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7.5/10
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Cosmos può essere considerato il sequel di Angeloid? In un certo senso si. Sono passati infatti sei anni dagli eventi della serie originale e ritroviamo anche un Sugata cresciuto tra i nuovi personaggi del cast. Tuttavia, c’è un “ma”: l’opera è stata realizzata durante la pubblicazione di Angeloid e si è conclusa addirittura un anno prima della fine di quest’ultimo. Per questo motivo, più che un vero sequel diretto, lo si potrebbe definire come un sequel “ipotetico”.

La storia, pur non avendomi appassionato particolarmente all’inizio, è riuscita comunque a incuriosirmi grazie agli eventi che sconvolgono il mondo narrativo. Inoltre, riesce anche a divertire con alcune scenette comiche legate alla vita quotidiana, anche se siamo molto lontani dalla comicità di Angeloid e Plunderer.

A differenza delle altre opere, questa non è stata disegnata direttamente dall’autore, probabilmente perché in quel periodo era impegnato proprio con Angeloid. Lo stile di Seguchi non è affatto brutto: può risultare gradevole, ma personalmente non mi ha convinto del tutto.

Un altro aspetto che mi ha lasciato perplesso è il fattore “maghette”, che non mi entusiasma particolarmente e non ha una vera rilevanza, era giusto una scusa per dare un qualche potere alla protagonista. I combattimenti sono un altro aspetto che mi ha convinto poco, non essendo risultati molto coinvolgenti da seguire. Nonostante questo, grazie ad alcuni colpi di scena, la storia è riuscita a intrattenermi fino alla fine, diventando più interessante soprattutto negli ultimi tre volumi senza purtroppo però evitare dei buchi di trama.

Per quanto riguarda il finale, l’ho trovato piacevole, ma allo stesso tempo poco incisivo. Come sequel, infatti, non offre nulla di realmente rilevante e i collegamenti con Synapse non risultano del tutto chiari, ma più messi li per forzare un qualche collegamento con Angeloid.

In conclusione, Cosmos si rivela un’opera carina e godibile, ma sostanzialmente superflua e priva di una vera utilità narrativa: non aggiunge nulla di significativo al suo predecessore, Angeloid, risultando quasi un'opera a se, visto che togliendo quei pochi elementi che la collegano a quest'ultimo non cambierebbe nulla.