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10.0/10
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Contiene spoiler, ma non sul finale


È uno di quegli anime di cui non ci si dimentica mai più.
E così è anche per i personaggi: Light e L, rivali dall'opposta visione della giustizia, mettono in scena una sfida di intelligenza così affascinante da risultare memorabile.
Il momento in cui si incontrano all'università, salgono entrambi sul palco, siedono uno accanto all'altro e L si gira verso Light, ancora ignaro di chi lui sia, e con la sua voce inconfondibile gli sussurra: " Sono Elle" è l'espressione massima dello scacco matto tra i due, reciproco e inevitabile, anche se in tempi sfasati, prima per uno e poi per l'altro, ma pur sempre conseguenza di quell'incontro, di quell'istante in cui si guardano negli occhi e comprendono ciascuno chi sia l'altro.
Quell'istante vale 10, vale tutto il Death Note, vale l'immortalità di questo anime e lo colloca tra i capolavori.
Poi c'è tutto il resto: azione, colpi di scena, personaggi ben caratterizzati, character design efficace, colonna sonora strepitosa, tra le più belle di sempre. Fino al 25 esimo episodio.
Poi si spegne la perfezione e resta un buon anime , ma chi guarda prova un senso di perdita, profondo, che non se ne andrà mai più sia per quanto accade effettivamente nell episodio sia per la ricerca, nei successivi, di quello che purtroppo non si trova più. Non che sia brutto, anzi, ma è diverso.
E anche il finale, sebbene inevitabile, resta amaro perché quella perdita è ancora più massiccia e evidente al punto che quasi spinge a dire: "ma no dai, a risolvere la situazione non è giusto che sia tu, doveva essere XXX"
A distanza di tempo, anche molto, da quando lo si è visto a Death Note ci si continua a pensare e L e Light diventano immortali.