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Rocky Joe
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Rocky Joe 7

Immagini utilizzate per fini di recensione.
I diritti sono dei leggitimi detentori.
Titolo Originale: Ashita no Joe
Titolo Inglese: Tomorrow's Joe
Storia: Asao Takamori
Disegni: Tetsuya Chiba
Edit. Originale: Kodansha
Tipologia: Shounen
Genere: Drammatico, Sport, Combattimento
Anno: 1968
Vol. originali: 20 (completato)
Disponibilità: Star Comics (completato)
(compralo su Amazon.it)
Valutazione: 9.158 (media 9.7333, basata su 15 recensioni)
Voti volumetti: 0 Episodi promossi 0 Episodi rimandati 0 Episodi bocciati
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Immagini by: Zelgadis
Tags: Rocky Joe
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Trama: Joe è un ragazzo dei bassifondi di Tokyo, orfano di entrambi i genitori, che vive di espedienti. Un giorno un ubriacone lo urta e Joe, infastidito, allontana con un potentissimo diretto; la reazione del vecchio è del tutto inaspettata: egli è infatti Danbei Tange, un grande allenatore di boxe, ritiratosi dopo l'ennesima sconfitta, che si è dato all'oblio dell'alcool. Nasce così un breve sodalizio fra i due, il primo interessato a scroccare al vecchio cibo gratis e alloggio, il secondo convinto di poter fare di Joe il pugile del domani. Il protagonista finge di allenarsi, ma in realtà passa il suo tempo a cacciarsi nei guai, e così finisce in prigione. Ma Danbei non si scoraggia, e continua ostinatamente a spedirgli le lezioni di boxe per lettera. (trama tratta dal sito dell'editore italiano Star Comics)

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Rocky Joe 9.158 out of 10 based on 15 ratings. 15 user reviews.

rick23
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

"Ho bruciato tutto fino in fondo in cenere bianca."
Rocky Joe, scritto da Asao Takamori e disegnato da Tetsuya Chiba, può essere considerato la pietra miliare del manga shounen di tipo sportivo.
Il manga è incentrato sulla boxe, e il nostro protagonista, Joe Yabuki si scontra con tutto e tutti per cercare di trovare il senso della sua vita; infatti qui si può considerare lo sport come metafora della vita, che il nostro Joe prende a pugni poiché questa non gli ha dato nulla, anzi gli ha solamente tolto( infatti Joe è orfano).
Rocky grazie al suo allenatore Danpei Tange, incontrato per caso in un rissa, ai suoi amici ma soprattutto grazie alla sua grande volontà e al suo talento riuscirà a scavalcare grandi traguardi, ATTENZIONE SPOILERche lo porteranno però ad un finale tragico: la sua morte. FINE SPOILER

Un manga che merita un 10 poiché nasconde un grande messaggio di fondo, cioè quello di non arrendersi mai, in qualunque situazione la vita ti metta; tu guarda avanti al tuo futuro e vedrai che la tua vita migliorerà (infatti il titolo tradotto dal giapponese è "Joe del domani").
Chiunque dovrebbe leggere Rocky Joe, perché dopo che lo si è sfogliato, osservato e letto attentamente si capiscono dei veri e propri insegnamenti di vita; cose che nei manga di oggi non ci sono più.




Shaoranlover
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

"Formula della mia felicità: un sì, un no, una linea diritta, uno scopo…"
(Friedrich Wilhelm Nietzsche, Crepuscolo degli Idoli)

Di notte, il fiume che attraversa Tokyo è livido e oscuro, melmoso a causa dei rifiuti e dei detriti che vi si accumulano, trasportati lontano dalla corrente che impietosa li sospinge sulle sue sporche anse, luoghi malsani abitati da chi non ha di meglio. Di notte, le luci che sul fiume si affacciano punteggiandolo svelano spietate l'essenza antitetica delle realtà che accanto a lui si creano: da un lato, la città bene brulicante di attività e lucidità prodotta dai suoi accecanti lampioni; dall'altro, il quartiere dormitorio, a stento rischiarato da economiche e lacere lanterne di carta, zona frequentata dai reietti, coloro che sono troppo deboli per inserirsi a pieno titolo nella società e ne sono da questa respinti, come l'acqua fa con l'immondizia. Di notte, i miasmi del fiume alimentano, come un gorgo, la vita alla deriva di questi individui, che a fine giornata rientrano schiacciati dalla fame, mesti per il gramo pasto e le misere prospettive che possono permettersi per sé e le loro famiglie, oppure vinti dall'alcol, fedele amico a cui si affidano alla ricerca dell'oblio ristoratore. Di notte, lo scorrere incessante del fiume ingrossa, come il suo letto, la disperazione e la rabbia di quegli outcasts, che si esprimono in un'antica legge di natura: il più forte divora il più debole, il gruppo sopraffa il singolo.

Ma ciò non sempre è inevitabile: ricambiando a testa alta lo sguardo impassibile del destino, quest'ultimo si può sottomettere e addomesticare, persino quando pare di aver toccato il fondo; può bastare un atto di ribellione, uno dei tanti e apparentemente inutile, per cambiare la propria vita, un semplice gesto, un pugno ben assestato ad esempio. Ed è proprio questo l'incipit della storia di Joe Yabuki: arrivato nel sobborgo unicamente con i suoi abiti, nel cercare un riparo in cui passare la notte Joe si imbatte in un gruppetto di balordi che, per salvaguardare il loro territorio, lo attacca sicuro di intimidirlo, ma Joe Yabuki non è una persona comune: fortificato dalla sua tempra irascibile, testarda e rissaiola, nonché dall'esperienza e da una spiccata inclinazione personale, Joe si sbarazza in un batter di ciglia dei barboni che lo avevano accerchiato. Come accennato, quest'episodio, quotidiano nella sua crudezza per molta gente come Yabuki, può essere sufficiente a innescare una svolta: durante la lotta, infatti, a sua insaputa Joe è stato osservato da Danpei Tange, un vecchio alcolista ex presidente di una palestra di boxe, sport per il quale prova un'immarcescibile passione; non a caso è soprannominato il Pugilomane. Pronto a riscattare se stesso e il giovane sconosciuto, Tange gli propone di diventare un pugile professionista sotto la sua guida, ma non c'è verso: per Joe, la boxe non esiste, esistono esclusivamente i mille disperati espedienti volti a procurarsi la mera sussistenza e a rimuovere gli intralci. E, implacabilmente, in un momento iniziale la permanenza di Joe nello slum segue esattamente questa desolata filosofia: trascinando con sé un gruppetto eterogeneo di bambini, Joe si dà al furto, alla truffa e al gioco d'azzardo, ma non per molto: arrestato dalla polizia, Joe non si redime e anzi esaspera le forze dell'ordine con il suo atteggiamento recidivo e violento, finché non è portato in un riformatorio speciale.
Suo malgrado, all'interno di questa struttura Joe deve misurarsi con una realtà sconosciuta: non più circondato da individui accecati dalle loro brame smodate, ora per Joe è indispensabile scendere a compromessi con esseri che, effettivamente spogliati di qualsivoglia speranza, possiedono una spietatezza interiore indomabile da parte di Joe il quale non ha mai provato un'esperienza così vuota ed emarginata. Qui, Joe Yabuki è spalle al muro ed è costretto a ricorrere agli insegnamenti di Tange, che, nonostante tutto, ha perseverato nel cercare di trarre il ragazzo fuori dai guai, tramite istruzioni inviategli per lettera con la dicitura "per domani", per affinare le sue tecniche e apprendere a sopravvivere.
Nel frattempo, nella prigione Joe stringe una conoscenza fondamentale per la sua crescita successiva: tra i reclusi vi è un ex boxeur di nome Tooru Rikishi, il quale, una volta riscattato il suo debito con la giustizia, programma di risalire sul ring del pugilato professionistico. Egli non è solo in questo progetto: infatti, è aiutato dalla nipote di un ricco mecenate, Yoko Shiraki: della stessa età di Joe ed ereditiera di una grande azienda zaibatsu, Yoko è sensibile alle sorti dei detenuti dell'istituzione, e, tra numerosi atti di beneficenza, organizza un torneo amatoriale per far riprovare a Rikishi il brivido della lotta e per fornire agli altri uno sfogo fisiologico.
Dopo innumerevoli diverbi con Rikishi, l'incorreggibile Joe prende assai a cuore gli incontri e si allena assiduamente, grazie anche all'aiuto di Tange a cui in via eccezionale è permesso l'accesso nella costruzione. L'importanza di questa competizione e di Rikishi è centrale: esortato ad abbracciare la boxe per un'effimera sfida, pian piano Joe coglie il significato profondo e recondito di questo sport, quello dello scontro leale e virile tra due uomini che tende a essere una professione e un'espressione dell'anima.
Carpito ciò, Joe rinasce a nuova vita: uscito dal carcere, accetta di divenire con ogni crisma allievo di Tange nel suo redivivo club, una baracca costruita con mezzi di fortuna sulla riva del fiume del rione dormitorio, a ridosso del ponteggio dal significativo nome di Ponte delle Lacrime, odioso ostacolo concreto, mentale e simbolico che Yabuki si ripropone di attraversare al contrario.

Molteplici sono state le interpretazioni al prodotto: i critici lo hanno paragonato alla condizione di depressione economica ed esistenziale del Giappone post-bellico, alla tensione derivata dalla sua ignominiosa sconfitta verso una ripresa e un avvenire degno; non casualmente, il titolo originale di questo capolavoro è Ashita no Joe (あしたのジョー), il Joe del Domani, con cui si richiamano anche le missive con le spiegazioni degli esercizi spedite da Danpei Tange a Joe.
Che queste visioni siano veritiere o meno, una cosa è certa: realizzato dall'illustratore Tetsuya Chiba e sceneggiato da Asao Takamori per Kodansha dal 1968 al 1973, Ashita no Joe ha goduto di un seguito di lettori senza precedenti nella storia del fumetto di matrice nipponica; leggendario è, ad esempio, il vero funerale organizzato spontaneamente dai fans per commemorare la tragica scomparsa di un suo personaggio.
Ad ogni modo, che il manga si riferisca a circostanze storico-geografiche determinate è indifferente, essendo Rocky Joe una sublime metafora dell'esistenza umana tutta. In effetti, ugualmente al vivere medesimo, il pugilato si configura e nemico giurato, mettendo in pericolo Joe quando non è che uno scapestrato, forzandolo ad abbassare la testa e ad adattarsi, nolente, alla sua volontà, e stagliandogli dinnanzi avversari ancor più temibili e letali, e insostituibile alleato al contempo, poiché gli fornisce i mezzi con cui superare le difficoltà e gli consente di erigere una diga a frapporsi alle spire del fato che rischiano di avvolgerlo irresistibilmente in una stretta omicida: rimettendosi a lui, al pugilato, in occasione del torneo amatoriale, nell'animo allora svuotato e autodistruttivo di Yabuki si irradia una scintilla, quella della possibilità di riscatto da una sterile condotta da delinquente di periferia per mezzo dell'adesione a un ideale, a uno scopo; quello del costante miglioramento di sé, corporale quanto psicologico, fatto di sudore, di percosse devastanti, di innumerevoli traumi, e rinnovato tramite l'incontro/confronto con persone dai differenti stili di combattimenti, credi, estrazioni sociali: c'è Carlos Rivera, fantasista brasiliano che con la sua leggiadria simile a quella di un ballerino è chiamato con l'appellativo di "re senza corona"; c'è Harimao, indomabile belva selvaggia ingaggiata da Yoko Shiraki per scuotere dal torpore l'istinto formidabile di Yabuki; c'è Kin Ryūhi, collega coreano temprato da uno straziante background personale; e, infine, José Mendoza, detentore del titolo mondiale dei pesi gallo e infallibile macchina da guerra, in contrapposizione all'agire impetuoso e il sentire innato del protagonista. Per affrontare ad armi pari questi atleti, Joe dovrà saper far fronte ad altrettanti drammi e fardelli, quali, per citarne uno su tutti, assimilare la dipartita di colui che è stato l'artefice della sua positiva iniziazione alla boxe, a sopportare e interiorizzare gli infiniti patimenti che la sua responsabilità nell'episodio getta come un'ombra sul suo io.

La boxe è pertanto uno specchio dal doppio riflesso, la sua presenza ricopre una duplice funzione: oltre all'immediata componente visiva e spettacolare, è preponderante la possibilità di acquisizione dell'autoconsapevolezza, per sua natura intrinseca, delle doti e delle manchevolezze individuali, e sul profilo inerente al ludo e su quello spirituale. In tal maniera, Joe Yabuki è una perfetta icona attraverso cui rappresentare la redenzione dalla miseria e la sublimazione a un obiettivo.

Nella presente recensione si è ritenuto opportuno sottolineare l'universalità di una produzione grande come Rocky Joe, ma il lettore non si lasci ingannare, la scelta è dettata dal desiderio di far comprendere l'autorità che la suddetta pubblicazione detiene nella letteratura manga, a prescindere dall'aspetto sportivo che potrebbe erroneamente allontanare i non interessati; in effetti, non si sta parlando di una composizione moraleggiante e la boxe, lo si ripete, prima che un messaggio è l'ossatura di Rocky Joe: all'apice della sua carriera, Joe comprende ciò che essa rappresenta nel suo cammino nei termini summenzionati, tuttavia il pugilato qui è azione, è combattimento, è sofferenza, non è "solo" un escamotage narrativo, e nel mentre tutto il mondo del pugilato agonistico viene sviscerato all'attenzione del fruitore, con le sue pozzanghere di luce, le sue ombre, e i suoi intrighi. E le mille battaglie di Joe sono altresì reali: ambientazione principale, soprattutto nella seconda metà, è l'arena, dove Joe dà fondo senza risparmiarsi alla sua forza, alla sua volontà, al suo genio, in una miriade di colpi, movimenti di gambe, e straordinarie mosse speciali, in un insieme che, complice un esteso utilizzo delle linee cinetiche, si ha l'impressione di ricevere sulla propria pelle.

Il suo riscontro di pubblico è facile da spiegare: grazie all'eccezionale sceneggiatura di Asao Takamori, Rocky Joe è caratterizzato da un ritmo narrativo vertiginoso e travolgente, essenziale negli elementi laddove ciascuno è introdotto per una motivazione specifica a corroborazione della vicenda, in un mix che si lascia rallentare appena al, necessario, giro di boa rappresentato dagli eventi svoltisi nel carcere; ma una volta reintegrato Joe Yabuki non si concede né concede un attimo di tregua, in un susseguirsi incessante di match. Sul profilo grafico, il tratto del maestro Tetsuya Chiba si amalgama alla perfezione alla trama in una veste esteriore che, malgrado i suoi venerandi quarant'anni, per quanto più sobria e caricaturale rispetto alle produzioni moderne e assimilabile a quella di Osamu Tezuka, resta sempre incisiva e gradevole alla vista, un'incarnazione perfetta per le idee di Takamori-sensei; testimone ne è l'eccezionale fruibilità che mantiene anche approdando in suolo straniero soltanto alle soglie del nuovo millennio.

Ashita no Joe giunge in Italia per Star Comics, che inizia la stampa a partire dal 2002 in un'edizione aderente a quella originale, mantenendo cioè il numero di 20 tankōbon, e lievemente più curata del livello standard, con un'impaginazione maggiormente rigida e una carta dalla qualità superiore, la quale però tradisce una velata trasparenza; inoltre, il materiale originario è preceduto da un riassunto introduttivo e, in taluni numeri, seguito da brevi bibliografie essenziali sugli autori; al prezzo di copertina di € 4,20, la versione italiana garantisce un ottimo rapporto qualità/prezzo decretato dall'opportunità che offre di avvicinarsi a Rocky Joe.

E, alfine, la travagliata avventura di Joe termina, di notte, ma ora le luci che illuminano questo giovane eternamente irrequieto sono i fari di uno stadio gremito che lo indicano alla folla come un eroe, un modello da emulare, come colui che ha saputo, caparbiamente, risalire a ritroso l'inarrestabile flusso del torrente sopra cui passava il Ponte delle Lacrime, e l'ultima tavola non è che un simulacro attestante l'esortazione a unirci all'inguaribile attaccabrighe nel volgere gli occhi al domani, con nelle orecchie l'eco del suo memento definitivo, le parole: "Non voglio fare come tanti che se ne restano a bruciare senza fiamma di una combustione incompleta. Anche se solo per un secondo… voglio bruciare con una fiamma rossa e accecante! E poi… quello che resta è solo cenere bianchissima… nessun residuo... solo cenere bianca".




vimalakirti
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

Basterebbe dire che lo sceneggiatore di questo capolavoro, ormai riconosciuto da tutti, è lo stesso de L'Uomo Tigre, per farsi una prima idea della qualità del manga. Ogni classificazione di genere qui non funziona: lo sport è qui solo metafora della vita, vista dall'autore nei suoi aspetti meno confortanti. Rocky Joe è un orfano che lotta con tutto e tutti dall'inizio alla fine del manga, una lotta motivata dalla durezza con cui la vita gli si è fatta incontro sin dalla nascita: è infatti un orfano che, con la dignità e il coraggio dei migliori uomini, cerca di ritagliarsi uno spazio di senso nel mondo. Questo senso lo trova nella boxe, nel coach che lo ha da subito trattato come un figlio e nei pochi amici che incontra sulla sua strada.

Il manga non lascia molto spazio all'ottimismo e a facili illusioni ma il suo messaggio ultimo, a mio parere, non è affatto pessimistico e negativo, anzi: il titolo originale del manga suona 'Joe del domani' e ci dice chiaramente fin dall'inizio che lo sguardo di Joe è costantemente rivolto al futuro, ad un futuro migliore da costruire col sudore, con fatica, lottando con eroico coraggio e con la lealtà degli uomini migliori. Quale migliore insegnamento e incoraggiamento potremmo aspettarci da un manga o da un libro o da un maestro? Chi vede sempre un domani migliore non può essere un pessimista, perché è tale solo chi si arrende alle difficoltà che immancabilmente la vita ci propone. La vita ci offre sempre anche la possibilità di superare gli ostacoli che essa stessa ci propone. Questo Joe e i suoi amici lo sanno e questo vogliono farci sapere. Ma questo è solo il mio parere e, per fortuna quello di tantissimi altri. Tocca a voi, se non conoscete l'opera, scoprire il suo significato.



GIGIO
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

10 = perfezione e questo manga È la perfezione. Sicuramente di tutti i manga che ho letto questo entra di diritto nella TOP 3. Una trama abbastanza semplice che diventa poi nel corso dei numeri un tantino più articolata, ma restando comunque comprensibile. Ci si immedesima nel protagonista subito dalle prime battute. Tutti leggendolo vorrebbero essere alla fine come Rocky. All'inizio l'autore ce lo presenta come un ragazzo senza grossi sentimenti, spavaldo, a tratti acido, il classico antipatico. Man mano invece diventa un personaggio con emozioni vere, sentimentale, alcune volte romantico addirittura. Sicuramente tenace, forte di spirito. Grandissimi personaggi poi sono anche coloro che girano attorno al protagonista, su tutti l'allenatore Danbei Tange e il rivale Riikishi. Anche per loro viene descritta numero dopo numero una personalità che li rende unici e inimitabili.

Rocky Joe è diventato letteralmente leggenda nel panorama nipponico, dove addirittura (non voglio spoilerare) ci fu un funerale vero e proprio quando ci fu la morte di uno dei personaggi. Ma non solo nipponico visto che sembra che il celebre Rocky Balboa abbia preso spunto da questa storia (e difatti il parallelismo è molto chiaro). Ho trovato questo manga decisamente riflessivo molto emozionante, e devo dire che dà anche una bella carica al lettore. I disegni sono ingiudicabili, hanno più di 40 anni, paragonati a quelli odierni ovviamente la differenza c'è, ma nonostante tutto non sono poco dettagliati, semplici ma comprensibili. L'edizione Star Comics è standard ma a quel prezzo oggi si trova praticamente zero con questa qualità. Io lo consiglio a tutti, da leggere e rileggere e imparare a memoria, questo è il fondamento della storia dei manga ed è imperdibile.




Zenobia
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

Una sensazione forte, intensa. Mi batteva il cuore in gola e trattenevo il respiro. Joe era lì, in televisione, che urlava, picchiava e sogghignava in maniera arrogante. Quante ne dava Joe Yabuki, e quante ne prendeva. Ogni manifestazione violenta del suo carattere era una rivendicazione della propria esistenza. Era un semplice cartone animato ed io una bambina, ma ero cotta di lui.
Nel 2002 uscì Ashita no Joe per la Star Comics, in un formato di circa 200 pagine, una buona edizione. Comprai il primo volume, memore di antichi ricordi, e iniziai a leggerlo, con la convinzione che quelle sensazioni, provate di fronte all'anime di Rocky Joe, erano legate solo alla mia infanzia. E invece no.

Joe Yakubi è un ragazzo emarginato, solitario e arrogante che, un giorno, finisce per inciampare sul proprio destino. Il destino ha strani modi per manifestarsi, anche un vecchio ex pugile orbo di nome Danpei Tange, che, sdraiato ubriaco per terra e pronto solo per essere calpestato, può rappresentare una di queste manifestazioni; si sceglie se seguire o no il destino e nel momento che tu scegli di afferrarlo, esso diventa occasione di vita e di riscatto.
È un ragazzo difficile Joe, è rabbioso e orgoglioso. Pugile per caso, ma combattente per vocazione. È affamato, non si accontenta, brucia continuamente la sua esistenza: "Combatti, Joe!" - sembra ripetersi tra sé - "Con tutte le tue forze! In modo da non aver nessun rimpianto!".

Finisci di leggerlo in fretta il manga, lo divori, poi, per un attimo, rifletti e lo riprendi in mano per non farti sfuggire nulla, né una parola, né un gesto né una singola espressione.
I disegni di Tetsuya Chiba sono figli degli anni '60 - '70, nei quali è presente un forte stile caricaturale. Essi danno la giusta dose di importanza alle parole, c'è movimento, frenesia ma anche pause e sguardi intensi.

C'è tutto in Rocky Joe. Lo considero un capolavoro, forse l'unico che mi ha davvero trattata male; sì, è doloroso, anche fisicamente.




M4rc0
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

Rocky Joe, Ashita no Joe, chiamatelo come vi pare, non sono altro che sinonimo di CAPOLAVORO.
Inizio dicendo innanzitutto che ho iniziato a seguirlo dall'anime, più o meno fino al 15 volume del manga, dopodiché ho deciso di iniziare con la lettura del manga vero e proprio, a mio avviso molto migliore dell'anime.
Anche se gli episodi iniziali del manga li avevo già viste nell'anime, devo dire che che il manga più che mai esprime tutta la sua energia, la voglia di non mollare la grinta di questo ragazzo che vive per la boxe.
Una storia che forse sembra banale, ma che è tutt'altro grazie agli innumerevoli e inaspettati risvolti, alcuni tristi, altri da far urlare letteralmente al lettore "Grande sì! Picchialo più forte! Fantastico!", che terranno incollati in maniera crescente al manga.

La storia in sé parla di un ragazzo di strada, Joe, che grazie ad un vecchio ex-puigile, Tempei (allenatore e praticamente padre adottivo in seguito), si appassiona al mondo della boxe che da un iniziale modo per risolvere le liti diventa per lui una ragione di vita. Tra astute tattiche, colpi micidiali (ce ne saranno un paio in tutto il manga alla "Holly e Benji", ma la maggior parte possono essere piu che reali!), avversari sempre più forti (con una caratterizzazione una più diversa ed originale l'uno dall'altro) Joe, anche grazie al suo carisma, si fa strada nel mondo del pugilato professionistico.
Evito di entrare troppo nel dettaglio con la storia, vi dico solo è cosi coinvolgente che in Giappone è stato il primo manga a far appassionare grandi oltre che piccini e, alla morte di un certo personaggio nella storia, a far realizzare nella realtà un funerale vero e proprio per questo personaggio.

I disegni risentono inizialmente del periodo in cui si scriveva manga per "contrastare" Topolino (a mio avviso no), ma i suoi tratti si delineano sempre più e assumono personalità nel susseguirsi della storia e fondano poi le basi e lo stile vero e proprio del disegno dei manga più recenti.

Ashita no Joe, Rocky Joe è ASSOLUTAMENTE un manga da non perdere, da acquistare ad occhi chiusi e da leggere tutto d'un fiato!
Uno dei migliori manga mai letti e mai realizzati, vecchio di nascita ma nuovo e avanti negli anni come nessun altro!




2alexx2
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 9

Ero piccolissimo quando sulla mia ormai vecchia televisione comparve una puntata di un anime che si intitolava Rocky Joe. Mi appassionai tantissimo all'anime, poi ultimamente ho trovato a un prezzo stracciato la serie completa in manga e l'ho subito fatta mia.
Il titolo originale di quest'opera è "Ashita no Joe", parla di un ragazzo di strada che si caccia sempre nei guai. Durante una zuffa un ex pugile, tale Dampei, vede in Joe le qualità di un campione di boxe, e cerca di convincerlo ad intraprendere quella strada.
Non sono un'amante dei manga di sport, ma in questa storia tutti ci troveranno molto di più che un semplice manga di sport. Parla di passioni, di vita di amore e di chissà quante altre cose che adesso non mi vengono in mente.
Un'opera cruda, ma più che cruda penso che vada bene la parola REALE. Ashita no Joe parla della realtà, della vita senza fronzoli, i personaggi sono semplici e complicati allo stesso tempo. Si capisce subito dopo qualche volumetto, che la PASSIONE di qualcosa ti può portare a fare grandi cambiamenti, Dampei smette di bere e lavora tantissimo per allenare Joe, lo stesso Joe si innamora della boxe e dedica la sua esistenza ad essa, in totale, oserei dire al 110%. Chi di noi può dire lo stesso della propria vita?

Il disegno è a tratti scarno, soprattutto nei primi volumi (ricordiamo che è un'opera che nasce a cavallo degli anni '70), ma poi dopo qualche volume cambiano i tratti, i personaggi crescono e con essi anche il disegno dell'autore.
Da sottolineare le scene a due pagine nei momenti più importanti e di come, almeno per me, riesca a trasmettere bene ogni volta l'idea del posto raffigurato (vedi il mercato, i vari ring, o addirittura lo stadio). Tutto sembra così reale tanto da essere lì, uno spettatore.
Un manga come ho già detto reale e per questo non poteva non essere triste, i caratteri dei personaggi sono veramente realistici come tutto il trascorrere della storia, se non volete qualcosa di vero forse questo manga non fa per voi.

Edito da Star Comics, ho trovato qualche errore di scrittura ( ad esempio Carlos Ribera, invece di Rivera, grandissimo personaggio tra l'altro, il mio preferito).
In conclusione, una volta finito di leggere vi troverete addosso un po' di malinconia, un'opera stupefacente in tutto e per tutto, storia, dialoghi, e finale.
Ripeto, magari un po' triste, ma vi assicuro che Joe ha fatto tutto quello che voleva fare e ha dato tutto per farlo, una forza d'animo che si respira e viene trasmessa dal manga, e tocca il lettore.

Il mio voto: 9.
Un titolo da acquistare a occhi chiusi. Come già detto in altre recensioni, un classico, citato anche in altri manga come Berserk e Bakuman. Superconsigliato.




obogsic
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

All'inizio volevo mettere 9 a questo manga. Ma pensando a quanto un'opera realizzata 40 anni prima possa ancora oggi coinvolgere il lettore non me la sono sentita e gli ho messo un bel 10.
Sì perché Ashita no Joe è quello che tutti chiamiamo un classico, sicuramente una pietra miliare degli shounen manga, qualcosa che trascende la nozione di bello, qualcosa che non viene intaccato dallo scorrere del tempo.

La storia è molto lineare e ci presenta Joe Yabuki, teppistello scappato da un orfanotrofio, che casualmente incontra un vecchio pugile in un quartiere malfamato. Da qui comincia la sua avventura nel mondo della boxe che lo porterà, pugno dopo pugno, sulla strada del professionismo.
Joe è spaccone, arrogante, aggressivo, irascibile, a tratti antipatico ed incomprensibile, ma è nato per la boxe. La sua natura selvaggia e istintiva gli infonde una determinazione incrollabile, una voglia di andare avanti e dare sempre il massimo che saprà sorprendere tutti, avversari e spettatori, oltre che lettori, naturalmente!
A dire il vero il suo personaggio in alcuni frangenti si comporta in modo molto poco logico e la cosa sarà evidente soprattutto nei primi numeri; col tempo però il personaggio Joe inizierà ad essere compreso e certi scatti, certe esagerazioni, non sembreranno più tali, anzi!

Tecnicamente il fumetto mostra tutti gli anni che ha. Il tratto è semplice ma tuttavia efficace e non mancano delle belle tavole, soprattutto dei corpi in tensione durante gli incontri. Stupende le tavole verso il finale dello sguardo di Joe, probabilmente realizzate a carboncino.
Gli altri personaggi sono tutti secondari, da Dampei Tange, l'allenatore-presidente di Joe a Nishi, a Yoko o Noriko.
Pur non avendo però lo stesso peso del protagonista sono abbastanza ben caratterizzati e svolgono più che bene il proprio compito. Su tutti i comprimari si staglia il personaggio di Rikishi, su cui è evidente che l'autore ha lavorato molto in quanto risulta quello più approfondito e meglio delineato nella psicologia.

Ciò che rende però eccellente il manga è il ritmo della narrazione, sempre pimpante, fresco, veloce. Le pagine volano via in un lampo e ci si ritrova a fine volume in un attimo come sbattuti fuori da un film. Il culmine viene raggiunto nell'ultimo volume con un finale che è un crescendo continuo, con le pagine che si assottigliano e la trama che sembra non venire a compimento incalzando il lettore tavola dopo tavola.
Leggendo il manga si creerà una sorta di Joe-dipendenza che vi costringerà a prendere i volumetti in mano appena possibile per sapere come andrà a finire la vicenda dell'incredibile pugile dei bassifondi.

Il manga è edito da Star Comics in una edizione discreta ma senza fronzoli e con qualche errore di battitura. Niente che pregiudichi la lettura, ma è sempre poco carino trovare queste banali disattenzioni (perché di questo si tratta) in un prodotto destinato alla vendita.
In definitiva non posso che consigliare il manga, una storia semplice, diretta, coinvolgente ed avvincente.




Kotaro
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

Cos’è che definisce un’opera un classico?
E’ la sua capacità di creare o innovare un genere. Oppure, come dice Italo Calvino, la sua capacità di farsi fruire ed apprezzare non solo da coloro che vivono al tempo della sua uscita, ma anche dalle generazioni successive.
Da qualsiasi parte lo si guardi, Ashita no Joe non può che definirsi “classico”, all’interno della storia del fumetto giapponese. E direi che la cosa sia lampante, dato che Ashita no Joe cominciò la sua pubblicazione nel 1969 e io, quarant’anni dopo, sono qua a parlarvene nonostante all’epoca della sua prima pubblicazione non fossi presente.
Cos’è che attrae di Ashita no Joe? E’ il fatto che si tratti di una storia semplice, ma che si fa metafora di qualcosa di immensamente più grande e profondo.
Non è soltanto la vicenda di Joe, adolescente vagabondo, rissaiolo e attaccabrighe che, in seguito all’incontro-scontro con l’ubriacone boxeur fallito, Danpei Tange, si incammina sulla strada del pugilato professionistico. La storia, difatti, non si chiama unicamente “Joe”, ma “Ashita no Joe”, “Joe del domani”, e queste due parole sono inscindibilmente legate, nel titolo del manga, come nel suo svolgimento.
Joe non è soltanto un teppistello dai nervi facili nel Giappone degli anni ’60, ma del Giappone degli anni ’60 è a suo modo il simbolo, colui che proietta le speranze dei giapponesi, sconfitti nella guerra mondiale e in fase di ricostruzione del loro paese, verso un sogno, verso l’ “ashita”, un utopico e luminoso domani in cui la povertà, gli stenti, le vergogne non esisteranno più.
Se Joe è la metafora del Giappone del dopoguerra, lo sport si fa il tramite per un domani luminoso, per una crescita fisica, professionale e spirituale del protagonista. Il pugilato rappresenta il trait d’union tra i bassifondi poveri e lerci popolati da ladruncoli e malavitosi e le brillanti luci del ring, le glorie della fama, del mondo dello spettacolo, un universo di benessere completamente differente da quello della Tokyo povera. I poveri commercianti dei bassifondi vi si appassionano poiché vi ritrovano la speranza di una vita migliore, mentre i direttori delle palestre o delle reti televisive lo fanno poiché la vedono come un mezzo per arricchirsi, ma la boxe si trasforma in qualcosa capace di unire entrambi questi mondi nel nome della speranza di un futuro roseo e felice.
Sono metafore che saltano immediatamente all’occhio del lettore, sebbene il fumetto non vi calchi troppo esplicitamente la mano. Ma è il bello delle grandi opere in fondo. Vi si può leggere fra le righe e scoprire diverse chiavi di interpretazione.
In questo caleidoscopio di metafore e di livelli di lettura, si muove un ignaro Joe Yabuki. Carico delle speranze di tutto il Giappone e anche di tutti i lettori, il nostro imprevedibile e collerico boxeur rifila un pugno bello potente in faccia a tutti coloro che si aspettano qualcosa di grande da lui, poiché Joe non si cura degli altri, troppe volte dagli altri è stato tradito o abbandonato. Joe combatte unicamente per la propria di rivalsa, ignaro di star simboleggiando la rivalsa del suo quartiere e dell’intero suo paese. La strada di Joe è ardua e irta di ostacoli, sacrifici, sofferenze, rinunce e incontri. Molte persone incroceranno con lui il proprio cammino, ma a Joe interesseranno unicamente coloro che incroceranno con lui anche i propri guantoni, e più volte nel corso della vicenda sarà influenzato da un rapporto di rivalità e insieme di amicizia e taciuta complicità che instaurerà coi suoi avversari, primo fra tutti il celeberrimo campione Tohru Rikishi, suo principale amico e rivale.
E’ un protagonista sui generis Joe, poiché, pur avendo in sé i tipici valori “da protagonista” quali il senso della lealtà, lo spirito di sacrificio, il valore dell’amicizia, il coraggio, l’abnegazione, gli mancherà quasi del tutto quell’incrollabile bontà che invece caratterizza altri personaggi principali di altre storie: Joe è rissoso, violento, testardo, egoista, infantile, egocentrico, ignaro di molti fatti della vita, sbruffone, fin troppo scaltro, profittatore, soggetto a svariati sbalzi di umore e assolutamente imprevedibile nelle sue reazioni. Anche dopo aver letto tutti i 20 volumi che compongono l’opera, non potremo dire di essere riusciti pienamente a comprendere Joe, ma senza dubbio gli siamo stati vicini, in qualche modo, e questa vicinanza ci ha altrettanto indubbiamente arricchito.

Ashita no Joe è violento, duro, realistico, poetico, intenso, sofferto, drammatico, toccante.
E’ una storia piena di passioni, così come lo sport che ritrae, capace di infiammare gli animi di chi se ne interessa. Una storia in cui basta guardare l’atmosfera generale per aspettarsi un dramma dietro ogni angolo, dramma che poi puntualmente arriva, riuscendo comunque a sconvolgerci in maniera imprevedibile.
Venti volumi, e nessuna stonatura, nessuna forzatura, nessun personaggio fuori posto, ma un percorso ben preciso, che mira a condurre il protagonista lungo il percorso della vita, facendolo scontrare con diversi avversari e diverse avversità, ma anche donandogli esperienze e insegnamenti preziosissimi ad ogni colpo ricevuto o assestato.
Quarant’anni, e non sentirli. Ashita no Joe, all’epoca della sua prima pubblicazione, sconvolse il Giappone, riuscendo a coinvolgere nella lettura di quello che, a conti fatti, rimane un manga per ragazzi, anche frotte di lettori di età adulta. Si organizzò addirittura un funerale reale, in seguito ad un lutto presente nella storia, pensate un po’. Soltanto Hokuto no Ken arriverà poi a bissare un evento epocale come questo.
Tantissimi, poi, saranno quelli che ad Ashita no Joe si ispireranno negli anni a venire. Basti pensare che in qualsiasi manga si parli di pugilato, sia esso Slow Step, Katsu o Sakigake!! Otoko Juku!!, la citazione, puntualmente, ci scappa. Ed è più che immediato ripensare al rissoso Joe Yabuki e alla bella e spocchiosa ereditiera Yoko Shiraki guardando gli altrettanto celebri Seiya e Saori creati dal mangaka Masami Kurumada per il suo Saint Seiya.
Quarant’anni, e Ashita no Joe si fa amare ancora. Lo si divora, ci si piange addosso, ci si arrabbia, ci si esalta, ci si emoziona, si posa il volumetto sul comodino e ci si alza in piedi ad applaudire a cotal capolavoro di sceneggiatura, così come al disegnatore, il cui stile sarà obsoleto quanto vi pare, ma è di una bellezza straordinaria. Tatsuya Chiba riesce a ritrarre personaggi dall’aspetto buffo e divertente, simili a quelli di Osamu Tezuka e quindi, di rimando, a quelli dei cortometraggi animati americani degli anni passati, ma anche personaggi realistici e dannatamente espressivi.
Si guarda Joe incassare i colpi, diventare una maschera di sangue, e si soffre per lui. Si guarda l’avversario di turno avanzare silenziosamente ma implacabilmente in direzione di Joe, con un’espressione quasi sovrannaturale dipinta in volto, e ci si piglia paura nonostante sia un personaggio disegnato su una tavola di carta. Si assiste a terrificanti allenamenti, a drastici diminuzioni di peso, e tanto ci si sente coinvolti che si sta davvero male.
E’ un tratto sporco, ruvido, ma di un’espressività impareggiabile, che molti autori moderni si sognano solamente. Ed è un tratto che chiunque si appassioni a questa storia non cambierebbe con null’altro al mondo, oltre ad un tratto che fece scuola nel corso degli anni a venire (si pensi al già citato Masami Kurumada).

Ashita no Joe è grande. E’ talmente grande che descriverne a parole la grandezza è difficile, poiché è una grandezza inarrivabile, quel tipo di grandezza che soltanto i veri capolavori riescono a possedere.
Si tratta di un pezzo di storia, da qualsiasi parte lo si guardi. La storia del fumetto giapponese, ma anche la storia di un ragazzo attaccabrighe che cresce come sportivo e come uomo, e la storia di una nazione, il Giappone del dopoguerra, che lotta con le unghie e con i denti per sfuggire ad una misera condizione, così come il suo pugile rozzo e selvaggio che, ergendosi dai bassifondi, riesce a conquistare titoli su titoli e a sfidare (e, spesso e volentieri, vincere) campioni mondiali e nazionali.
E’ una storia di drammi, incontri, sangue e passioni. Un capolavoro della letteratura a fumetti giapponese a cui tutti quanti noi penso si debba solo chinare la testa in segno di rispetto, ma anche un modo per capirli un po’ meglio, questi strani, bizzarri e spesso troppo ingiustamente criticati fumetti giapponesi, poiché Ashita no Joe ne è un po’ il simbolo, di questo strano arcipelago popolato da gente con gli occhi a mandorla.
Da consigliare ad occhi chiusi, da comprare ad occhi chiusi e da leggere tutto d’un fiato, consci che no, non ci pentiremo di averlo fatto.




Kouga
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

Se doveste cominciare a leggere un titolo sportivo, non potrei che consigliarvi Rocky Joe: qui trovate drammaticità, sacrificio, rivalsa, gioia, amore, impegno, successo, morali, lezioni importanti, sentimento e tanto, tanto sport.

La storia i più grandicelli ormai la dovrebbero conoscere a memoria, ma rinfreschiamo loro la memoria e parliamone ai più piccini: Joe è un orfano vagabondo che vive alla giornata, la cui vita cambierà dopo il fortuito incontro con l'ex-pugile professionista Danbei Tange che, in cambio di vitto ed alloggio, chiede al giovane dedizione ed impegno al fine di diventare, un giorno, il pugile più forte del Giappone.

Da questo incipit piuttosto semplice e lineare ne scaturisce una trama ricca, lunga ed approfondita sotto diversi aspetti, mai banale o scontata, in grado di regalare al lettore innumerevoli colpi di scena, comprimari ed antagonisti molto ben realizzati e definiti ed un finale talmente epico quanto struggente nella sua poesia da rendere quest'opera memorabile per ogni lettore di manga che si rispetti.

Se fin qui abbiamo premiato l'ottima sceneggiatura di Takamori, ora non possiamo esimerci dal commentare lo splendido tratto di Chiba, infatti Rocky Joe (in originale "Ashita no Joe") vanta un successo a quattro mani: l'artista che ne cura le tavole permette al lettore di godere di un'opera sempre fresca dal tratto particolarissimo e caratteristico, con dei contorni molto spessi e scene dinamiche dal riuscito effetto. Spesso si predilige la presenza di sfondi poveri proprio per incentrare l'attenzione del lettore sul combattimento che avviene a centro del ring, viceversa, spostandosi di location in location, troviamo ambientazioni caratteristiche dell'epoca molto particolareggiate e ricche di comparse. Lo spessore del talento di Chiba che trasformò Rocky Joe in una delle serie di spicco targate Kodansha lo si può riconoscere dalle sole copertine, che risultano un'armonia incredibile fra il tratto delicato e definito sino ai colori che si suddividono con piacere tra acquerelli, tempera e pastello.

Riesco a trovare difetti in Rocky Joe? No, a parte che finisce in soli 20 volumi. La storia non subisce mai alcun calo nel corso dello svolgimento, questo manga è e rimane ancora oggi, uno dei grandi classici della letteratura manga sportiva che ogni lettore dovrebbe leggere, a prescindere dal fatto che segua o meno il pugilato: Rocky Joe è un'esperienza letteraria meravigliosa, e il suo diretto vi colpirà dritti al cuore, mettendovi K.O.




Shinmen
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 9

Attenzione possibili Spoiler

Rocky Joe è uno dei miei manga preferiti. Racconta il mondo della boxe come pochi e descrive il suo protagonista in maniera matura e attenta. Nonostante sia un manga della fine degli anni 60 ancora oggi riesce ad avere il suo perché. Sebbene nasca in un periodo in cui "il manga" non si era ancora del tutto emancipato dall'idea di essere un prodotto per bambini descrive il ring e la vita, di cui il primo è metafora, senza mezzi termini, non esitando dinanzi a tematiche quali la mafia, i punchdrunker (pugili suonati), la povertà, la morte. Ciò che caratterizza Joe, è una rabbia selvaggia nei confronti della vita che lo ha visto nascere orfano, povero e senza aiuto alcuno. Sarà proprio questa inestinguibile rabbia nei confronti della vita a riconciliarlo con la stessa permettendogli di rinascere come pugile prima e uomo poi ed infine di spegnersi su quel ring dove solo si sentiva vivo e realizzato. Un manga che colpisce duro come solamente il suo protagonista sa fare.
Sul piano tecnico l'opera è nella media dei manga dell'epoca con un tratto essenziale caratterizzato dal consueto ciuffo a banana occhi mediamente grandi ed espressivi, dentone unico(stile Holly e Benji) corpi poco particolareggiati. I personaggi secondari sono invece come spesso accadeva allora sempre rappresentati con una certa superficialità ed in genere brutti :D . Con il passare del tempo però il disegno migliora, più o meno in corrispondenza della crescita del personaggio principale. In sostanza se cercate un manga ben disegnato... beh guardate altrove.




jix 73
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

Insieme a Capita Harlock e Hiroshi Shiba è il mio idolo d'infanzia! Sia la serie animata che quella cartacea sono dei capolavori di eccelsa fattura! Stiamo parlando di un'opera risalente al 1971 e mi dispiace leggere che qualcuno non dà un 10 per i disegni 'antichi' è come buttare nel cestino la Divina Commedia per il suo 'linguaggio' retro. Per quest'opera non basteranno mai i commenti e un capolavoro merita solo un 10 pieno anche se io gli darei 20!
P.S. sarei curioso di sapere coloro i quali hanno dato 9 ad Ashita no Joe a quale opera manga hanno dato 10!



tatsuya uesugi
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 9

Rocky Joe è uno di quei manga epici che nonostante il tempo trascorso continua a piacere. Scritto negli anni 70 ovviamente non presenta dei disegni stupendi ma nonostante tutto non ci si può lamentare. La storia è molto bella, classica e forse il protagonista inizialmente sembra un po' spavaldo, arrogante e si fa fatica a legare con lui. Poi invece Joe si evolve e nasce così un personaggio leggendario. Un finale drammatico ma allo stesso tempo emozionante e perfetto. Il manga insegna a non arrendersi mai e a combattere in ciò in cui si crede fino alla fine. Molti altri manga insegnano lo stesso ma pochi lo sanno fare come Rocky Joe. Gli altri personaggi sono praticamente perfetti per la parte e sanno diventare tutti carismatici specialmente Rikishi e Danpei. Un manga nel complesso perfetto anche con i disegni "antichi", che purtroppo vanno comunque ad intaccare un risultato che sarebbe stato altrimenti massimo. Voto:9



Zelgadis
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 9

Non posso che ripetere quanto già espresso per l'ottima serie tv: questo manga è un capolavoro che qualsiasi appassionato dovrebbe leggere.

Rocky Joe è una storia commovente e tragica che avrebbe tantissimo da insegnare a molti sceneggiatori moderni. Una bellissima metafora della vita e di come il protagonista la affronti con coraggio, spirito di sacrificio e voglia di emergere. Un classico senza tempo.


Anche se solo per un secondo... voglio bruciare con una fiamma rossa e accecante! E poi... quello che resta è solo cenere bianchissima... nessun residuo...solo cenere bianca.

Bellissimo ;_;



Dvd96
Per il manga Rocky Joe
di genere
Volumetti Letti: 20 su 20 --- Voto: 10

"Ashita no Joe" ovvero "Joe del domani" è probabilmente il miglior fumetto che io abbia mai letto. Questo manga esprime redenzione, passione e dedizione portata alla follia, Joe è quasi sconcertante poiché dedica la sua vita alla boxe, è l'esempio perfetto di impegno, che secondo me tutti dovremmo mettere nella vita. Se non avete mai letto questo fumetto, beh, vi siete persi qualcosa di sublime sotto qualunque aspetto. La caratterizzazione dei personaggi è perfetta, capace di trasmettere immersa felicità e a volte profonda tristezza. Un fumetto che bisogna leggere e far leggere, una sola parola mi suggerisce il mio cervello in questo momento: capolavoro.



Titolo ExtraPrezzoCasa editrice
Rocky JoeVisualizza dettagli  € 4.20Star Comics
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Rocky Joe 10 Visualizza dettagli€ 4.20Star Comics
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Rocky Joe 17 Visualizza dettagli€ 4.20Star Comics
Rocky Joe 18 Visualizza dettagli€ 4.20Star Comics
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