Non è ancora terminato il triste strascico della precedente gestione di Sony Interactive Entertainment, quella con Jim Ryan come CEO. Con una decisione che ha colto di sorpresa gran parte dell’industria, PlayStation ha annunciato la chiusura di Bluepoint Games, team noto per i remake di Demon's Souls e Shadow of the Colossus. Lo studio, con sede ad Austin, era stato acquisito da Sony nel 2021, dopo anni di collaborazione su remaster di grandi classici PlayStation.

La chiusura, prevista ufficialmente per marzo, comporterà il licenziamento di circa 70 dipendenti. Secondo quanto dichiarato da Sony, la decisione è arrivata al termine di una “business review”. In una nota, l’azienda ha definito Bluepoint “un team incredibilmente talentuoso”, ringraziandolo per “passione, creatività e maestria tecnica” dimostrate nel corso degli anni.
Il contesto: live-service, cancellazioni e costi crescenti
Dopo aver co-sviluppato God of War: Ragnarok insieme a Sony Santa Monica, Bluepoint era stata incaricata di realizzare un titolo live-service ambientato nell’universo di God of War. Il progetto è stato però cancellato nel 2025, nell’ambito di una revisione più ampia delle strategie multiplayer di Sony, che ha coinvolto anche Bend Studio.
Negli ultimi anni, il tentativo di PlayStation di espandersi nel mercato dei giochi online premium ha incontrato diverse difficoltà ed ha messo seriamente in crisi l'azienda. Tra i casi più evidenti, la chiusura dei server dello sparatutto multiplayer Concord appena due settimane dopo il lancio, seguita dalla chiusura del team responsabile, Firewalk Studios. La nuova programmazione ha previsto un ridimensionamento evidente da questo punto di vista, nonostante alcune realtà interne continuino a esplorare formule live-service, come Guerrilla Games, che ha annunciato un progetto cooperativo online ambientato nell’universo di Horizon, o Bungie, al lavoro sull’extraction shooter Marathon.
Le parole di Hermen Hulst
In una comunicazione ufficiale, il CEO di SIE Studio Business Group, Hermen Hulst, ha attribuito la chiusura a un “contesto industriale sempre più complesso”, citando l’aumento dei costi di sviluppo, la crescita rallentata del mercato, il cambiamento nei comportamenti dei giocatori e le difficoltà economiche generali.
“Per affrontare questa realtà dobbiamo adattarci ed evolverci”, ha spiegato Hulst, sottolineando la necessità di garantire sostenibilità nel lungo periodo pur continuando a investire in creatività e innovazione.
Un colpo alla credibilità dei remake PlayStation
La chiusura di Bluepoint rappresenta una perdita significativa per l’ecosistema PlayStation. Lo studio si era costruito una reputazione impeccabile nella realizzazione di remake e remaster fedeli ma tecnicamente all’avanguardia, lavorando in passato anche su serie come Uncharted e Gravity Rush. Secondo diverse fonti, dopo la cancellazione del progetto live-service, il team avrebbe iniziato a lavorare su un titolo originale. La chiusura interrompe quindi non solo una storia di remake di qualità, ma anche la possibilità di vedere Bluepoint cimentarsi in una produzione completamente nuova.
La decisione ha suscitato stupore nell'industria e malcontento tra i fan.
Fonte Consultata

La chiusura, prevista ufficialmente per marzo, comporterà il licenziamento di circa 70 dipendenti. Secondo quanto dichiarato da Sony, la decisione è arrivata al termine di una “business review”. In una nota, l’azienda ha definito Bluepoint “un team incredibilmente talentuoso”, ringraziandolo per “passione, creatività e maestria tecnica” dimostrate nel corso degli anni.
Il contesto: live-service, cancellazioni e costi crescenti
Dopo aver co-sviluppato God of War: Ragnarok insieme a Sony Santa Monica, Bluepoint era stata incaricata di realizzare un titolo live-service ambientato nell’universo di God of War. Il progetto è stato però cancellato nel 2025, nell’ambito di una revisione più ampia delle strategie multiplayer di Sony, che ha coinvolto anche Bend Studio.
Negli ultimi anni, il tentativo di PlayStation di espandersi nel mercato dei giochi online premium ha incontrato diverse difficoltà ed ha messo seriamente in crisi l'azienda. Tra i casi più evidenti, la chiusura dei server dello sparatutto multiplayer Concord appena due settimane dopo il lancio, seguita dalla chiusura del team responsabile, Firewalk Studios. La nuova programmazione ha previsto un ridimensionamento evidente da questo punto di vista, nonostante alcune realtà interne continuino a esplorare formule live-service, come Guerrilla Games, che ha annunciato un progetto cooperativo online ambientato nell’universo di Horizon, o Bungie, al lavoro sull’extraction shooter Marathon.
Le parole di Hermen Hulst
In una comunicazione ufficiale, il CEO di SIE Studio Business Group, Hermen Hulst, ha attribuito la chiusura a un “contesto industriale sempre più complesso”, citando l’aumento dei costi di sviluppo, la crescita rallentata del mercato, il cambiamento nei comportamenti dei giocatori e le difficoltà economiche generali.
“Per affrontare questa realtà dobbiamo adattarci ed evolverci”, ha spiegato Hulst, sottolineando la necessità di garantire sostenibilità nel lungo periodo pur continuando a investire in creatività e innovazione.
Un colpo alla credibilità dei remake PlayStation
La chiusura di Bluepoint rappresenta una perdita significativa per l’ecosistema PlayStation. Lo studio si era costruito una reputazione impeccabile nella realizzazione di remake e remaster fedeli ma tecnicamente all’avanguardia, lavorando in passato anche su serie come Uncharted e Gravity Rush. Secondo diverse fonti, dopo la cancellazione del progetto live-service, il team avrebbe iniziato a lavorare su un titolo originale. La chiusura interrompe quindi non solo una storia di remake di qualità, ma anche la possibilità di vedere Bluepoint cimentarsi in una produzione completamente nuova.
La decisione ha suscitato stupore nell'industria e malcontento tra i fan.
Fonte Consultata
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Io spero che i dipendenti possano trovare un nuovo lavoro, o meglio ancora ricostruirsi e tornare indipendenti come erano prima.
In tutto questo, le scelte aziendali di Sony, non solo sono inconcepibili, ma mi fanno preoccupare anche per il futuro della sua divisione anime, di cui Sony controlla al livello di mercato globale, non poco.
Sono le conseguenze della gestione Jim Ryan e la sua ossessione dei live service... non è che ora con Hulst la situazione sia migliorata...
Eh ma no i live service come facciamo senza
Hanno lavorato al GaaS di god of war che è stato cancellato l'anno scorso. Ques'ultimo anno non sono riusciti a portare un pitch decente per un nuovo gioco e l'hanno chiusi. Grande perdita.
Scommetto che il live service di God of War avrebbero dovuto annunciarlo allo State of Play, ma è andato tutto in malora. Metterli a rimasterizzare la trilogia originale sarebbe stato decisamente più remunerativo.
Alla fine aveva ragione Nintendo rispetto a Sony e Microsoft nel non bruciare soldi a sviluppare gaas a partire da fine 2021 e inizio 2022 pensando che il mercato sotto la Pandemia sarebbe cresciuto ancora e ancora dopo la sua fine.
Mancanza di visione da parte degli studi occidentali vedi Sony, che da quando hanno spostato i capoccia in America ha fatto solo disastri, vedi Microsoft, Ubisoft, EA eccetera dimostrano come il "pubblico moderno" non esiste e guarda caso prodotti asiatici che fanno questi disastri non ce ne sono.
Poi mettere un gruppo di FE NO ME NI ma proprio FENOMENI che hanno fatto capolavori single player a fare un gaas su GoW e poi chiuderlo: GENI.
Il mercato per molti sta morendo e invece in realtà sta funzionando: la gente ora non compra la merda solo perchè dietro hai la gente con 78 giochi dietro e anche una sola persona se fa un ottimo gioco può diventare milionaria in tempo zero, soprattutto se poi sono titoli di studi occidentali con ZERO idee alla caccia del "pubblico moderno" o alla peggio alla ricerca del guadagno facile con il minimo sforzo.
Mi spiace per il team, attualmente il remake di Demon's Soul è l'unico gioco Ps5 di mio interesse ma non basta a vendermi la console, se ci fosse stato anche Bloodborne invece...
Al massimo perche' non fare un port su PC o, perche' no, un sequel. Onestamente non ho mai sentito la necessita' di un remake per Bloodborne.
Spero che Nintendo o altri li possano acquisire, oppure se hanno una buonuscita sufficiente, a diventare indipendenti.
Hai ragione, ma nella mia testa era scontato che remake o remaster che fossero = porting su PC. Avrebbero avuto un flusso di cassa notevole, parliamo di un gioco che si vende da solo.
Ma ha veramente bisogno di un remake Bloodborne?
Ma del talento ci stava e con tutte le ip nel cimitero PlayStation è proprio uno spreco non aver sfruttato a dovere questo team, spero alcuni sviluppatori se li riprenda retro studio.
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