Recensione
Semi di ansia
6.5/10
Ho appena finito di leggere “Semi di Ansia” di Masaaki Nakayama, pubblicato in Italia da Planet Manga. Dopo aver apprezzato moltissimo PTSD Radio, mi aspettavo un'opera capace di trasmettere la stessa inquietudine, pur essendo consapevole che si trattasse di una raccolta di racconti brevi. Nel complesso la lettura è piacevole e riesce comunque a regalare diversi momenti disturbanti, anche se non raggiunge mai la forza e la continuità dell'opera precedente dell'autore.
La struttura è composta da numerosi racconti horror autoconclusivi, alcuni lunghi poche pagine e altri addirittura di appena due. Proprio questa varietà rende la lettura molto scorrevole, ma allo stesso tempo penalizza il coinvolgimento: alcune storie riescono a lasciare il segno grazie a un'idea interessante o a un finale inquietante, mentre altre terminano troppo rapidamente per sviluppare davvero la tensione.
Lo stile di Nakayama rimane comunque riconoscibile. L'autore dimostra ancora una volta di saper creare un'atmosfera opprimente facendo leva più sul disagio psicologico e sull'ignoto che sugli effetti splatter. Le sue idee sono spesso originali e riescono a insinuare nel lettore una sensazione di inquietudine che continua anche dopo aver voltato pagina.
Anche dal punto di vista artistico il manga mantiene un livello molto buono. I disegni sono dettagliati, le espressioni trasmettono efficacemente il senso di ansia e le ombre contribuiscono a creare un'atmosfera cupa e disturbante. Pur trattandosi di racconti molto brevi, Nakayama riesce spesso a costruire immagini di forte impatto visivo.
La nota che mi ha convinto meno riguarda però l'edizione italiana. Considerando la brevità dei racconti, la scelta di pubblicare quattro volumi separati da 9,90 € ciascuno mi è sembrata poco convincente. Avrei preferito un'edizione omnibus oppure due volumi più corposi, che avrebbero reso la raccolta più pratica da recuperare e decisamente più conveniente sotto il profilo economico.
Nel complesso “Semi di Ansia” è una lettura gradevole per gli appassionati dell'horror giapponese e per chi già conosce Masaaki Nakayama, ma difficilmente riesce a lasciare lo stesso impatto di PTSD Radio. Rimane una raccolta interessante, con alcuni racconti davvero riusciti e altri più dimenticabili. Il mio voto finale è 6.5/10: un'opera che si lascia leggere con piacere, ma che avrebbe potuto offrire molto di più sia nei contenuti sia nella proposta editoriale.
La struttura è composta da numerosi racconti horror autoconclusivi, alcuni lunghi poche pagine e altri addirittura di appena due. Proprio questa varietà rende la lettura molto scorrevole, ma allo stesso tempo penalizza il coinvolgimento: alcune storie riescono a lasciare il segno grazie a un'idea interessante o a un finale inquietante, mentre altre terminano troppo rapidamente per sviluppare davvero la tensione.
Lo stile di Nakayama rimane comunque riconoscibile. L'autore dimostra ancora una volta di saper creare un'atmosfera opprimente facendo leva più sul disagio psicologico e sull'ignoto che sugli effetti splatter. Le sue idee sono spesso originali e riescono a insinuare nel lettore una sensazione di inquietudine che continua anche dopo aver voltato pagina.
Anche dal punto di vista artistico il manga mantiene un livello molto buono. I disegni sono dettagliati, le espressioni trasmettono efficacemente il senso di ansia e le ombre contribuiscono a creare un'atmosfera cupa e disturbante. Pur trattandosi di racconti molto brevi, Nakayama riesce spesso a costruire immagini di forte impatto visivo.
La nota che mi ha convinto meno riguarda però l'edizione italiana. Considerando la brevità dei racconti, la scelta di pubblicare quattro volumi separati da 9,90 € ciascuno mi è sembrata poco convincente. Avrei preferito un'edizione omnibus oppure due volumi più corposi, che avrebbero reso la raccolta più pratica da recuperare e decisamente più conveniente sotto il profilo economico.
Nel complesso “Semi di Ansia” è una lettura gradevole per gli appassionati dell'horror giapponese e per chi già conosce Masaaki Nakayama, ma difficilmente riesce a lasciare lo stesso impatto di PTSD Radio. Rimane una raccolta interessante, con alcuni racconti davvero riusciti e altri più dimenticabili. Il mio voto finale è 6.5/10: un'opera che si lascia leggere con piacere, ma che avrebbe potuto offrire molto di più sia nei contenuti sia nella proposta editoriale.