Recensione
High School DXD New
6.5/10
"La distopia teologica e il culto pagano per le grazie femminili"
Chi è "sopravvissuto" alla prima stagione e non ha perso la vista per tutto il ben di dio offerto con scientifica applicazione da cultori del genere, la saga torna con "High School DxD: New". Se la prima serie mi era sembrata francamente un caotico luna park, ammetto che la "direzione dei lavori" sembra aver deciso di alzare la posta in gioco, investendo pesantemente sia nella geopolitica del sovrannaturale sia nel "budget" del numero di scene ecchi basate su dettagliate inquadrature delle avvenenti protagoniste, ampliando anche il "parco" delle ragazze per la gioia del fortunato protagonista.
Nella prima stagione, bisogna essere sinceri, lo spettatore era stato lasciato un po' al buio. Demoni e angeli caduti si lanciavano incantesimi nei parchi pubblici senza un vero "perché", come se stessero litigando per il parcheggio in una serie continua di risse scollegate tra loro con l'intermezzo di parecchi caroselli di oppai. Con "DxD New" regia e sceneggiatori si sono improvvisamente ricordati che una serie che si rispetti deve avere una trama da mandare avanti e così la saga si trasforma in una specie di distopia intrisa di scenari di impronta teologica nell'eterna lotta tra bene e male (ma anche in questo caso, non ho ancora capito chi siano i cattivi e i buoni, ma è un dettaglio...).
Scopriamo finalmente i complessi assetti strategici delle tre fazioni, la gerarchia del cielo e degli inferi, la storia delle spade sacre Excalibur e, colpo di scena dal sapore squisitamente nietzschiano, scopriamo che Dio è morto (ma anche il re dei demoni...). Le spiegazioni, prima colpevolmente assenti, qui piovono a catinelle quanto le inquadrature generose delle oppai. È affascinante vedere i personaggi erogare massicce dosi di "lore" storico-religiosa con la massima serietà, spesso mentre sono a un passo dall'annientamento totale e tra una nudità e l'altra con l'ineffabile protagonista che insiste nel suo credo pagano delle oppai. È un'espansione del mondo che, "miracolosamente", funziona, dando un minimo di "spessore" a quello che altrimenti sarebbe solo un elaborato pretesto di gag discontinue per svestire le protagoniste.
E qui arriviamo al vero capolavoro "archi-tettonico" della serie: il bilanciamento tra apocalisse e oppai. C'è una guerra millenaria in corso, il fragile armistizio tra Demoni, Angeli e Angeli Caduti è appeso a un filo, le sorti dell'universo sono in bilico. E quali sono i principi ispiratori di questa epica guerra? L'amore, la giustizia, la pace, il bene per tutti? Ehh, no! Siete fuori strada: La serie non si ispira nè all'animo razionale nè a quello irascibile di platonica memoria ma più prosaicamente a quello concupiscibile che si concretizza nella morbosa, incrollabile e quasi eroica fissazione del nostro protagonista Issei per le "oppai".
L'autore gestisce questa dissonanza con una sfacciataggine tale da meritare una standing ovation. Proprio quando la trama tocca vette di dramma shakespeariano, Issei sblocca un nuovo potere apocalittico scatenato esclusivamente dalla promessa di poter toccare il seno di Rias o Akeno. Il "nonsense" ecchi non è un semplice contorno per attirare il pubblico: è letteralmente la colonna portante dell'azione. Le scene di nudo e le situazioni compromettenti si moltiplicano, sfidando ogni legge della probabilità, della gravità e del buonsenso, ma sono integrate con un'ironia così plateale ed esagerata che prenderle sul serio diventa sostanzialmente impossibile.
Il "New" del titolo porta con sé anche un ampliamento del cast del club di studio e ricerca dell'occulto. Entrano in scena Xenovia e Irina, guerriere della Chiesa che aggiungono ulteriore caos al già affollato ecosistema del Club, dimostrando che nemmeno le fanatiche religiose sono immuni al fascino (a noi francamente incomprensibile) del nostro eroe.
Fa il suo ingresso anche Azazel, il leader degli Angeli Caduti, che invece di essere il classico cattivo monolitico in cerca di dominio globale, si rivela essere una sorta di zio scapestrato con la passione per la ricerca scientifica e le battute inopportune. Per non parlare di Gasper, il vampiro hikikomori con la fobia sociale. Le dinamiche di gruppo si complicano in modo maliziosamente assurdo.
Si resta ammirati di fronte alla sfrontatezza con cui lo studio di animazione mescola il destino del cosmo con le fantasie più basilari di un adolescente in perenne tempesta ormonale. È una visione che richiede certamente una robusta "continenza" per non farsi distrarre troppo dai chilometri di pelle scoperta che invadono lo schermo ogni tre minuti, ma che ripaga lo spettatore con una trama sorprendentemente articolata. Insomma, un'archi-tettura narrativa inaspettatamente complessa... costruita su fondamenta decisamente "procaci".
Chi è "sopravvissuto" alla prima stagione e non ha perso la vista per tutto il ben di dio offerto con scientifica applicazione da cultori del genere, la saga torna con "High School DxD: New". Se la prima serie mi era sembrata francamente un caotico luna park, ammetto che la "direzione dei lavori" sembra aver deciso di alzare la posta in gioco, investendo pesantemente sia nella geopolitica del sovrannaturale sia nel "budget" del numero di scene ecchi basate su dettagliate inquadrature delle avvenenti protagoniste, ampliando anche il "parco" delle ragazze per la gioia del fortunato protagonista.
Nella prima stagione, bisogna essere sinceri, lo spettatore era stato lasciato un po' al buio. Demoni e angeli caduti si lanciavano incantesimi nei parchi pubblici senza un vero "perché", come se stessero litigando per il parcheggio in una serie continua di risse scollegate tra loro con l'intermezzo di parecchi caroselli di oppai. Con "DxD New" regia e sceneggiatori si sono improvvisamente ricordati che una serie che si rispetti deve avere una trama da mandare avanti e così la saga si trasforma in una specie di distopia intrisa di scenari di impronta teologica nell'eterna lotta tra bene e male (ma anche in questo caso, non ho ancora capito chi siano i cattivi e i buoni, ma è un dettaglio...).
Scopriamo finalmente i complessi assetti strategici delle tre fazioni, la gerarchia del cielo e degli inferi, la storia delle spade sacre Excalibur e, colpo di scena dal sapore squisitamente nietzschiano, scopriamo che Dio è morto (ma anche il re dei demoni...). Le spiegazioni, prima colpevolmente assenti, qui piovono a catinelle quanto le inquadrature generose delle oppai. È affascinante vedere i personaggi erogare massicce dosi di "lore" storico-religiosa con la massima serietà, spesso mentre sono a un passo dall'annientamento totale e tra una nudità e l'altra con l'ineffabile protagonista che insiste nel suo credo pagano delle oppai. È un'espansione del mondo che, "miracolosamente", funziona, dando un minimo di "spessore" a quello che altrimenti sarebbe solo un elaborato pretesto di gag discontinue per svestire le protagoniste.
E qui arriviamo al vero capolavoro "archi-tettonico" della serie: il bilanciamento tra apocalisse e oppai. C'è una guerra millenaria in corso, il fragile armistizio tra Demoni, Angeli e Angeli Caduti è appeso a un filo, le sorti dell'universo sono in bilico. E quali sono i principi ispiratori di questa epica guerra? L'amore, la giustizia, la pace, il bene per tutti? Ehh, no! Siete fuori strada: La serie non si ispira nè all'animo razionale nè a quello irascibile di platonica memoria ma più prosaicamente a quello concupiscibile che si concretizza nella morbosa, incrollabile e quasi eroica fissazione del nostro protagonista Issei per le "oppai".
L'autore gestisce questa dissonanza con una sfacciataggine tale da meritare una standing ovation. Proprio quando la trama tocca vette di dramma shakespeariano, Issei sblocca un nuovo potere apocalittico scatenato esclusivamente dalla promessa di poter toccare il seno di Rias o Akeno. Il "nonsense" ecchi non è un semplice contorno per attirare il pubblico: è letteralmente la colonna portante dell'azione. Le scene di nudo e le situazioni compromettenti si moltiplicano, sfidando ogni legge della probabilità, della gravità e del buonsenso, ma sono integrate con un'ironia così plateale ed esagerata che prenderle sul serio diventa sostanzialmente impossibile.
Il "New" del titolo porta con sé anche un ampliamento del cast del club di studio e ricerca dell'occulto. Entrano in scena Xenovia e Irina, guerriere della Chiesa che aggiungono ulteriore caos al già affollato ecosistema del Club, dimostrando che nemmeno le fanatiche religiose sono immuni al fascino (a noi francamente incomprensibile) del nostro eroe.
Fa il suo ingresso anche Azazel, il leader degli Angeli Caduti, che invece di essere il classico cattivo monolitico in cerca di dominio globale, si rivela essere una sorta di zio scapestrato con la passione per la ricerca scientifica e le battute inopportune. Per non parlare di Gasper, il vampiro hikikomori con la fobia sociale. Le dinamiche di gruppo si complicano in modo maliziosamente assurdo.
Si resta ammirati di fronte alla sfrontatezza con cui lo studio di animazione mescola il destino del cosmo con le fantasie più basilari di un adolescente in perenne tempesta ormonale. È una visione che richiede certamente una robusta "continenza" per non farsi distrarre troppo dai chilometri di pelle scoperta che invadono lo schermo ogni tre minuti, ma che ripaga lo spettatore con una trama sorprendentemente articolata. Insomma, un'archi-tettura narrativa inaspettatamente complessa... costruita su fondamenta decisamente "procaci".
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