Il Giappone sta attraversando una delle trasformazioni demografiche più significative della sua storia moderna, e i dati pubblicati dal Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni il 29 luglio 2026 lo confermano in modo inequivocabile: al 1° gennaio 2026 la popolazione giapponese si attestava a 119.736.483 cittadini, scendendo per la prima volta sotto la soglia dei 120 milioni dal 1984, ovvero dopo 42 anni. Il calo rispetto all'anno precedente è stato di circa 917.000 persone, la diminuzione annuale più grande dall'inizio delle rilevazioni nel 1968, e si tratta del diciassettesimo anno consecutivo di riduzione della popolazione giapponese.

I numeri che spiegano questo declino sono altrettanto significativi: nel corso dell'anno sono stati registrati circa 1.590.000 decessi, mentre le nascite sono scese a un minimo storico di circa 670.000, con il cosiddetto "calo naturale" della popolazione giapponese che ha raggiunto le 923.008 unità, in aumento per il diciottesimo anno consecutivo. A livello geografico, 46 delle 47 prefetture giapponesi hanno registrato una diminuzione della popolazione cittadina, con Tokyo come unica eccezione, dove la popolazione è cresciuta dello 0,09%. La prefettura di Akita ha registrato il calo più pronunciato con il 1,95%, seguita da Aomori e Kochi entrambe al 1,70%, confermando come le regioni rurali e periferiche siano quelle più colpite dall'invecchiamento e dallo spopolamento.  
 
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A fronte di questo scenario, i dati sulla popolazione straniera residente raccontano però una storia completamente diversa. Il numero di residenti stranieri è aumentato di circa 354.000 unità rispetto all'anno precedente, raggiungendo quota 4.031.159, il dato più alto da quando questa rilevazione è iniziata nel 2013. A differenza della popolazione giapponese, quella straniera è cresciuta in tutte le 47 prefetture senza eccezione alcuna, segno di una distribuzione geografica sempre più capillare dei residenti stranieri su tutto il territorio nazionale. Anche le nascite da genitori stranieri hanno raggiunto un record storico con 22.835 bambini.

I due trend opposti delineano un Giappone in rapida trasformazione: una popolazione nativa che si restringe a ritmi accelerati viene parzialmente compensata da una comunità straniera in costante crescita, in un paese che ha a lungo mantenuto un approccio molto cauto all'immigrazione ma che negli ultimi anni ha aperto progressivamente le porte a lavoratori e residenti stranieri per far fronte alle esigenze di un mercato del lavoro sempre più sotto pressione. Con il boom turistico che nel 2025 ha portato in Giappone un numero record di visitatori stranieri e il governo che sta contestualmente introducendo requisiti più stringenti per chi vuole ottenere la residenza permanente, compreso l'obbligo di dimostrare competenze linguistiche in giapponese, la questione demografica è destinata a rimanere al centro del dibattito politico e sociale giapponese per molti anni ancora.


Fonte consultata:
SoraNews 24