoi, (o dovrebbe farlo), poi ci sono i ricalcatori seriali che haime trovano spesso lavoro, se conoscete il fumetto americano conoscerete la figura di Greg Land, che non ricalca solo da riviste e immagini di film, ma anche dai porno, che le espressioni dei personaggi femminili che hanno espressioni da orgasmo anche quando prendono uin caffe
non si parla di riferimenti , ma di propri e veri ricalchi su tavola luminosa
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