Recensione
Dragon Ball
8.0/10
La prima serie di "Dragon Ball" è molto diversa dal seguito "Dragon Ball Z" ed è da considerarsi superiore a quest'ultima per diverse ragioni.
Il primo motivo è che l'intera serie è praticamente una lunga avventura ed un lungo viaggio di Goku bambino, che finisce per trovarsi sempre in situazioni nuove e con personaggi diversi, con una crescita costante che accompagna il tutto. Tutto questo contribuisce a creare una varietà senza precedenti che impedisce di annoiarsi, e soprattutto ci sono molti combattimenti, ma sono brevi e quindi non sono quelli che hanno una durata lunghissima come in "Dragon Ball Z".
Molto interessante è una credibilità ed una solidità inaspettata che interessa tutta la serie, dall'inizio alla fine, questo è un altro suo punto di forza. La sigla di apertura e chiusura giapponesi sono inoltre bellissime, così come quella italiana di Giorgio Vanni.
I veri difetti della prima serie di "Dragon Ball" sono il fatto che inevitabilmente è un po' invecchiata sotto tutti gli aspetti, sia tecnici che narrativi, e il fatto che è più infantile delle altre, si rivolge ad un pubblico leggermente più giovane e si prende meno sul serio.
L'autore veniva dalla sua serie di enorme successo "Dr.Slump e Arale", una serie demenziale destinata ad un pubblico di bambini, di conseguenza c'è una chiara influenza sulla prima serie di Dragon Ball, che però deve considerarsi meno infantile anche se non tantissimo. In alcuni episodi le due opere finiscono anche per incrociarsi!
Bisogna capire che la prima serie di "Dragon Ball" è un anime in cui viene mostrata una crescita costante non solo dei personaggi, ma anche della trama e del tipo di opera stessa, si parte da un contesto più infantile per poi diventare più complesso e più per ragazzi. È fondamentale capire questo cambiamento in corso dell'opera, perché per giudicarla non basta guardare solo l'inizio.
Il tono comunque è generalmente leggero, a tratti anche innocente, ben diverso da quello di "Dragon Ball Z" che tende ad essere più epico e drammatico. Si averte anche la grande differenza con "Dragon Ball Z" sulle ambientazioni che invece di essere spaziali sono sempre terrestri, e questo è un punto a favore perché contribuisce a rendere il tutto più familiare. Devo infine aggiungere che ho sempre trovato i combattimenti delle serie successive esageratamente lunghi, mentre qui li trovo lunghi il giusto.
In definitiva si tratta di una serie molto interessante, genuina e avventurosa, che offre varietà e che ti trascina in un viaggio e una serie di combattimenti mai noiosi.
Il primo motivo è che l'intera serie è praticamente una lunga avventura ed un lungo viaggio di Goku bambino, che finisce per trovarsi sempre in situazioni nuove e con personaggi diversi, con una crescita costante che accompagna il tutto. Tutto questo contribuisce a creare una varietà senza precedenti che impedisce di annoiarsi, e soprattutto ci sono molti combattimenti, ma sono brevi e quindi non sono quelli che hanno una durata lunghissima come in "Dragon Ball Z".
Molto interessante è una credibilità ed una solidità inaspettata che interessa tutta la serie, dall'inizio alla fine, questo è un altro suo punto di forza. La sigla di apertura e chiusura giapponesi sono inoltre bellissime, così come quella italiana di Giorgio Vanni.
I veri difetti della prima serie di "Dragon Ball" sono il fatto che inevitabilmente è un po' invecchiata sotto tutti gli aspetti, sia tecnici che narrativi, e il fatto che è più infantile delle altre, si rivolge ad un pubblico leggermente più giovane e si prende meno sul serio.
L'autore veniva dalla sua serie di enorme successo "Dr.Slump e Arale", una serie demenziale destinata ad un pubblico di bambini, di conseguenza c'è una chiara influenza sulla prima serie di Dragon Ball, che però deve considerarsi meno infantile anche se non tantissimo. In alcuni episodi le due opere finiscono anche per incrociarsi!
Bisogna capire che la prima serie di "Dragon Ball" è un anime in cui viene mostrata una crescita costante non solo dei personaggi, ma anche della trama e del tipo di opera stessa, si parte da un contesto più infantile per poi diventare più complesso e più per ragazzi. È fondamentale capire questo cambiamento in corso dell'opera, perché per giudicarla non basta guardare solo l'inizio.
Il tono comunque è generalmente leggero, a tratti anche innocente, ben diverso da quello di "Dragon Ball Z" che tende ad essere più epico e drammatico. Si averte anche la grande differenza con "Dragon Ball Z" sulle ambientazioni che invece di essere spaziali sono sempre terrestri, e questo è un punto a favore perché contribuisce a rendere il tutto più familiare. Devo infine aggiungere che ho sempre trovato i combattimenti delle serie successive esageratamente lunghi, mentre qui li trovo lunghi il giusto.
In definitiva si tratta di una serie molto interessante, genuina e avventurosa, che offre varietà e che ti trascina in un viaggio e una serie di combattimenti mai noiosi.
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