Recensione
#DRCL - Midnight Children
7.0/10
Recensione di MariaGiuseppaSanson
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Caratterizzato dall’iconico stile di Sakamoto, #DRCL è un manga che si pone lo scopo di reinterpretare completamente il romanzo da cui prende ispirazione, il che potrebbe essere considerato un bene o un male a seconda del lettore. Sebbene Sakamoto sia in grado di rappresentare in maniera ottimale l’orrore e il senso di oscuro mistero che permea anche l’opera di Stoker, la sua decisione di ambientare il corso degli eventi in una scuola e di “ringiovanire” i protagonisti - stravolgendone completamente la caratterizzazione- potrebbe rappresentare un ostacolo non da poco per chi si approccia a questo manga da amante del Dracula classico. Pur ricalcando i temi del romanzo, #DRCL si prende non poche libertà con il materiale a sua disposizione, e Sakamoto adotta un approccio molto più onirico e simbolico rispetto a quello di Stoker nel rappresentarlo. Fiore all’occhiello del manga sono sicuramente i disegni, spettacolari e resi ancor più godibili dall’edizione j-pop ( che, per quanto costosa, è di ottima qualità sia per la carta utilizzata che per le dimensioni ) malgrado il design dei personaggi purtroppo lasci un po’ a desiderare ( lo stesso conte Dracula assomiglia in maniera alquanto comica a Michael Jackson… ). Nonostante le tematiche del manga siano abbastanza mature, e non soltanto a causa della rappresentazione dell’orrore, stupisce un po’ che la caratterizzazione di alcuni protagonisti sembri strizzare l’occhio ai più classici stereotipi shonen. Ad esempio, Mina ( che almeno caratterialmente non c’entra assolutamente nulla con la Mina del romanzo ) è la classica ragazzina “maschiaccio” con la passione per la lotta e decisa a dimostrare ai suoi compagni uomini di essere alla loro stessa altezza. Molto più articolato e complesso, al contrario, è il personaggio di Luke, la “Lucy Westenra” di #DRCL. Sakamoto sceglie di rappresentare il desiderio di libertà e trasgressione dalle norme sociali del personaggio originale rendendolo anche un discorso di sessualità, in quanto Luke si presenta come un ragazzo con un animo “femminile” che ha la possibilità di mostrare questa parte di sé soltanto a Mina, l’unica ragazza della scuola. Per concludere quindi, #DRCL non è il manga adatto a chi si aspetta un semplice adattamento dell’opera originale, ma è un’interpretazione interessante e molto particolare di quest’ultima. In alcuni punti convince più di altri, ma nonostante il completo stravolgimento di ambientazione e personaggi, si riesce a percepire ugualmente l’inquietudine tipica della storia di Bram Stoker. Un esperimento, quello di Sakamoto, che almeno per il momento può considerarsi abbastanza riuscito, ma decisamente non quel che ci si potrebbe aspettare da qualcosa ispirato all’opera originale. Dopotutto, il nome del manga non è Dracula…
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