Netflix ha lanciato in silenzio un nuovo studio di animazione interno chiamato INKubator, anche noto semplicemente come INK, fondato nel marzo 2026 e progettato fin dalle origini per essere, come recitano le stesse offerte di lavoro pubblicate dalla società, un studio "nativo per l'intelligenza artificiale generativa". La notizia è emersa grazie alle segnalazioni di The Verge, una delle più influenti testate giornalistiche americane specializzate in tecnologia e di proprietà del gruppo editoriale Vox Media, e di ChosunBiz, la versione economica e finanziaria del Chosun Ilbo, uno dei quotidiani più antichi e diffusi della Corea del Sud, entrambe le testate hanno analizzato le recenti posizioni aperte sul portale careers di Netflix, rivelando come l'azienda stia costruendo una struttura dedicata esclusivamente alla produzione di contenuti animati attraverso tecnologie e flussi di lavoro basati sull'IA generativa, senza che sia stato fatto alcun annuncio pubblico ufficiale. A guidare il progetto è Serrena Iyer, ex responsabile di strategia e operazioni presso DreamWorks Animation, e lo studio sta attualmente reclutando figure professionali molto diverse tra loro, dai produttori ai direttori tecnici, dagli ingegneri software agli artisti CG, il che lascia intuire un'ambizione strutturale tutt'altro che marginale.


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Stando alle offerte di lavoro, INKubator si concentrerà inizialmente sulla produzione di contenuti animati in formato breve, con l'intenzione dichiarata di espandersi nel tempo verso formati più lunghi e contenuti di qualità cinematografica. Interpellata dalla testata specializzata Cartoon Brew, Netflix ha descritto INKubator come un'iniziativa pensata per offrire ai propri creativi un ambiente di sperimentazione "centrato sugli artisti", in cui esplorare come i nuovi strumenti e i nuovi flussi di lavoro possano affiancarsi alle pratiche tradizionali dell'animazione per potenziare le capacità narrative. L'azienda ha inoltre tenuto a precisare che i film prodotti da Netflix Animation Studios, lo studio tradizionale che ha finanziato KPop Demon Hunters e prodotto il Pinocchio di Guillermo del Toro, continueranno a utilizzare le tecniche di animazione classiche, suggerendo che INKubator sia concepito come un laboratorio separato e sperimentale piuttosto che come una sostituzione del modello produttivo esistente. La mossa si inserisce nel più ampio dibattito sull'uso dell'intelligenza artificiale nell'industria creativa, un tema particolarmente sensibile nel settore dell'animazione, dove i timori legati alla sostituzione dei lavoratori umani sono già da tempo al centro di tensioni sindacali e discussioni pubbliche, e la scelta di Netflix di costruire uno studio interamente dedicato a questi strumenti è destinata ad alimentare ulteriormente il confronto.

Fonte: Automaton media