Jim Lee, leggenda vivente del fumetto americano e attuale Chief Creative Officer di DC Comics, ha recentemente visitato il Giappone in occasione del Tokyo Comic Con 2025. Durante la sua permanenza, l'artista che ha rivoluzionato il mondo dei supereroi con opere iconiche come Batman: Hush e la serie degli X-Men ha condiviso le sue riflessioni sul fenomeno globale di manga e anime, riconoscendo apertamente la superiorità del mercato giapponese rispetto a quello occidentale.

Lee non è nuovo alla cultura giapponese. La sua passione per manga e anime risale alla fine degli anni '80, quando negli Stati Uniti cominciavano ad arrivare le prime opere tradotte. "Ricordo quando lessi AKIRA di Katsuhiro Otomo, pubblicato dalla Marvel in versione tradotta. Comprai anche il Laserdisc", racconta Lee. "Poi mi innamorai di Appleseed di Masamune Shirow. Non era tradotto, quindi non capivo bene la storia, ma adoravo i disegni."
Quegli anni segnarono l'inizio di un'ondata che, attraverso editori come TOKYOPOP, VIZ Media e Dark Horse, portò manga e anime nel mercato americano. Ma per Lee, quello che stiamo vivendo oggi non è solo una moda passeggera.
Quando gli viene chiesto di analizzare il successo planetario di opere come Demon Slayer e Chainsaw Man, che hanno conquistato anche il box office americano, Lee offre una riflessione lucida e onesta: "Il mercato dei manga è più grande del nostro settore. La domanda diventa quindi: cosa possiamo imparare da loro?"
Secondo Lee, il segreto del successo giapponese risiede in diversi fattori fondamentali:
Diversità di generi: "I fumetti americani sono quasi tutti incentrati sui supereroi. Le vendite e la maggior parte dei lettori si concentrano lì", spiega Lee. "Il Giappone invece è più vicino alla letteratura. È qualcosa che tutti leggono, non solo storie di eroi. Ci sono manga sulla cucina, sul calcio, su una gamma molto più ampia di argomenti. Da lì si possono trarre infinite storie."
Un'arte per tutte le età: Lee evidenzia una differenza culturale cruciale: "In Occidente, fumetti e animazione sono sempre stati considerati media per bambini. Quando si cresce, tutti passano al live-action. In Giappone no. Non solo i generi sono vari, ma anche gli adulti leggono manga e guardano anime. Culturalmente, è un'arte che non è limitata a una fascia d'età specifica."
La forza narrativa: "Le storie raccontate da manga e anime hanno un potere straordinario", ammette Lee. "Mi chiedo spesso: cosa manca ai fumetti occidentali? Perché non riusciamo a ottenere lo stesso risultato?"

Ciò che colpisce maggiormente nell'intervista è l'atteggiamento di Lee: lungi dall'essere minacciato dal successo giapponese, lo vede come una fonte d'ispirazione. "Sono molto felice del successo dei manga, perché per me rappresenta un obiettivo da raggiungere."
Lee riconosce che la risposta non è semplice: "Non è solo una questione di stile artistico, ma di sensibilità. Le storie che hanno successo in Giappone sono molto diverse da quelle che funzionano in Occidente. Cosa possiamo imparare da questo? È una discussione che continuerà a lungo."
Con disarmante onestà, aggiunge: "Io stesso non ho la risposta esatta. Se ce l'avessimo, avremmo già gli stessi numeri di vendita e di lettori."

Lee inserisce il fenomeno manga e anime in un contesto più ampio: "In questo momento, la cultura pop asiatica in generale sta vivendo un'esplosione. Penso al K-pop, ai drama coreani, agli anime giapponesi. I giovani vogliono trovare qualcosa che sia loro."
Non è la prima volta che accade, ricorda Lee, citando il grande boom di manga e anime degli anni '90. "È un ciclo. Ma in ogni caso, la gente ama davvero ciò che sta vedendo in questo momento."
Durante la sua visita al Tokyo Comic Con, Lee non ha potuto fare a meno di riflettere su quanto sia cambiato il panorama in tre decenni. "Più di 30 anni fa venni a Tokyo per promuovere i miei fumetti e visitai un negozio chiamato 'Manga no Mori', l'unico che vendeva fumetti americani all'epoca. A quei tempi, i personaggi dei fumetti americani erano conosciuti solo da un gruppo davvero, davvero piccolo di persone in Giappone."
"Ora, 30 anni dopo, essere qui e vedere tutto questo... è come essere in un mondo diverso. O forse sto sognando", conclude con una risata.
Quando una leggenda dei fumetti americani ammette apertamente che c'è ancora tanto da imparare dal Giappone, forse è il momento di ascoltare. E la ricetta del successo, secondo Lee, è più semplice di quanto sembri: storie per tutti, di tutto, per tutte le età. Mentre i fumetti occidentali cominciano timidamente a esplorare nuovi territori, manga e anime hanno già conquistato il mondo raccontando storie che vanno dall'amore alla cucina, dal calcio ai demoni, con la stessa passione e la stessa serietà. E magari, è proprio questo il loro vero superpotere.
Fonte: xtrend.nikkei.com
e se sono ancora in piedi è perchè comprate da warner e disney come aziende di sola editoria avrebbero gia chiuso
La contaminazione con il manga il fumetto americano l'h gia vista. Basta pensare a Miller, un altro dei grandi dei comics, con il suo Ronin
Scimmiottare è relativo, nel senso che i primi due pasi che dovrebbero fare (con un alto rischio di fallimento) sono: considerare ogni genere e uscire dal sempre più ristretta comfort zone dei super eroi (e potrebbero anche avere successo) e considerare tutte le età (e qui il rischiano il flop totale perché nella mentalità americana per "adulti" vuol dire tre cose: aumento di volgarità, sesso e riferimenti sessuali ovunque, violenza estrema. Basti veder ei cartoni per adulti appena usciti)
Poi c'è un altro fattore che almeno nell'articolo non è riportato, quindi non sò se quanto segue Lee l'ha notato, e comunque è una mia riflessione personale:
Quasi tutti i manga e anime, anzi tutti tranne rarissime eccezioni, hanno una fine. E il tempo passa. Nel senso i personaggi crescono di età, vedi capitan tsubasa che è il primo che mi viene in mente. Mentre nei fumetti americani di supereroi il tempo è la cosa più bislacca che ci sia: per alcuni personaggi va avanti, per altri resta fermo, oppure non passa mai in une terno anno della marmotta.
Ma questi due fattori nell'editoria usa (marvel e dc in primis) non verrà mai presa in considerazione perchè vorrebbe dire che il tuo amato superman trentenne da 90 anni dovrebbe invecchiare e morire d'età, la serie e il Personaggio dovrebbero finire, cosa per loro inaccettabile. Ma l'invariabilità del tempo rende anche le storie monotone alla fine, perché le sfide, anche quotidiane, saranno sempre le stesse.
E questa è, secondo me, una delle migliori carte vincenti di manga e anime.
Probabilmente Jimme ha avuto colloqui con il gruppo Hitotsubashi.
Quello è niente. Nei primi anni 2000, cioè quando i manga e gli anime esplosero veramente per la prima volta in America nacque un intero movimento volto a realizzare fumetti americani che imitavano i manga in tutto (a volte anche nello stile di lettura da destra a sinistra) e nacquero case editrici come la Antarctic Press e la TokyoPop Comics specializzate appunto negli "pseudo-manga". E anche la Marvel e la DC realizzarono i loro cosiddetti "Mangaverse" (tra l'altro di recente ristampati) ovvero versioni "mangheggianti" dei loro personaggi. Tutto questo molto prima di cose come il manga di Deadpool o Batman & la Justice League di Shiori Teshirogi (l'autrice di Lost Canvas). Oh e non dimentichiamo la serie animata dei Teen Titans che imitava l'umorismo e le gags slapstick da anime.
Sinceramente ogni tanto mi piacerebbe leggere qualcosa, ma quale dei 20 reboot e speciali dovrei leggere di spiderman, thor o batman? Alla fine ci rinuncio e fine.
Discorso diverso per le serializzazioni nuove che invece leggo volentieri anche grazie ai bundle di humble bundle
Il discorso è sempre lo stesso.
Poi che Jim abbia cercato di argomentare in maniera strana sull'accessibilità di leggere una jumpata rispetto a leggere un fumetto seriale americano quello è palese.
Però appunto, sono gli stessi identici discorsi fatti a nastro ogni volta che la serie WSJ di turno registra numeri superiori rispetto a qualunque altra cosa.
Che magari sembra una cosa stupida ma che invece il motivo del perché funzionano.
Il grosso grosso delle vendite di fumetti in giappone è shounen.
Esistono manga shounen che sono commedie romantiche, ma sono appunto solo quello: commedie romantiche.
Nei fumetti occidentali si tende a mischiare robe con sotto trame.
I shounen grossi hanno raramente sbocchi romantici e quando li hanno, li tirano talmente dritti e spediti che durano niente.
Se compro yurihime posso essere sicura di trovare solo roba omosessuale, e perfino lo spettro completo (dagli sguardi e basta ai baci e altro).
Se compro manga time kirara carat, mi aspetto battute e roba leggera.
DC e Marvel, nello specifico, hanno anche il problema dell'identità debolissima dei suoi personaggi.
Il batman di :inserisci autore: non ha la stessa presa sul pubblico di googlare bocchi the rock.
Bocchi the rock è una, quella; non ha 27mila varianti del personaggio scritte e disegnate da infinite persone diverse.
I manga sono proprio facili da prendere, perché il 90% delle produzioni non dura 40 anni.
Capisco che è difficile far funzionare le riviste da noi o in america, ma senza la possibilità di chiudere una serie dopo 5-10 capitoli e comunque non andare in perdita, è troppo un azzardo.
Secondo me.
Sono completamente d’accordo con te, questo è uno dei motivi principali per cui non sono mai riuscito ad appassionarmi ai comics americani (parlo dei personaggi classici Marvel e DC…)
[youtube]https://youtube.com/shorts/I2D-CxXuYgs?si=YV0PEydos_hRNbrC[/youtube]
Infatti anche le riviste in Giappone riuniscono capitoli di una decina di manga che non sempre arrivano alla conclusione.
finisce Dragon Ball e comincia Dragon Ball Super
finisce Naruto e comincia Boruto
finisce Saint Seiya e partono decine di spin off
Devilman che ogni decennio ha il suo fumetto reboot
perchè credi che non ci siano fumetti che narra le storie future con i superherois anziani?
Kingdom Come per esempio in casa DC, e si tratta una delle migliori storie DC
Come abbiamo un Wolverine anziano in Old Man Logan, oppure uno Spider-Man quarantenne con i problemi con la moglie.
In Batman Beyond abbiamo un Bruce Wayne sugli 80.
La vecchiaia nei personaggi è comunissima nei fumetti marvel e dc.
"Ma l'invariabilità del tempo rende anche le storie monotone alla fine,"
una storia datata anni 60 e molto diversa da una storia anni 80 e 90, se la Marvel ha vissuto più di mezzo secolo perchè le storie e personaggi si adattavano ad ogni generazione.
Come succede anche con i film di James Bond e Godzilla.
Si continua a parlare senza conoscerli dando prova non solo di non aver letto un albo ma manco farsi ricerche via web, però reagite male se qualcuno mostra ignoranza verso manga e anime.
https://docmanhattan.blogspot.com/2023/01/manga-le-ragioni-del-successo.html
Per quanto mi riguarda trovo molto respingente iniziare a leggere fumetti americani proprio per il problema delle saghe/filoni/crossover che mi sembrano un limite insormontabile, della serie, se devo documentarmi settimane prima di comprare un fumetto con l'alto rischio di non capirci niente perchè mi sono persa pezzi, non inizio nemmeno.
E poi, come detto da altri utenti, spesso sono infiniti o peggio, episodici.
I manga a differenza della maggior parte dei comics:
1) Come detto giustamente sopra, hanno un finale;
2) seguono la storia pensata dal creatore dall'inizio alla fine;
3) I personaggi morti rimangono tali.
In due parole? Idee chiare.
Poi hanno una libertà incredibile, a volte neanche condivido ciò che vedo, ma sono veramente felice che abbiano una tale libertà.
Gli statunitensi dovrebbero smettere di essere statunitensi per cogliere quella bellezza.
Loro hanno un radicato modo di pensare, una mentalità chiusa, tante, troppe regole a cui si legano e sembra che non lo comprenderanno mai.
Creano storie cercando di piacere, non creano storie perché vogliono raccontarle.
Le storie piacciono a tutti, da sempre.
5 opere su quante migliaia di titoli?
Infatti ho detto tranne eccezioni. E comunque Boruto non è Naruto. Gli spin off non sono la serie di partenza. Ma quanti Spiderman e Bartman esistono? Quanti Natali ha vissuto Clark Kent?
Quanti san Valentino ha passato Peter Parker?
Lo so che ci sono le storie future con i super eroi anziani... ma sono storie parallele, sono storie aggiuntive, non sono il seguito, la storia principale rimane bloccata nel suo anno della marmotta.
E non è essere ambientati negli anni'60 o nel 2015 che cambia la storia, cambia solo lo sfondo, la storia rimane sempre la stessa: un villain "perchè sì" e l'eroe che deve fermarlo. stop. Ma perché è intrinseco nel genere. Anche Paperino non cambia, ma le sue storie sono di ogni genere perchè lui non è un preciso tipo di personaggio.
Mentre i super eroi, non avendo un ricambio di personaggio, sono divenuti le macchiette di se stessi, nel senso che possono solo riciclare cose che hanno già fatto cambiando solo qualche nome o l'estetica dell'ambientazioene, ma le dinamiche sono sempre le stesse.
Quante volte Peter Parker (da quando esiste spiderman) è stato minacciato di essere licenziato da Jameson? Per quanti anni Clark Kent è stato fidanzato?
E sono obbligati a farlo. Quando ci fu la morte di Superman rischiarono quasi una guerra civile.
come mai si è andato a criticare tutto una nazione per delle case editrice fumettistiche?
ogni popolo ha le sue mentalità radicate o chiuse non solo gli States, e sopratutto non certo il Giappone si può vantare di non avere una mentalità chiusa o di non avere troppe regole a cui si legano.
È uno dei manga più inutili e deludenti che abbia mai letto, lo presi all'epoca della ormai estinta Goen.
Sai come sono nati i manga? Sai come si sono diffusi?
Un tempo quella mentalità di cui parli detestava i "manga", in Giappone li bruciavano. Creare manga era un lavoro malvisto, pagato una miseria, solo per uomini, le donne non potevano neanche pensarci di farlo. I loro genitori erano assolutamente contrari che i loro figli potessero fare quelle carriere, arrivavano a minacciarli, talvolta neanche li sostenevano economicamente. Regole, mentalità.
Ad alcune persone questo non andava bene. A loro interessava solo poter raccontare le storie a cui credevano. Sono andati contro il pensiero comune, contro i loro genitori, contro la propria salute, per lunghi periodi faticavano anche a mangiare decentemente. Contro ogni regola e contro ogni mentalità chiusa.
Parlo di donne che vestivano come volevano, madri single, donne che andavano a convivere insieme ad altri uomini. Donne che si sono sempre imposte senza mai imporsi, con i fatti, non con le parole. A volte gli editor volevano che cambiassero storia, scene, talvolta, dicono, esageravano, ma no, nulla veniva cambiato alla fine. Non pensavano a storie per uomini o per donne, loro creavano e basta. Di fronte a una tale abnegazione, di fronte a un tale coraggio, determinazione, e naturalezza non esiste mentalità chiusa, la distruggi. Contro ogni regola, contro ogni forma mentis loro hanno prevalso, ma per loro era normale, hanno vinto una guerra che non credono di aver combattuto. I genitori poi cambiarono idea, l'opinione pubblica cambiò idea, i manga non furono più bruciati e intanto tutto quello che oggi fa "moda" veniva creato.
Hanno lasciato due eredità: la prima, quella voglia di creare storie, quella è stata tramandata e ancora oggi viene trasmessa alle nuove generazioni; la seconda, quell'incredibile determinazione/coraggio/forza d'animo purtroppo molto meno, ma è una scintilla che può bruciare sempre in chiunque in ogni momento.
Quindi si, come i giapponesi per creare i manga hanno smesso di fare i giapponesi gli statunitensi dovrebbero smettere di essere statunitensi per riuscire a fare qualcosa di simile. Serve qualcosa che sembra andare contro la natura umana: "essere realmente liberi". Questo non è una prerogativa di un popolo, chiunque volendo lo è.
"Mentalità radicate o chiuse" o "troppe regole" qualunque cosa "soffochi", non importa di quale paese parliamo, è sempre un'illusione sbagliata. Ti convinci, ti convincono e diventa realtà, ma non lo è.
I manga sono una prova di questo discorso.
capisco che si metta in mezzo Marvel e Dc, ma per l'amor del cielo ci sono case editrici che letteralmente hanno sfornato piccoli capolavori, che sono poi esplosi in tv e al cinema, e possiamo leggerli dall'inizio alla fine, oppure opere certamente lunghe come Savage Dragon di Erik Larsen, ma che sono letteralmente i lavori di una vita dell'autore(in Dragon c'è stato il cambio di testimone di protagonista fra padre e figlio per dire)
Mi spiace per te. A me invece è piaciuto tanto e l'ho collezionato cartaceo.
Io lo già venduto, molto deludente
Riflessione molto bella e anche condivisibile, il problema è che nell’attuale industria “culturale” (…) statunitense è molto difficile che le persone possano uscire a pubblicare con grande distribuzione tante opere libere di raccontare ciò che vogliono e come vogliono. Anche perché chi gestisce quel mondo di base è stato ampiamente dimostrato che in molti casi non vuole assolutamente permettere quel tipo di libertà, a costo per l'appunto di veder la barca affondare più o meno lentamente (non per niente ricordo che tempo fa lessi proprio su questo sito una news su alcuni fumettisti americani che si lamentavano della censura che loro devono autoimporsi, la quale invece non è presente nei vendutissimi manga).
Toccherebbe agli autori fare gruppo o comunque farsi sentire e rifiutare di lavorare secondo direttive che non sentono proprie, ma onestamente la vedo dura, per quanto glielo auguri.
Io compro entrambi perchè apprezzo entrambi
Tuttavia, la grossa differenza che hanno i manga è che prima o poi, finiscono la storia da raccontare (anche One Piece) e non hanno bisogno di ritornare al punto di partenza con Crisi Oscure Finali nelle Terre Infinite per andare avanti.
Forse, la cosa che dovrebbero imitare è il coraggio nel lasciare andare i personaggi.
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