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Rudido

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Trama: Tredici anni fa l'allora ventenne Geum-ja è stata arrestata per un crimine terribile, l'assassinio di un bambino precedentemente rapito.. ciò ha attirato su di lei l'attenzione dei media..

La trilogia di Park si chiude con "Lady vendetta", a parer mio nettamente la migliore tra le tre pellicole. Si tratta di un'opera sempre in bilico tra violenza estrema ed una felice leggerezza narrativa, e proprio questo la rende superiore persino ad Old boy. E ciò, malgrado il fatto che il compiacimento nella rappresentazione della violenza e il gusto di stupire attraverso di essa siano stati assunti dall'autore come alcuni tra i suoi più caratteristici e personali elementi stilistici.

Ma non solo efferatezze e nefandezze, le inquadrature di Park sono spesso spettacolari e quasi sempre inusuali. La fotografia rasenta la perfezione tecnica, la colonna sonora simil classica ma originale fa da contrappunto. Gli interpreti (la Lady in primis) sono di una rara efficacia. Ancora una volta si dimostra come la vera "forza" del cinema narrativo di oggi e di sempre risieda nella carattererizzazione dei personaggi. Come sempre dunque, vale la truffotiana equazione personaggi forti = storia forte.
E si possono perdonare anche le strizzatine d’occhio allo spettatore occidentale se la (folle?) morale che si sponsorizza una volta tanto non è la solita..


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Eretria90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Otto persone aspettano su di una lunga panca il proprio turno. Sono coperti da un involucro di plastica trasparente per non sporcare i propri abiti. Tutti tranne una signora, la più anziana dell'improbabile comitiva, che non ha più nulla da perdere e non teme di sporcarsi le mani. Una cosa accomuna il gruppo seduto in attesa del proprio turno. Ma cosa sarà? E cosa stanno aspettando, vi chiederete voi.
Non aspettano di certo Geum-ja, la galeotta dalle palpebre del colore del sangue sul bianco e angelico volto. La calma apparente del viso di Geum-ja buca lo schermo di questo film del 2005 prodotto nella Corea del Sud. La pellicola è il capitolo conclusivo della "trilogia della vendetta" del regista Park Chan-wook, regista di Old boy e Mr. Vendetta. La storia di Lady Vendetta ruota attorno alle pulsioni umane di famiglie distrutte, vite spezzate e rappresentate dall'eterea figura di Geum-ja, interpretata da Lee Young Ae. La protagonista di questa storia è la pentita, e successivamente scarcerata per buona condotta, del famoso caso di rapimento di un bambino di sei anni, che perse la vita per mani sue tredici anni fa. Ad aspettarla, all'uscita dalla prigione, il parroco che ha creduto al suo pentimento l'accoglie. Ma non c'è perdono per ciò che è accaduto, e Geum-ja non può accettare che glielo si offra. Così, una volta che la "santa" esce di prigione, sveste i suoi abiti di amorevole compagna di cella, di purificata assassina, e si attiva alla ricerca di vendetta.

Lady Vendetta è una storia molto delicata e trasportata sul grande schermo con una tecnica narrativa composta da un mosaico di immagini e scene temporalmente sfasate. Ma non è questa la sola peculiarità del lavoro. Le foto prendono vita; l'angolazione della cinepresa cambia; e lì dove si trova un personaggio, improvvisamente questo scompare. Effetti ottici, illusioni, immagini evocative e atmosfere surreali. Eppure, quella che ci viene narrata è una storia che ha un sapore tragicamente reale. Si tratta di famiglie distrutte dal dolore dalla perdita dei propri piccoli bambini; che per alcuni sono nipoti, e per altri fratelli, ma che per tutti sono la famiglia. La famiglia distrutta da questa perdita e da questo dolore ingestibile. Anche Geum-ja sa quanto questo dolore sia insopportabile; ciononostante lo sopporta, per ben tredici anni. La sopportazione che la muove prende il nome di vendetta.
La vendetta e il dolore non sono i soli temi che muovono il film: il già citato pentimento, quella forma di remissione dai peccati, si contrappone alla spietata logica che muove Geum-ja fin dentro la cella. La giovane donna cerca future alleate, eliminando le compagne ostili da cui non potrà trarre giovamento in futuro. Sfrutta il parroco che si espone per la sua scarcerazione e pianifica fin nei dettagli la tortura che infliggerà all'uomo che l'ha privata di tutto: della libertà, della vita, di sua figlia.

- Perché l'ha fatto? - domanda la madre di un bimbo morto.
- In questo mondo, non esiste nessuno che sia perfetto, signora. - dirà il professore. Quell'uomo che ha preso con sé numerose giovani vite, adesso è legato ad una sedia, e aspetta la vendetta degli otto famigliari delle sue vittime.[/i]
La potenza narrativa di questo lungometraggio è indiscutibile. La miscellanea di immagini e scene che si susseguono, talvolta in ordine sparso, sin dall'inizio del film risultano evocative. Evocano emozioni. Il film è lento, e la voce narrante di Geum-ja è la colonna sonora costante di questo film che si muove lento, a tratti statico, e poi improvvisamente veloce e grottesco. Un'ottima prova cinematografica, più che originale. La visione è d'impatto, ma i pensieri non si affacciano subito alla mente e le parole riescono ad emergere solo alla conclusione del film, il che non è propriamente un pregio. Determinate immagini sono singolari, come l'animale con la faccia del professore che lei uccide con un colpo di proiettile in uno sfondo innevato. Sono forse fantasie e distorsioni mentali provocate da un dolore racchiuso per oltre un decennio nel cuore della protagonista. Molte di queste scene sbigottiscono lo spettatore che viene lasciato col proprio smarrimento a riflettere su ciò che ha visto.


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npepataecozz

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Ho visto questo film su consiglio (oddio, in realtà è stata un'imposizione vera e propria) di un altro utente di questo sito. Prima di cominciarne la visione mi è stato detto che è parte di una trilogia molto famosa e che avrei dovuto vedere anche gli altri due titoli per comprenderne appieno il senso. In realtà, anche a causa delle vacanze di Natale che mi hanno reso piuttosto pigro in questo senso, non ho avuto alcuna voglia di informarmi meglio né tanto meno posso garantire il fatto che visionerò anche gli altri due film (nella speranza che l'utente di cui sopra non legga questa recensione e non mi obblighi a farlo!). Quindi non aspettatevi da questa recensione una disamina esaustiva sul cinema coreano e simili ma una semplice valutazione su un film visto senza farmi troppe paranoie.
Faccio notare che questa premessa è stata resa necessaria solo per confessare la mia scarsissima conoscenza della materia e non perché ritengo questo "Lady Vendetta" un film brutto; al contrario devo confermare l'ottima impressione che altri hanno avuto prima di me.
Un breve accenno alla trama: rimasta incinta e senza il sostegno della propria famiglia, la giovanissima Guem-ja chiede aiuto ad un suo vecchio insegnante. Costui, però, si rivelerà essere un rapitore di bambini e riuscirà a coinvolgere la fanciulla in uno di questi misfatti. Il tutto, però, finirà con la morte del bambino rapito e, per evitare che il suo neonato faccia la stessa fine, Guem-ja confesserà il crimine commesso, invece, dall'uomo. Ma, così come si può intuire dal titolo del film, la ragazza non è un tipo che non cova rancore e già durante gli anni passati in carcere comincerà a stringere legami con una serie di persone che si riveleranno molto utili quando si tratterà di mettere in atto la sua vendetta.
Di fronte ad un crimine efferato cos'è più opportuno fare, consegnare il colpevole alle autorità o cedere alla tentazione di farsi giustizia da soli? E' questo il principale interrogativo che scaturisce dalla visione di quest'opera ed è una delle domande che da sempre tormentano chi si è vittima di un torto più o meno grave. Questo film non arriverà ad una risposta in quanto la vendetta di Guem-ja non sarà per lei motivo di conforto nè riuscirà a ridarle la vita che ormai aveva irrimediabilmente perso. La toccante scena finale, nella quale la ragazza esprime il suo disperato bisogno di rinascita e redenzione esprime perfettamente lo stato della sua anima, non più candida come la neve ma irrimediabilmente sporcata dagli eventi; e sebbene il suo desiderio di ripulirsi viene espresso in modo quasi drammatico, attraverso un simbolismo allo stesso tempo semplice ma profondo, allo spettatore resta l'impressione che ciò non sarà più possibile.
In definitiva, la mia impressione su questo film è molto buona. A impedire una valutazione ancora migliore sono la presenza di una serie di eventi che al sottoscritto sono sembrati un pò forzati. Un esempio: i miei genitori mi ripudiano, il padre di mio figlio è un ragazzino, a chi potrei mai chiedere aiuto? A chi, in verità, non saprei dirlo ma certo non ad un mio vecchio insegnante che a malapena si ricorda di me e con cui non ho mai avuto grandi rapporti se non una vaghissima simpatia.
Nonostante queste forzature, "Lady Vendetta" resta un film interessantissimo per cui mi sento di consigliarlo vivamente, specie a coloro ai quali piacciono le storie che usano le miserie della società e la violenza per indurre lo spettatore a interrogarsi relativamente a temi su cui non si riesce a distinguere il confine che divide il buonismo da ciò che è veramente giusto.


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Blackened

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Recentemente mi sono accorto che molte recensioni di film che avevo apprezzato moltissimo erano caratterizzate da una brevissima lunghezza. "Come mai?", mi sono chiesto; mi sono risposto arrivando a pensare che si trattava di film su cui c'era poco da dire, poiché dotati di un'enfasi e una particolarità assimilabili soltanto guardandoli.

"Lady Vendetta" è un film che riesce a trasmettere emozioni forti, che vanno dalla negatività più completa fino alla commozione più sincera, un film che avrà tanti punti da analizzare e commentare.
Geum-Ja è stata accusata dell'omicidio di un giovane bambino e per questa ragione ha dovuto scontare una punizione in carcere. Lì cambia completamente, è gentile e disponibile con tutte ottenendo il soprannome di "dolce Geum-Ja", ma una volta uscita butterà via questa maschera, per tirare fuori tutto l'odio e la rabbia che aveva nascosto per vendicarsi di Baek, un assassino di bambini che l'aveva obbligata a prendersi la colpa dell'uccisione del piccolo Won-Mo, al quale aveva comunque collaborato, anche se in minima parte. L'odio e la rabbia però la porteranno ad avere anche dei problemi con la sua giovane figlia (che aveva dato in adozione, poiché non poteva prendersene cura a causa del carcere), ma Geum-Ja riuscirà a far coesistere la vendetta e l'espiazione. "Com'è possibile?", direte voi, ma Park Chan-Wook dimostrerà esaurientemente che nei suoi film è possibile anche questo.

"Lady Vendetta" è un film piuttosto difficile da assimilare, meno complicato del precedente "Oldboy", ma comunque complesso. La vendetta che viene esposta nella pellicola esce dai canoni di Park Chan-Wook mostrando anche delle conseguenze morali causate da essa, che però non è assolutamente fine a se stessa. Geum-Ja è uno splendido personaggio davvero riuscito e affascinante, a mio parere il più grande punto di forza del film.

Purtroppo la prima parte della pellicola l'ho trovata un po' confusionaria e difficile da seguire, ma avendo essa il compito di riassumere avvenimenti passati la cosa si può anche accettare, sebbene durante la prima visione possa disegnare un grande punto interrogativo riguardo al secondo tempo del film. Che al contrario prosegue in maniera davvero notevole arrivando fino a commuovere lo spettatore e lasciandolo sospeso in tensione.
"Lady Vendetta" diventa improvvisamente una pellicola bellissima che oltre all'odio e alla violenza porta anche una vena poetica e morale, che "condanna" in un certo senso il sentimento vendicativo, ma a prescindere da questo crea un pathos davvero unico.

Park Chan-Wook colpisce un'altra volta nel segno, come già detto in modo meno azzeccato della pellicola precedente, ma comunque in maniera più che semplicemente discreta. Sebbene "Oldboy" sia migliore, il 7 "Lady Vendetta" lo merita senza dubbio, per questo non stupitevi del voto identico; valutare opere diverse con la stessa scala di voti porta sempre le sue complicazioni.