Strumento ricco di contraddizioni, di problematiche e di altrettante possibilità, l'IA è ormai parte integrante della vita quotidiana, e chiaramente anche della creazione artistica ed estetica.
Un esempio concreto e notevole è Lost Garden, un episodio pilota di 17 minuti, primo di una serie programmata di 24 episodi, ideato, diretto e prodotto interamente da una sola persona, il francese Frank Houbre, capace da solo di fare il lavoro di uno studio intero.
Sarebbe però fuorviante immaginare che un'opera del genere nasca da un "semplice" prompt capace di restituire un risultato già compiuto: nel caso di Lost Garden il percorso è ben più articolato, un vero e proprio workflow di animazione assistito dall'IA, in cui ogni fase si appoggia a strumenti diversi e a una costante regia umana.

Lo sviluppo visivo, la coerenza dei personaggi da un'inquadratura all'altra, la generazione vera e propria dell'animazione, la resa delle atmosfere, le scene d'azione e la costruzione delle inquadrature cinematografiche sono stati realizzati con Dreamina OCTO e Seedance 2. Seedance 2 è il modello che genera materialmente i video a partire dalle immagini e dalle indicazioni fornite, mentre OCTO è l'"agente creativo" di Dreamina, una sorta di area di lavoro unica in cui l'autore imposta scene, personaggi e stili e dirige le varie fasi, dalla costruzione dello storyboard fino al montaggio, mantenendo la continuità visiva tra una scena e l'altra. Le schede dei personaggi (i character sheet, ossia le tavole di riferimento che fissano l'aspetto di un personaggio così da poterlo riprodurre in modo coerente in ogni scena) sono state messe a punto con Midjourney, uno dei più noti generatori di immagini da testo. Le voci sono state rifinite con ElevenLabs, piattaforma specializzata nella sintesi vocale; le musiche sono state generate con Suno, uno strumento che compone brani, inclusi arrangiamento e voci, a partire da indicazioni testuali. Il montaggio e la finalizzazione dell'episodio sono infine avvenuti con DaVinci Resolve e Filmora, due software di video editing professionali e tradizionali, non basati sull'IA generativa.
Si tratta dunque di una catena di passaggi distinti, ciascuno con il proprio software e i propri parametri, in cui l'autore interviene di continuo per indirizzare, scartare e ricomporre il materiale. Anche la scrittura del prompt, da questo punto di vista, non è una formula magica ma una competenza specifica tutt'altro che banale (tanto da necessitare figure professionali specifiche come il prompt designer) che si inserisce dentro un processo fatto di scelte tecniche, tempo di lavoro e visione complessiva, le cui redini rimangono in mano a chi guida lo strumento.
Di seguito potete vedere l'episodio completo.In un mondo sotterraneo dimenticato, un cavaliere senza voce si risveglia con una sola certezza: trovare Rose.
Lost Garden si definisce una produzione "semi AI-assisted". Nel pilot, l'intelligenza artificiale ha operato sotto la stretta supervisione dell'autore in ogni fase, andando a modificare ciò che ha creato Houbre stesso di suo pugno. La sceneggiatura è stata scritta a mano da Houbre e successivamente adattata per l'animazione; le musiche, composte alla chitarra, sono state poi rifinite con il supporto dell'IA.
Dal punto di vista visivo, l'episodio mostra una generale coerenza e consistenza: il design e i fondali sono consistenti, con sbavature minime e trascurabili. Si percepisce chiaramente l'uso dell'animazione computerizzata rispetto al tradizionale 2D paperless, ma si tratta di un dettaglio che solo uno sguardo allenato da centinaia di ore di visione saprebbe cogliere; stesso discorso per i problemi di rendering e compositing tra i vari livelli di animazione, che l'IA non ha saputo gestire bene. Anche la visione del regista è altrettanto coerente, poiché viene mantenuto uno storyboard preciso, così come il color design curato, e soprattutto l'illuminazione, sintomo della presenza artistica di Houbre in ogni scena. Il punto più debole rimane ciò che riguarda il suono. Infatti, il sound design è mal calibrato, e il doppiaggio (presente in sole due battute) non è per nulla ben realizzato.

Stando ad Houbre, Lost Garden ambisce a inaugurare un nuovo modello produttivo "IA-assisted". In realtà, questo approccio non è davvero inedito, perché le produzioni professionali che utilizzano l'IA sono quasi sempre supervisionate da esseri umani, con lo strumento impiegato in funzione tecnica e di supporto.
Ciò che rimane centrale, però, è la questione dell'autorialità. L'IA abbassa la soglia d'accesso alla narrazione audiovisiva, permettendo a chi non avrebbe mai avuto i mezzi di raccontare la propria storia al mondo. Al tempo stesso, però, elide dal processo artisti e professionalità in un settore in crisi e rischia di erodere la pipeline dell'animazione, che, tra tutte le forme di produzione audiovisiva, è forse la più orchestrale, la più corale, la più profondamente collettiva.
Si ringrazia Zelgadis per il suo commento tecnico sugli strumenti AI utilizzati.
Ovviamente, ricordate che non siamo nel far west, quindi si applicheranno comunque le normali regole sulla moderazione (salvo quella sui commenti composti da sole immagini) ed in particolare, tanto per ribadire, non sono ammesse immagini di nudo, spoiler non debitamente segnalati (usate il tag spoiler), trolling o spamming e, più in generale, se un po' di flame si può tollerare in questa sede, vedete comunque di non esagerare troppo. Questo è tutto, ora la palla passa a voi, buon divertimento.
Fonte consultata:
Sito del progetto
È più forte di me, ho una repulsione visiva per qualsiasi cosa prodotta da ia. Mi crea proprio disturbo.
Riconosco il livello alto per una produzione del genere (seppur con grosse sbavature audio e inquadrature piatte..). Non so dove andremo a finire; sicuramente verso una democratizzazione della creazione di animazione da intrattenimento, con conseguenze per tutta l'industria. A me per ora, appena mi accorgo che è ia, sento che mi fa lo stesso effetto di un capello nel piatto: ansia e repulsione.
Se l'IA è utile per velocizzare tot robe di lavoro, quella generativa, che siano anime, foto, video o altro, mi fa davvero arrabbiare. E qui mi fermo perché ci sarebbe tanto, troppo, da dire.
Ci saranno sempre studi che lavorano in modo tradizionale, come oggi ci sono registi che girano ancora in pellicola, ma l'utilizzo dell'AI generativa in qualche forma sarà probabilmente inevitabile.
Figuriamoci poi nel mondo dell'animazione dove già ora metà dei prodotti che sono ogni stagione sono di qualità pessima.
Già ora se devo fare una sparata posso scommettere che la maggioranza degli studi CGI ha qualche forma di IA generativa integrata nella propria pipeline di lavoro.
Problemi sicuramente ce ne sono (specialmente dal punto di vista sonoro), ma si vede che c'è uno studio delle tecniche di regia e fotografia e che c'è una visione. Esiste una differenza tra lavorare per realizzare quello che si ha in testa e l'AI slop in cui si prende quello che esce.
E da persona che studia questi strumenti, io mi sento di fare un applauso al risultato (nonostante alcune imperfezioni), soprattutto per la coerenza ottenuta con ambienti, luci e personaggi, che non è una cosa banale.
Penso che se andassi a fare la conta di quanti anime peggiori di questo episodio sono stati prodotti negli ultimi 5 anni, non finirei più.
E probabilmente non ci arriveremo al punto che ognuno si fa gli anime da solo perché non basta avere lo strumento, occorrono competenze tecniche su come si realizza un'animazione, sull'uso delle luci e delle inquadrature: ci dovrà essere sempre un umano al comando.
E spero che un giorno si possano affrontare i vantaggi (e svantaggi) dell'AI senza pregiudizi perché nel frattempo che noi siamo nella fase di rigetto, il mondo va avanti e non ci aspetta...
Valutato come "anime vero": è pessimo. Movimenti rigidi e quasi disturbanti (anche rispetto a molti anime in CGI). Puoi anche curare design e storyboard, ma il ruolo dell'animatore è anch'esso cruciale. All'IA è stato spiegato molto bene il cosa doveva succedere, ma a mancare è il come. Specie nelle scene d'azione, manca completamente l'anima che solo un vero animatore potrebbe dare. Inoltre, l'escamotage degli elmi per non doversi preoccupare delle espressioni è sicuramente funzionale, ma stanca dopo 2 minuti.
Valutato come progetto amatoriale (cioè quello che è): non posso non fare i complimenti all'artista e riconoscere che sì, questa è arte. Dietro c'è sicuramente un lavoro non indifferente, e non certo alla portata di tutti. Personalmente preferisco fare a mano un corto di 3 minuti piuttosto che 24 episodi con l'IA, ma queste sono scelte (coff Tubo Animation su YT coff).
Ora, l'elefante nella stanza. Questo potrebbe essere il futuro dell'animazione?
C'è da dire che questo è stato fatto da una sola persona, cosa che può sembrare un limite, ma che probabilmente consente un controllo che in un lavoro più corale non avresti. Inoltre, la sceneggiatura è scritta a mano, mentre fasi come design e storyboard non è che abbiano chissà quanta necessità di venire automatizzate. Ad uno studio reale servirebbe soprattutto per l'animazione in sé, che come dicevo prima rimane uno dei punti più dolenti. Probabilmente siamo ancora lontani dall'automatizzare anche la sola in-between animation (cosa che si prova a fare dagli anni 2000), quindi figuriamoci la key.
Dopotutto, la CGI non ha mai soppiantato la tecnica tradizionale, almeno negli anime. Sicuramente anche l'IA generativa verrà implementata in qualche maniera nei prossimi anni, rimane da vedere il come.
Se questo è il futuro, non lo voglio
Ma non è vero
Una discreta demo in ambito generativo a cui manca un guizzo d'originalità.
Per ora se la gioca con isekai fotocopia.
A fine progetto si dovrà considerare quanti token ed ore lavorative è costato.
Furbo però a usare dei cavalieri in armatura e mostri meccanici i cui movimenti scattanti o rallentati possono essere plausibili e stranire meno di quanto potrebbero.
Con gli elmi indossati poi (anche se dentro c'è il "vuoto") si evitano vari problemi nella resa dei volti e dei labiali. Ovviamente anche la Rose inespressiva e che pronuncia solo due parole è furbescamente resa come eterea e onirica.
Facile comunque intuire che presto molti di questi problemi ed escamotage potrebbero diventare impercettibili o sparire del tutto.
A quel punto spero che qualcuno si accorga della necessità di fare dei distinguo legali e filologici.
fatti un giro su youtube
E cosa dovrei vedere? Mi pare tu non abbia la minima idea di come funzioni se pensi che un produttore (cioè il committente che commissiona il lavoro e mette i soldi) può farlo da solo senza passare da un operatore che sa come muoversi e giudicare correttamente se l'output è bello o meno.
Non siamo minimamente vicini a robe del tipo "Hey Ai, fammi l'anime di elden ring da 24 episodi qualità alta" e bon, ti esce perfetto ahah
Ma il fatto che il mondo cambi, non significa che gli artisti debbano morire, significa semplicemente adattarsi e magari cogliere nuove opportunità. Tra un artista che sa come disegnare le proporzioni di un corpo, conosce la prospettiva, sa come giocare con le luci e io pinco pallino che al massimo so disegnare un omino stecco (e anche male), chi pensi che potrà avvantaggiarsi di più dei nuovi strumenti? Se pensi che entrambi si troveranno sullo stesso piano, beh o ti sbagli e non hai mai provato ad approfondire come realmente funziona lo strumento o il primo non è un artista.
L'audio è quello che è, ma non è pessimo.
Insomma è abbastanza impressionante.
In realtà si userà il tutto per tagliare i costi e certo non si premierà il talento di base.
Talento visivo che oggi ancora possiamo valutare in artirsti nati prima di certi strumenti, ma tra una generazione le cose cambieranno molto.
Prendiamo questo anime/cartone come esempio.
Io per lavoro ci sono tanto dentro agli strumenti AI, ma non conosco le basi di regia, non so come si fanno le animazioni (tranne quei 4 articoli in croce letti per curiosità), non saprei da dove partire per creare uno storyboard, non so come si gestiscono le luci, gli scenari ecc.. Per far fare all'AI quello che voglio io devo conoscere queste cose. Poi magari l'intelligenza artificiale mi velocizza l'esecuzione, ma mai l'idea, mai la visione, mai la pianificazione di un progetto. Metaforicamente parlando, l'IA può essere l'operaio che ti mette in mattoni (e devi pure supervisionare che non sbagli), ma non l'architetto che ti progetta casa.
D'altronde anche il passaggio dal foglio di carta alle tavolette grafiche con lo stesso discorso potrebbe essere criticato.
Ovviamente non sto dicendo che l'innovazione non abbia un costo sociale, purtroppo ogni innovazione ha un costo sociale, ma il progresso scientifico è quello che ci ha guidato per anni, ha portato benessere e migliorato le nostre aspettative di vita.
Da canto nostro restare indietro ora (in qualunque campo non di servizi si lavori), ci porterà solo svantaggi rispetto al collega che invece si farà il mazzo per integrare questi strumenti nel proprio lavoro.
(p.s. Poi sicuramente l'avidità umana farà sì che si preferirà usare questi strumenti come armi, anche su questo io concordo, anzi sta già accadendo).
Questo progetto può essere descritto con una sola parola ... noioso
L'IA può imparare a disegnare e a far muovere quei disegni, ma non può imparare la creatività
Ecco io non riesco a essere totalmente ottimista. Il progresso ha migliorato cose e peggiorato altre.
Tornando al "mondo ideale" sarebbe certo auspicabile che ogni innovazione tecnica fosse usata per massimizzare il risultato, diciamo, artistico ma non dobbiamo illuderci passando da una fede a un'altra.
L'esempio della tavoletta grafica è un po' fuorviante... ma almeno non hai usato il solito "ah, ma allora una volta andavamo tutti a cavallo" e questo ti fa onore.
Ed infatti per quello l'artista orchestratore che dirige l'IA resta fondamentale.
Con tutti i problemi della moderna Hollywood, non si può dire che non si ricerchi quasi sempre la perfezione in animazione, texture e rendering. Poi spesso manca la creatività, ma per quella non servono i soldi, ma la volontà.
Anche con gli anime secondo me il discorso non cambia poi molto.
Le opere prioritarie (Demon Slayer, Jujutsu Kaisen, Atelier) alzano sempre più l'asticella, con budget e tempistiche in forte aumento.
Mentre alle opere minori di scarsa qualità (l'isekai di turno, insomma) penso converrà continuare come sempre, piuttosto che investire (perché sì, bisogna investirci parecchio) nella creazione di una pipeline IA.
Secondo me possiamo prendere ad esempio l'auto-tweening, cioè la generazione automatica degli in-between frame. Nelle opere di Yuasa è presente da anni tramite il recentemente defunto Adobe Animate (Devilman Crybaby nel 2018 era in gran parte realizzato così). DavidPro lo usa costantemente tramite CACANi, da JoJo a Fire Force, e anche per la colorazione automatica.
Eppure, nessuno dei 2 approcci si è mai realmente diffuso. Creare un'intera divisione interna, formare il personale, investire sui software, etc. spesso è un ostacolo troppo grande anche per gli studi più rinomati. Sunrise provò CACANi in Gundam The Origin, ma con poca soddisfazione.
Questi sono software basati su vettori, estremamente usati per lavori più amatoriali fin dalla fine dei 2000 (quasi 20 anni!), ma con l'IA probabilmente la difficoltà sarebbe ancora maggiore.
Ergo, non diamo per scontato che l'IA abbatterebbe i costi, né che gli studi sarebbero disposti ad abbassare la qualità dei loro prodotti.
Soprattutto, ricordiamoci che ora le IA ce le stanno regalando andando in perdita (anche con gli abbonamenti Premium), ma tra qualche anno cominceranno a chiudere i rubinetti, e 250 milioni per un film potrebbero non bastare. La chiusura di Sora è solo l'inizio.
Però come dicevo nel mio primo commento, non bisogna neanche sminuire il lavoro dell'animatore vero e proprio. Se avessimo Miyazaki come sceneggiatore, regista, designer e storyboarder e io come animatore, certo non potrà mai uscirne un prodotto di qualità...
A parità di condizioni, se metti Miyazaki vs Tubo ed entrambi usano l'AI, Miyazaki tira fuori un prodotto migliore.
Poi da qui a dire che questo sistema soppianta totalmente una produzione normale composta da diversi artisti ce ne passa ovviamente.
Ad oggi è uno strumento molto potente ma che deve essere compreso e guidato ancora molto, integrabile per qualche task in una pipeline produttiva ma che non sostituisce tutto, al massimo integrata per alcuni passaggi.
Caso inverso per le produzioni indipendenti, dove chi ha una buona idea può effettivamente creare un qualcosa di serio senza aver contati e cifre immense per partire. Con 200€ al mese hai accesso a tutti quei programmi che ha usato il tipo e hai la possibilità di produrre la tua idea. Fino a 1 anno fa era impossibile.
Lungi da me fare terrorismo tecno/psicologico ma certe affermazioni potrebbero invecchiare tanto male quanto in fretta. Mi riferisco alle frasi che ho evidenziato in grassetto.
Come dici te, per un prodotto indipendente (nel senso proprio amatoriale) ha i suoi utilizzi, ma in un ambito professionale ancora non credo. Per questo ho fatto la distinzione nel mio primo commento e fatto l'esempio dell'auto-tweening.
Mmm sono abbastanza sicuro che vincerei io ahah. L'IA devi saperla usare. Senza scomodare l'ottantenne Miyazaki, non credo che molti dei registi e animatori più rinomati, anche giovani, sarebbero in grado di fare quello che ha fatto questo ragazzo (ma immagino sia questo che intendevi con "A parità di condizioni").
Intendo che uno che non sa niente di composizione, luci, regia, montaggio ecc sarà sempre svantaggiato rispetto uno che lo sa.
A parità di strumenti, quello che sa come si costruisce una storia sarà più avvantaggiato rispetto uno che ha solo l'idea, quello intendevo. è sottinteso che sto rimanendo nel campo dell'amatoriale e del prodotto indipendente ovviamente.
Restiamo sull'attuale: l'AI non crea, esegue compiti. E sarà tanto malvagia quanto lo saranno i compiti che le verranno dati. Al momento, come è stato detto non fa tutto magicamente, ma si può usare per determinati passaggi dei processi produttivi.
Io continuo ad avere l’impressione che l’utente medio pensi basti scrivere all’IA “fammi un anime bello” e che questa, per magia, tiri fuori qualcosa come quello mostrato nella notizia.
Detto questo, io mi ci gioco le palle che se questo corto fosse uscito senza specificare che era stato realizzato con l’IA, ma fosse stato presentato come un progetto indie human-made, il 99% delle persone lo avrebbe apprezzato. Poi, certo, sarebbero arrivati gli esperti a fare la radiografia fotogramma per fotogramma per trovare ogni stortura possibile.
Il punto è che il bias verso l’IA, a volte, è completamente fuori controllo. Molti non stanno nemmeno giudicando il risultato: partono semplicemente dal presupposto che, siccome c’è di mezzo l’IA, allora deve fare schifo per forza. Lo considero un atteggiamento infantile.
Si può benissimo non apprezzare l’utilizzo dell’IA, criticarne le implicazioni o non volerla vedere in certi ambiti, e allo stesso tempo dare un giudizio critico sul risultato concreto. Le due cose non si annullano a vicenda.
Il regista e creatore di Lost Garden, Frank Houbre, ha affrontato le critiche della community in modo molto attivo, utilizzando i suoi canali social (in particolare il suo profilo X / Twitter (https://x.com/BDFrankHoubre) e il suo canale YouTube) non per difendersi in modo aggressivo, ma per ridefinire il ruolo dell'Intelligenza Artificiale nel processo creativo.
1. L'IA non è una scorciatoia, ma un nuovo livello di produzione
Houbre risponde alle critiche sul presunto "disimpegno artistico" spiegando che l'IA non fa il lavoro al posto del regista, ma funge da collaboratore tecnico. Ha dichiarato apertamente che scrivere un prompt banale per ottenere una bella immagine isolata è ormai alla portata di tutti, ma creare un film è una questione di struttura, sequenze e coerenza emotiva.
Secondo l'autore, il vero sforzo artistico oggi sta nel far sì che 80 inquadrature diverse mantengano lo stesso identico stile visivo, la stessa logica di luci e lo stesso arco narrativo del personaggio. Questo richiede un controllo umano continuo, editing tradizionale e una profonda visione di regia.
2. La lotta contro l' "AI Slop" (I contenuti spazzatura)
Una delle critiche più frequenti della community è che l'IA stia inondando il web di video ripetitivi e senz'anima. Houbre concorda parzialmente con questa critica e ha messo in guardia i creatori: il rischio maggiore dell'accessibilità di questi strumenti è cadere nella trappola del produrre grandi volumi di materiale a discapito della qualità (il cosiddetto "AI slop").
La sua risposta a questa critica è stata proprio la realizzazione di Lost Garden: dimostrare che l'IA deve essere usata come un superpotere per migliorare il contenuto e curare i dettagli (ritmo, silenzi, climax), non per produrre di più e più velocemente.
3. Trasparenza totale sul Workflow
Per rispondere alle accuse di "plagio" o di mancanza di artigianalità, l'autore ha scelto la via della trasparenza radicale. Pubblica regolarmente video dietro le quinte, webinar e tutorial (come sul suo canale Frank Houbre - IA su YouTube (https://www.youtube.com/channel/UC9o07w5xSlfekfLlvfdpLsQ)) in cui mostra i fallimenti tecnici dell'IA, i problemi di coerenza e la mole di lavoro manuale (montaggio, color grading, correzione degli errori) necessaria per ottenere il risultato finale. Mostrando che dietro a 17 minuti di animazione ci sono mesi di tentativi e scarti, l'autore legittima il progetto come opera d'ingegno.
4. Sulla questione voci ed ElevenLabs
Sulla questione doppiaggio e musica, la posizione dell'autore si allinea alla filosofia della democratizzazione: per un creatore indipendente e solitario, l'uso di strumenti come ElevenLabs non serve a "sostituire" un team che comunque non avrebbe le risorse economiche per assumere, ma a rendere possibile un progetto che altrimenti resterebbe chiuso in un cassetto.
Forse non hai capito, il progetto manca di creatività, anche senza menzionare l'IA non sarebbe stato apprezato, avrebbe semplicemente fatto la stessa fine di qualsiesi altro progetto noiosamente generico, quello del finire nel dimenticatoio
L'IA non è stato menzionato per trasparenza, ma per creare polemica e ottenere visualizzazioni
Ecco il giudizio critico: a confronto della maggiorparte di anime e cartoni animati, l'animazione è piatta e la direzione fa schifo, aggiungi a quello che è stato fatto nel modo più pigro in assoluto, e fa doppiamente schifo
E dire che l'IA non è lonatamente paragonabile agli esseri umani nel settore creativo non è un bias, è un dato di fatto, come lo è un dato di fatto che ci sono cose nell'ambito informatico in qui l'IA supera l'essere umano
A me non sembra che manchi di creatività. Usa un setting fantasy piuttosto generico, quello sì, ma lì entriamo anche nel campo dei gusti personali, quindi non mi ci soffermo più di tanto.
Il punto è che progetti di questo tipo, con o senza IA, spesso non nascono per rivoluzionare il medium o per diventare il nuovo punto di riferimento dell’animazione mondiale. Molti sono semplicemente lavori fatti per mostrare cosa una persona sia riuscita a produrre da sola, usando una certa tecnologia, un certo metodo o determinati strumenti.
Un po’ come chi realizza animazioni amatoriali in Flash di capitoli manga, tanto per fare un esempio. Non è che ogni progetto debba per forza essere il nuovo capolavoro generazionale: a volte è semplicemente un modo per dire “ehi, guardate cosa sono riuscito a fare con X, Y e Z”.
Questa però è una TUA interpretazione, non un fatto oggettivo.
Può anche essere, eh, non lo escludo. Ma non puoi darlo per certo solo perché si parla di IA e quindi automaticamente dev’esserci dietro la volontà di creare polemica o attirare visualizzazioni.
Dire che la maggior parte degli anime e dei cartoni animati sia superiore a questo corto, però, non è assolutamente vero. E secondo me lo sai anche tu.
Ti prendo un esempio a caso: Invincible. Serie costata milioni, prodotta da un team intero, diventata pure stramemata. Eppure ci sono momenti in cui questo corto ha più animazione di intere sequenze di quella serie.
E qui stiamo parlando di un lavoro realizzato da un singolo cristiano, utilizzando peraltro una tecnologia ancora acerba, non da uno studio con decine o centinaia di persone dietro.
Poi vorrei capire su che base sarebbe “pigro”. Sentiamo.
L’anime si è magicamente autocreato dal nulla? È bastato scrivere “fammi un corto fantasy bello” e il programma ha sputato fuori il prodotto finito, montato, coerente e pronto da pubblicare?
Perché allora, seguendo lo stesso ragionamento, anche un regista sarebbe pigro quando chiede agli animatori di realizzare un anime per lui, visto che non disegna ogni singolo frame di suo pugno.
Che poi non ti piaccia è un altro discorso, e ci sta assolutamente. Può non piacerti la direzione, può non convincerti l’estetica, puoi trovarlo piatto o poco interessante. Quello è sacrosanto.
Ma “non mi piace” e “è stato fatto nel modo più pigro possibile” non sono la stessa cosa.
Secondo me questo è un altro bias enorme: “non è lontanamente paragonabile”.
No, non è vero. Poteva essere un’affermazione sensata quattro anni fa, quando uscivano video tipo Will Smith che mangia gli spaghetti e sembravano visioni partorite da un incubo febbrile. Oggi, se ci investi tempo, risorse, competenze e fai un lavoro serio di selezione, correzione e montaggio, i risultati possono diventare quasi indistinguibili da molti prodotti umani.
Sono perfetti? No.
Superano le migliori produzioni umane? No.
Sono automaticamente migliori del lavoro di un artista, di un animatore o di un team professionale? No.
Ma sono davvero “lontanamente” inferiori anche alle peggiori o alle produzioni umane discrete? Nemmeno per sogno.
E infatti basterebbe mettere mano seriamente a questi strumenti generativi per rendersi conto che dietro non c’è semplicemente il nulla cosmico. C’è comunque lavoro, ci sono scelte, tentativi, correzioni, fallimenti, rifiniture, selezione del materiale, direzione e montaggio.
Poi possiamo discutere quanto quel lavoro sia artistico, quanto sia eticamente accettabile, quanto sia interessante o quanto sia meritevole. Ma liquidarlo come se fosse solo pigrizia automatizzata significa non voler nemmeno capire di cosa si sta parlando.
Scusa il ritardo della risposta, sono stata impegnata questi giorni
Non mi riferivo al setting fantasy, ma alla direzione
No, non lo so, perchè la maggiorparte di anime/cartoni che ho visto sono infinitamente meglio di questo corto, incluso Invinccible (per quato la qualità si sia abbassata nelle stagioni più recenti)
E poi cosa centra l'avere più animazione? Se questo è l'unico criterio con cui valuti la qualità di una serie animata, mi dispiace, ma hai molto da imparare
Ma se hai altri esempi di serie che pensi peggio di questo corto, prego, fammi sapere quali e perchè
Sì, è pigro, avrà scritto più di "fammi un bel corto anime fantasy" ma a comunque solo inserito dati in un IA, da solo non a fatto un fico secco, non ha disegnato, non ha composto musica, non ha scritto una sceneggiatura (da quel che ho capito anche quella è generata dall'IA, correggimi se sbaglio), e non ha diretto, inserire dati in un IA finche non ti da il risultato sperato non è per niente la stessa cosa del dirigere attori umani
E tu insinuando che il ragionamento è "un regista sarebbe pigro quando chiede agli animatori di realizzare un anime per lui, visto che non disegna ogni singolo frame di suo pugno", con tutto rispetto, ma ti fai passare davvero per ignorante
Tutta questa mentalità del "ora anch'io posso creare la serie dei miei sogni" è delirante
La maggiorparte delle persona non potrà mai creare una serie/film tutto da solo, non per pigrizia, ma perchè persone diverse hanno abilità diverse, e non c'è niente di male in questo, e puoi applicare la stessa logica a qualsiesi lavoro, in ambito medico ad esempio, non esiste il medico generale che può fare tutto, esistono medici specializati, infermieri, chirurghi, dentisti, eccetera
Quindi per te riconoscere sia i pregi che i diffetti dell'IA è un bias?
Il problema è che tu non ti stai limitando a dire “la direzione non funziona”. Stai usando quel giudizio per arrivare direttamente alla conclusione che il lavoro sia pigro.
Un’opera può essere mediocre senza essere pigra. Può essere inesperta senza essere senza valore. Può essere tecnicamente imperfetta senza essere “zero lavoro”.
Qui invece sembra che il tuo ragionamento sia: “è fatto con IA, quindi è pigro; siccome è pigro, allora ogni suo difetto conferma che l’IA non vale nulla”. Questo non è un giudizio critico: è una conclusione decisa in partenza.
“Infinitamente meglio"...
Meglio in cosa? Scrittura? Regia? Montaggio? Animazione? Composizione? Recitazione? Coerenza visiva? Direzione artistica?
Perché se parliamo di prodotto complessivo, certo, molte serie professionali sono migliori. Ci mancherebbe, hanno budget, team, esperienza, supervisione, produzione e anni di industria alle spalle.
Ma se parliamo di pura resa visiva o quantità di movimento, non è affatto vero che la maggior parte degli anime e dei cartoni sia “infinitamente” superiore. Molti prodotti professionali hanno scene statiche, ricicli, animazioni minime, composizioni pigre e soluzioni registiche di puro risparmio.
Invincible stesso ha momenti in cui il livello di animazione è molto più povero di quanto ci si aspetterebbe da una produzione di quel peso. Questo non rende Invincible brutto, ma dimostra che il paragone non è così semplice come lo stai presentando.
Il punto non è dire che quel corto sia meglio di Invincible. Il punto è che liquidarlo come se fosse automaticamente sotto qualsiasi produzione umana è una forzatura dettata da un bias.
Oddio, quando qualcuno mi risponde così mi fa passare la voglia di ribattere in modo articolato, ma sorvoliamo.
Io non ho mai detto che “più animazione = opera migliore”. Quella è una semplificazione tua, non il mio argomento.
Ho parlato dell’aspetto tecnico perché è uno degli elementi più immediati da analizzare. Non è l’unico criterio e non basta da solo a definire la qualità di un’opera, ma resta comunque un criterio.
Se un corto ha difetti di regia, si può dire. Se ha stacchi bruschi, si può dire. Se ha composizioni deboli, si può dire. Ma se le scene sono leggibili, se c’è continuità sufficiente, se l’azione si segue e se il risultato non è un collage incoerente di immagini casuali, allora non puoi fingere che sia semplicemente “spazzatura pigra”.
Criticare non significa sparare il giudizio più estremo possibile. Significa distinguere cosa funziona, cosa non funziona e perché.
A livello tecnico, un esempio recente che mi viene in mente è Grand Blue.
Non sto dicendo che Grand Blue sia un brutto anime. Anzi, mi fa scompisciare, perché il materiale di partenza funziona, però tecnicamente è spesso povero. Tante scene sono ferme, molti momenti comici vengono risolti con immagini statiche, il ritmo avrebbe bisogno di più dinamismo e invece spesso si percepisce chiaramente il limite produttivo.
Questo non vuol dire che il corto IA sia “migliore” come opera complessiva. Vuol dire che anche prodotti professionali possono avere limiti tecnici enormi, e quindi usare “gli anime veri sono infinitamente meglio” come argomento generale è una falsità.
Tu stai facendo coincidere il lavoro creativo solo con l’esecuzione manuale. Se non ha disegnato, allora non ha fatto nulla. Se non ha composto la musica, allora non ha fatto nulla. Se non ha animato a mano, allora non ha fatto nulla.
Ma questa è una definizione molto limitata di "lavoro creativo".
Un progetto audiovisivo non è fatto solo da “chi materialmente produce il singolo asset”. È fatto anche da scelta, selezione, montaggio, direzione, ritmo, correzione, continuità, scarto dei risultati sbagliati, tentativi, iterazioni e costruzione di un risultato finale.
Puoi dire che questo tipo di lavoro vale meno rispetto a disegnare o animare a mano. Puoi dire che è meno nobile, meno interessante, meno artistico o più problematico. Ma dire che non è niente è semplicemente falso.
“Inserire dati in un’IA finché non ti dà il risultato sperato” è una descrizione volutamente svilente. Con lo stesso metodo potrei descrivere un regista come “uno che dice agli altri cosa fare finché non ottiene quello che vuole”. Sarebbe una descrizione tecnicamente parziale e intellettualmente disonesta.
Ovviamente dirigere persone e lavorare con un’IA non sono la stessa cosa. Non sto dicendo questo. Ma in entrambi i casi esiste un livello di controllo, scelta e revisione. Negarlo solo perché lo strumento usato ti sta antipatico non è critica: è pregiudizio = bias.
No, non è delirante...
Può produrre un sacco di roba mediocre. Ma non è delirante.
È abbastanza normale che una persona voglia dare forma alle proprie idee anche senza avere tutte le competenze tecniche per farlo da sola. È sempre successo. La differenza è che oggi alcuni strumenti rendono questa cosa più accessibile.
Una volta servivano una troupe, uno studio, animatori, montatori, musicisti e budget. Poi sono arrivati software più accessibili, videocamere economiche, motori grafici, strumenti digitali, piattaforme di pubblicazione. Ogni volta qualcuno ha detto che avrebbe rovinato tutto. Ogni volta, più persone hanno iniziato a creare.
La maggior parte produrrà cose mediocri? Sì.
Questo significa che il desiderio di creare sia delirante? No.
Significa solo che la barriera d’ingresso si è abbassata. E abbassare la barriera d’ingresso non è automaticamente un male.
Il tuo paragone con la medicina è sbagliato.
In medicina non puoi improvvisarti chirurgo perché c’è in gioco direttamente la vita delle persone. Nell’arte, invece, se fai un corto brutto non muore nessuno. Al massimo hai prodotto una cosa mediocre.
È vero che competenze diverse esistono e vanno rispettate. Ma da questo non deriva che una persona non possa provare ad accorpare più ruoli creativi con l’aiuto di strumenti nuovi.
Un mangaka spesso scrive e disegna. Un musicista indipendente può comporre, registrare, mixare e pubblicare da solo. Uno sviluppatore indie può programmare, scrivere e curare la direzione artistica del proprio gioco. Non sempre farà tutto al massimo livello, ma non per questo il suo lavoro è illegittimo.
La specializzazione è utile, ma non è una legge morale dell’universo. Se una tecnologia permette a una persona di avvicinarsi a un risultato che prima richiedeva un team, il problema non è automaticamente quella persona. Il problema è come viene usata.
Il tuo è un bias perché fingi di fare un’analisi equilibrata quando in realtà ogni cosa positiva viene ridotta a “pigrizia” e ogni difetto viene usato come prova definitiva che l’intero mezzo non abbia valore.
Usare l’IA non significa automaticamente non fare nulla.
Un conto è dire: “questo corto è debole, derivativo, ha una regia acerba e pone problemi etici”.
Questa E' una critica.
Un altro conto è dire: “è IA, quindi è pigro, quindi l’autore non ha fatto un fico secco”.
Questo è uno slogan.
Uno slogan non diventa un giudizio critico solo perché è detto con sicurezza.
So benissimo che un’opera può essere mediocre senza essere pigra, in questo caso però è tutte e due
E sì, usare l'IA per fare cose che potrebbero venire mille volte meglio evitandone l'utilizzo è pigro, e non è un fatto di "perchè è stato utilizzato l'IA, ma del come è stato usato, come ho detto già prima, l'IA ce li ha i suoi pregi, ma purtroppo non sono in ambito artistico
Direi sì in tutto, forse giusto la coerenza visiva scarseggia nelle stagioni più recenti di Invincible
E no, il buget qui non centra, c'è una miriade di corti amatoriali di qualità, come ci sono un sacco di serie e film con budget eccessivo a lacunano in qualità
E ribbadisco di nuovo, la quantità di movimento non è direttamente correlato alla qualità del movimento, forse detto così capisci meglio
La qualità vuol dire anche saper gestire il proprio budget, saper quali tecniche e trucchi visivi incorporare per ottenere una scena interessante e coinvolgente, non è cosa facile, e come ci sono tanti capolavori c'è anche tanta mediocrità, ma apprezzo molto di più una serie imperfetta fatta con passione e sudore che una finta perfezione sputata fuori dall'IA
No, aggiungiamo anche montaggio, che non ha fatto, ritmo e continuità fanno parte della direzione, se non ha neppure scritto la sceneggiatura, no, effettivamente non ha fatto niente, ha avuto un idea per una storia, questo posso darglielo, ma non ha fatto niente di creativo per dargli forma
D'altra parte continuo a pensare che usare l'IA per l'arte sia svilente per la natura stessa e renda tutto freddo e troppo sintetico.
Detto questo, finché sarà una persona sola che si impegna con le proprie energie per creare un'opera, ancora posso tollerarlo; discorso diverso è quando sono le aziende che la usano per risparmiare e tagliare posti di lavoro.
ma quello dipende dall'operatore. Cioè fare in modo che non escano freddi e troppo sintetici è compito anche dell'umano... come anche con la CGI ci lavori un sacco per fare in modo che l'asset sia realistico e integrato bene, è la stessa cosa.
Cioè anche gli anime tradizionali ci sono anime fatti malissimo in 2d, fatti malissimo in 3D e viceversa per entrambi... con l'IA è la stessa cosa
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