Il 4 aprile 2026 si celebrano i vent’anni dell’anime Gintama, trasposizione del delirio su carta di Hideaki Sorachi durato ben 77 volumi, tradottisi in più di 350 episodi di anime, film e OVA vari.
Negli anni, la serie si è guadagnata un pubblico fedelissimo, sia in Giappone che in Italia, raggiungendo lo status di anime di culto, nonostante una trasmissione più che tormentata, in entrambi i paesi.
Effettivamente, una serie con tutti quei volumi e quegli episodi, con una prima pubblicazione italiana troncata in entrambi i formati, dovrebbe essere lo spauracchio di qualsiasi editore, eppure, proprio per la sua popolarità, anche da un punto di vista più “underground” e meno ufficiale, Gintama è riuscito ad arrivare a una conclusione anche nel nostro paese nonostante le difficili premesse.
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L’idea principale del compositore e sceneggiatore iniziale della serie, Akatsuki Yamatoya, fu quella di creare un anime che fosse più simile a un programma di varietà che a una serie animata in sé e per sé: qualcosa di cui gli spettatori potessero ridere, ogni settimana, nei loro salotti.
Questo sfruttando le tendenze di metanarrativa già viste nel manga originale e ampliandole, inserendo battute sui cambi di orari di trasmissione, sui filler e persino sul cambio di formato video.
La prima serie proseguì fino al marzo del 2010, quando venne sostituita da Yorinuke Gintama-san, una selezione di episodi già trasmessi replicati in alta definizione, e questa soluzione verrà adottata più volte anche negli anni successivi.
La seconda stagione andò in onda dall’aprile del 2011 al marzo del 2013 (anche se inizialmente si sarebbe dovuta concludere a ottobre 2012), terminando con il film Gintama - Capitolo Finale: Yorozuya Per Sempre.
L’episodio 232 di questa stagione ha avuto una storia un po’ movimentata: TV Tokyo originariamente rimandò la trasmissione della puntata, a causa, dicono, della “rappresentazione di personaggi specifici”; nell’episodio veniva fatta satira sulla politica giapponese Renho, che però ha dichiarato che né lei né il suo partito hanno protestato in alcun modo; si è trattato, dunque, almeno in teoria, di censura preventiva da parte di TV Tokyo, con la scena resa, poi, in maniera più soft nell’edizione in DVD e nelle ritrasmissioni sui canali satellitari.
Da aprile 2015 a marzo 2016 è andata in onda la terza stagione, non senza grandi cambiamenti: i diritti passarono da Sunrise a Bandai Namco Pictures, e cambiarono anche regista, supervisore e direttore del suono.
Ciò che non cambia è la metanarrativa che permea la serie, basti pensare alle immagini delle ending riadattate durante gli episodi del cambio di genere per mostrare i personaggi nella loro versione “switchata”, cambio che è avvenuto anche nelle loro pagine del sito ufficiale.
Questa terza stagione durò 51 episodi, dunque un anno intero, adattando senza episodi originali i volumi dal 47 al 61.

A gennaio 2017 comincia un nuovo arco, con nuovi cambiamenti: la serie venne spostata nella fascia notturna, e proseguì l’adattamento della parte conclusiva del manga, arrivando ad adattare anche quattro capitoli a episodio, con un ritmo molto veloce.
Tra ottobre e dicembre di quell’anno la trama fece un passo indietro, per adattare degli archi narrativi saltati durante la terza stagione, dopodiché, si proseguì ad adattare il manga, con dei “best of” infilati in più punti, tanto che la serie si concluse a ottobre 2018 con 51 episodi, in quasi due anni di programmazione.
Questi intermezzi non erano però solo atti a prendere tempo: a marzo del 2017, conclusosi l’arco narrativo ai tempi in corso, venne mandata in onda una serie di repliche intitolata “Gintama: Memorie del Passato”, atta a pubblicizzare l’uscita del live action imminente.
La corsa animata di Gintama si conclude con il film Gintama: THE FINAL, anticipato dallo special Gintama: THE SEMI-FINAL, che adatta i capitoli mancanti tra serie anime e film conclusivo.

Com’è evidente, quindi, la trasmissione originale di Gintama non è stata affatto la classica “trasmissione convenzionale consecutiva dall’inizio alla fine”, come accaduto, per esempio, al contemporaneo Naruto; anche da noi in Italia, però, la trasmissione è stata tutto fuorché lineare.
I primi 48 episodi sono stati distribuiti da Dynit nel 2007, con i primi 24 che ricevettero un passaggio con la traccia audio censurata su MTV, e i restanti 24 che rimasero confinati nell’home video.
Nel 2013, i 48 episodi andarono in onda su Ka-Boom, la prima metà col doppiaggio censurato di MTV, la seconda in versione integrale, ma “bippata”.
Da qui in poi, quasi dieci anni di vuoto (eccetto la versione sottotitolata di Crunchyroll, comunque non completa perché mancante di tutta la prima stagione), finché Dynit non annunciò la continuazione del doppiaggio della serie, insieme ai relativi film, diretta ad Amazon Prime Video, inevitabilmente con un cast di doppiatori differente.
Fino al doppiaggio totale e allo streaming completo anche in lingua originale, quindi, Gintama è stato da noi (come in Giappone) una vera avventura da seguire, qualcosa che scoraggerebbe chiunque…
Ma è stato realmente così?
367 episodi e quattro film animati, più due film live action e un gran numero di altri progetti laterali, tra cui il recentissimo Classe 3a Z: Professor Ginpachi (spinoff in salsa scolastica nato da delle light novel, di cui ci sono delle scenette anche nella serie regolare), indicano che il pubblico, giapponese, occidentale, e quindi italiano, ha sempre fatto il possibile per fruire di Gintama, anche quando era impossibile farlo tradizionalmente, sia in forma cartacea, che animata.
E negli anni ‘00 e ‘10 del nostro secolo, poche serie potevano sperare di durare così a lungo, e di raggiungere la propria conclusione senza interrompersi prima o senza sviare assurdamente (qualcosa su cui lo stesso Gintama, a un certo punto, fa ironia).
Impossibile da completare, impossibile da tradurre, impossibile da capire: Gintama in animazione è stato una lunga fila di cose impossibili che però, alla fine, si sono avverate; un po’ per l’indubbio lavoro di chi ne ha prodotto la serie sforzandosi di essere il più fedele e rispettoso possibile dell’opera originale, un po’ per la qualità del prodotto originale in sé, in grado di far appassionare così tanto il suo zoccolo duro da permettergli di continuare a lottare per il suo completamento, e la sua completa importazione, fino ad oggi, e al lieto fine che fortunatamente ha graziato i fan, dopo tanta fatica.
Negli anni, la serie si è guadagnata un pubblico fedelissimo, sia in Giappone che in Italia, raggiungendo lo status di anime di culto, nonostante una trasmissione più che tormentata, in entrambi i paesi.
Effettivamente, una serie con tutti quei volumi e quegli episodi, con una prima pubblicazione italiana troncata in entrambi i formati, dovrebbe essere lo spauracchio di qualsiasi editore, eppure, proprio per la sua popolarità, anche da un punto di vista più “underground” e meno ufficiale, Gintama è riuscito ad arrivare a una conclusione anche nel nostro paese nonostante le difficili premesse.
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L’idea principale del compositore e sceneggiatore iniziale della serie, Akatsuki Yamatoya, fu quella di creare un anime che fosse più simile a un programma di varietà che a una serie animata in sé e per sé: qualcosa di cui gli spettatori potessero ridere, ogni settimana, nei loro salotti.
Questo sfruttando le tendenze di metanarrativa già viste nel manga originale e ampliandole, inserendo battute sui cambi di orari di trasmissione, sui filler e persino sul cambio di formato video.
La prima serie proseguì fino al marzo del 2010, quando venne sostituita da Yorinuke Gintama-san, una selezione di episodi già trasmessi replicati in alta definizione, e questa soluzione verrà adottata più volte anche negli anni successivi.
La seconda stagione andò in onda dall’aprile del 2011 al marzo del 2013 (anche se inizialmente si sarebbe dovuta concludere a ottobre 2012), terminando con il film Gintama - Capitolo Finale: Yorozuya Per Sempre.
L’episodio 232 di questa stagione ha avuto una storia un po’ movimentata: TV Tokyo originariamente rimandò la trasmissione della puntata, a causa, dicono, della “rappresentazione di personaggi specifici”; nell’episodio veniva fatta satira sulla politica giapponese Renho, che però ha dichiarato che né lei né il suo partito hanno protestato in alcun modo; si è trattato, dunque, almeno in teoria, di censura preventiva da parte di TV Tokyo, con la scena resa, poi, in maniera più soft nell’edizione in DVD e nelle ritrasmissioni sui canali satellitari.
Da aprile 2015 a marzo 2016 è andata in onda la terza stagione, non senza grandi cambiamenti: i diritti passarono da Sunrise a Bandai Namco Pictures, e cambiarono anche regista, supervisore e direttore del suono.
Ciò che non cambia è la metanarrativa che permea la serie, basti pensare alle immagini delle ending riadattate durante gli episodi del cambio di genere per mostrare i personaggi nella loro versione “switchata”, cambio che è avvenuto anche nelle loro pagine del sito ufficiale.
Questa terza stagione durò 51 episodi, dunque un anno intero, adattando senza episodi originali i volumi dal 47 al 61.

A gennaio 2017 comincia un nuovo arco, con nuovi cambiamenti: la serie venne spostata nella fascia notturna, e proseguì l’adattamento della parte conclusiva del manga, arrivando ad adattare anche quattro capitoli a episodio, con un ritmo molto veloce.
Tra ottobre e dicembre di quell’anno la trama fece un passo indietro, per adattare degli archi narrativi saltati durante la terza stagione, dopodiché, si proseguì ad adattare il manga, con dei “best of” infilati in più punti, tanto che la serie si concluse a ottobre 2018 con 51 episodi, in quasi due anni di programmazione.
Questi intermezzi non erano però solo atti a prendere tempo: a marzo del 2017, conclusosi l’arco narrativo ai tempi in corso, venne mandata in onda una serie di repliche intitolata “Gintama: Memorie del Passato”, atta a pubblicizzare l’uscita del live action imminente.
La corsa animata di Gintama si conclude con il film Gintama: THE FINAL, anticipato dallo special Gintama: THE SEMI-FINAL, che adatta i capitoli mancanti tra serie anime e film conclusivo.

Com’è evidente, quindi, la trasmissione originale di Gintama non è stata affatto la classica “trasmissione convenzionale consecutiva dall’inizio alla fine”, come accaduto, per esempio, al contemporaneo Naruto; anche da noi in Italia, però, la trasmissione è stata tutto fuorché lineare.
I primi 48 episodi sono stati distribuiti da Dynit nel 2007, con i primi 24 che ricevettero un passaggio con la traccia audio censurata su MTV, e i restanti 24 che rimasero confinati nell’home video.
Nel 2013, i 48 episodi andarono in onda su Ka-Boom, la prima metà col doppiaggio censurato di MTV, la seconda in versione integrale, ma “bippata”.
Da qui in poi, quasi dieci anni di vuoto (eccetto la versione sottotitolata di Crunchyroll, comunque non completa perché mancante di tutta la prima stagione), finché Dynit non annunciò la continuazione del doppiaggio della serie, insieme ai relativi film, diretta ad Amazon Prime Video, inevitabilmente con un cast di doppiatori differente.
Fino al doppiaggio totale e allo streaming completo anche in lingua originale, quindi, Gintama è stato da noi (come in Giappone) una vera avventura da seguire, qualcosa che scoraggerebbe chiunque…
Ma è stato realmente così?
367 episodi e quattro film animati, più due film live action e un gran numero di altri progetti laterali, tra cui il recentissimo Classe 3a Z: Professor Ginpachi (spinoff in salsa scolastica nato da delle light novel, di cui ci sono delle scenette anche nella serie regolare), indicano che il pubblico, giapponese, occidentale, e quindi italiano, ha sempre fatto il possibile per fruire di Gintama, anche quando era impossibile farlo tradizionalmente, sia in forma cartacea, che animata.
E negli anni ‘00 e ‘10 del nostro secolo, poche serie potevano sperare di durare così a lungo, e di raggiungere la propria conclusione senza interrompersi prima o senza sviare assurdamente (qualcosa su cui lo stesso Gintama, a un certo punto, fa ironia).
Impossibile da completare, impossibile da tradurre, impossibile da capire: Gintama in animazione è stato una lunga fila di cose impossibili che però, alla fine, si sono avverate; un po’ per l’indubbio lavoro di chi ne ha prodotto la serie sforzandosi di essere il più fedele e rispettoso possibile dell’opera originale, un po’ per la qualità del prodotto originale in sé, in grado di far appassionare così tanto il suo zoccolo duro da permettergli di continuare a lottare per il suo completamento, e la sua completa importazione, fino ad oggi, e al lieto fine che fortunatamente ha graziato i fan, dopo tanta fatica.
I collegamenti a Mangayo fanno parte di un programma di sponsorizzazione.
L'anime invece l'ho iniziato ma mi manca ancora tanta roba da vedere, è non ho mai tempo per farlo.😅 Sono all'incirca a metá.
Chissà s'è arriverò mai alla fine, un giorno 😅
Concordo. Aggiungo che parte iniziale, quella adattata da dynit nei primi 50 episodi, era la migliore. Poi c'è un calo.
pensa tu, gli archi seri sono tra i migliori archi della storia degli anime, con scrittura da far paura.
comunque sto ancora aspettando una risposta al "grave" problema del doppiaggio di jojo
dai su una cosa del genere non ha senso, i primi 50 episodi sono di gran lunga la seconda parte peggiore dell'anime oltre alla penultima stagione che è un "filler" prima che inizi l'arco del silver soul
Se per storia degli anime si intende adattamenti di jump non sarei d’accordo nemmeno in quel caso.
nono intendo proprio tutta la storia in generale.
shogun assassination
farewell shinsengumi
silver soul
Shinsengumi Crisi
yoshiwara in fiamme
red spider
4 devas
courtesan of a nation
battaglia a rakoyu
sono tutti archi che non hanno assolutamente nulla da invidiare ad anime seri, anzi alcuni di questi sono meglio almeno del 90% degli archi nella storia degli anime
Come detto da altri, per me il vero Gintama è proprio quello comico. Si perde quando vira sul serio, lì escono fuori tutti i cliché del genere.
Poi ho amato anche il manga ma credo che animato renda molto meglio, dato che spesso aveva balloon con un casino di testo X3
È il miglior anime comico sicuramente, però non ha nessun senso dire che si perde con gli archi sera
Lessi i primi 18 volumi del manga e ci fu solo un arco fantascientifico abbastanza serio, ho ricordi vaghi ma mi pare che fosse ispirato a ghost in the shell concettualmente.
Ora dirai "eeh ma i primi 18 volumi non sono niente, il bello arriva dopo". Questo film l'ho già visto!
Ma perché dovresti leggere il manga se c'è l'anime che è letteralmente perfetto?
Gli archi seri di gintama in quanto a scrittura temi ed emozioni mangiano in testa al 90% degli anime
Cioè ti sei fermato prima della Crisi della Shinsengumi e di Yoshiwara in fiamme... è un pò strano dire che Gintama si perde negli archi seri se poi uno non se li guarda nemmeno tutti, io consiglierei di proseguire.
Pensavo che lo stereotipo dell'anime comico che non può avere momenti seri fosse stato sdoganato, Gintama è la prova che si può fare e anche bene.
Che poi il commento di prima "Si perde quando vira sul serio, lì escono fuori tutti i cliché del genere.", se sei arrivato al volume 18 hai sicuramente visto l'arco serio degli Yagyu dove c'è un'intera fight su chi si pulisce per prima il culo dopo che è finita la carta igienica. Stereotipo molto comune eh?
Vedi potrei fare il suo stesso discorso per Mashle, ma penso di essere l'unico (uno dei pochi spero XD) a pensarla in quel modo.
Ognuno ha dei gusti diversi, per una persona un'opera può essere bellissima quando è comica e ritenerla insufficiente quando è seria, a prescindere da quello che gli altri pensano.
Puoi apprezzare che la persona la ritiene bella almeno in parte, ma a prescindere dalla tua realtà non puoi cambiare la realtà altrui: quando un qualcosa non piace, piace ancora meno quando gli altri insistono.
non ha senso, bisogna essere oggettivi
mi spiace ma sui manga che sono sempre meglio dell'anime non concordo, anzi, mentre la qualità degli archi è un fatto oggettivo se ti metti ad analizzare seriamente.
ma allora cosa parli a fare che hai letteralmente visto solo un arco serio che non sta nemmeno nella top 10 degli archi di gintama?
non hai manco grattato la superficie
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