IG Port, la holding che controlla i celebri studi di animazione Production I.G e Wit Studio, ha pubblicato i risultati finanziari per l'anno fiscale conclusosi nel maggio 2026, e il quadro che emerge è tutt'altro che incoraggiante. Come riportato dal portale GameBiz, la società ha registrato un calo complessivo di ricavi e margini di profitto, con l'utile operativo in calo del 46,3% rispetto all'anno precedente e quasi il 57% al di sotto delle previsioni che IG Port stessa aveva formulato.
Il dato più interessante riguarda il settore della produzione video e animazione, che ha visto i ricavi crescere del 10,7% rispetto all'anno precedente, ma senza che questo aumento si traducesse in profitti concreti. Il segmento ha anzi registrato un allargamento delle perdite operative, che si attestano intorno a 8,22 milioni di dollari. Tra i titoli su cui la società ha lavorato nel corso dell'anno figurano Devil's Crest, Eren the Southpaw, Agents of the Four Seasons e The One Piece. Alcuni di questi devono ancora uscire sia in Giappone che su piattaforma.

Secondo IG Port, uno dei problemi principali ha riguardato i ritardi nei calendari di produzione, un fenomeno che si è combinato con il continuo aumento dei costi produttivi che sta investendo l'intera industria dell'animazione giapponese. La società ha citato in modo specifico la crescita delle spese legate al personale, alla produzione in computer grafica e all'esternalizzazione dei lavori. Va segnalato anche un fattore tecnico-contabile di rilievo: IG Port ha dovuto registrare accantonamenti per perdite previste su commesse, il che significa che per alcuni progetti ancora in corso la società ha stimato che i costi di produzione supereranno i ricavi associati, un segnale preoccupante sulla redditività futura di alcune produzioni in lavorazione.
Va detto che non tutti i settori di IG Port hanno performato male: le divisioni di publishing e licensing hanno ottenuto risultati solidi, superando persino le aspettative. Tuttavia, le prospettive per il prossimo anno fiscale rimangono caute, con la società che prevede un ulteriore calo dell'utile operativo del 24,3%.
La situazione di IG Port riflette le sfide strutturali che l'intera industria dell'animazione giapponese sta affrontando in questo periodo, caratterizzato da costi sempre più alti, scarsità di personale qualificato e una domanda di contenuti che continua a crescere a ritmi che le strutture produttive faticano a sostenere. Il fatto che due dei nomi più prestigiosi dell'animazione mondiale, Production I.G, lo studio dietro Ghost in the Shell e la serie di Haikyuu!!, e Wit Studio, noto per L'Attacco dei Giganti e Vinland Saga, si trovino sotto la stessa holding in difficoltà è un segnale che nemmeno il talento e la reputazione proteggono dall'impatto di queste pressioni di sistema.
Fonte: Automaton Media
La cosa strana è che i ricavi degli anime sono in crescita ma i profitti diminuiscono.
C'è qualcosa che non va.
Io spero in un cambiamento, per esempio un settore anime dove smettano di iniziare anime che poi lasciano a metà o addirittura ad un solo cour.
Devono cambiare mentalità, se iniziano un anime devono terminarlo.
Ci sono un sacco (troppi anime) belli lasciati a metà o ad un solo cour e non vengono conclusi.
E certo, già sono i lavoratori meno pagati di tutto il Giappone, figuriamoci se addirittura chiedono più soldi...
Comunque, gli studios al giorno d'oggi sono praticamente delle scatole amministrative. Ormai non solo lo staff "di alto livello" (registi, character designer, color designer, episode directors...) ma anche ormai perfino i cosiddetti "in-between" sono tutti freelancers, che lavorano ad 8 progetti contemporaneamente per guadagnarci qualcosa e, ovviamente, accumulano ritardi.
Purtroppo è un cane che si morde la coda, una spirale in cui si può solo precipitare e prima o poi ci si schianta. A quel punto moltissimi studios chiuderanno. Ma non sarà la fine degli anime, non temete... abbiamo la IA adesso.
Anche perché questo non spiegherebbe i 2 studi coinvolti. Wit sono anni che si sta concentrando su adattamenti brevi e serie originali, escluso Spy x Family che prosegue regolarmente. Mentre I.G ha diversi franchise di successo che continua ad alimentare.
Il problema principale rimangono i comitati di produzione e i bassi budget (se questo si supera lo studio si indebita, e può uscirne in rosso anche da produzioni importanti). Anche se in quest'ottica mi stupisce I.G, che spesso fa parte dei comitati anche per produzioni di altri studi (com'è ora per The Ghost in the Shell). Non abbiamo i numeri separati per i 2 studi vero? Credo che quello più problematico sia Wit (non che sia una novità).
Sicuramente è complesso, e non dipende necessariamente da qualcosa per noi visibile. Ricordiamo sempre il caso di Madhouse, quasi fallita a causa della troppa qualità.
quando si produce troppa roba non tutti diventano un profitto
Ma se esternalizzi, è perchè vuoi spendere meno!
Il motivo per cui si subappalta è principalmente la mancanza di manodopera interna.
E' un po' come i procuratori nel calcio, una volta utili, questi per ottenere condizioni migliori per i calciatori, i comitati per raccogliere fondi per realizzare un'opera, ma ormai sono sanguisughe mangiasoldi che non apportano quasi nulla di positivo ma distraggono fondi dal mondo di cui fanno parte.
E sennò perché han già dichiarato che aumenteranno considerevolmente il numero di produzioni anime in futuro?
Certo questo sistema funzionerà finchè l'IA capace di realizzare dei prodotti oggettivamente all'altezza di una produzione umana resterà monopolio di stato o simile. Ma la tecnologia, soprattutto se digitale, difficilmente resta segreta... prima o poi qualcuno la metterà in rete e a disposizione di tutti.
E allora sì che l'industria degli anime conoscerà una crisi senza precedenti perché chiunque sarà in grado di farsi tutti gli anime che vuole come gli vuole standosene seduto a casa...
O, volendo, la mancanza di tempo perché gli interni completino il lavoro.
Non puoi massimizzare tempo, soldi e qualità insieme (e in generale fare le cose con tempistiche irragionevoli impatta sia il costo che la qualità).
Concordo sul fatto che finché i comitati non cambieranno il modo di gestire la maggior parte dei progetti non cambierà niente, ma se a monte la richiesta è avere una valanga di anime in tempi ristretti non riesco a credere che le cose potranno cambiare per la maggior parte degli anime.
Qualche produzione in più che sembra prendersi i giusti tempi forse c'è (Witch Hat Atelier di recente) ma sono ancora troppo poche e non sono convinto che chi investe negli anime per avere un catalogo di decine di serie mediocri lo ritenga un modo virtuoso di produrre un anime.
In realtà la frase non spiega il "come".
Può essere che abbiano semplicemente aumentato il numero di persone pagandole uguale (o meno) perchè hanno più produzioni o le produzioni richiedono maggior lavoro.
Per fare un libro serve sicuramente saper scrivere ma è indispensabile anche saperlo "ideare".
Che in futuro ci siano produzioni "personali" ideate/guidate da un "chiunque qualsiasi" e realizzate dall'IA è possibile se non probabile, vale per qualsiasi cosa, narrativa, musica, fumetto, animazione, "live", questo semplicemente cambierà i paradigmi della fruizione.
Situazioni diciamo simili le stiamo già vivendo diciamo da 10-15 anni nel settore dell'informazione, una volta demandata unicamente ai grandi media cartacei e televisivi mentre oggi invece "chiunque" può fare informazioni con mezzi personali sfruttando il canale distributivo di internet.
E spesso meglio, molto meglio, dei media tradizionali che diventano sempre meno competitivi (con riflessi sulla qualità dei contenuti e delle retribuzioni).
Oggi/Domani tra i miliardi di persone al mondo ci sono individui con idee che non possono sviluppare e concretizzare, domani potranno farlo.
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