Remi
Quando si cerca di adattare un libro bellissimo che però ha talmente tanti eventi da non poter essere ristretto in sole due ore di pellicola, succede quello che è successo con questo film: un disastro che forse si poteva evitare.
I costumi, così come gli sfondi, sono molto belli e, se questo film può far riaccendere l’interesse nelle nuove generazioni verso un ottimo romanzo, allora direi che va bene… ma i difetti sono talmente tanti da far cadere ogni buon giudizio da parte mia.
Innanzitutto la recitazione del piccolo Remì è davvero pessima: il ragazzo ha un volto totalmente inespressivo. Anche l’attore che interpreta Vitali non è particolarmente bravo, a mio parere, e ciò incide sul giudizio finale.
Inoltre la trama è stata totalmente stravolta: vengono tagliati innumerevoli personaggi importanti, come ad esempio i due cani della compagnia Vitali, Zerbino e Dolce, oltre ad Arturo, il bimbo malato della signora Milligan, e inoltre Mattia, personaggio importantissimo per Remì, che occupa praticamente metà romanzo e qui è inesistente.
Il bello del romanzo è che la vita del comico ambulante veniva descritta con cura e mostrava tutti i patimenti che questa vita errante comportava: patire la fame, non avere un tetto quando pioveva, o un riparo quando faceva freddo, la condizione economica precaria e l’adattamento alle condizioni avverse.
In questo film nulla viene accennato e sembra quasi che fare i saltimbanchi sia un gioco, cosa che non fu per Remì: anzi, fu una scuola faticosa di vita.
Le doti dei protagonisti sono stravolte (Vitali era un famoso cantante, e nel film diventa un famoso violinista), così come i ruoli invertiti: la disabilità alle gambe viene data a Lisa invece che ad Arturo.
Lavori che Remì si ritrovò a fare nella sua vita — come il giardiniere o il minatore — qui non vengono nemmeno citati.
Eventi cancellati o riadattati per risparmiare tempo, snaturando l’opera originale della sua bellezza e delle riflessioni che portava.
Insomma, se avete amato l’anime “Remì” e/o il romanzo “Senza famiglia” di Hector Malot, da cui è tratto, evitate come la peste di vedere questo film: ne uscirete delusissimi e quasi disgustati.
I costumi, così come gli sfondi, sono molto belli e, se questo film può far riaccendere l’interesse nelle nuove generazioni verso un ottimo romanzo, allora direi che va bene… ma i difetti sono talmente tanti da far cadere ogni buon giudizio da parte mia.
Innanzitutto la recitazione del piccolo Remì è davvero pessima: il ragazzo ha un volto totalmente inespressivo. Anche l’attore che interpreta Vitali non è particolarmente bravo, a mio parere, e ciò incide sul giudizio finale.
Inoltre la trama è stata totalmente stravolta: vengono tagliati innumerevoli personaggi importanti, come ad esempio i due cani della compagnia Vitali, Zerbino e Dolce, oltre ad Arturo, il bimbo malato della signora Milligan, e inoltre Mattia, personaggio importantissimo per Remì, che occupa praticamente metà romanzo e qui è inesistente.
Il bello del romanzo è che la vita del comico ambulante veniva descritta con cura e mostrava tutti i patimenti che questa vita errante comportava: patire la fame, non avere un tetto quando pioveva, o un riparo quando faceva freddo, la condizione economica precaria e l’adattamento alle condizioni avverse.
In questo film nulla viene accennato e sembra quasi che fare i saltimbanchi sia un gioco, cosa che non fu per Remì: anzi, fu una scuola faticosa di vita.
Le doti dei protagonisti sono stravolte (Vitali era un famoso cantante, e nel film diventa un famoso violinista), così come i ruoli invertiti: la disabilità alle gambe viene data a Lisa invece che ad Arturo.
Lavori che Remì si ritrovò a fare nella sua vita — come il giardiniere o il minatore — qui non vengono nemmeno citati.
Eventi cancellati o riadattati per risparmiare tempo, snaturando l’opera originale della sua bellezza e delle riflessioni che portava.
Insomma, se avete amato l’anime “Remì” e/o il romanzo “Senza famiglia” di Hector Malot, da cui è tratto, evitate come la peste di vedere questo film: ne uscirete delusissimi e quasi disgustati.