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"A Sign of Affection" è un anime del 2024, che ho guardato solo di recente.
Mi aveva incuriosito la trama, anche se poi si è rivelato un po' diverso da come me lo aspettavo, ma andiamo per gradi.

Innanzitutto, se dovessi dare un giudizio generale, è un anime romantico fatto molto, molto bene. Non ci sono sbavature di trama e le animazioni sono belle, quasi perfette direi, con belle musiche e personaggi molto belli da vedere. Poi però lo considero un anime piuttosto divisivo, tra chi appunto lo considera un ottimo lavoro e chi vi rimane un po' deluso. Io faccio parte della seconda categoria, e mi spiego.
Innanzitutto, affinché un'opera che racconta una storia sia tale, io credo debba rispondere a tre quesiti fondamentali. In primis, a chi è diretta l'opera come target? È una storia romantica che tratta una serie di possibili amori, con protagonisti che di certo non sono ragazzini, ma ventenni o oltre. Purtroppo, però, a parte la tanta dolcezza è quasi una favola molto ingenua in cui la cattiveria del mondo e umana non esiste. Oserei definirla un romance adolescenziale, se non fosse che gli stessi adolescenti di oggi sono mille volte più decisi e smaliziati di quanto mostrato, e quindi applicherei un target di gradimento a un pubblico di non oltre dei dodicenni.
In secondo luogo, cosa vuol raccontare la storia? E in questo caso mi sentirei di dire... la rava e la fava! È appena appena una favola felice in cui la disabilità della protagonista (la ragazza è completamente sorda) appare un pretesto per far sì che tutti la trattino come una splendida bambolina di porcellana da proteggere. Mai un sussulto, tanti dialoghi introspettivi da bambini, molto, molto miele, con il protagonista maschile nei panni di una sorta di principe azzurro che non salva la principessa... ma le fa scoprire l'amore (quello sacro e puro) e le apre la mente sulle possibilità del mondo, portandosela mano nella mano come un ciondolo prezioso.
Terzo, e non meno importante, cosa ti lascia la storia? C'è un messaggio di fondo, una morale? Beh, in questo caso non più di quanto già detto, anzi, il vero messaggio di questa storia è che attendere in amore non serve a niente, tanto vale provarci, e vedrai che magari ti va bene! Ma non penso che questo fosse nei progetti di chi ha scritto l'opera, caso mai è un effetto collaterale.

Quando mi sono avvicinato all'anime, avevo erroneamente pensato potesse ricordare il film animato "A Silent Voice", che, per carità, presenta una buona dose di buonismo, ma se non altro ha il coraggio di affrontare la disabilità, il bullismo e la depressione, dando spessore ai protagonisti. In questo caso la sordità della protagonista non è nemmeno un pretesto, ma un gadget della storia.
La protagonista Yuki non ha problemi o traumi, vive serena in un mondo creato ad arte, in cui difficoltà e cattiveria non esistono, non molto realistico, e questo non aiuta a costruire la personalità della protagonista, che appare sempre passiva. Incontra per caso il 'bellone' Itsuomi e se ne invaghisce quasi immediatamente, piuttosto ricambiata. Lui è il prototipo del bel ragazzo, forte intelligente e cosmopolita, sempre pronto zaino in spalla a girare il mondo e compiere buone azioni. Un po' più costruito di Yuki, ma anche lui piuttosto piatto.
Le amiche di Yuki sono tutte carine, comprensive e pronte ad elargire favori e consigli. Persino la pseudo-amica di Itsuomi (Ema), bellissima ragazza innamorata da sempre di lui, non crea un minimo di contrasto, nella trama. Rimane un fatto a sé! Così come il povero Oshi, amico d'infanzia di Yuki che per lei ha imparato il linguaggio dei segni e, cotto come non mai, non riesce a smuovere, creare delle vibrazioni in un racconto piuttosto piatto.

Ho fatto molta fatica a terminare i dodici episodi della prima serie, in cui non succede praticamente nulla. È un lungo, lento racconto di come i due protagonisti si conoscono e si mettono insieme e di come lui migliori la vita di lei, facendola aprire al mondo. Non che prima fosse un'emarginata, semplicemente le inculca curiosità e batticuore a non finire.
L'anime in sé è una storia molto dolce e garbata, decisamente troppo per non apparire sonnolenta, fatta di tanti 'ciccipucci' e messaggini telefonici. Ad essere onesti... 'na palla mostruosa! Mi sarei quantomeno aspettato una storia adulta e qualche sussulto che, puntata dopo puntata, non arriva mai.
Non mi sento di sconsigliarlo come opera anime in sé, perché è fatto bene, ma come storia c'è onestamente da annoiarsi, a meno che non vogliate immergervi in una spremuta di miele e rischiare il diabete animato.