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Felpato12

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Come nel caso di Pinocchio e del suo naso allungabile, anche il personaggio di Dumbo è da sempre associato alla sua caratteristica fisica più evidente: le orecchie enormi. Per quanto riguarda il sottoscritto, le mie orecchie sono del tutto normodotate, ma nell’arco della mia esistenza ho perso il conto delle volte in cui ho sentito pronunciare, con tono derisorio e canzonatorio, ai danni di amici o conoscenti, questa frase: “hai le orecchie come Dumbo”. Questa espressione si è diffusa in Italia soprattutto a partire dagli anni ’50–’60, quelli del boom economico, durante i quali i film targati Walt Disney erano diventati molto popolari tra bambini e famiglie. Tra questi, c’era proprio “Dumbo – L’elefante volante” che, per via della sua caratteristica fisica così evidente, entrò facilmente nel linguaggio quotidiano. A partire da quegli anni, l’espressione si è così insinuata con prepotenza nell’uso comune ed entrata a far parte definitivamente del nostro bagaglio culturale, tant’è che ancora oggi è in voga tra bambini e ragazzini. Questo dimostra come Dumbo sia l’ennesimo esempio di personaggio dei cartoni animati preceduto dalla propria fama, che è giunta alle mie modeste orecchie ben prima di conoscere il film che, di fatti, ho recuperato soltanto adesso, all’età di ventitré anni.

Prodotto da Walt Disney nel 1941 e considerato il quarto Classico Disney, “Dumbo” è basato sulla storia scritta da Helen Aberson e Harold Pearl e illustrata da Helen Durney, preparata per la dimostrazione del prototipo di un dispositivo di narrazione visiva giocattolo chiamato “Roll-A-Book”. In origine, il film doveva essere un cortometraggio, tuttavia Disney scoprì ben presto che l'unico modo per rendere giustizia al libro era quello di renderlo un lungometraggio. A quel tempo, però, lo studio Disney era in difficoltà finanziarie a causa della guerra in Europa, che aveva causato i fallimenti al botteghino di “Pinocchio” e “Fantasia” – film uscito nel medesimo anno (1941), così “Dumbo” fu destinato ad essere un film low-budget pensato appositamente per rinverdire le casse dello studio. Infatti, nonostante i problemi dovuti alla Seconda guerra mondiale, “Dumbo” fu il film Disney di maggior successo economico degli anni Quaranta.

Florida, 1941. Una notte d'inverno, gli animali di un circo ricevono i loro cuccioli da delle cicogne. L'unica a non riceverlo è la signora Jumbo, un’elefantessa: la cicogna preposta alla sua spedizione lo recapita soltanto il giorno dopo, quando il treno del circo è in viaggio verso la prossima tappa del tour. L'adorabile elefantino, che viene chiamato Jumbo Jr., viene inizialmente ammirato e adorato dalle altre elefantesse, ma quando la matriarca gli solletica affettuosamente la proboscide, l'elefantino starnutisce all'indietro così forte che le sue due orecchie si gonfiano, mostrandosi in tutta la loro grandezza. Da quel momento, le elefantesse e non solo iniziano a deridere il povero giovane elefante.

A livello narrativo, il film tiene saldamente fede ai suoi propositi perché, per accattivare il pubblico di massa e portarlo nelle sale cinematografiche, tratta due temi di facile presa: la discriminazione e l’amore materno. Per colpa delle sue orecchie enormi, Dumbo è oggetto di derisione sia da parte dei suoi compagni animali sia degli esseri umani, che accorrono numerosi al circo per vederlo in tutta la sua goffaggine e ridere di lui. Dumbo è la reincarnazione del diverso, dell’altro, che in quanto tale non viene compreso ma isolato e bistrattato a priori. Dumbo è lo specchio in cui si possono vedere tutte quelle persone che non si sentono accettate per la loro diversità, sia essa relativa alla dimensione delle orecchie, la lunghezza del naso o qualsiasi altra particolarità fisica. La grandezza di Dumbo risiede, però, nella capacità di riuscire a fare della sua più grande debolezza, ciò per cui tutti lo prendono in giro, il suo punto di forza. Su esortazione del topolino Timoteo – personaggio fantastico – e grazie alle sue orecchie enormi, infatti, Dumbo impara a volare, in una scena che è uno schiaffo in faccia a tutti coloro che avevano riso di lui fino a quel momento. Per tali ragioni, “Dumbo” è un film che parla a tutti, grandi e piccoli, e che valica ogni tipo di confine spaziale e temporale. Oltre a questo, la pellicola è un grande inno all’amore materno, in particolar modo a quello che lega l’affettuosa e dolce signora Jumbo al figlio Dumbo. A pensarci bene, questo personaggio non compare poi così spesso nel corso del film, ma nelle scene in cui lo fa o è intenta a prendersi cura di Dumbo, per cui prova un amore sconfinato, quel tipo di amore che possono sperimentare solo le madri nei confronti dei propri figli e che le consente di guardare ben al di là della sua peculiarità fisica, o è rappresentata nell’atto di difenderlo quando viene bullizzato da alcuni ragazzini umani. L’amore della signora Jumbo è puro e il rapporto che lo lega a Dumbo è speciale, del tipo che si può creare solo tra una madre e il suo unico figlio. Per questo, ritengo la scena in cui Dumbo la va a trovare quando è rinchiusa la più emozionante di tutto il film.

Per quanto riguarda le animazioni e i disegni, non è un mistero che, quando la pellicola entrò in produzione all'inizio del 1941, al supervisore alla regia Ben Sharpsteen venne data l'indicazione di mantenere il film semplice ed economico. Di conseguenza, il design appare poco complesso, gli sfondi sono meno dettagliati e un certo numero di fotogrammi sono chiaramente riciclati nell'animazione dei personaggi. Semplicità è il termine chiave per descrivere il comparto tecnico di “Dumbo” che comunque riesce a farsi apprezzare per la cura nei dettagli e le ambientazioni incredibilmente suggestive. Il medesimo apprezzamento mi sento di riservarlo anche al comparto musicale: le canzoni presenti nel film sono tante e, onestamente, quasi tutte molto orecchiabili; evento più unico che raro per il sottoscritto.


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Marco23111988

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Uscito in America nel 1941, "Dumbo" è sicuramente il classico Disney più semplice, oltreché corto di sempre, paradossalmente è anche uno di quelli più politicamente scorretti.
Tanto per cominciare è un film in cui non vi è un vero e proprio villain, ma è il mondo a essere cattivo (come spesso è nella realtà), il protagonista viene continuamente bistrattato da tutti, ogni pretesto è buono per trattarlo male, a causa delle sue orecchie, che alla fine si rivelano essere per lui lo strumento per avere successo nella vita.

Ma è politicamente scorretto anche per altro: vediamo un bambino bere e sognarsi elefanti rosa. Devo dire la verità, oltre alla canzone degli elefanti, che è veramente disturbante, mi ha sempre inquietato "Song of the Roustabouts", cioè questi uomini neri che uscivano sotto la pioggia, al buio che si mettevano a cantare.

Ultimamente questo film è stato accusato delle peggiori nefandezze a causa dei corvi che in lingua originale parlano pure in gergo e il capo dei corvi, in parte ricorda un po' la figura di Jim Crow. Ora, da quel che so già negli anni '40 Jim Crow stava diventando una figura più positiva rispetto al passato, gli altri uomini di colore che vediamo non hanno praticamente caratterizzazione, li vediamo solo cantare.

Perché questo film parla di discriminazione ma di un bambino per le sue disabilità, Dumbo rappresenta un po' i cosidetti "freaks" dell'epoca e per l'epoca i personaggi dei corvi erano molto progressisti, essendo gli unici, a parte il topolino Timothy, ad aiutare il protagonista.

Ma, tralasciando tutto questo, Il film può anche essere visto come problematico, da un certo punto di vista, ma ciò non toglie che sia una bellissima favola sulla diversità, che, pur non essendo assolutamente artistico o d'impatto come altri film d'animazione Disney usciti prima e dopo, riesce con dolcezza e semplicità a parlare a tutti quelli che sono visti come "strani" e come la loro stranezza possa essere la loro occasione di riscatto, in questo senso è uno dei classici con il messaggio più forte. Questo non può assolutamente essere trascurato a causa del, perdonatemi la franchezza, palloso dibattito su quando il film sia o meno razzista.


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HakMaxSalv92

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8,5
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Introduzione
Un classico Disney che vi conquisterà per la sua semplicità e il suo messaggio duro, ma profondo, genuino e sincero. Questo è Dumbo, una storia di integrazione, discriminazione, emarginazione e riscatto. La storia di una mamma e del suo cucciolo divisi e costretti a accettare, sopportare e tollerare ogni tipo di angheria pur di stare insieme, uniti contro tutto il mondo.

Sinossi
Dumbo è un piccolo elefantino con una particolarità che lo distingue dagli altri: ha delle orecchie decisamente fuori misura per la sua stazza e ciò lo mette davanti alla discriminazione ed emarginazione dei suoi stessi simili ed anche allo scheno degli esseri umani del circo in cui lui, sua madre, le altre elefantesse e gli altri animali del circo lavorano. Dumbo inizia quindi a sperimentare il dolore della vita, costituito principalmente dalle derisioni e umiliazioni a cui viene regolarmente sottoposto. Solo il sostegno di Timoteo, un piccolo topolino che cerca di fargli da amico e mentore unito alla lieve e tenue possibilità di rivedere sua madre, riescono a farlo andare avanti. Ma è dura: prima viene messo a fare la stella del numero d'attrazione principale, ma fallisce a causa delle sue orecchie, facendo cadere gli altri elefanti. Di conseguenza viene retrocesso e viene messo a lavorare con i clown, il che può essere considerato come il suo debutto ufficiale, ma la cosa si rivela essere una tortura/tormento per lui. Una sera mentre sta piangendo, beve dell'acqua, nella quale un clown ha accidentalmente versato dello champagne e comincia ad avere delle allucinazioni, finché la mattina seguente si ritrova a dormire e a svegliarsi su un albero. Qui incontra un gruppo di corvi che lo importunano, finché Timoteo, stanco di vedere il suo piccolo amico essere preso in giro, non fa loro una ramanzina e li fa pentire di essersi presi gioco di lui. Pentiti del loro comportamento, i corvi decidono di rimediare e aiutano Dumbo a cercare la sua vocazione naturale. La sera dello spettacolo, con il suo numero da clown, Dumbo sorprende tutti gettandosi da 12 metri e volando grazie alle sue orecchie e quindi riesce ad ottenere quel riscatto per sé stesso e sua madre verso tutti coloro che l'hanno preso in giro, discriminato ed emarginato.

Grafica
La grafica è quella classica dei capolavori Disney con disegni e colori ad acquarello che garantiscono una fluidità di movimenti invidiabile per l'epoca in cui questo film è stato realizzato. Le ambientazioni sono naturalistiche.

Colonna sonora
La colonna sonora è un'intrigante mix di canzoni jazz, swing che conferiscono alla trama una vivacità di altri tempi che è difficile trovare al giorno d'oggi. Ogni canzone marca in maniera decisamente profonda la scena, nella quale viene utilizzata per enfatizzarne l'atmosfera ora gioiosa e festosa, ora drammatica e triste, creando un equilibrio decisamente notevole.

Personaggi
I personaggi sono simpatici o irreverenti, insensibili: Dumbo è l'unico innocente della vicenda, poiché essendo solo un cucciolo non ha colpa della sua condizione. Invece, gli altri personaggi sono un tantino irrispettosi, insensibili con i loro commenti e dimostrano una scarsa attenzione. Solo Timoteo, il quale agisce per Dumbo come il Grillo Parlante agisce per Pinocchio, rappresenta la guida della coscienza del protagonista e lo conducono verso la loro meta finale.

Insegnamenti
La principale lezione che questa storia ci trasmette innanzitutto è di non giudicare, schernire, discriminare ed emarginare qualcuno in base alle apparenze. La seconda lezione, e questa il protagonista, è non arrendersi di fronte alle prime difficoltà, ma provare e riprovare, perché la perseveranza e la persistenza, insieme alla pazienza premiano coloro che non si arrendono. Possiamo dire che questa piccola storia riguarda la crescita interiore e quindi l'acquisizione della consapevolezza e della coscienza.

Giudizio finale
Questo è uno di quei classici Disney che non saranno mai dimenticati per il semplice fatto che, come Pinocchio, Peter Pan ed altri grandi classici della Disney, si tratta di un viaggio interiore che tutti dobbiamo compiere. Personalmente è una di quelle storie che mi hanno sempre toccato dentro e mi hanno sempre riguardato, perché mi ci sono immedesimato e poi come Dumbo, anch'io ho avuto problemi e non poche difficoltà ad integrarmi nella comunità a cui appartengo. Dunque posso affermare che oggi come ieri questo film è una sorta di piccolo promemoria per quelle delicate tematiche inerenti all'integrazione, discriminazione, emarginazione, reintegrazione e accettazione; una sorta di schema ineludibile a cui tutti sono sottoposti. Voto: 8,5


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Horizont

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
"Dumbo" è un famoso classico dell'animazione Disney del 1941 che racconta la storia di un cucciolo di elefante con enormi orecchie, che tutti considerano un problema fisico. Dumbo viene emarginato e deriso dagli altri animali del circo, ma grazie all'aiuto del suo migliore amico, un topolino di nome Timoteo, scoprirà di saper volare, un elefante volante, e il suo problema si trasformerà in un pregio che lo farà diventare un animale unico tra tutti.

Graficamente il film è un vintage molto piacevole, come piacevoli sono le musiche.

Il film è un'allegoria sulla diversità e sull'accettazione di sé. Dumbo è un outsider, diverso dagli altri elefanti, e viene per questo emarginato. Tuttavia, grazie alle sue orecchie, scopre di avere un dono speciale, che lo rende unico e straordinario. "Dumbo" è un film che tocca le corde dell'emotività e della psicologia. La storia di Dumbo è una storia di accettazione e di riscatto. Dumbo è un personaggio fragile e vulnerabile, che viene ferito dalle ingiustizie e dalle discriminazioni. Tuttavia, grazie all'amicizia, riesce a trovare la forza di superare le sue difficoltà e a realizzare il suo sogno.
Il film affronta anche il tema della perdita. Dumbo perde la sua mamma, che viene separata da lui e poi imprigionata. La perdita della mamma è un trauma per Dumbo, che si sente solo e abbandonato. Tuttavia, grazie all'amore di Timoteo, Dumbo riesce a superare il dolore della perdita e a trovare una nuova famiglia, e alla fine ritornerà insieme alla madre realizzando il suo sogno.

Dumbo è un film classico che ancora oggi ha un grande valore emotivo e psicologico. È un film che parla di accettazione, di riscatto, amicizia e di amore materno. È un film che può essere molto apprezzato da grandi e bambini, e che può regalare grandi emozioni. Inoltre la sua durata, non eccessiva, lo rende un prodotto molto facilmente fruibile.

Voto 10, "Dumbo" è un classico dell'animazione mondiale con una storia toccante e emotiva, con personaggi ben caratterizzati e simpatici, le animazioni e musiche sono belle, è un gran bel film classico Disney che fa riflettere sul tema della diversità e dell'accettazione.


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Haruhi Suzumiya Gold Edition

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Di breve durata rispetto alla maggior parte dei lungometraggi firmati Disney, realizzato con un budget di gran lunga inferiore rispetto agli altri classici a causa delle gravi difficoltà finanziarie in cui versava la Disney all'epoca, Dumbo fu il film targato Disney di maggior successo economico degli anni quaranta.
Basato su una storia per bambini scritta da Helen Aberson e illustrata da Harold Pearl, preparata per la dimostrazione del prototipo di un dispositivo di narrazione visiva giocattolo chiamato Roll-A-Book, di solo otto disegni e poche righe di testo, il capolavoro Disney racconta la storia di Dumbo, un elefantino semi-antropomorfo nato e cresciuto in un circo, costantemente denigrato e preso in giro a causa della abnorme dimensione delle sue orecchie. Quando un giorno dei ragazzini si accaniscono contro di lui, la madre tenta disperatamente di difenderlo e i proprietari, non capendo il suo gesto e definendola pazza, la rinchiudono da sola in una piccola gabbia, privando il disperato cucciolo della sua unica fonte d'amore.
Per fortuna per lui, lo scaltro topolino Timothy Q. Mouse, decide di prendere le sue difese e lo aiuterà a diventare una star di successo ed a ricongiungersi con la madre. Le orecchie di Dumbo infatti, sono in grado di consentirgli di volare, diventando così il suo dono più grande.
Guardando quest'opera, è impossibile non affezionarsi a Dumbo e non lasciarsi intenerire dalla sua storia straziante. Con orecchie grandi quanto la sua dolcezza, il piccolo elefantino, del tutto ignaro delle crudeltà della vita e di essere oggetto di scherno da parte anche delle altre elefantesse che lo ripudiano, scoprirà fin troppo presto il vero dolore e l'abbandono, ma anche la forza dell'amore materno e l'importanza di una vera e sincera amicizia.
Il prodotto si presenta bene sin dall'inizio, con la simpatica trovata di un gruppo di cicogne, ognuna col proprio fagotto ben stretto nel becco, pronte a consegnare la dolce sorpresa alle madri di ogni specie animale. Da qua, faremo subito conoscenza con il piccolo Dumbo e conosceremo il mondo talvolta spietato del circo ma anche l'inutile cattiveria delle altre elefantesse che, per proteggere la loro secolare dignità, non vogliono avere niente a che fare con un cucciolo con un tale difetto estetico. Dumbo non pronuncerà una sola parola nell'arco del film; spenderà solo tante lacrime. Anche i momenti di felicità per il giovanissimo protagonista saranno assai rari e di breve durata, sebben intensi. Ottimo personaggio è rappresentato appunto dal topolino Timothy, che facendo il verso al famoso detto che vuole i grossi pachidermi spaventati a morte dai piccoli roditori, sarà un amico sensibile, intelligente e dotato di un'ironia intelligente e spiccata. Molto simpatici anche gli uccelli che insegneranno a Dumbo a volare, rendendo possibile il tanto atteso lieto fine.
Una nota particolare credo che meritino anche due canzoni chiave del film: "Bimbo mio" e "I rosa elefanti", la prima per aver commosso e toccato i cuori degli spettatori, trasmettendo alla perfezione il dolore di una madre e del suo cucciolo costretti a non poter star vicini, e la seconda per aver turbato intere generazioni, mostrandoci una sorta di "trip" subito dai due protagonisti per aver involontariamente bevuto vino.
Se amate le storie e le emozioni, non potrete fare a meno di aggiungere questa piccola grande perla alla vostra collezione.