"Kono bangumi wa goran no suponsaa no teikyou de o-okurishimasu"... questa frase era davvero familiare a coloro che vedevano anime in lingua originale prima dell'avvento dello streaming; con essa, si introduceva un elenco di sponsor finanziatori della produzione di turno, e piace immaginare a chi vi scrive che The Exiled Heavy Knight Knows How to Game the System possa esser sponsorizzato, oltre che dai soliti noti produttori, anche da Head & Shoulders, Pantene, L'Oréal, Kerastase e quant'altro sia legato al benessere tricologico.
Facezie a parte, basta anche soltanto il trailer qui in basso per notare una delle caratteristiche che rendono immediatamente riconoscibile una produzione dello studio GoHands, ovvero l'attenzione posta al rendere "vivi" elementi come i capelli, appunto, o drappi e mantelli. C'è sempre qualcosa in movimento, che siano specifici elementi come quelli appena indicati, o i personaggi stessi in evoluzioni acrobatiche o prospettive inconsuete, o lo scenario stesso tramite elaborati "movimenti di camera", quando non direttamente un mix di tutto ciò.

La serie, adattamento animato del manga di Lee Brocco, a sua volta ispirato alla light novel di Nekoko, è disponibile su Crunchyroll, e con i suoi primi due episodi mostra – come detto – tutti gli elementi tipici dello studio già elencati, senza alcuna parsimonia. Per chi soffra di "motion sickness", la visione di questo anime potrebbe anche rivelarsi una sfida a tratti impegnativa, ad esempio nei primissimi minuti del primo episodio, subito dopo la sigla di apertura, momento in cui si condensano tutta una serie di scene di combattimenti futuri, estremamente dinamici. In pieno stile GoHands.
La storia, che passa in certo qual modo in secondo piano quando ci si trova dinanzi a cotanto sforzo, è la variante sul tema isekai del reincarnato in un mondo uguale, o con lo stesse regole, rispetto a quello di un gioco che il protagonista conosce più o meno bene. Nel caso di Elymas, benissimo. Il giovane è in grado di destreggiarsi perfettamente anche in presenza di ostacoli (leggasi mostri) apparentemente insormontabili, grazie proprio alla sua conoscenza delle regole della realtà in cui vive: quali abilità sviluppare prima? quali lasciare da parte, in una logica da min-maxing in cui ogni punto abilità può segnare il passaggio da un lato all'altro del labile confine tra la vita e la morte? quanti MP "costerà" al nemico l'utilizzo di un'abilità, e come si può fare in modo da fargli usare determinate tecniche per impedirgli di attaccare in altri modi? questo e molto altro passa per la testa del protagonista mentre combatte, e non soltanto. Vedremo più avanti come lui sia una vera e propria enciclopedia ambulante, consapevole di segreti sconosciuti ai più.

Tra un'evoluzione acrobatica e un'altra, e dire che Elymas non appartiene certo a una classe nota per la sua agilità, si procede così, con la direzione generale di Shingo Suzuki e la regia di Katsumasa Yokomine (The Masterful Cat Is Depressed Again Today, Momentary Lily), figure di spicco dello studio. Continuare a scrivere dei medesimi elementi sarebbe solo ripetitivo, e quanto alla storia, finora è stata mostrata qualche anticipazione di eventi futuri nel primo episodio, così come nelle sigle. A chi vi scrive viene giusto il dubbio su come procederà la serie, considerando che si snoderà in due cour consecutivi, quando già nel secondo episodio, tra recap iniziale e flashback vari, diversi minuti sono letteralmente ripresi dalla prima puntata.
Dicevamo delle sigle. La opening "Awake", degli SPYAIR, ci offre un video in cui si condensa tutto ciò di cui si è parlato in precedenza, con tanto di scene sullo sfondo che presumibilmente sono estratte proprio dall'anime.
L'ending di ReoNa, "Lv.1 Shokugyou: Ningen", con protagonista unico il personaggio di Luce, ci mostra invece una visione più "calma" dello stile dello studio, senza che manchino tuttavia inquadrature particolari, come una ripresa da dietro dal basso della protagonista mentre cammina, con il corpo che si "allunga"; un punto di vista che un po' ricorda la salita delle scale in The Girl I Like Forgot Her Glasses. Anche se lì la deformazione prospettica era ancora più esagerata.
Facezie a parte, basta anche soltanto il trailer qui in basso per notare una delle caratteristiche che rendono immediatamente riconoscibile una produzione dello studio GoHands, ovvero l'attenzione posta al rendere "vivi" elementi come i capelli, appunto, o drappi e mantelli. C'è sempre qualcosa in movimento, che siano specifici elementi come quelli appena indicati, o i personaggi stessi in evoluzioni acrobatiche o prospettive inconsuete, o lo scenario stesso tramite elaborati "movimenti di camera", quando non direttamente un mix di tutto ciò.
Durante la "cerimonia della benedizione divina", il quindicenne Elymas, che proviene da una casata di utilizzatori della Spada Sacra, manifesta invece la classe considerata difettosa del Cavaliere Pesante. Per questa ragione viene privato della sua posizione come prossimo capofamiglia della casata Edvaughn ed esiliato. La classe del Cavaliere in armatura pesante ha delle statistiche poco bilanciate e delle abilità piuttosto inutili; inoltre, gira voce che solo i codardi e i pigri la ottengano, ma Elymas sa che non si tratta solo di questo. Essendo un ragazzo che si è reincarnato in un videogioco a cui aveva giocato in passato, sa bene che in realtà la sua classe è in realtà la più forte che esista. Usando la sua intelligenza e le conoscenze della sua precedente vita, Elymas inizia la sua avventura nel mondo in cui si è reincarnato.

La serie, adattamento animato del manga di Lee Brocco, a sua volta ispirato alla light novel di Nekoko, è disponibile su Crunchyroll, e con i suoi primi due episodi mostra – come detto – tutti gli elementi tipici dello studio già elencati, senza alcuna parsimonia. Per chi soffra di "motion sickness", la visione di questo anime potrebbe anche rivelarsi una sfida a tratti impegnativa, ad esempio nei primissimi minuti del primo episodio, subito dopo la sigla di apertura, momento in cui si condensano tutta una serie di scene di combattimenti futuri, estremamente dinamici. In pieno stile GoHands.
La storia, che passa in certo qual modo in secondo piano quando ci si trova dinanzi a cotanto sforzo, è la variante sul tema isekai del reincarnato in un mondo uguale, o con lo stesse regole, rispetto a quello di un gioco che il protagonista conosce più o meno bene. Nel caso di Elymas, benissimo. Il giovane è in grado di destreggiarsi perfettamente anche in presenza di ostacoli (leggasi mostri) apparentemente insormontabili, grazie proprio alla sua conoscenza delle regole della realtà in cui vive: quali abilità sviluppare prima? quali lasciare da parte, in una logica da min-maxing in cui ogni punto abilità può segnare il passaggio da un lato all'altro del labile confine tra la vita e la morte? quanti MP "costerà" al nemico l'utilizzo di un'abilità, e come si può fare in modo da fargli usare determinate tecniche per impedirgli di attaccare in altri modi? questo e molto altro passa per la testa del protagonista mentre combatte, e non soltanto. Vedremo più avanti come lui sia una vera e propria enciclopedia ambulante, consapevole di segreti sconosciuti ai più.

Tra un'evoluzione acrobatica e un'altra, e dire che Elymas non appartiene certo a una classe nota per la sua agilità, si procede così, con la direzione generale di Shingo Suzuki e la regia di Katsumasa Yokomine (The Masterful Cat Is Depressed Again Today, Momentary Lily), figure di spicco dello studio. Continuare a scrivere dei medesimi elementi sarebbe solo ripetitivo, e quanto alla storia, finora è stata mostrata qualche anticipazione di eventi futuri nel primo episodio, così come nelle sigle. A chi vi scrive viene giusto il dubbio su come procederà la serie, considerando che si snoderà in due cour consecutivi, quando già nel secondo episodio, tra recap iniziale e flashback vari, diversi minuti sono letteralmente ripresi dalla prima puntata.
Dicevamo delle sigle. La opening "Awake", degli SPYAIR, ci offre un video in cui si condensa tutto ciò di cui si è parlato in precedenza, con tanto di scene sullo sfondo che presumibilmente sono estratte proprio dall'anime.
L'ending di ReoNa, "Lv.1 Shokugyou: Ningen", con protagonista unico il personaggio di Luce, ci mostra invece una visione più "calma" dello stile dello studio, senza che manchino tuttavia inquadrature particolari, come una ripresa da dietro dal basso della protagonista mentre cammina, con il corpo che si "allunga"; un punto di vista che un po' ricorda la salita delle scale in The Girl I Like Forgot Her Glasses. Anche se lì la deformazione prospettica era ancora più esagerata.
Per trarre le somme, The Exiled Heavy Knight Knows How to Game the System è una serie consigliata a chi non si perda un isekai che sia uno, e/o a chi abbia deciso di voler vedere tutto ciò che sia animato da GoHands. Per chiunque non appartenga ad almeno una di queste categorie, ma voglia comunque provare la visione, si consiglia di affrontare il primo episodio, e di decidere a quel punto se procedere o meno. La storia di per sé non è male; non spicca per originalità, ma le regole del mondo sono ben spiegate man mano che si procede, e si faranno anche abbastanza complesse sotto determinati aspetti. Insomma, merita una possibilità, sperando che la produzione non si areni.
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