sylar 46
Per l'anime
Ushio e Tora
Serie OAV di genere Azione/Demoni/Commedia
Episodi Visti: 10 su 10 ---
Voto: 5 Quando in passato mi è capitato d'imbattermi in opinioni inerenti alla versione cartacea di Ushio e Tora difficilmente ho trovato giudizi che non ne esaltassero i pregi e le qualità. Chi ha visionato invece la versione animata del suddetto titolo dopo aver letto il manga, sarà sicuramente rimasto deluso nel complesso, ma almeno si è potuto consolare con l'aver conosciuto l'opera nel suo formato principale e nella sua interezza soprattutto.
Io purtroppo non rientro in nessuna di queste due categorie ma faccio parte di quella che ha visionato solamente questi 10 OAV, ragion per cui, nel limitarmi a giudicare solamente questa versione per quello che è e per quello che mi ha mostrato, sono costretto ad esprimermi in giudizi non troppo lusinghieri. Nel manga ci sarà stato sicuramente un antefatto, un inizio, uno svolgimento più o meno lineare, colpi di scena ed infine una conclusione. Di tutti questi fattori nell'anime si possono riscontrare solamente i primi due punti e una minima parte del terzo, per il resto: buio totale.
Non fatico a credere dunque chi elogia la versione stampata perché, seppur in minima parte, ci si rende conto che le premesse per qualcosa di veramente buono sono presenti anche in animazione, peccato non averle sfruttate a dovere.
Ma andiamo con ordine.
La trama ci racconta di un ragazzo, Ushio Aotsuki, che vive insieme al padre in un antico tempio buddista di famiglia. Un giorno mentre si trova nel magazzino del tempio a riordinare e fare pulizie, incespica su una vecchia botola del quale non si era mai avveduto. Incuriosito, decide di aprirla e vi ci entra e, celato nel buio del suo interno, scorge la figura di un demone inchiodato ad una parete da una lancia. La creatura dall'aspetto imponente ordina a Ushio di liberarlo in modo tale da permettergli di ucciderlo e sterminare in seguito tutti gli umani dopo oltre 500 anni di prigionia che il potere della lancia gli aveva precluso per mano di un vecchio monaco.
Il ragazzo ovviamente rifiuta e anzi infierisce sulla bestia lasciandolo nelle medesime condizioni in cui l'aveva trovato. La sola apertura della botola ha liberato però l'aura malvagia del demone che, manifestandosi nel mondo reale, ha attirato l'attenzione di centinaia di spiriti e demoni. Ushio è dunque costretto a liberare il demone in cambio dell'eliminazione di queste creature e gli affibbia il nome Tora per via del suo aspetto, che ricorda quello di una tigre. Tora non fatica a sbarazzarsi in poco tempo dei vari mostri e non appena finito si scaglia contro Ushio per ucciderlo. La lancia in possesso al ragazzo però trasforma quest'ultimo in un samurai dalla folta chioma e permette ad Ushio di respingere Tora senza troppe difficoltà, facendo desistere il demone dai propri intenti... per il momento.
Da questo momento inizia una convivenza più o meno forzata tra i due, che all'apparenza (e non solo) non si sopportano proprio ma che in realtà è facile intuire da subito non essere una diatriba destinata a perdurare e sfociare in qualcosa di veramente serio.
Questo preambolo non ricorda qualcosa di già visto in tempi più recenti? Ebbene sì, mi riferisco ovviamente ad Inuyasha e le modalità d'incontro che portarono il mezzo demone e Kagome a conoscersi per la prima volta nell'epoca Sengoku.
Non è sbagliato dunque pensare/ipotizzare che nell'opera della Takahashi vi sia un richiamo/omaggio voluto all'opera antecedente a firma di Kazuhiro Fujita, autore appunto di Ushio e Tora.
Tornando a noi adesso, dato il periodo in cui risalgono questi OAV (1992), considerando le tipologie di titoli che andavano per la maggiore in quegli anni, vi erano tutti gli elementi necessari per una piena riuscita della versione animata di Ushio e Tora e bastava poco per fare centro. Peccato però che quest'ultima si rivela essere un opera che, nonostante parta come detto da una trama interessante, non venga sviluppata e approfondita a dovere, raccontandoci in ogni episodio una storia di per sé anche intrigante, ma che alla fin fine si ci ritrova a pensare: ma cosa ha voluto mostrare? A cosa è servita? Non si conti per altro che in un paio di episodi gli epiloghi lascino molto a desiderare per le modalità forzate e campate in aria che permettono di risolvere la questione “delicata” venutasi a creare fino a quel momento, da lasciare interdetti.
Trattandosi di una ristretta serie di OAV che coprono solo in parte il manga di Ushio e Tora, non è stato possibile approfondire nel dettaglio storie, legami, sentimenti, rivelazioni e quant'altro di quello che ruota attorno ai nostri protagonisti, concludendosi di fatto senza nessuna fine legittima.
Il bello (o dovrei dire brutto forse) è che in nessuno degli episodi visionati c'è un colpo di scena che svela qualche aneddoto importante celatosi dietro i nostri protagonisti o la lancia. Non ci è dato sapere se quest'ultima abbia uno scopo ben più importante del mero sconfiggere i nemici che man mano si manifestano, nulla! Vi è sempre la solita staticità che ci presenta il format: comparsa demone nemico-combattimento-difficoltà apparente-Ushio e Tora uniscono le forze-vittoria. Stop. E il tutto si ripete in loop continuamente. Stucchevole.
Ci sarebbe pure un aspetto sentimentale da poter prendere in esame data l'amicizia di Ushio con un paio di compagne di classe (Asako e Mayuko - con la prima in fattispecie -), ma la faccenda viene sempre accennata e mai approfondita lasciando ulteriormente un senso d'incompletezza.
Qualche fattore positivo per fortuna riesce ad emergere fra tanti aspetti che non hanno convinto.
In primis la rivalità persistente che vige fra Ushio e Tora sfocia spesso e volentieri in situazioni bizzarre quanto divertenti e si assiste a gag davvero esilaranti. Ciò permette di spezzare i toni e nel contempo crea una simbiosi tra i due che fortifica il loro legame che cresce in maniera costante e tangibile episodio dopo episodio.
Anche il comparto tecnico, considerando il periodo di realizzazione, non è affatto male. Tralasciando i disegni nelle fisionomie estetiche dei personaggi, che non lasciano un buon ricordo - vedasi come viene raffigurato il naso di Ushio nei primi piani, un parallelepipedo in pratica -, le animazioni invece sono più che discrete e anche le musiche non sfigurano, soprattutto per quanto riguarda opening ed ending.
Infine anche l'adattamento italiano a cura della Yamato Video ha svolto un buon lavoro, con Luca Sandri e Maurizio Trombini a dar voce rispettivamente a Ushio e Tora che hanno fornito un risultato più che soddisfacente.
In conclusione, considerando i pro e i contro di questa serie OAV di Ushio e Tora mi attesterei su un 5.5 di valutazione, ma visto che non sono contemplati i mezzi voti, non mi sento di arrotondare per eccesso. Reputo le pecche/mancanze più determinanti rispetto agli aspetti positivi e dunque non posso far altro che dare 5.
